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IL PARERE - Sabatini: "Il Napoli si gioca gran parte di stagione in pochi giorni, Bremer-Hojlund? Per me è rigore"
26.01.2026 00:30 di Napoli Magazine
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Sandro Sabatini, giornalista, ha commentato la sconfitta del Napoli contro la Juventus sul proprio canale YouTube: "Milinkovic-Savic, Rrahmani, Politano, Neres, Anguissa ed eventualmente De Bruyne, più Lukaku solo per un quarto d’ora: è bene dirlo subito, nessuna squadra al mondo può concedere tutte queste assenze alla Juventus. Detto questo, va anche chiarito che la Juventus ha meritato la vittoria, forse più larga nel risultato che nel reale andamento della gara, ma sufficiente a scatenare l’entusiasmo dei tifosi. L’entusiasmo nasce dal lavoro di Spalletti e dalla crescita evidente della squadra: miglioramento del gioco collettivo e prestazioni individuali in netto progresso. Non necessariamente in chiave scudetto dieci punti dall’Inter sono tanti e il Napoli stesso ne ha nove, ma certamente in ottica futura. Ed è qui che emerge la differenza psicologica tra Juventus e Napoli. Spalletti guarda avanti con orgoglio, consapevole di aver rimesso la squadra su una traiettoria positiva. Conte, invece, pur lottando fino alla fine, sembra guardare a uno scudetto che rischia di scivolargli via. Il tutto diventa ancora più pesante in vista della Champions League. La Juventus andrà a Dortmund con serenità. Il Napoli, invece, affronterà il Chelsea al Maradona con il rischio concreto di uscire. Se a fine gennaio dovesse trovarsi fuori sia dalla corsa scudetto sia dalla Champions, tutte le attenuanti infortuni, assenze, sfortuna diventerebbero un macigno per l’ambiente e per Conte. Venendo alla Juventus, il protagonista della serata è stato Jonathan David. Non un giocatore che, fino a oggi, avesse dimostrato di essere da Juventus, ma questa è stata senza dubbio la sua miglior partita in bianconero. Una prestazione che dimostra quanto contino la fiducia dell’allenatore e il sostegno del gruppo. Dopo il rigore sbagliato contro il Lecce, che ha pesato anche in classifica, David non è stato abbandonato. Spalletti ha continuato a puntare su di lui, anche a scapito di Openda, e David ha risposto sul campo. Non solo con il gol stop, controllo e conclusione precisa su assist di Locatelli ma con una prova completa: lavoro spalle alla porta, palloni giocati, falli conquistati. Una vera prestazione da centravanti, mai vista prima con questa continuità. Va però riconosciuto che fino al 77° il Napoli ha giocato alla pari, considerando le numerose assenze, che spiegano ma non giustificano il risultato finale. Tra i migliori del Napoli spicca Vergara, classe 2002, giocatore di livello e personalità, che Conte farebbe bene a valorizzare anche in futuro. Meno incisivi del solito McTominay e Lobotka, ma anche perché davanti hanno trovato una Juventus solida: Locatelli e Thuram hanno vinto il duello centrale. Locatelli ha firmato l’assist del primo gol, Thuram ha dato fisicità, ritmo e ha colpito un palo nel primo tempo. Decisivi anche i duelli difensivi. Sul secondo gol bianconero pesa l’errore di Juan Jesus, fino a quel momento impeccabile, che permette a Miretti di recuperare palla e servire Yildiz. Buongiorno e Di Lorenzo hanno retto discretamente, limitando Yildiz per buona parte della gara, ma il gol finale cambia ogni giudizio. Il 3-0 porta anche la firma inattesa di Kostic, un finale insolito ma coerente con il percorso della squadra. Nulla di casuale: la crescita della Juventus è stata costante, pur passando attraverso alti e bassi come la recente gara di Cagliari. Ed è proprio questa crescita che alimenta la fiducia dei tifosi, nonostante lo scudetto resti un obiettivo solo teorico. La Juventus sta costruendo, sta migliorando, e resta da capire se arriverà il centravanti giusto. Le parole di Chiellini su En-Nesyri sono state chiare, ma la squadra, pur cresciuta molto, ha ancora margini. Sul Napoli, infine, l’episodio di Bremer: per me era rigore l’abbraccio su Højlund nel primo tempo, o quantomeno meritava una revisione al VAR. In molte altre partite interventi simili sono stati puniti. Detto questo, l’episodio non spiega né giustifica il 3-0. Quel che resta è un Napoli frustrato e impaurito, consapevole di giocarsi in pochi giorni gran parte della stagione. Gli infortuni pesano, nessuno può permettersi di perdere Milinkovic-Savic, Anguissa, Politano, Rrahmani, Neres e De Bruyne, ma da tempo la sensazione è chiara: la Juventus cresce, il Napoli no. Spalletti trascina entusiasmo. Conte sembra portarsi dietro tensioni irrisolte. E questa differenza oggi pesa più di qualsiasi episodio arbitrale".

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IL PARERE - Sabatini: "Il Napoli si gioca gran parte di stagione in pochi giorni, Bremer-Hojlund? Per me è rigore"

di Napoli Magazine

26/01/2026 - 00:30

Sandro Sabatini, giornalista, ha commentato la sconfitta del Napoli contro la Juventus sul proprio canale YouTube: "Milinkovic-Savic, Rrahmani, Politano, Neres, Anguissa ed eventualmente De Bruyne, più Lukaku solo per un quarto d’ora: è bene dirlo subito, nessuna squadra al mondo può concedere tutte queste assenze alla Juventus. Detto questo, va anche chiarito che la Juventus ha meritato la vittoria, forse più larga nel risultato che nel reale andamento della gara, ma sufficiente a scatenare l’entusiasmo dei tifosi. L’entusiasmo nasce dal lavoro di Spalletti e dalla crescita evidente della squadra: miglioramento del gioco collettivo e prestazioni individuali in netto progresso. Non necessariamente in chiave scudetto dieci punti dall’Inter sono tanti e il Napoli stesso ne ha nove, ma certamente in ottica futura. Ed è qui che emerge la differenza psicologica tra Juventus e Napoli. Spalletti guarda avanti con orgoglio, consapevole di aver rimesso la squadra su una traiettoria positiva. Conte, invece, pur lottando fino alla fine, sembra guardare a uno scudetto che rischia di scivolargli via. Il tutto diventa ancora più pesante in vista della Champions League. La Juventus andrà a Dortmund con serenità. Il Napoli, invece, affronterà il Chelsea al Maradona con il rischio concreto di uscire. Se a fine gennaio dovesse trovarsi fuori sia dalla corsa scudetto sia dalla Champions, tutte le attenuanti infortuni, assenze, sfortuna diventerebbero un macigno per l’ambiente e per Conte. Venendo alla Juventus, il protagonista della serata è stato Jonathan David. Non un giocatore che, fino a oggi, avesse dimostrato di essere da Juventus, ma questa è stata senza dubbio la sua miglior partita in bianconero. Una prestazione che dimostra quanto contino la fiducia dell’allenatore e il sostegno del gruppo. Dopo il rigore sbagliato contro il Lecce, che ha pesato anche in classifica, David non è stato abbandonato. Spalletti ha continuato a puntare su di lui, anche a scapito di Openda, e David ha risposto sul campo. Non solo con il gol stop, controllo e conclusione precisa su assist di Locatelli ma con una prova completa: lavoro spalle alla porta, palloni giocati, falli conquistati. Una vera prestazione da centravanti, mai vista prima con questa continuità. Va però riconosciuto che fino al 77° il Napoli ha giocato alla pari, considerando le numerose assenze, che spiegano ma non giustificano il risultato finale. Tra i migliori del Napoli spicca Vergara, classe 2002, giocatore di livello e personalità, che Conte farebbe bene a valorizzare anche in futuro. Meno incisivi del solito McTominay e Lobotka, ma anche perché davanti hanno trovato una Juventus solida: Locatelli e Thuram hanno vinto il duello centrale. Locatelli ha firmato l’assist del primo gol, Thuram ha dato fisicità, ritmo e ha colpito un palo nel primo tempo. Decisivi anche i duelli difensivi. Sul secondo gol bianconero pesa l’errore di Juan Jesus, fino a quel momento impeccabile, che permette a Miretti di recuperare palla e servire Yildiz. Buongiorno e Di Lorenzo hanno retto discretamente, limitando Yildiz per buona parte della gara, ma il gol finale cambia ogni giudizio. Il 3-0 porta anche la firma inattesa di Kostic, un finale insolito ma coerente con il percorso della squadra. Nulla di casuale: la crescita della Juventus è stata costante, pur passando attraverso alti e bassi come la recente gara di Cagliari. Ed è proprio questa crescita che alimenta la fiducia dei tifosi, nonostante lo scudetto resti un obiettivo solo teorico. La Juventus sta costruendo, sta migliorando, e resta da capire se arriverà il centravanti giusto. Le parole di Chiellini su En-Nesyri sono state chiare, ma la squadra, pur cresciuta molto, ha ancora margini. Sul Napoli, infine, l’episodio di Bremer: per me era rigore l’abbraccio su Højlund nel primo tempo, o quantomeno meritava una revisione al VAR. In molte altre partite interventi simili sono stati puniti. Detto questo, l’episodio non spiega né giustifica il 3-0. Quel che resta è un Napoli frustrato e impaurito, consapevole di giocarsi in pochi giorni gran parte della stagione. Gli infortuni pesano, nessuno può permettersi di perdere Milinkovic-Savic, Anguissa, Politano, Rrahmani, Neres e De Bruyne, ma da tempo la sensazione è chiara: la Juventus cresce, il Napoli no. Spalletti trascina entusiasmo. Conte sembra portarsi dietro tensioni irrisolte. E questa differenza oggi pesa più di qualsiasi episodio arbitrale".