Calcio
IL PARERE - Tacchinardi: "Juventus troppo Yildiz-dipendente, contro il Napoli sarà il crocevia della stagione"
30.11.2025 12:41 di Napoli Magazine
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La Juventus non è ancora pronta per conquistare un titolo. Dopo le vittorie contro Bodo e Cagliari, entrambe in rimonta, l'ex centrocampista Alessio Tacchinardi analizza in modo netto il momento bianconero indicandone le fragilità e la necessità di intervenire sul mercato: "Penso che questa Juve non sia pronta per vincere, è ancora un work in progress", dice a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup di Como, dove nella giornata di domenica 30 novembre sarà in campo con Amoruso, Dida e Serginho. "Credo che Spalletti sia una persona molto preparata, molto brava sul campo e comincia a capire anche le problematiche che ha questa squadra. Innanzitutto quella della personalità, della gestione e della pressione".

Per Tacchinardi, il peso della maglia bianconera è un fattore che oggi la squadra deve ancora imparare a reggere: "La Juve deve vincere e c’è sicuramente una pressione mediatica importante. Ma oggi è una squadra troppo dipendente da Yildiz che ha bisogno terribilmente del suo numero 10 per fare la differenza. Ma è sbagliato aggrapparsi sempre a lui, è necessario dargli una mano perché ormai le altre squadre lo conoscono e quando si sale di livello questa squadra fa fatica". Da qui la necessità di intervenire sul mercato: "A gennaio bisognerà intervenire in qualche modo. Ho l’esempio di quando Edgar Davids arrivò da noi a gennaio e cambiò letteralmente una squadra. Da lì riuscimmo a fare una cavalcata e vincere il campionato. Per questo il prossimo mercato può essere determinante, ma mi auguro che Spalletti riesca a dare quel qualcosa in più anche a livello motivazionale".

In questo senso le prossime settimane saranno determinanti: "Sono in arrivo le sfide a Napoli, Bologna e Roma, un trittico decisivo per il futuro di questa squadra che in questo momento ha bisogno di una scossa". E sulla sfida al Maradona: "È una prima molto delicata per tanti aspetti, anche ambientali: dal ritorno di Spalletti a Conte, una leggenda della Juventus. Sarà davvero difficile, ma può essere un crocevia della stagione". Poi fa il punto sui giocatori: "Mi auguro che Openda e David, dopo l’infortunio di Vlahovic, riescano ad avere continuità e a dimostrare di essere da Juve. Un altro giocatore che mi piacerebbe vedere in mezzo al campo con una Juve diversa, più offensiva, è Koopmeiners. E poi spero che Thuram riesca a salire di livello"

Guardando più in generale al campionato e alla corsa scudetto, per Tacchinardi è l'Inter la squadra più forte, ma la Roma quella più affascinante: "Mi incuriosiscono molto i giallorossi. Se dovessero aggiungere un paio di giocatori potrebbero diventare una squadra davvero importante, perché oggi sul campo mi stanno entusiasmando. Per me comunque la squadra più forte resta l’Inter, anche se ha già cinque sconfitte a fine novembre. Vuol dire che sei forte, ma magari ti senti troppo forte: un pizzico di presunzione va tolto. Non si può sempre vincere giocando bene, a volte bisogna sporcarsi le mani. Ma se il mercato offrirà soluzioni giuste, attenzione alla Roma".

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IL PARERE - Tacchinardi: "Juventus troppo Yildiz-dipendente, contro il Napoli sarà il crocevia della stagione"

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30/11/2025 - 12:41

La Juventus non è ancora pronta per conquistare un titolo. Dopo le vittorie contro Bodo e Cagliari, entrambe in rimonta, l'ex centrocampista Alessio Tacchinardi analizza in modo netto il momento bianconero indicandone le fragilità e la necessità di intervenire sul mercato: "Penso che questa Juve non sia pronta per vincere, è ancora un work in progress", dice a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup di Como, dove nella giornata di domenica 30 novembre sarà in campo con Amoruso, Dida e Serginho. "Credo che Spalletti sia una persona molto preparata, molto brava sul campo e comincia a capire anche le problematiche che ha questa squadra. Innanzitutto quella della personalità, della gestione e della pressione".

Per Tacchinardi, il peso della maglia bianconera è un fattore che oggi la squadra deve ancora imparare a reggere: "La Juve deve vincere e c’è sicuramente una pressione mediatica importante. Ma oggi è una squadra troppo dipendente da Yildiz che ha bisogno terribilmente del suo numero 10 per fare la differenza. Ma è sbagliato aggrapparsi sempre a lui, è necessario dargli una mano perché ormai le altre squadre lo conoscono e quando si sale di livello questa squadra fa fatica". Da qui la necessità di intervenire sul mercato: "A gennaio bisognerà intervenire in qualche modo. Ho l’esempio di quando Edgar Davids arrivò da noi a gennaio e cambiò letteralmente una squadra. Da lì riuscimmo a fare una cavalcata e vincere il campionato. Per questo il prossimo mercato può essere determinante, ma mi auguro che Spalletti riesca a dare quel qualcosa in più anche a livello motivazionale".

In questo senso le prossime settimane saranno determinanti: "Sono in arrivo le sfide a Napoli, Bologna e Roma, un trittico decisivo per il futuro di questa squadra che in questo momento ha bisogno di una scossa". E sulla sfida al Maradona: "È una prima molto delicata per tanti aspetti, anche ambientali: dal ritorno di Spalletti a Conte, una leggenda della Juventus. Sarà davvero difficile, ma può essere un crocevia della stagione". Poi fa il punto sui giocatori: "Mi auguro che Openda e David, dopo l’infortunio di Vlahovic, riescano ad avere continuità e a dimostrare di essere da Juve. Un altro giocatore che mi piacerebbe vedere in mezzo al campo con una Juve diversa, più offensiva, è Koopmeiners. E poi spero che Thuram riesca a salire di livello"

Guardando più in generale al campionato e alla corsa scudetto, per Tacchinardi è l'Inter la squadra più forte, ma la Roma quella più affascinante: "Mi incuriosiscono molto i giallorossi. Se dovessero aggiungere un paio di giocatori potrebbero diventare una squadra davvero importante, perché oggi sul campo mi stanno entusiasmando. Per me comunque la squadra più forte resta l’Inter, anche se ha già cinque sconfitte a fine novembre. Vuol dire che sei forte, ma magari ti senti troppo forte: un pizzico di presunzione va tolto. Non si può sempre vincere giocando bene, a volte bisogna sporcarsi le mani. Ma se il mercato offrirà soluzioni giuste, attenzione alla Roma".