Calcio
IL PENSIERO - Alvino: "Champions al Maradona, scatta il coprifuoco delle polemiche, torniamo a essere identitari"
20.10.2026 13:26 di Napoli Magazine
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Carlo Alvino, nel corso del suo editoriale “Dillo ad Alvino”, in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77, ha dedicato l'apertura alla serata di Champions League che attende il Napoli al Maradona, lanciando un appello all'intero ambiente azzurro affinché ritrovi unità e senso di appartenenza.
 
«Stasera non è una serata come le altre. Le luci della Champions League tornano a illuminare Fuorigrotta e, quando quella musica risuona al Maradona, il resto del mondo deve rimanere fuori».
 
Il giornalista ha ripercorso il clima delle ultime settimane, segnate da discussioni sulle responsabilità del momento difficile attraversato dalla squadra. Un confronto che ha coinvolto ogni componente del club, dall'allenatore alla dirigenza, fino ai calciatori, alimentando un dibattito continuo anche tra i tifosi.
 
«Abbiamo sentito di tutto, abbiamo analizzato, sezionato, processato questa squadra. Abbiamo criticato le scelte di Allegri, contestato Giovanni Manna, puntato il dito contro i calciatori. Lo abbiamo fatto tutti: noi qui in studio a “Dillo ad Alvino”, voi sui social, nei bar, ovunque».
 
L'appuntamento europeo però impone un cambio di atteggiamento. Le valutazioni tecniche e le divergenze possono attendere: durante la partita, la priorità deve essere quella di sostenere il Napoli senza lasciare spazio alle contrapposizioni.
 
Il commentatore ha quindi spostato l'attenzione sul rapporto tra l'identità della squadra e quella della città, ricordando come i momenti più importanti della storia azzurra siano stati accompagnati da una partecipazione collettiva capace di andare oltre le questioni tattiche.
 
«A forza di parlare di moduli, di 4-3-3, di braccetti difensivi, rischiamo di dimenticare una cosa fondamentale: chi siamo noi. Il Napoli non ha mai vinto per la lavagna tattica, ha sempre vinto per la sua anima».
 
È proprio questa dimensione emotiva, nella riflessione di Alvino, a rappresentare una risorsa da recuperare nelle grandi notti europee. Il Maradona può tornare a essere il luogo in cui squadra e pubblico si riconoscono in un unico obiettivo.
 
«Abbiamo vinto quando la città e la squadra si sono fuse in un unico, gigantesco battito cardiaco colorato d'azzurro. E la mia, badate bene, non è retorica: è un richiamo alle origini del tifo napoletano».
 
Da qui il messaggio conclusivo, rivolto a tutti coloro che saranno allo stadio o seguiranno la partita da lontano, perché la Champions diventi anche l'occasione per ritrovare lo spirito che ha sempre contraddistinto il popolo azzurro.
 
«L'appello, sommessamente, per questa sera è uno solo: torniamo a essere identitari».
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IL PENSIERO - Alvino: "Champions al Maradona, scatta il coprifuoco delle polemiche, torniamo a essere identitari"

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20/10/2026 - 13:26

Carlo Alvino, nel corso del suo editoriale “Dillo ad Alvino”, in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77, ha dedicato l'apertura alla serata di Champions League che attende il Napoli al Maradona, lanciando un appello all'intero ambiente azzurro affinché ritrovi unità e senso di appartenenza.
 
«Stasera non è una serata come le altre. Le luci della Champions League tornano a illuminare Fuorigrotta e, quando quella musica risuona al Maradona, il resto del mondo deve rimanere fuori».
 
Il giornalista ha ripercorso il clima delle ultime settimane, segnate da discussioni sulle responsabilità del momento difficile attraversato dalla squadra. Un confronto che ha coinvolto ogni componente del club, dall'allenatore alla dirigenza, fino ai calciatori, alimentando un dibattito continuo anche tra i tifosi.
 
«Abbiamo sentito di tutto, abbiamo analizzato, sezionato, processato questa squadra. Abbiamo criticato le scelte di Allegri, contestato Giovanni Manna, puntato il dito contro i calciatori. Lo abbiamo fatto tutti: noi qui in studio a “Dillo ad Alvino”, voi sui social, nei bar, ovunque».
 
L'appuntamento europeo però impone un cambio di atteggiamento. Le valutazioni tecniche e le divergenze possono attendere: durante la partita, la priorità deve essere quella di sostenere il Napoli senza lasciare spazio alle contrapposizioni.
 
Il commentatore ha quindi spostato l'attenzione sul rapporto tra l'identità della squadra e quella della città, ricordando come i momenti più importanti della storia azzurra siano stati accompagnati da una partecipazione collettiva capace di andare oltre le questioni tattiche.
 
«A forza di parlare di moduli, di 4-3-3, di braccetti difensivi, rischiamo di dimenticare una cosa fondamentale: chi siamo noi. Il Napoli non ha mai vinto per la lavagna tattica, ha sempre vinto per la sua anima».
 
È proprio questa dimensione emotiva, nella riflessione di Alvino, a rappresentare una risorsa da recuperare nelle grandi notti europee. Il Maradona può tornare a essere il luogo in cui squadra e pubblico si riconoscono in un unico obiettivo.
 
«Abbiamo vinto quando la città e la squadra si sono fuse in un unico, gigantesco battito cardiaco colorato d'azzurro. E la mia, badate bene, non è retorica: è un richiamo alle origini del tifo napoletano».
 
Da qui il messaggio conclusivo, rivolto a tutti coloro che saranno allo stadio o seguiranno la partita da lontano, perché la Champions diventi anche l'occasione per ritrovare lo spirito che ha sempre contraddistinto il popolo azzurro.
 
«L'appello, sommessamente, per questa sera è uno solo: torniamo a essere identitari».