Calcio
IL PENSIERO - Buffon: "Nazionale, io avrei preso Conte come C.t., Mancini è una scelta tecnicamente giusta, ha dimostrato un gioco funzionale, Ranieri dà mille garanzie personali e tecniche"
02.08.2026 07:32 di Napoli Magazine
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Gigi Buffon, ex portiere campione del Mondo ed ex capo delegazione della Nazionale, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale si è soffermato sul momento attuale dell'Italia. Ecco un estratto.
 
E ora, Buffon?
"
E ora c’è da riavvolgere il nastro e sperare di ritrovare lo slancio che ci ha portati all’Europeo, non il clima della seconda eliminazione mondiale".
 
Mancini ha ammesso: “Ho sbagliato”. Sufficiente?

"Devono rispondere gli italiani e i giocatori. Dallo spoiler di Malagò sul messaggio di Donnarumma mi pare di capire ci sia condivisione. Bene così". 

Per lei? 
 
"Alla fine, Mancini è una scelta tecnicamente giusta perché ha dimostrato un gioco funzionale a un progetto. Se fossi Psg, Bayern, Real, Juve, una big, lo prenderei in considerazione". 
 
Resta l’addio di agosto… 
 
"Resta. Sta parlando con uno che è sceso in Serie B con la Juve e s’è tagliato cinquecentomila euro di stipendio. Solo per il senso di appartenenza". 
 
Abbiamo conosciuto tre Mancini nei cinque anni di Nazionale. 
 
"Vero, sono momenti personali e di squadra. Il primo corrisponde al momento della riscossa, all’entusiasmo del cambio di allenatore, a visioni vincenti. Poi arriva il difficile: confermarsi, tenere alte le motivazioni, cioè quello che fa la differenza tra i forti e i fuoriclasse. Infine, si rompe qualcosa e viene meno la convinzione". 
 
Gira voce che, dopo Spalletti, lei si sia opposto a Mancini che s’era candidato già allora. 
 
"Avevo un ruolo importante, ma non mi spettava l’ultima parola. In quel momento Gattuso era il meglio che ci fosse sul mercato per quel ruolo. Poco tempo e spareggi praticamente certi: c’era bisogno di motivare una squadra un po’ abbattuta e restituirgli entusiasmo e senso di orgoglio. Penso di conoscere il calcio, so che un risultato non si valuta da un’espulsione o da un rigore in più o in meno. Bisogna vivere la quotidianità e intercettare le dinamiche che si creano tra squadra e allenatore, e poche volte ho percepito tanta armonia, stima e comunione d’intenti". 
 
Con Mancini c’è Ranieri, personalità fuori da qualsiasi discussione. Zoff s’è chiesto a cosa serva un dt. 
 
"Capisco che da fuori si possa avere qualche dubbio, è legittimo, però in questo momento è importante una figura così in un ruolo delicato. Ranieri dà mille garanzie personali e tecniche".
 
Se quindi lei fosse il dt? 
 
"Proporrei: obiettivo principale qualificarsi al Mondiale tra quattro anni. Su questa base, avrei scelto Conte, poi Baldini e via via gli altri. Ma bisogna avere il coraggio delle scelte e la bravura a comunicarle a tutti, anche alla stampa. Troppo spesso sento dire 'quello è la persona giusta', senza una tangibile motivazione. Ok, ma sono scelte istintive, non studiate. Prima, il progetto e poi la persona funzionale".
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IL PENSIERO - Buffon: "Nazionale, io avrei preso Conte come C.t., Mancini è una scelta tecnicamente giusta, ha dimostrato un gioco funzionale, Ranieri dà mille garanzie personali e tecniche"

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02/08/2026 - 07:32

Gigi Buffon, ex portiere campione del Mondo ed ex capo delegazione della Nazionale, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale si è soffermato sul momento attuale dell'Italia. Ecco un estratto.
 
E ora, Buffon?
"
E ora c’è da riavvolgere il nastro e sperare di ritrovare lo slancio che ci ha portati all’Europeo, non il clima della seconda eliminazione mondiale".
 
Mancini ha ammesso: “Ho sbagliato”. Sufficiente?

"Devono rispondere gli italiani e i giocatori. Dallo spoiler di Malagò sul messaggio di Donnarumma mi pare di capire ci sia condivisione. Bene così". 

Per lei? 
 
"Alla fine, Mancini è una scelta tecnicamente giusta perché ha dimostrato un gioco funzionale a un progetto. Se fossi Psg, Bayern, Real, Juve, una big, lo prenderei in considerazione". 
 
Resta l’addio di agosto… 
 
"Resta. Sta parlando con uno che è sceso in Serie B con la Juve e s’è tagliato cinquecentomila euro di stipendio. Solo per il senso di appartenenza". 
 
Abbiamo conosciuto tre Mancini nei cinque anni di Nazionale. 
 
"Vero, sono momenti personali e di squadra. Il primo corrisponde al momento della riscossa, all’entusiasmo del cambio di allenatore, a visioni vincenti. Poi arriva il difficile: confermarsi, tenere alte le motivazioni, cioè quello che fa la differenza tra i forti e i fuoriclasse. Infine, si rompe qualcosa e viene meno la convinzione". 
 
Gira voce che, dopo Spalletti, lei si sia opposto a Mancini che s’era candidato già allora. 
 
"Avevo un ruolo importante, ma non mi spettava l’ultima parola. In quel momento Gattuso era il meglio che ci fosse sul mercato per quel ruolo. Poco tempo e spareggi praticamente certi: c’era bisogno di motivare una squadra un po’ abbattuta e restituirgli entusiasmo e senso di orgoglio. Penso di conoscere il calcio, so che un risultato non si valuta da un’espulsione o da un rigore in più o in meno. Bisogna vivere la quotidianità e intercettare le dinamiche che si creano tra squadra e allenatore, e poche volte ho percepito tanta armonia, stima e comunione d’intenti". 
 
Con Mancini c’è Ranieri, personalità fuori da qualsiasi discussione. Zoff s’è chiesto a cosa serva un dt. 
 
"Capisco che da fuori si possa avere qualche dubbio, è legittimo, però in questo momento è importante una figura così in un ruolo delicato. Ranieri dà mille garanzie personali e tecniche".
 
Se quindi lei fosse il dt? 
 
"Proporrei: obiettivo principale qualificarsi al Mondiale tra quattro anni. Su questa base, avrei scelto Conte, poi Baldini e via via gli altri. Ma bisogna avere il coraggio delle scelte e la bravura a comunicarle a tutti, anche alla stampa. Troppo spesso sento dire 'quello è la persona giusta', senza una tangibile motivazione. Ok, ma sono scelte istintive, non studiate. Prima, il progetto e poi la persona funzionale".