A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni, giornalista: "Como-Napoli non mi è dispiaciuta tanto. Sono due squadre che hanno giocato con le proprie caratteristiche, nessuna ha fatto qualcosa di strano. Quello che non è andato benissimo è la ripartenza del Napoli. C'è stata solo quando il Como era un po' stanco. Quando il Napoli è ripartito, è andato vicino al gol. Come prevedevo, non ci dovevamo aspettare tanti gol. Due anni fa dov'era il Napoli? Era al decimo posto, in un campionato tremendo, con 3 tecnici divorati. E si era vinto lo Scudetto un anno prima. Nessuno avrebbe creduto che il Napoli potesse vincere lo scudetto e raggiungere il secondo posto dopo quel decimo posto. Il Napoli ha speso tanti soldi la scorsa estate, non ha fatto un mercato sottotono, ma dei giocatori hanno fallito o sono stati poco all'altezza. Il Napoli non ha fondi stranieri alle spalle. Ma è quasi condannato a restare lì ai vertici della classifica per la Champions League. Bisogna sciogliere questa diatriba tra gli esteti del calcio e i risultatisti. La bellezza del calcio non è solo fare passaggi meravigliosi e provare ad andare in porta. Il Como non ha mai battuto il Napoli, ha incocciato contro l'Inter due volte... Il Como è da applaudire perché è vicino alla qualificazione europea, ma non è una squadra di poveracci: ha un progetto chiaro e c'è dietro chi può comprare altre squadre di Serie A. Io sono per giocare un calcio nelle corde di uno dei migliori allenatori in circolazione: Conte non entusiasma, ma è secondo; Allegri non entusiasma, ma è terzo. Il Napoli senza la qualificazione obbligata di Champions League torna dietro di 20 anni. L'incontro tra De Laurentiis e Conte è un incontro pratico. Uno chiederà garanzie, l'altro dirà di aver speso 250 milioni in estate. I discorsi tra i due possono durare anche 5 minuti. Conte sa che non potrà chiedere la luna, mentre De Laurentiis continuerà a lavorare come ha sempre operato il Napoli: con le plusvalenze".
di Napoli Magazine
04/05/2026 - 16:16
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni, giornalista: "Como-Napoli non mi è dispiaciuta tanto. Sono due squadre che hanno giocato con le proprie caratteristiche, nessuna ha fatto qualcosa di strano. Quello che non è andato benissimo è la ripartenza del Napoli. C'è stata solo quando il Como era un po' stanco. Quando il Napoli è ripartito, è andato vicino al gol. Come prevedevo, non ci dovevamo aspettare tanti gol. Due anni fa dov'era il Napoli? Era al decimo posto, in un campionato tremendo, con 3 tecnici divorati. E si era vinto lo Scudetto un anno prima. Nessuno avrebbe creduto che il Napoli potesse vincere lo scudetto e raggiungere il secondo posto dopo quel decimo posto. Il Napoli ha speso tanti soldi la scorsa estate, non ha fatto un mercato sottotono, ma dei giocatori hanno fallito o sono stati poco all'altezza. Il Napoli non ha fondi stranieri alle spalle. Ma è quasi condannato a restare lì ai vertici della classifica per la Champions League. Bisogna sciogliere questa diatriba tra gli esteti del calcio e i risultatisti. La bellezza del calcio non è solo fare passaggi meravigliosi e provare ad andare in porta. Il Como non ha mai battuto il Napoli, ha incocciato contro l'Inter due volte... Il Como è da applaudire perché è vicino alla qualificazione europea, ma non è una squadra di poveracci: ha un progetto chiaro e c'è dietro chi può comprare altre squadre di Serie A. Io sono per giocare un calcio nelle corde di uno dei migliori allenatori in circolazione: Conte non entusiasma, ma è secondo; Allegri non entusiasma, ma è terzo. Il Napoli senza la qualificazione obbligata di Champions League torna dietro di 20 anni. L'incontro tra De Laurentiis e Conte è un incontro pratico. Uno chiederà garanzie, l'altro dirà di aver speso 250 milioni in estate. I discorsi tra i due possono durare anche 5 minuti. Conte sa che non potrà chiedere la luna, mentre De Laurentiis continuerà a lavorare come ha sempre operato il Napoli: con le plusvalenze".