Claudio Lotito, relatore della norma antipirateria e senatore di Forza Italia, è intervenuto sulle dichiarazioni del CEO di Cloudflare dopo la sanzione dell'AGCOM per violazione delle norme antipirateria: e dichiarazioni del CEO di Cloudflare successive alla sanzione irrogata da AGCOM rappresentano un concentrato di mistificazioni e affermazioni false, che tentano di ribaltare la realtà dei fatti e di delegittimare un sistema di tutela dei diritti pienamente legittimo. Non c'è alcuna censura. C'è, invece, una sanzione motivata e fondata nei confronti di un operatore che ha scelto consapevolmente di non collaborare con le Autorità, con le forze dell'ordine, con i titolari dei diritti e con l'autorità giudiziaria, ponendosi fuori da ogni logica di responsabilità istituzionale. Le intimidazioni verbali e le narrazioni vittimistiche non cambiano i fatti: in Italia, come in Europa, la tutela dei diritti non è negoziabile e non sarà sacrificata sull'altare dell'arroganza di chi si ritiene al di sopra delle istituzioni. a pirateria audiovisiva non è una battaglia ideologica, ma un fenomeno criminale che sottrae miliardi di euro, alimenta circuiti illegali e danneggia lavoratori, imprese, sport e cultura. Difendere questi interessi non è un attacco alla rete: è difesa della legalità. Nessuna multinazionale tecnologica può pensare di operare nei Paesi democratici scegliendo quali leggi rispettare e quali ignorare".
di Napoli Magazine
10/01/2026 - 19:47
Claudio Lotito, relatore della norma antipirateria e senatore di Forza Italia, è intervenuto sulle dichiarazioni del CEO di Cloudflare dopo la sanzione dell'AGCOM per violazione delle norme antipirateria: e dichiarazioni del CEO di Cloudflare successive alla sanzione irrogata da AGCOM rappresentano un concentrato di mistificazioni e affermazioni false, che tentano di ribaltare la realtà dei fatti e di delegittimare un sistema di tutela dei diritti pienamente legittimo. Non c'è alcuna censura. C'è, invece, una sanzione motivata e fondata nei confronti di un operatore che ha scelto consapevolmente di non collaborare con le Autorità, con le forze dell'ordine, con i titolari dei diritti e con l'autorità giudiziaria, ponendosi fuori da ogni logica di responsabilità istituzionale. Le intimidazioni verbali e le narrazioni vittimistiche non cambiano i fatti: in Italia, come in Europa, la tutela dei diritti non è negoziabile e non sarà sacrificata sull'altare dell'arroganza di chi si ritiene al di sopra delle istituzioni. a pirateria audiovisiva non è una battaglia ideologica, ma un fenomeno criminale che sottrae miliardi di euro, alimenta circuiti illegali e danneggia lavoratori, imprese, sport e cultura. Difendere questi interessi non è un attacco alla rete: è difesa della legalità. Nessuna multinazionale tecnologica può pensare di operare nei Paesi democratici scegliendo quali leggi rispettare e quali ignorare".