A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Partiamo dai flop dell’ultima giornata di campionato: da chi vuole iniziare?
“Parto dalla Roma e da Gasperini. La considero ancora in corsa per la Champions, lo dico davvero, non per compiacere qualcuno. Anche in virtù di quello che potrà fare il mercato giallorosso. Però la Roma continua ad avere difficoltà nei big match: sembra quasi una questione mentale. Ci sono partite in cui sai che prima o poi la porta a casa, senza subire gol, e altre in cui accade esattamente il contrario. È difficile da spiegare se non con qualche mancanza di qualità in alcuni reparti, soprattutto là davanti. Alcune gare le risolvi anche con una giocata, come quella di lunedì contro il Genoa, ma quando il livello si alza serve qualcosa in più. Il Gasp deve inventarsi soluzioni, anche se so bene che non è semplice con queste opzioni. Il lavoro fatto finora è buono, ma non va vanificato".
Gli altri flop della giornata?
“Qui parliamo di un concorso di colpe alla Juventus: Locatelli ed il rigore sbagliato. È un rigoricidio collettivo. Chi tira sbaglia, ma il capitano deve fare il capitano. Locatelli non ha fatto un gesto da leader, in quel momento devi prenderti la responsabilità e portare la squadra alla vittoria. Se segni, nessuno parla della prestazione senza gol. Jonathan David ha avuto coraggio, forse anche troppa presunzione, ma non era il momento. A vent’anni Yldiz deve anche imparare ad avere la forza di dire: ‘Questo rigore lo tiro io’. Tutto questo racconta la confusione che regna in casa Juventus da qualche anno".
Passando ai top di giornata, chi ha in lista?
“Per me il discorso scudetto di Milan e Inter dipende da un solo giocatore per parte. Al Milan da Rafael Leão, all’Inter da Lautaro Martínez. Leão ha fatto vincere da solo partite fondamentali come quelle con Fiorentina, Lazio e Cagliari: se non incide lui, il Milan perde punti pesanti. Lautaro l’anno scorso ha segnato 12 gol e l’Inter è arrivata a un passo dallo scudetto, quest’anno deve arrivare almeno a 25, non per una questione estetica, ma perché l’Inter ha bisogno di sapere di avere un uomo che segna. Quando lui fatica, tutta la squadra ne risente".
Veniamo a Lazio-Napoli: i top e flop della gara?
“Politano, Juan Jesus ancora una volta top di giornata, con loro Elmas. Flop per Marusic, Højlund e Buongiorno che, ad oggi, è una riserva. Per la Lazio dico Adam Marušic, una partita davvero negativa sotto ogni aspetto, al di là dell’espulsione. È stato il peggiore in campo anche tecnicamente. Per il Napoli faccio un discorso diverso: questa squadra oggi può permettersi anche piccoli flop individuali. Una volta è Neres il migliore, la partita dopo può faticare. Lo stesso vale per Højlund, la gara si è sviluppata in modo diverso e lui non è stato protagonista. Però attenzione a non tirare troppo la corda, perché qualcuno ha bisogno anche di rifiatare. Poi c’è Alessandro Buongiorno, anche se parliamo di un ‘floppino’. Non è un flop di stagione, ma il fatto che sia finito in panchina per Juan Jesus fa riflettere. Qualche mese fa nessuno avrebbe scommesso su una cosa del genere. Ha perso il posto e oggi entra solo negli ultimi minuti: è una situazione che dice molto di come le gerarchie possano cambiare. Passando ai top, Politano è un top assoluto: sembrava fuori dal progetto e invece Conte lo ha rimesso al centro, restituendogli fiducia. Con Juan Jesus parliamo di personalità. Conte ha fatto un lavoro enorme su di lui, dandogli consapevolezza dei propri mezzi e il giocatore ha risposto alla grande. Il terzo top sarebbe potuto essere Spinazzola, ma io ho scelto Eljif Elmas, mi ha impressionato per solidità e duttilità. Oggi vale più di quanto è stato pagato".
di Napoli Magazine
05/01/2026 - 12:47
A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Partiamo dai flop dell’ultima giornata di campionato: da chi vuole iniziare?
“Parto dalla Roma e da Gasperini. La considero ancora in corsa per la Champions, lo dico davvero, non per compiacere qualcuno. Anche in virtù di quello che potrà fare il mercato giallorosso. Però la Roma continua ad avere difficoltà nei big match: sembra quasi una questione mentale. Ci sono partite in cui sai che prima o poi la porta a casa, senza subire gol, e altre in cui accade esattamente il contrario. È difficile da spiegare se non con qualche mancanza di qualità in alcuni reparti, soprattutto là davanti. Alcune gare le risolvi anche con una giocata, come quella di lunedì contro il Genoa, ma quando il livello si alza serve qualcosa in più. Il Gasp deve inventarsi soluzioni, anche se so bene che non è semplice con queste opzioni. Il lavoro fatto finora è buono, ma non va vanificato".
Gli altri flop della giornata?
“Qui parliamo di un concorso di colpe alla Juventus: Locatelli ed il rigore sbagliato. È un rigoricidio collettivo. Chi tira sbaglia, ma il capitano deve fare il capitano. Locatelli non ha fatto un gesto da leader, in quel momento devi prenderti la responsabilità e portare la squadra alla vittoria. Se segni, nessuno parla della prestazione senza gol. Jonathan David ha avuto coraggio, forse anche troppa presunzione, ma non era il momento. A vent’anni Yldiz deve anche imparare ad avere la forza di dire: ‘Questo rigore lo tiro io’. Tutto questo racconta la confusione che regna in casa Juventus da qualche anno".
Passando ai top di giornata, chi ha in lista?
“Per me il discorso scudetto di Milan e Inter dipende da un solo giocatore per parte. Al Milan da Rafael Leão, all’Inter da Lautaro Martínez. Leão ha fatto vincere da solo partite fondamentali come quelle con Fiorentina, Lazio e Cagliari: se non incide lui, il Milan perde punti pesanti. Lautaro l’anno scorso ha segnato 12 gol e l’Inter è arrivata a un passo dallo scudetto, quest’anno deve arrivare almeno a 25, non per una questione estetica, ma perché l’Inter ha bisogno di sapere di avere un uomo che segna. Quando lui fatica, tutta la squadra ne risente".
Veniamo a Lazio-Napoli: i top e flop della gara?
“Politano, Juan Jesus ancora una volta top di giornata, con loro Elmas. Flop per Marusic, Højlund e Buongiorno che, ad oggi, è una riserva. Per la Lazio dico Adam Marušic, una partita davvero negativa sotto ogni aspetto, al di là dell’espulsione. È stato il peggiore in campo anche tecnicamente. Per il Napoli faccio un discorso diverso: questa squadra oggi può permettersi anche piccoli flop individuali. Una volta è Neres il migliore, la partita dopo può faticare. Lo stesso vale per Højlund, la gara si è sviluppata in modo diverso e lui non è stato protagonista. Però attenzione a non tirare troppo la corda, perché qualcuno ha bisogno anche di rifiatare. Poi c’è Alessandro Buongiorno, anche se parliamo di un ‘floppino’. Non è un flop di stagione, ma il fatto che sia finito in panchina per Juan Jesus fa riflettere. Qualche mese fa nessuno avrebbe scommesso su una cosa del genere. Ha perso il posto e oggi entra solo negli ultimi minuti: è una situazione che dice molto di come le gerarchie possano cambiare. Passando ai top, Politano è un top assoluto: sembrava fuori dal progetto e invece Conte lo ha rimesso al centro, restituendogli fiducia. Con Juan Jesus parliamo di personalità. Conte ha fatto un lavoro enorme su di lui, dandogli consapevolezza dei propri mezzi e il giocatore ha risposto alla grande. Il terzo top sarebbe potuto essere Spinazzola, ma io ho scelto Eljif Elmas, mi ha impressionato per solidità e duttilità. Oggi vale più di quanto è stato pagato".