Calcio
IL PREPARATORE - Febbrari: "La regola imprescindibile è la gradualità nella progressione dei carichi di lavoro, Beukema? Serve una gestione estremamente attenta e personalizzata"
30.07.2026 14:16 di Napoli Magazine
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Luigi Febbrari, ex preparatore atletico del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole "Preparazione? Il primo comandamento è molto semplice: la gradualità nella progressione dei carichi di lavoro. È una regola dalla quale non si può prescindere. Se si parte troppo forte si rischia di creare problemi, perché l'organismo non è ancora pronto a ricevere determinati stimoli. Sul metodo si può discutere all'infinito, perché non esiste una ricetta universale che garantisca il successo. Esistono esperienze, prassi e convinzioni maturate negli anni, ma nessuno può dire di possedere il metodo perfetto. Quello che non può mai mancare, invece, è proprio la gradualità. Il lavoro svolto dai calciatori durante le vacanze? Incide tantissimo. Al termine della stagione viene sempre consegnato un programma di lavoro da seguire durante il periodo di pausa, ma nessuno può avere la certezza che tutti lo rispettino. Capita quindi che qualcuno si presenti al raduno con due o tre chili in più e, inevitabilmente, quel giocatore partirà in ritardo rispetto ai compagni. Anche questo è un aspetto che il preparatore deve valutare con attenzione prima di programmare il lavoro. Cosa ho notato a Dimaro? Quest'anno ho visto davvero poco. Sono rimasto soltanto un giorno e ho assistito a una fase di riscaldamento e ad alcune esercitazioni tecnico-tattiche. Il giorno successivo c'era la partita e sono passato soltanto per salutare. Due anni fa, invece, ebbi modo di osservare da vicino il lavoro di Conte e ricordo sedute molto pesanti, anche al di fuori di quella che sarebbe stata la mia impostazione metodologica. Attenzione, però: questo non significa che un metodo sia migliore di un altro. Nel calcio, alla fine, il metodo migliore è quasi sempre quello che porta alla vittoria. Il problema di Beukema? Sinceramente spero sempre di non trovarmi davanti a un problema di questo tipo. Una tendinopatia cronica è una delle situazioni più difficili da gestire. Il lavoro deve essere svolto in perfetta sinergia tra area medica e preparatori atletici, con il coinvolgimento dell'allenatore. Non esistono protocolli che garantiscano risultati certi, perché ogni atleta reagisce in maniera diversa alle terapie e ai carichi di lavoro. È una patologia molto delicata, che richiede una gestione estremamente attenta e personalizzata. Quando diventa cronica bisogna convivere con il problema e cercare ogni giorno il giusto equilibrio. È davvero una brutta situazione da affrontare". 

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IL PREPARATORE - Febbrari: "La regola imprescindibile è la gradualità nella progressione dei carichi di lavoro, Beukema? Serve una gestione estremamente attenta e personalizzata"

di Napoli Magazine

30/07/2026 - 14:16

Luigi Febbrari, ex preparatore atletico del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole "Preparazione? Il primo comandamento è molto semplice: la gradualità nella progressione dei carichi di lavoro. È una regola dalla quale non si può prescindere. Se si parte troppo forte si rischia di creare problemi, perché l'organismo non è ancora pronto a ricevere determinati stimoli. Sul metodo si può discutere all'infinito, perché non esiste una ricetta universale che garantisca il successo. Esistono esperienze, prassi e convinzioni maturate negli anni, ma nessuno può dire di possedere il metodo perfetto. Quello che non può mai mancare, invece, è proprio la gradualità. Il lavoro svolto dai calciatori durante le vacanze? Incide tantissimo. Al termine della stagione viene sempre consegnato un programma di lavoro da seguire durante il periodo di pausa, ma nessuno può avere la certezza che tutti lo rispettino. Capita quindi che qualcuno si presenti al raduno con due o tre chili in più e, inevitabilmente, quel giocatore partirà in ritardo rispetto ai compagni. Anche questo è un aspetto che il preparatore deve valutare con attenzione prima di programmare il lavoro. Cosa ho notato a Dimaro? Quest'anno ho visto davvero poco. Sono rimasto soltanto un giorno e ho assistito a una fase di riscaldamento e ad alcune esercitazioni tecnico-tattiche. Il giorno successivo c'era la partita e sono passato soltanto per salutare. Due anni fa, invece, ebbi modo di osservare da vicino il lavoro di Conte e ricordo sedute molto pesanti, anche al di fuori di quella che sarebbe stata la mia impostazione metodologica. Attenzione, però: questo non significa che un metodo sia migliore di un altro. Nel calcio, alla fine, il metodo migliore è quasi sempre quello che porta alla vittoria. Il problema di Beukema? Sinceramente spero sempre di non trovarmi davanti a un problema di questo tipo. Una tendinopatia cronica è una delle situazioni più difficili da gestire. Il lavoro deve essere svolto in perfetta sinergia tra area medica e preparatori atletici, con il coinvolgimento dell'allenatore. Non esistono protocolli che garantiscano risultati certi, perché ogni atleta reagisce in maniera diversa alle terapie e ai carichi di lavoro. È una patologia molto delicata, che richiede una gestione estremamente attenta e personalizzata. Quando diventa cronica bisogna convivere con il problema e cercare ogni giorno il giusto equilibrio. È davvero una brutta situazione da affrontare".