La nazionale femminile di calcio iraniana, diverse componenti della quale avevano chiesto asilo in Australia, ha attraversato nella giornata di mercoledì il valico di frontiera turco-iraniano di Gürbulak. Tra loro c'erano quattro giocatrici, compresa il il capitano Zahra Ghanbari, e un membro dello staff tecnico che avevano ritirato le loro domande di asilo presentate in Australia e deciso di tornare in Iran. Le giocatrici, che indossavano la tuta della nazionale iraniana, erano salite a bordo di un autobus diretto al valico di frontiera di Gürbulak-Bazargan dopo essere atterrate all'aeroporto di Igdir, nella Turchia orientale. Arrivate mercoledì scorso a Kuala Lumpur, in Malesia, dall'Australia dove stavano partecipando alla Coppa d'Asia, le giocatrici della nazionale femminile di calcio hanno volato in Oman lunedì, prima di prendere un aereo per Istanbul martedì. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, ha elogiato le "calciatrici e lo staff tecnico" della nazionale, definendole "figlie della nazione" che "il popolo iraniano abbraccia". Ha aggiunto che hanno "deluso i nemici" della Repubblica islamica resistendo "all'inganno e all'intimidazione degli elementi anti-iraniani". Sette membri della nazionale femminile iraniana - sei giocatrici e un membro dello staff - avevano inizialmente chiesto asilo in Australia dopo essere state etichettate come "traditrici" nel loro paese per essersi rifiutate di cantare l'inno nazionale prima di una partita, nel contesto della guerra Iran-Israele. Solo due giocatrici sono poi rimaste in Australia.
di Napoli Magazine
18/03/2026 - 13:59
La nazionale femminile di calcio iraniana, diverse componenti della quale avevano chiesto asilo in Australia, ha attraversato nella giornata di mercoledì il valico di frontiera turco-iraniano di Gürbulak. Tra loro c'erano quattro giocatrici, compresa il il capitano Zahra Ghanbari, e un membro dello staff tecnico che avevano ritirato le loro domande di asilo presentate in Australia e deciso di tornare in Iran. Le giocatrici, che indossavano la tuta della nazionale iraniana, erano salite a bordo di un autobus diretto al valico di frontiera di Gürbulak-Bazargan dopo essere atterrate all'aeroporto di Igdir, nella Turchia orientale. Arrivate mercoledì scorso a Kuala Lumpur, in Malesia, dall'Australia dove stavano partecipando alla Coppa d'Asia, le giocatrici della nazionale femminile di calcio hanno volato in Oman lunedì, prima di prendere un aereo per Istanbul martedì. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, ha elogiato le "calciatrici e lo staff tecnico" della nazionale, definendole "figlie della nazione" che "il popolo iraniano abbraccia". Ha aggiunto che hanno "deluso i nemici" della Repubblica islamica resistendo "all'inganno e all'intimidazione degli elementi anti-iraniani". Sette membri della nazionale femminile iraniana - sei giocatrici e un membro dello staff - avevano inizialmente chiesto asilo in Australia dopo essere state etichettate come "traditrici" nel loro paese per essersi rifiutate di cantare l'inno nazionale prima di una partita, nel contesto della guerra Iran-Israele. Solo due giocatrici sono poi rimaste in Australia.