Calcio
L'ANALISI - Bucchioni: “Allegri scelta di stabilità, il Napoli non ha bisogno di rivoluzioni, ma solo interventi mirati"
19.06.2026 21:21 di Napoli Magazine
aA

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Enzo Bucchioni, giornalista: "Quando si parla di Igor Protti bisogna partire prima dall’uomo e poi dal calciatore. È stato una persona straordinaria, sempre disponibile, umile e capace di trasmettere valori autentici. Anche durante la malattia ha dimostrato il coraggio e la forza che lo hanno sempre contraddistinto, scegliendo di raccontare la sua esperienza per dare speranza agli altri. Ha affrontato tutto con una dignità esemplare, diventando ancora una volta un punto di riferimento. Quando scompaiono persone come lui resta un vuoto che va ben oltre il calcio giocato. Sul campo era lo stesso uomo che abbiamo conosciuto fuori: determinato, coraggioso, capace di superare continuamente i propri limiti. Un esempio per tutti. Per quanto riguarda il Napoli, la scelta di Massimiliano Allegri rappresenta un segnale molto chiaro. Il fatto che si parli di un progetto triennale significa che la società vuole trasmettere stabilità e fiducia, sia all’allenatore sia all’ambiente. È una scelta che inevitabilmente divide, perché Allegri è un tecnico che suscita opinioni differenti. C’è chi avrebbe preferito un profilo diverso, magari più legato a una certa idea di gioco, ma la società ha deciso di puntare con convinzione su un allenatore che ha vinto tantissimo e che conosce perfettamente le dinamiche delle grandi squadre. Allegri non è certo una scoperta. Parliamo di un tecnico che ha conquistato numerosi trofei e che da anni lavora ai massimi livelli. Il suo è un calcio pragmatico, molto orientato al risultato, un approccio che può piacere o meno ma che nel corso della carriera gli ha consentito di ottenere successi importanti. Alla fine, però, nel calcio contano soprattutto i risultati. E credo che sia proprio questo ciò che Aurelio De Laurentiis si aspetta da lui: una squadra competitiva e capace di vincere. Una delle qualità più importanti di Allegri è la capacità di valorizzare le risorse che ha a disposizione. Non è un allenatore che pretende rivoluzioni o che lega il proprio lavoro esclusivamente all’arrivo di determinati giocatori. Storicamente ha sempre cercato di ottenere il massimo da ciò che aveva in rosa. Per questo motivo mi aspetto che possa recuperare e rilanciare diversi elementi del gruppo attuale. Ci sono giocatori che negli ultimi mesi hanno reso meno del previsto e che potrebbero trovare nuova linfa all’interno del suo progetto tecnico. Sul mercato non credo che vedremo una rivoluzione. Il Napoli ha già investito molto nelle scorse stagioni e oggi dispone di una base importante. Mi aspetto piuttosto interventi mirati, funzionali alle idee del nuovo allenatore. La situazione di Frank Anguissa va letta anche in quest’ottica. È un giocatore che ha dato tantissimo al Napoli e che è stato protagonista di anni importanti, ma può essere arrivato il momento di valutare nuove soluzioni. Se dovesse partire, il nome di Adrien Rabiot avrebbe una logica evidente. È un giocatore che Allegri conosce molto bene e che possiede caratteristiche particolarmente adatte al suo modo di interpretare il calcio: fisicità, capacità di inserimento, letture tattiche e qualità nelle due fasi. Lo stesso discorso può valere per altri elementi della rosa. Penso a giocatori che hanno accumulato tante stagioni ad altissimo livello e che potrebbero aver bisogno di nuovi stimoli oppure a calciatori rientrati dai prestiti che potrebbero tornare utili all’interno del nuovo progetto. Se il Napoli avesse scelto un allenatore come Vincenzo Italiano, probabilmente sarebbe stato necessario un intervento più profondo sul mercato per adattare la squadra a un sistema di gioco completamente diverso. Con Allegri, invece, la base esiste già e può essere valorizzata senza stravolgimenti. Anche il discorso relativo a Romelu Lukaku va inserito in questo contesto. È vero che per caratteristiche potrebbe essere un attaccante funzionale al calcio di Allegri, ma bisogna considerare diversi fattori, dall’età all’ingaggio fino alle condizioni fisiche. Il Napoli dovrà fare valutazioni molto attente. Lukaku resta un giocatore importante, ma il club deve guardare anche al futuro e alla sostenibilità del progetto. In generale, credo che Allegri sia stato scelto proprio perché capace di ottimizzare ciò che già esiste. Non mi aspetto una rivoluzione, ma una serie di interventi mirati per rendere una rosa già molto competitiva ancora più adatta alle esigenze del nuovo allenatore. La vera sfida sarà trovare il giusto equilibrio tra continuità e rinnovamento, mantenendo alta l’ambizione di una squadra che negli ultimi anni ha dimostrato di poter competere stabilmente ai vertici del calcio italiano".

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'ANALISI - Bucchioni: “Allegri scelta di stabilità, il Napoli non ha bisogno di rivoluzioni, ma solo interventi mirati"

di Napoli Magazine

19/06/2026 - 21:21

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Enzo Bucchioni, giornalista: "Quando si parla di Igor Protti bisogna partire prima dall’uomo e poi dal calciatore. È stato una persona straordinaria, sempre disponibile, umile e capace di trasmettere valori autentici. Anche durante la malattia ha dimostrato il coraggio e la forza che lo hanno sempre contraddistinto, scegliendo di raccontare la sua esperienza per dare speranza agli altri. Ha affrontato tutto con una dignità esemplare, diventando ancora una volta un punto di riferimento. Quando scompaiono persone come lui resta un vuoto che va ben oltre il calcio giocato. Sul campo era lo stesso uomo che abbiamo conosciuto fuori: determinato, coraggioso, capace di superare continuamente i propri limiti. Un esempio per tutti. Per quanto riguarda il Napoli, la scelta di Massimiliano Allegri rappresenta un segnale molto chiaro. Il fatto che si parli di un progetto triennale significa che la società vuole trasmettere stabilità e fiducia, sia all’allenatore sia all’ambiente. È una scelta che inevitabilmente divide, perché Allegri è un tecnico che suscita opinioni differenti. C’è chi avrebbe preferito un profilo diverso, magari più legato a una certa idea di gioco, ma la società ha deciso di puntare con convinzione su un allenatore che ha vinto tantissimo e che conosce perfettamente le dinamiche delle grandi squadre. Allegri non è certo una scoperta. Parliamo di un tecnico che ha conquistato numerosi trofei e che da anni lavora ai massimi livelli. Il suo è un calcio pragmatico, molto orientato al risultato, un approccio che può piacere o meno ma che nel corso della carriera gli ha consentito di ottenere successi importanti. Alla fine, però, nel calcio contano soprattutto i risultati. E credo che sia proprio questo ciò che Aurelio De Laurentiis si aspetta da lui: una squadra competitiva e capace di vincere. Una delle qualità più importanti di Allegri è la capacità di valorizzare le risorse che ha a disposizione. Non è un allenatore che pretende rivoluzioni o che lega il proprio lavoro esclusivamente all’arrivo di determinati giocatori. Storicamente ha sempre cercato di ottenere il massimo da ciò che aveva in rosa. Per questo motivo mi aspetto che possa recuperare e rilanciare diversi elementi del gruppo attuale. Ci sono giocatori che negli ultimi mesi hanno reso meno del previsto e che potrebbero trovare nuova linfa all’interno del suo progetto tecnico. Sul mercato non credo che vedremo una rivoluzione. Il Napoli ha già investito molto nelle scorse stagioni e oggi dispone di una base importante. Mi aspetto piuttosto interventi mirati, funzionali alle idee del nuovo allenatore. La situazione di Frank Anguissa va letta anche in quest’ottica. È un giocatore che ha dato tantissimo al Napoli e che è stato protagonista di anni importanti, ma può essere arrivato il momento di valutare nuove soluzioni. Se dovesse partire, il nome di Adrien Rabiot avrebbe una logica evidente. È un giocatore che Allegri conosce molto bene e che possiede caratteristiche particolarmente adatte al suo modo di interpretare il calcio: fisicità, capacità di inserimento, letture tattiche e qualità nelle due fasi. Lo stesso discorso può valere per altri elementi della rosa. Penso a giocatori che hanno accumulato tante stagioni ad altissimo livello e che potrebbero aver bisogno di nuovi stimoli oppure a calciatori rientrati dai prestiti che potrebbero tornare utili all’interno del nuovo progetto. Se il Napoli avesse scelto un allenatore come Vincenzo Italiano, probabilmente sarebbe stato necessario un intervento più profondo sul mercato per adattare la squadra a un sistema di gioco completamente diverso. Con Allegri, invece, la base esiste già e può essere valorizzata senza stravolgimenti. Anche il discorso relativo a Romelu Lukaku va inserito in questo contesto. È vero che per caratteristiche potrebbe essere un attaccante funzionale al calcio di Allegri, ma bisogna considerare diversi fattori, dall’età all’ingaggio fino alle condizioni fisiche. Il Napoli dovrà fare valutazioni molto attente. Lukaku resta un giocatore importante, ma il club deve guardare anche al futuro e alla sostenibilità del progetto. In generale, credo che Allegri sia stato scelto proprio perché capace di ottimizzare ciò che già esiste. Non mi aspetto una rivoluzione, ma una serie di interventi mirati per rendere una rosa già molto competitiva ancora più adatta alle esigenze del nuovo allenatore. La vera sfida sarà trovare il giusto equilibrio tra continuità e rinnovamento, mantenendo alta l’ambizione di una squadra che negli ultimi anni ha dimostrato di poter competere stabilmente ai vertici del calcio italiano".