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martedì 4 agosto 2020, ore
CALCIO
L'EX ARBITRO - Casarin: "Sul VAR bisogna lavorare ancora parecchio"
13.07.2020 14:36 di Napoli Magazine

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’ su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Paolo Casarin, ex arbitro: “I rigori sono aumentati negli ultimi tempi, c'è bisogno che ognuno faccia la sua parte. Il calcio è amministrato, sotto il punto di vista delle regole, da un'associazione nata nel 1874, l'IFAB. Ormai è uno sport che conta 150 anni, si è organizzato facilmente da subito. Quest'ultima indicazione sui rigori ha solo bisogno di essere rimessa in una situazione di grande equilibrio, in modo tale che su un fallo ci sia una sanziona adeguata. Se sul bordo dell'area c'è un colpo chiaro tra pallone e braccio di un difensore che fa di tutto per togliersi di mezzo, paragonare quest'intervento ad uno fatto a 5 metri dalla porta, non ha senso. Oggi è diventato tutto semplicemente ridicolo. Il VAR ha avuto un'incubazione lunghissima, siccome è nata fuori dall'IFAB, invece di mettere a punto questo, una delle cose che non sarà mai possibile modificare è che c'è sempre solo un arbitro e l'altro è di sostegno. Se l'arbitro centrale dice 'Ho visto io, è rigore', il VAR non può impedirlo, se poi è un errore palese, va punita l'arroganza, la presunzione e la carenza tecnica. Il passaggio dall'arbitraggio normale a quello con la tecnologia, è molto profondo e deve passare per il cervello degli arbitri. Questi ultimi, in genere non tendono ad ascoltare nessuno, per formazione professionale e quindi sul VAR bisogna lavorare ancora parecchio. Quello che trovo inaccettabile è che venga modificata la sanzione, facendola diventare pesantissima di fronte a qualcosa di involontario, in area di rigore. È un grande problema sul quale ho grande fiducia nell'IFAB che possa correggere ed alleggerire le colpe di un difensore che casualmente, involontariamente prende un pallone sulle braccia. Nicchi al 4° mandato? Durante la mia lunga carriera mi sono stati dati 2 anni di squalifica perché rilasciavo dichiarazioni ai giornali. Tutte le aziende, imprese, associazioni, squadre, ad un certo punto cambiano per necessità e mi sembra un discorso normale un ricambio ai vertici, mi pare assurdo il contrario".

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