Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
Simone Inzaghi, ex tecnico ed ex giocatore della Lazio, ha commentato con Il Messaggero lo straordinario momento dei biancocelesti, con cui aveva iniziato la sua carriera da allenatore. "Devo dire che questa squadra assomiglia molto alla mia, ha caratteristiche tecniche e morali simili. Conta il gruppo, isolato dal resto del mondo". La Lazio non era in testa dal 29 febbraio 2020, quando in panchina c'era proprio il piacentino: "Non posso non ricordare quella vittoria contro il Bologna per 2-0, fu decisiva per il nostro salto in testa alla classifica. L'Olimpico era pieno e esplodeva di gioia, sembrava una festa collettiva senza la parola fine". "Ricordo quanto erano felici i tifosi, poi arrivò la pandemia, il lungo periodo di sosta, gli infortuni e una ripresa del campionato che non era più lo stesso di prima. Non arrivò lo scudetto ma mi è rimasta la consapevolezza di aver costruito una Lazio fantastica, che mi ha regalato emozioni forse irripetibili. Certo, ho un rimpianto nel cuore che mi porterò dietro per tutta la vita: come sarebbe finita senza quella catastrofe di nome Covid?", ha aggiunto. "Vedere oggi la Lazio prima in classifica mi rende felice. La squadra vola, Gattuso, che è un grande allenatore, si è inserito molto bene, e così i successi arrivano uno dietro l'altro. C'è qualcosa nell'aria di simile alla Lazio del 2020: noi eravamo una famiglia, anche se sono molto lontano credo che si respiri la stessa atmosfera a Formello in questo periodo. Un particolare che farà sempre la differenza nelle competizioni con gli altri: non so come finirà il campionato, ma anche oggi la Lazio sta regalando forti emozioni. Compatibilmente con gli orari e i miei impegni con l'Al-Hilal, seguo sempre la Lazio come grande amore della mia vita calcistica. Io devo moltissimo al club biancoceleste, non dimentico lo scudetto e non dimentico il periodo più delicato in cui avevamo grandi difficoltà: le devo tantissimo e le sarò grato per sempre. Sono stato alla Lazio per ventidue anni, una cavalcata meravigliosa durante la quale sono stato giocatore e allenatore: non potrà mai uscire dal mio cuore".
di Napoli Magazine
26/10/2026 - 10:33
Simone Inzaghi, ex tecnico ed ex giocatore della Lazio, ha commentato con Il Messaggero lo straordinario momento dei biancocelesti, con cui aveva iniziato la sua carriera da allenatore. "Devo dire che questa squadra assomiglia molto alla mia, ha caratteristiche tecniche e morali simili. Conta il gruppo, isolato dal resto del mondo". La Lazio non era in testa dal 29 febbraio 2020, quando in panchina c'era proprio il piacentino: "Non posso non ricordare quella vittoria contro il Bologna per 2-0, fu decisiva per il nostro salto in testa alla classifica. L'Olimpico era pieno e esplodeva di gioia, sembrava una festa collettiva senza la parola fine". "Ricordo quanto erano felici i tifosi, poi arrivò la pandemia, il lungo periodo di sosta, gli infortuni e una ripresa del campionato che non era più lo stesso di prima. Non arrivò lo scudetto ma mi è rimasta la consapevolezza di aver costruito una Lazio fantastica, che mi ha regalato emozioni forse irripetibili. Certo, ho un rimpianto nel cuore che mi porterò dietro per tutta la vita: come sarebbe finita senza quella catastrofe di nome Covid?", ha aggiunto. "Vedere oggi la Lazio prima in classifica mi rende felice. La squadra vola, Gattuso, che è un grande allenatore, si è inserito molto bene, e così i successi arrivano uno dietro l'altro. C'è qualcosa nell'aria di simile alla Lazio del 2020: noi eravamo una famiglia, anche se sono molto lontano credo che si respiri la stessa atmosfera a Formello in questo periodo. Un particolare che farà sempre la differenza nelle competizioni con gli altri: non so come finirà il campionato, ma anche oggi la Lazio sta regalando forti emozioni. Compatibilmente con gli orari e i miei impegni con l'Al-Hilal, seguo sempre la Lazio come grande amore della mia vita calcistica. Io devo moltissimo al club biancoceleste, non dimentico lo scudetto e non dimentico il periodo più delicato in cui avevamo grandi difficoltà: le devo tantissimo e le sarò grato per sempre. Sono stato alla Lazio per ventidue anni, una cavalcata meravigliosa durante la quale sono stato giocatore e allenatore: non potrà mai uscire dal mio cuore".