Sandro Sabatini, giornalista di Mediaset, in un video sul suo canale YouTube, ha analizzato Napoli-Lazio: "Che dire di questo Napoli? Intanto che ha consegnato quel che rimaneva dello scudetto all'Inter, che ha vinto il titolo meritatamente. Va detto anche che si era capito forse da 24 ore che il Napoli aveva perso la carica emotiva e psicologica del sogno scudetto che, dopo la vittoria contro il Milan e i risultati claudicanti dell'Inter, aveva cullato. Un sogno poi svanito ed evaporato per colpa del Napoli a Parma e in casa con la Lazio, ma in contemporanea per merito delle vittorie molto convincenti dell'Inter. (...) Sulla partita si possono fare tante riflessioni. La prima, quasi uno slogan che sintetizza quello che si è visto in campo: zero tiri in porta del Napoli. La seconda: il Napoli senza la grinta, le motivazioni, la carica, la rabbia, l'applicazione e la concentrazione che gli trasmette Antonio Conte è una squadra che mette in scena una partita veramente deludente. Forse la peggior partita di Conte alla guida del Napoli. Per la Lazio sembra invece la miglior partita, se non altro di quest'anno, di tutta la stagione, e può essere di buon auspicio in vista della semifinale di ritorno contro l'Atalanta in Coppa Italia. Per capire le ragioni di una partita così incomprensibile bisogna affondare le radici della spiegazione non tanto sulla singola gara contro la Lazio, ma su tutta la stagione in generale. Primo: Kevin De Bruyne è un campione, ripeto, un campione. Ma è come un gioiello costosissimo e raffinatissimo messo su un abito casual, sulla tuta: stona quasi, perché non si è mai trovato il feeling, la sintonia tra quello che poteva dare sulla carta e quello che ha dato invece sul campo. Sempre a proposito del mercato: chi ha giocato in maniera obiettivamente molto negativa è Buongiorno, ma anche Beukema è un giocatore valido, non un'altra cosa rispetto a Rrahmani. Eppure è stato pagato quasi 40 milioni. I soldi spesi per Hojlund sono invece assolutamente giusti e adeguati al livello del giocatore: non sarà il Lukaku dei tempi migliori, ma è comunque un ottimo giocatore. Il numero dei gol conta fino a un certo punto, perché il lavoro c'è. È ovvio che se si confrontano i soldi spesi per Hojlund con quelli spesi per Lucca i conti non tornano, ma i vari Lucca, Lang e Giovane sono abbastanza periferici in una disamina che deve essere generale. Il Napoli dell'anno scorso ha sfruttato alcuni particolari che quest'anno non si sono ripetuti. Il primo: McTominay, miglior giocatore del campionato, ha fatto una grande stagione anche quest'anno, ma non è stato il migliore. Il secondo: Lukaku, perché Hojlund ha giocato un gran campionato complessivamente, ma non è stato il Lukaku che spostava tutto. Ancora: Politano non è più quello dell'anno scorso, e a centrocampo De Bruyne è stato un gioiellino da incastrare non si sa bene come. E secondo me non si saprà nemmeno l'anno prossimo. Poi ci sono stati gli infortuni. Attenzione, però, perché sono diventati a un certo punto uno scudo dalle critiche. Il Napoli inseguiva lo scudetto, era indietro in classifica: colpa degli infortuni? Vero, il Napoli è uscito dalla Champions per gli infortuni, tutto vero. Ma quando sono rientrati quasi tutti, si è visto che il Napoli si è ripreso sullo slancio, salvo poi ritrovare esattamente gli stessi piccoli problemi di inizio stagione. Attenzione quindi a semplificare solo con il discorso degli infortuni. È un Napoli che, a prescindere dagli infortuni e dalle otto partite in più giocate per via della Champions League, non ha reso come l'anno scorso".
di Napoli Magazine
19/04/2026 - 08:30
Sandro Sabatini, giornalista di Mediaset, in un video sul suo canale YouTube, ha analizzato Napoli-Lazio: "Che dire di questo Napoli? Intanto che ha consegnato quel che rimaneva dello scudetto all'Inter, che ha vinto il titolo meritatamente. Va detto anche che si era capito forse da 24 ore che il Napoli aveva perso la carica emotiva e psicologica del sogno scudetto che, dopo la vittoria contro il Milan e i risultati claudicanti dell'Inter, aveva cullato. Un sogno poi svanito ed evaporato per colpa del Napoli a Parma e in casa con la Lazio, ma in contemporanea per merito delle vittorie molto convincenti dell'Inter. (...) Sulla partita si possono fare tante riflessioni. La prima, quasi uno slogan che sintetizza quello che si è visto in campo: zero tiri in porta del Napoli. La seconda: il Napoli senza la grinta, le motivazioni, la carica, la rabbia, l'applicazione e la concentrazione che gli trasmette Antonio Conte è una squadra che mette in scena una partita veramente deludente. Forse la peggior partita di Conte alla guida del Napoli. Per la Lazio sembra invece la miglior partita, se non altro di quest'anno, di tutta la stagione, e può essere di buon auspicio in vista della semifinale di ritorno contro l'Atalanta in Coppa Italia. Per capire le ragioni di una partita così incomprensibile bisogna affondare le radici della spiegazione non tanto sulla singola gara contro la Lazio, ma su tutta la stagione in generale. Primo: Kevin De Bruyne è un campione, ripeto, un campione. Ma è come un gioiello costosissimo e raffinatissimo messo su un abito casual, sulla tuta: stona quasi, perché non si è mai trovato il feeling, la sintonia tra quello che poteva dare sulla carta e quello che ha dato invece sul campo. Sempre a proposito del mercato: chi ha giocato in maniera obiettivamente molto negativa è Buongiorno, ma anche Beukema è un giocatore valido, non un'altra cosa rispetto a Rrahmani. Eppure è stato pagato quasi 40 milioni. I soldi spesi per Hojlund sono invece assolutamente giusti e adeguati al livello del giocatore: non sarà il Lukaku dei tempi migliori, ma è comunque un ottimo giocatore. Il numero dei gol conta fino a un certo punto, perché il lavoro c'è. È ovvio che se si confrontano i soldi spesi per Hojlund con quelli spesi per Lucca i conti non tornano, ma i vari Lucca, Lang e Giovane sono abbastanza periferici in una disamina che deve essere generale. Il Napoli dell'anno scorso ha sfruttato alcuni particolari che quest'anno non si sono ripetuti. Il primo: McTominay, miglior giocatore del campionato, ha fatto una grande stagione anche quest'anno, ma non è stato il migliore. Il secondo: Lukaku, perché Hojlund ha giocato un gran campionato complessivamente, ma non è stato il Lukaku che spostava tutto. Ancora: Politano non è più quello dell'anno scorso, e a centrocampo De Bruyne è stato un gioiellino da incastrare non si sa bene come. E secondo me non si saprà nemmeno l'anno prossimo. Poi ci sono stati gli infortuni. Attenzione, però, perché sono diventati a un certo punto uno scudo dalle critiche. Il Napoli inseguiva lo scudetto, era indietro in classifica: colpa degli infortuni? Vero, il Napoli è uscito dalla Champions per gli infortuni, tutto vero. Ma quando sono rientrati quasi tutti, si è visto che il Napoli si è ripreso sullo slancio, salvo poi ritrovare esattamente gli stessi piccoli problemi di inizio stagione. Attenzione quindi a semplificare solo con il discorso degli infortuni. È un Napoli che, a prescindere dagli infortuni e dalle otto partite in più giocate per via della Champions League, non ha reso come l'anno scorso".