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LA LETTERA - Stadium chiuso ai nati in Campania, Nino Simeone a Mattarella: "Atto indegno e discriminatorio, chiedo un suo intervento"
09.08.2019 12:31 di Napoli Magazine
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Nino Simeone, Presidente della Commissione Infrastrutture del Comune di Napoli, ha inviato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella una lettera riguardo Juve-Napoli vietata ai nati in Campania: "Egregio Sig. Presidente della Repubblica, alla luce della vergognosa disposizione adottata dalla Società Sportiva Juventus Football Club, in occasione della partita di calcio Juventus – Napoli del prossimo 31 agosto, con la quale ha deciso di vietare la partecipazione all'evento sportivo nello stadio torinese, non solo ai residenti ma anche a tutti i nati in Campania, Le chiedo un Suo diretto intervento affinchè vengano salvaguardati e tutelati i diritti sacrosanti dei cittadini napoletani e campani, così come previsto dalla nostra Costituzione. Un atto indegno e discriminatorio che nulla ha a che vedere con i valori ed principi che lo sport dovrebbe rappresentare, soprattutto per le nuove generazioni, in un particolare momento storico/politico come quello che stiamo vivendo attualmente". 

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LA LETTERA - Stadium chiuso ai nati in Campania, Nino Simeone a Mattarella: "Atto indegno e discriminatorio, chiedo un suo intervento"

di Napoli Magazine

09/08/2019 - 12:31

Nino Simeone, Presidente della Commissione Infrastrutture del Comune di Napoli, ha inviato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella una lettera riguardo Juve-Napoli vietata ai nati in Campania: "Egregio Sig. Presidente della Repubblica, alla luce della vergognosa disposizione adottata dalla Società Sportiva Juventus Football Club, in occasione della partita di calcio Juventus – Napoli del prossimo 31 agosto, con la quale ha deciso di vietare la partecipazione all'evento sportivo nello stadio torinese, non solo ai residenti ma anche a tutti i nati in Campania, Le chiedo un Suo diretto intervento affinchè vengano salvaguardati e tutelati i diritti sacrosanti dei cittadini napoletani e campani, così come previsto dalla nostra Costituzione. Un atto indegno e discriminatorio che nulla ha a che vedere con i valori ed principi che lo sport dovrebbe rappresentare, soprattutto per le nuove generazioni, in un particolare momento storico/politico come quello che stiamo vivendo attualmente".