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CALCIO
LA NAZIONE - L'esame di Suarez, la ministra: "Mi aiuti ad accelerare?"
14.01.2021 00:52 di Napoli Magazine Fonte: La Nazione

’Una pregunta por hacer seguro: luis tiene pasaporte comunitario también verdad?”. La notte del 1 settembre Fabio Paratici, il potente Ds della Juventus viene assalito dal dubbio e scrive un messaggino all’avvocato di Luis Suarez, allora al Barcellona. Il contratto con il campione uruguaiano è ormai cosa fatta: «L’interlocuzione consentì di raggiungere un accordo del valore di circa 7,5 milioni di euro netti, comprensivi di un bonus di 1,5 milioni», oltre a «bonus più difficili da raggiungere fino a un totale di 10 milioni di euro». Ma resta quel dubbio assillante: non poterlo tesserare tra i comunitari per la Champions. «Noi eravamo convinti, perché questo dicevano i siti specializzati che il calciatore avesse cittadinanza comunitaria e in particolare italiana in quanto aveva moglie e figli italiani ed era in Europa da 11 anni», spiegherà Paratici l’11 novembre 2020 ai pubblici ministeri Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti e al procuratore Raffaele Cantone nell’ambito dell’indagine sull’esame farsa all’Università per Stranieri di Perugia. Tre paginette di verbale che raccontano per la prima volta i retroscena dell’acquisto, la verità della Juventus sullo scandalo e inchiodano il manager alla bugia che gli è costata l’iscrizione nel registro delle notizie di reato per false dichiarazioni al pm. Ovvero aver mentito sui suoi contatti con il ministro dei trasporti, Paola De Micheli, sua amica di infanzia. «Si chiede al dottor Paratici di riferire di sue eventuali interlocuzioni con il Ministero dell’Interno o altri Ministeri, sia con referenti amministrativi che politici aventi ad oggetto specificamente la richiesta della cittadinanza di Suarez», è la domanda del procuratore di Perugia. «Escludo di aver avuto contatti con il Ministero dell’Interno o con altri Ministeri – risponde Paratici –. La mia partecipazione sulla vicenda si limita ad aver dato mandato all’avvocato Chiappero come già riferito». Due giorni dopo, il 13 novembre, i pm sentono a sommarie informazioni la ministra. «Ricordo che durante il calcio mercato fui contattata da Fabio Paratici. Premetto che, essendo piacentino e quasi mio coetaneo, è mio amico di infanzia e quindi abbiamo frequenti contatti. Mi contattò, mi pare il 3 settembre 2020, forse nel corso della mattinata. Mi disse che la Juve sta comprando Suarez e che l’accordo era quasi fatto. Paratici mi spiegò che non aveva il passaporto italiano, non si erano accorti che non aveva il passaporto comunitario, cosa che era emersa a trattativa quasi conclusa e che quindi il requisito della cittadinanza era indispensabile per il buon fine dell’operazione. Paratici mi disse che anche che Suarez aveva già presentato domanda al Consolato italiano di Barcellona per l’ottenimento della cittadinanza ma che la domanda non si era completata e che era necessario verificare se si potesse in qualche modo completare l’iter, chiedendomi a tale fine un supporto. Io risposi che, non avendo competenza, avrei contattato il capo di gabinetto del Ministero dell’Interno, cosa che feci subito». Agli atti dell’indagine infatti ci sono i messaggini scritti dalla ministra a Bruno Frattasi, capo di gabinetto della collega Luciana Lamorgese che quel giorno era a Palermo per la commemorazione dell’uccisione del generale Dalla Chiesa. «So che oggi sei in giro. Ma la Juventus mi chiede notizie di questa richiesta di cittadinanza. Mi aiuteresti?». Frattasi risponde, sempre via whatsApp: «Appena arrivo a Roma mi attivo». Nel pomeriggio Frattasi inoltra il messaggino della spiegazione sul perché l’istanza è stata rifiutata, ovvero la «mancanza della conoscenza del requisito della conoscenza della lingua italiana». «Se, come credo vogliono riproporre una nuova istanza di concessione possiamo supportarli», aggiunge il capo di gabinetto. La De Micheli risponde: «Trattasi di un giocatore che la juve vuole comprare. Non ha fatto l’esame perché sta da 11 anni in Europa. Ma non lo ha scritto nella domanda. Quindi mi consigli di mettere in contatto la juve con un tuo dirigente x accelerare????». La risposta di Frattasi è affermativa. Il contatto sarà l’avvocato della Juventus, Luigi Chiappero. Il legale infatti entrerà in contatto con la dirigente del Ministero, Antonella Dinacci. «A seguito delle richiesta del direttore centrale prefetto Rabuano, a sua volta interessata dal capo Dipartimento, prefetto Di Bari il giorno 4 ottobre ho contattato l’avvocato Chiappero legale della Juventus», spiega la testimone ai pm aggiungendo che «l’Amministrazione, una volta accertata la sussistenza dei requisiti, può procedere al rilascio della cittadinanza anche prima dei tempi previsti dalla legge con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze del richiedente». Dinacci disse a Chiappero di informarla in tempo reale «avremmo potuto, se del caso, sollecitare il Consolato». Ma l’avvocato scompare e non risponde più alle chiamate della dirigente. Chiappero, come Paratici, sono stati indagati dalla procura di Perugia per false dichiarazioni al pm. Chiappero sostenne infatti di aver rintracciato la Dinacci su internet mentre il Ds mentì ai magistrati circa i contatti avuti con la ministra. Secondo la procura di Perugia ostacolando le indagini con «gravi condotte di inquinamento probatorio» sul caso-Suarez, mentendo ai pm e facendo retromarcia sull’acquisto del campione uruguaiano non per motivi di mercato o di tempistica della cittadinanza ma piuttosto – ipotizzano – perché «sussistono fondati dubbi che i rappresentanti della Juve abbiano avuto contezza dell’esistenza dell’indagine in corso e delle attività tecniche». Forse – è questa l’ipotesi investigativa – sapevano delle intercettazioni e hanno cambiato strategia tra l’8 e il 14 settembre, tre giorni prima dell’«esame-farsa» all’UniStra per il certificato di conoscenza B1.

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