Calcio
LAZIO - Lotito ai tifosi biancocelesti: "Non vi chiedo di essere d'accordo con me, ma di ragionare insieme, il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto"
11.06.2026 10:22 di Napoli Magazine
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Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha pubblicato una lunga lettera aperta sul Messaggero, rivolgendosi ai tifosi biancocelesti. Ecco le sue parole: "La società deve ascoltare di più e meglio. Questo è vero. Ma anche il confronto deve uscire dalla logica del sospetto permanente. Quando ogni gesto viene letto come provocazione, quando ogni scelta viene interpretata come chiusura, quando ogni parola diventa terreno di scontro, alla fine a perdere non è una parte: perde la Lazio", ha spiegato il numero uno del club. "Cari tifosi laziali, desidero innanzitutto ringraziare il Direttore e il giornale che ospitano queste righe perché offrono spazio a una riflessione ampia, in un momento delicato. Essere tifoso significa contribuire a un comune sentimento, più leale e più utile alla Lazio. Scrivo a chi gioisce. A chi vive la Lazio ogni giorno. A chi la segue allo stadio, in televisione, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie, nei quartieri, nei ricordi e nelle speranze. Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica. Scrivo anche a chi si è allontanato, deluso, amareggiato". E ancora: "Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perché non sarebbe vero e non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perché mi sembra doveroso, da Presidente della S.S. Lazio, condividere con alcuni di voi alcune responsabilità e alcune prospettive. E soprattutto perché credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: una fase di dialogo, di ascolto, di rispetto reciproco. Si può non essere d’accordo con una scelta societaria, con una strategia societaria, con una stagione sportiva. Si può criticare il Presidente, la società, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre vent’anni di lavoro, sacrifici, responsabilità personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno. Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino. Questa è stata, ed è rimasta una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignità, autonomia, equilibrio e futuro. So bene che questo principio, a volte, può apparire duro. So bene che il tifoso vuole vincere, vuole vedere la propria squadra sempre più forte. È giusto che sia così. Anch’io voglio una Lazio capace di vincere. Chi governa una società complessa come la Lazio sa di farlo in modo spesso complicato, contestato. In questo sono consapevole. È per questo che chiedo che il giudizio tenga conto dell’intero quadro, non soltanto della scelta singola o più conveniente da raccontare. E dentro questo quadro c’è anche chi vuole affrontare con chiarezza il rapporto con i tifosi: deve migliorare radicalmente. Lo dico senza ambiguità. Una barriera, se esiste, va affrontata. Non ignorata. Voglio dire qualcosa di molto personale: può essere accaduto che, in qualche occasione, in un clima di forte tensione, amareggiato da polemiche, offese e attacchi continui, io abbia risposto a telefono in modo avventato, con toni che non avrei voluto usare e che possono essere stati percepiti come distanza o chiusura. Se questo è accaduto, me ne assumo la responsabilità. Ma voglio essere chiaro: non è mai stata, né ci sarà mai, una mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto".

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LAZIO - Lotito ai tifosi biancocelesti: "Non vi chiedo di essere d'accordo con me, ma di ragionare insieme, il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto"

di Napoli Magazine

11/06/2026 - 10:22

Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha pubblicato una lunga lettera aperta sul Messaggero, rivolgendosi ai tifosi biancocelesti. Ecco le sue parole: "La società deve ascoltare di più e meglio. Questo è vero. Ma anche il confronto deve uscire dalla logica del sospetto permanente. Quando ogni gesto viene letto come provocazione, quando ogni scelta viene interpretata come chiusura, quando ogni parola diventa terreno di scontro, alla fine a perdere non è una parte: perde la Lazio", ha spiegato il numero uno del club. "Cari tifosi laziali, desidero innanzitutto ringraziare il Direttore e il giornale che ospitano queste righe perché offrono spazio a una riflessione ampia, in un momento delicato. Essere tifoso significa contribuire a un comune sentimento, più leale e più utile alla Lazio. Scrivo a chi gioisce. A chi vive la Lazio ogni giorno. A chi la segue allo stadio, in televisione, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie, nei quartieri, nei ricordi e nelle speranze. Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica. Scrivo anche a chi si è allontanato, deluso, amareggiato". E ancora: "Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perché non sarebbe vero e non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perché mi sembra doveroso, da Presidente della S.S. Lazio, condividere con alcuni di voi alcune responsabilità e alcune prospettive. E soprattutto perché credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: una fase di dialogo, di ascolto, di rispetto reciproco. Si può non essere d’accordo con una scelta societaria, con una strategia societaria, con una stagione sportiva. Si può criticare il Presidente, la società, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre vent’anni di lavoro, sacrifici, responsabilità personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno. Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino. Questa è stata, ed è rimasta una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignità, autonomia, equilibrio e futuro. So bene che questo principio, a volte, può apparire duro. So bene che il tifoso vuole vincere, vuole vedere la propria squadra sempre più forte. È giusto che sia così. Anch’io voglio una Lazio capace di vincere. Chi governa una società complessa come la Lazio sa di farlo in modo spesso complicato, contestato. In questo sono consapevole. È per questo che chiedo che il giudizio tenga conto dell’intero quadro, non soltanto della scelta singola o più conveniente da raccontare. E dentro questo quadro c’è anche chi vuole affrontare con chiarezza il rapporto con i tifosi: deve migliorare radicalmente. Lo dico senza ambiguità. Una barriera, se esiste, va affrontata. Non ignorata. Voglio dire qualcosa di molto personale: può essere accaduto che, in qualche occasione, in un clima di forte tensione, amareggiato da polemiche, offese e attacchi continui, io abbia risposto a telefono in modo avventato, con toni che non avrei voluto usare e che possono essere stati percepiti come distanza o chiusura. Se questo è accaduto, me ne assumo la responsabilità. Ma voglio essere chiaro: non è mai stata, né ci sarà mai, una mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto".