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CALCIO
LOTTA SCUDETTO - Marasco: "Il Napoli se la può giocare fino alla fine, mi rivedo in Anguissa"
22.03.2022 17:56 di Napoli Magazine

Antonio Marasco, allenatore, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", sulle frequenze di Radio Amore Campania: "Lotta scudetto? Il Milan ha le carte in regola per vincere questo campionato, mancano ancora tante partite e ci possono essere delle sorprese. Il Napoli se la può giocare fino alla fine, ha buone probabilità di vincerlo, a patto che giochi queste otto partite come otto finali. Ho giocato con Vincenzo Italiano? Si, nel 2000 vincemmo il campionato di Serie B. In questo momento la Fiorentina può mettere in difficoltà chiunque e lo ha dimostrato anche con l'Inter, sicuramente sarà una di quelle squadre che può togliere punti sia ai rossoneri che agli azzurri. Ma se vuoi vincere devi giocare le partite con le proprie forze e guardare solo in casa. Il Napoli ha ritrovato uomini importanti come Osimhen, Ruiz e Koulibaly, che alla lunga possono dare qualcosa in più alla squadra. Un calciatore simile alle mie caratteristiche? In un certo senso Anguissa, giocatore molto duttile per il Napoli, va alla conquista della palla e alla costruzione della manovra. Mi rivedo in lui, anche se magari lui è più bravo tecnicamente di me. Come dinamismo siamo lì, facevo più legna, prima si correva tantissimo. C'erano tanti campioni in campo, se non correvi, non mangiavi. Astio dei veronesi contro i napoletani? Ho vissuto due anni a Verona e non ho mai visto episodi del genere, non è soltanto la città scaligera, io noto questo atteggiamento un po' ovunque. Guardate lo striscione visto nel derby di Roma con lo striscione contro Immobile, è stato veramente deplorevole. Ma sono episodi sporadici e non bisogna colpevolizzare tutta una città. Ho vissuto a Verona e non ho mai avuto problemi, mi sento con tanti di loro e mi vengono a trovare anche qui, restando esterrefatti dalla bellezza dei nostri posti. Giovani talenti campani per il Napoli? Sappiamo quanto sia importante e fertile dare un'occhiata ai nostri vivai, nelle squadre del nord ci sono tanti ragazzi del Sud. Gaetano anche con Ancelotti era in panchina, mi meraviglio come non gli sia stata data l'opportunità in prima squadra. A Cremona è andato a fare le ossa, mi auguro possa fare grandi cose. Ma non mi soffermerei solo a lui, perché in Campania il terreno è fertile di campioni. Il Calcio Napoli dovrebbe guardare in casa propria e dare più possibilità ai nostri ragazzi, su questo aspetto è ancora dietro rispetto alle altre che lavorano coi settori giovanili. Venezia? Trovammo una squadra organizzata, ma Zamparini portava avanti un grande lavoro da diverso tempo. Allestì una squadra per vincere il campionato e così fu. Quello che non potrò mai dimenticare del presidente fu il passaggio/non passaggio al Napoli, ero quasi in aereo per passare in azzurro, dovevamo trasferirci io e Mascara, ma riscontrarono una contrattura al quadricipite Mascara. Il Napoli non attraversava un buon momento. Così Zamparini mi chiese: "Perché non vuoi andare al Napoli? Ti dò tutte le garanzie", ma io risposi di no perché nacque questa particolare difficoltà nella trattativa e non si fece più nulla con Beppe, viaggiavamo insieme, ma saltò tutto".

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