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MONDIALI 2026 - I bookie puntano su Tuchel e Ancelotti per sfatare il tabù del tecnico straniero, Africa e Asia sognano con Marocco e Giappone
09.06.2026 12:33 di Napoli Magazine
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Il Mondiale 2026 più lungo di sempre sta per partire. L'espansione a 48 squadre trasforma il torneo iridato in una maratona calcistica senza precedenti: 104 partite complessive distribuite su di 39 giorni, in entrambi casi numeri mai visti. Rispetto alle ultime edizioni, inoltre, servirà vincere una partita in più: le quattro nazionali che arriveranno in fondo dovranno disputare ben otto partite per sollevare la Coppa, affrontando ben 5 turni eliminatori, con il debutto assoluto dei sedicesimi di finale. E tra tante prime volte, i fari sono puntati su una statistica che resiste dal 1930, debutto assoluto della Coppa del Mondo: nessuna nazionale ha mai vinto con un allenatore straniero in panchina. Il 2026 potrebbe però essere l'anno della svolta. Per gli esperti di 888sport – come riporta Agipronews - si gioca a 7,00 il successo dell’Inghilterra di Tuchel: il tecnico tedesco ha blindato la panchina dei Tre Leoni con un percorso netto nelle qualificazioni (zero gol subiti) e in patria c’è la speranza di interrompere il digiuno che dura dal 1966, 60 anni precisi. Chi cerca l’ennesimo titolo per avere un posto sempre più elitario nella storia è Carlo Ancelotti, offerto a 9,00 su William Hill con il Brasile. La Seleção non vince da 24 anni, un digiuno identico a quello tra il 1970 e il 1994 (che si interruppe proprio negli USA). Affidarsi a "Re Carlo" è una rivoluzione culturale per il Brasile, che sogna di mettersi sul petto la sesta stella. Il nuovo formato allargato non regala solo più spazio alle piccole nazioni, ma si apre a imprese che avrebbero del clamoroso. Storicamente, infatti, né l'Africa né l'Asia sono mai andate oltre la semifinale (il Marocco nel 2022 e la Corea del Sud nel 2002). Proprio la nazionale di capitan Hakimi, vuole dimostrare che la semifinale in Qatar non è stata un caso. Una vittoria del Marocco si gioca a 51,00 stessa quota del Giappone, che da anni vanta una generazione di talenti ormai centrali nei top club europei, a cui manca però l’ultimo step per entrare nella storia.

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MONDIALI 2026 - I bookie puntano su Tuchel e Ancelotti per sfatare il tabù del tecnico straniero, Africa e Asia sognano con Marocco e Giappone

di Napoli Magazine

09/06/2026 - 12:33

Il Mondiale 2026 più lungo di sempre sta per partire. L'espansione a 48 squadre trasforma il torneo iridato in una maratona calcistica senza precedenti: 104 partite complessive distribuite su di 39 giorni, in entrambi casi numeri mai visti. Rispetto alle ultime edizioni, inoltre, servirà vincere una partita in più: le quattro nazionali che arriveranno in fondo dovranno disputare ben otto partite per sollevare la Coppa, affrontando ben 5 turni eliminatori, con il debutto assoluto dei sedicesimi di finale. E tra tante prime volte, i fari sono puntati su una statistica che resiste dal 1930, debutto assoluto della Coppa del Mondo: nessuna nazionale ha mai vinto con un allenatore straniero in panchina. Il 2026 potrebbe però essere l'anno della svolta. Per gli esperti di 888sport – come riporta Agipronews - si gioca a 7,00 il successo dell’Inghilterra di Tuchel: il tecnico tedesco ha blindato la panchina dei Tre Leoni con un percorso netto nelle qualificazioni (zero gol subiti) e in patria c’è la speranza di interrompere il digiuno che dura dal 1966, 60 anni precisi. Chi cerca l’ennesimo titolo per avere un posto sempre più elitario nella storia è Carlo Ancelotti, offerto a 9,00 su William Hill con il Brasile. La Seleção non vince da 24 anni, un digiuno identico a quello tra il 1970 e il 1994 (che si interruppe proprio negli USA). Affidarsi a "Re Carlo" è una rivoluzione culturale per il Brasile, che sogna di mettersi sul petto la sesta stella. Il nuovo formato allargato non regala solo più spazio alle piccole nazioni, ma si apre a imprese che avrebbero del clamoroso. Storicamente, infatti, né l'Africa né l'Asia sono mai andate oltre la semifinale (il Marocco nel 2022 e la Corea del Sud nel 2002). Proprio la nazionale di capitan Hakimi, vuole dimostrare che la semifinale in Qatar non è stata un caso. Una vittoria del Marocco si gioca a 51,00 stessa quota del Giappone, che da anni vanta una generazione di talenti ormai centrali nei top club europei, a cui manca però l’ultimo step per entrare nella storia.