Calcio
PRIME VIDEO - "Fenomeni", Luca Toni intervista Maicon
16.10.2026 16:06 di Napoli Magazine
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È disponibile sul canale YouTube PrimeVideoSportIT il nuovo episodio di Fenomeni, il format originale Prime Sport condotto da Luca Toni, campione del mondo 2006 ed expert di Prime Video in occasione delle partite di UEFA Champions League. Ospite della puntata è Maicon, indimenticato attaccante del Napoli e della Nazionale brasiliana, che ha raccontato aneddoti e storie mai rivelate prima di ora.

L’episodio completo è disponibile sul canale YouTube @primevideosportit, insieme a quelli precedenti: Buffon, Vieri, Bonucci, Nesta, Sneijder, Crespo, Adriano, Di Natale, Totti, Shevchenko, Cannavaro, Lavezzi.

Mourinho aveva firmato a gennaio con il Real Madrid

Mourinho ha firmato con il Real Madrid a gennaio, lo so perché mi voleva portare con lui. Lo sapevo già da gennaio che sarebbe andato là a fine stagione e non lo abbiamo detto a nessuno. Era una cosa nostra: un giorno stavo tornando a casa e mi ha chiamato al telefono dicendomi di tornare ad Appiano che doveva parlarmi. Mi ha detto: “Vieni a Madrid con me”. Io gli ho risposto che prima dovevamo vincere con l’Inter, secondo me non era vero, ma poi ho capito che è una persona che dice sempre la verità.

Le grigliate con i brasiliani del Milan, il derby di Milano e di Roma

In quelli anni c’erano tanti brasiliani al Milan e all’Inter, ci trovavamo per fare grigliate insieme. Cafù e Serginho grigliavano. Ma durante la settimana del derby tutto questo non succedeva. Ricordo il mio primo derby, Kakà continuava a dirmi: “Vedrai al derby vedrai al derby”... E poi abbiamo vinto 4-3. Sua mamma abitava nel mio palazzo e scherzavamo sempre. La settimana del derby però era diversa, ti prepari in un altro modo. Ma il derby più sentito è Roma-Lazio, senza dubbio. E’ bellissimo.

La sconfitta programmata col Barcellona

La seconda partita del girone era stata “programmata” da noi per perdere a Barcellona, avevamo un programma per arrivare verso la finale, studiato da Mourinho per passare come secondi e trovare il Barcellona di nuovo in semifinale. Mourinho ti metteva le cose in testa. Ti diceva: “Se fai così, succederà questo”. Era sempre tutto programmato, una cosa paurosa. E tutto ciò che diceva succedeva. E’ un mago.

Le lacrime di Zanetti a Madrid e la birra da solo nello spogliatoio

La vittoria della Champions è stata la più importante della mia carriera. Il nostro aereo era l’ultimo a partire da Madrid, prima dovevano arrivare tutti i tifosi e poi noi. Sono rimasto nello spogliatoio da solo con la coppa e una birra. È stata un’emozione per cui ancora non trovo parole. La cosa che più mi è rimasta impressa sono le lacrime di Zanetti: guardavo i suoi occhi e piangeva come un bambino, voleva quel trofeo e sapevo che lo voleva per Moratti. Ha pianto come un bambino, per me è l’immagine perfetta e se la vedo piango ancora. Quella Champions l’avrei scambiata per un Mondiale col Brasile: non c’è niente da fare, sappiamo cosa è la Coppa del Mondo e cosa significhi essere campioni del mondo.

Mourinho: perché è lo Special One

Nel 2009 siamo usciti contro il Manchester United agli ottavi di Champions. Mourinho quella sera, nello spogliatoio, ci disse: “L’anno prossimo vinciamo la Champions”. Lui è diverso da tutti: ti mette in testa le cose e ti convince che le puoi raggiungere. Ti entra nella testa. Con lui ho avuto un rapporto unico. Sapeva di cosa avevo bisogno e mi lasciava i miei spazi: se gli chiedevo di stare a casa due giorni, mi lasciava stare a casa. Sapeva che a dicembre volevo andare una settimana in Brasile e accumulavo sempre abbastanza gialli per essere squalificato. Un anno facemmo una scommessa: se facevo due gol contro il Siena prima della pausa natalizia, mi avrebbe lasciato a casa una settimana. Feci due gol, ma per essere sicuro mi tolsi pure la maglia esultando, così da prendere il giallo ed essere squalificato. Quando salii sul pullman mi disse: “Maicon, hai vinto tu".

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PRIME VIDEO - "Fenomeni", Luca Toni intervista Maicon

di Napoli Magazine

16/10/2026 - 16:06

È disponibile sul canale YouTube PrimeVideoSportIT il nuovo episodio di Fenomeni, il format originale Prime Sport condotto da Luca Toni, campione del mondo 2006 ed expert di Prime Video in occasione delle partite di UEFA Champions League. Ospite della puntata è Maicon, indimenticato attaccante del Napoli e della Nazionale brasiliana, che ha raccontato aneddoti e storie mai rivelate prima di ora.

L’episodio completo è disponibile sul canale YouTube @primevideosportit, insieme a quelli precedenti: Buffon, Vieri, Bonucci, Nesta, Sneijder, Crespo, Adriano, Di Natale, Totti, Shevchenko, Cannavaro, Lavezzi.

Mourinho aveva firmato a gennaio con il Real Madrid

Mourinho ha firmato con il Real Madrid a gennaio, lo so perché mi voleva portare con lui. Lo sapevo già da gennaio che sarebbe andato là a fine stagione e non lo abbiamo detto a nessuno. Era una cosa nostra: un giorno stavo tornando a casa e mi ha chiamato al telefono dicendomi di tornare ad Appiano che doveva parlarmi. Mi ha detto: “Vieni a Madrid con me”. Io gli ho risposto che prima dovevamo vincere con l’Inter, secondo me non era vero, ma poi ho capito che è una persona che dice sempre la verità.

Le grigliate con i brasiliani del Milan, il derby di Milano e di Roma

In quelli anni c’erano tanti brasiliani al Milan e all’Inter, ci trovavamo per fare grigliate insieme. Cafù e Serginho grigliavano. Ma durante la settimana del derby tutto questo non succedeva. Ricordo il mio primo derby, Kakà continuava a dirmi: “Vedrai al derby vedrai al derby”... E poi abbiamo vinto 4-3. Sua mamma abitava nel mio palazzo e scherzavamo sempre. La settimana del derby però era diversa, ti prepari in un altro modo. Ma il derby più sentito è Roma-Lazio, senza dubbio. E’ bellissimo.

La sconfitta programmata col Barcellona

La seconda partita del girone era stata “programmata” da noi per perdere a Barcellona, avevamo un programma per arrivare verso la finale, studiato da Mourinho per passare come secondi e trovare il Barcellona di nuovo in semifinale. Mourinho ti metteva le cose in testa. Ti diceva: “Se fai così, succederà questo”. Era sempre tutto programmato, una cosa paurosa. E tutto ciò che diceva succedeva. E’ un mago.

Le lacrime di Zanetti a Madrid e la birra da solo nello spogliatoio

La vittoria della Champions è stata la più importante della mia carriera. Il nostro aereo era l’ultimo a partire da Madrid, prima dovevano arrivare tutti i tifosi e poi noi. Sono rimasto nello spogliatoio da solo con la coppa e una birra. È stata un’emozione per cui ancora non trovo parole. La cosa che più mi è rimasta impressa sono le lacrime di Zanetti: guardavo i suoi occhi e piangeva come un bambino, voleva quel trofeo e sapevo che lo voleva per Moratti. Ha pianto come un bambino, per me è l’immagine perfetta e se la vedo piango ancora. Quella Champions l’avrei scambiata per un Mondiale col Brasile: non c’è niente da fare, sappiamo cosa è la Coppa del Mondo e cosa significhi essere campioni del mondo.

Mourinho: perché è lo Special One

Nel 2009 siamo usciti contro il Manchester United agli ottavi di Champions. Mourinho quella sera, nello spogliatoio, ci disse: “L’anno prossimo vinciamo la Champions”. Lui è diverso da tutti: ti mette in testa le cose e ti convince che le puoi raggiungere. Ti entra nella testa. Con lui ho avuto un rapporto unico. Sapeva di cosa avevo bisogno e mi lasciava i miei spazi: se gli chiedevo di stare a casa due giorni, mi lasciava stare a casa. Sapeva che a dicembre volevo andare una settimana in Brasile e accumulavo sempre abbastanza gialli per essere squalificato. Un anno facemmo una scommessa: se facevo due gol contro il Siena prima della pausa natalizia, mi avrebbe lasciato a casa una settimana. Feci due gol, ma per essere sicuro mi tolsi pure la maglia esultando, così da prendere il giallo ed essere squalificato. Quando salii sul pullman mi disse: “Maicon, hai vinto tu".