Un derby anomalo a Marassi, con gli spalti vuoti nonostante la posta in palio sia altissima. E alla fine la vittoria premia la squadra che ne aveva più bisogno, ma anche quella che ci ha creduto di più: il Genoa di Davide Nicola. In avvio la partita è aperta e giocata a viso aperto da entrambe le squadre: da una parte Thorsby prova a innescare il caldissimo Bonazzoli, dall'altra fraseggiano Iago Falque, Criscito e Pandev. Alla lunga sembra però il Grifone a essere più convinto, più costante in avanti e probabilmente più affamato: Bereszynski rischia su Jagiello, ma poi rimedia in prima persona, i blucerchiati sono comunque costretti nella loro metà campo e pagano al 22°. Ancora una volta è Iago Falque a far partire l'azione e Pandev a provare a concretizzarla, il macedone viene però fermato in area da un pestone di Colley (nell'occasione anche Jagiello viene travolto) e Guida ordina il rigore. A trasformarlo è capitan Criscito, che festeggia alla Batistuta con tanto di dedica a favore di telecamera. La Sampdoria si scuote quindi dal torpore di quello che è comunque uno dei derby più sentiti del Paese, e nel giro di appena dieci minuti il punteggio torna in parità. Bravo Jankto a trovare Bonazzoli, che viene però chiuso da Criscito, la palla però resta in area e Gabbiadini la scaraventa in rete con un destro in caduta. Il Genoa trema e deve ringraziare Romero, con un salvataggio quasi irreale su bolide di Bonazzoli. E la metà rossoblù di Genova torna a urlare di gioia a tempo scaduto, quando Lerager sfrutta una mischia su punizione e corregge il pallone in rete. Il Var però annulla per fuorigioco, e dopo l'intervallo si deve ripartire da capo. E l'equilibrio resiste anche nella ripresa, dato che il primo squillo è di Gabbiadini (chiuso ancora da un monumentale Romero), ma il Genoa torna a farsi vivo dalle parti di Audero con i soliti Criscito e Pandev. Quindi è Pinamonti a cercare di testa Jagiello, a cui il numero 1 doriano dice di no. La Sampdoria si accende solo a squilli, mentre il Genoa gioca con più continuità anche dopo l'ingresso in campo di Quagliarella. Così Iago Falque e Jagiello vengono chiusi in extremis da Yoshida, poi è Pandev a non riuscire a sfruttare un lancio dell'ex Roma e Torino. La voglia di vincere del Genoa dà i suoi frutti al 72°, quando il solito Jagiello infastidisce Bereszynski sulla linea di fondo fino a fargli perdere il pallone. Trova quindi Lerager al centro e la conclusione del danese sul primo palo non lascia scampo a Audero. E per lui arriva anche l'esultanza mimando lo schermo del Var, dopo il gol annullato nel primo tempo. Finale con il cuore in gola per i rossoblù, con Augello che non trova Quagliarella per un nonnulla e Ramirez che regala più di un brivido a Perin. Il Genoa però resiste e la festa è totale. Per il derby, il primo vinto dopo oltre quattro anni, e per una salvezza più vicina.
di Napoli Magazine
22/07/2020 - 23:45
Un derby anomalo a Marassi, con gli spalti vuoti nonostante la posta in palio sia altissima. E alla fine la vittoria premia la squadra che ne aveva più bisogno, ma anche quella che ci ha creduto di più: il Genoa di Davide Nicola. In avvio la partita è aperta e giocata a viso aperto da entrambe le squadre: da una parte Thorsby prova a innescare il caldissimo Bonazzoli, dall'altra fraseggiano Iago Falque, Criscito e Pandev. Alla lunga sembra però il Grifone a essere più convinto, più costante in avanti e probabilmente più affamato: Bereszynski rischia su Jagiello, ma poi rimedia in prima persona, i blucerchiati sono comunque costretti nella loro metà campo e pagano al 22°. Ancora una volta è Iago Falque a far partire l'azione e Pandev a provare a concretizzarla, il macedone viene però fermato in area da un pestone di Colley (nell'occasione anche Jagiello viene travolto) e Guida ordina il rigore. A trasformarlo è capitan Criscito, che festeggia alla Batistuta con tanto di dedica a favore di telecamera. La Sampdoria si scuote quindi dal torpore di quello che è comunque uno dei derby più sentiti del Paese, e nel giro di appena dieci minuti il punteggio torna in parità. Bravo Jankto a trovare Bonazzoli, che viene però chiuso da Criscito, la palla però resta in area e Gabbiadini la scaraventa in rete con un destro in caduta. Il Genoa trema e deve ringraziare Romero, con un salvataggio quasi irreale su bolide di Bonazzoli. E la metà rossoblù di Genova torna a urlare di gioia a tempo scaduto, quando Lerager sfrutta una mischia su punizione e corregge il pallone in rete. Il Var però annulla per fuorigioco, e dopo l'intervallo si deve ripartire da capo. E l'equilibrio resiste anche nella ripresa, dato che il primo squillo è di Gabbiadini (chiuso ancora da un monumentale Romero), ma il Genoa torna a farsi vivo dalle parti di Audero con i soliti Criscito e Pandev. Quindi è Pinamonti a cercare di testa Jagiello, a cui il numero 1 doriano dice di no. La Sampdoria si accende solo a squilli, mentre il Genoa gioca con più continuità anche dopo l'ingresso in campo di Quagliarella. Così Iago Falque e Jagiello vengono chiusi in extremis da Yoshida, poi è Pandev a non riuscire a sfruttare un lancio dell'ex Roma e Torino. La voglia di vincere del Genoa dà i suoi frutti al 72°, quando il solito Jagiello infastidisce Bereszynski sulla linea di fondo fino a fargli perdere il pallone. Trova quindi Lerager al centro e la conclusione del danese sul primo palo non lascia scampo a Audero. E per lui arriva anche l'esultanza mimando lo schermo del Var, dopo il gol annullato nel primo tempo. Finale con il cuore in gola per i rossoblù, con Augello che non trova Quagliarella per un nonnulla e Ramirez che regala più di un brivido a Perin. Il Genoa però resiste e la festa è totale. Per il derby, il primo vinto dopo oltre quattro anni, e per una salvezza più vicina.