Alessandro Del Piero, ex calciatore ha parlato a Sky Sport dopo la sconfitta del Napoli contro l'Arsenal in Champions League: "La stanchezza all'80' ce l'aveva il Napoli, non l'Arsenal, perché l'Arsenal ha tenuto di più la palla, per il suo modo di giocare, gioccatori come Odegaard vanno a nozze in un gioco del genere con una annata strepitosa alle spalle, dal punto di vista psicologico qualcosa interviene lì. Saka o gli esterni dell'Arsenal potevano puntare con le gambe fresche, quelli del Napoli dovevano rincorrere per 3 minuti e poi gli si chiedeva di ribaltare l'azione. Non è solo stanchezza, ma la tipologia del gioco, posizionamento, sicurezza, qualità di giocatori più consolidatti da un lato. La Champions non è il campionato del Napoli. Come giocarla? La giochi come riesci a giocarla, non c'è da centellinare le forze o averne due per ruolo, c'è da dare sempre il massimo. Noi abbiamo giocato tante volte in situazioni difficili: questi allarmismi perché non si ha un doppio terzino sono solo alibi per me. Penso alla Juventus che ha sette infortunati, fra una cosa e l'altra sono tanti. Ma guardate ieri il Real: ne ha 5 fuori, ma mette Alexander-Arnold a centrocampo. Dopo lo scudetto di Spalletti abbiamo tutti pensato: il prossimo scudetto lo vincerà fra 30 anni. Io dico che il Napoli è una delle realtà del calcio di oggi, ha vinto lo scudetto due anni fa, va in Champions. Poi nel corso degli anni le rose cambiano, giocatori come Kvara e Kim nessuno si immaginava quello che avrebbero fatto, ma il Napoli è una squadra molto regolare".
di Napoli Magazine
10/09/2026 - 01:27
Alessandro Del Piero, ex calciatore ha parlato a Sky Sport dopo la sconfitta del Napoli contro l'Arsenal in Champions League: "La stanchezza all'80' ce l'aveva il Napoli, non l'Arsenal, perché l'Arsenal ha tenuto di più la palla, per il suo modo di giocare, gioccatori come Odegaard vanno a nozze in un gioco del genere con una annata strepitosa alle spalle, dal punto di vista psicologico qualcosa interviene lì. Saka o gli esterni dell'Arsenal potevano puntare con le gambe fresche, quelli del Napoli dovevano rincorrere per 3 minuti e poi gli si chiedeva di ribaltare l'azione. Non è solo stanchezza, ma la tipologia del gioco, posizionamento, sicurezza, qualità di giocatori più consolidatti da un lato. La Champions non è il campionato del Napoli. Come giocarla? La giochi come riesci a giocarla, non c'è da centellinare le forze o averne due per ruolo, c'è da dare sempre il massimo. Noi abbiamo giocato tante volte in situazioni difficili: questi allarmismi perché non si ha un doppio terzino sono solo alibi per me. Penso alla Juventus che ha sette infortunati, fra una cosa e l'altra sono tanti. Ma guardate ieri il Real: ne ha 5 fuori, ma mette Alexander-Arnold a centrocampo. Dopo lo scudetto di Spalletti abbiamo tutti pensato: il prossimo scudetto lo vincerà fra 30 anni. Io dico che il Napoli è una delle realtà del calcio di oggi, ha vinto lo scudetto due anni fa, va in Champions. Poi nel corso degli anni le rose cambiano, giocatori come Kvara e Kim nessuno si immaginava quello che avrebbero fatto, ma il Napoli è una squadra molto regolare".