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CALCIO
SKY - Marchetti: "Juve, alla base di tutto c’è sicuramente l’inchiesta Prisma"
29.11.2022 15:08 di Napoli Magazine

Luca Marchetti, giornalista Sky, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "L'Editoriale", trasmissione in onda su Tuttomercatoweb Radio.

 

Qual è la situazione attuale in casa Juventus?

“Ero all’evento di domenica e i volti dei dirigenti juventini non erano scuri, questa è una notizia che ha preso in contropiede tutti i componenti del Consiglio d’Amministrazione. Tanto che ieri c’era stata una riunione tecnica alla Continassa tra Cherubini e il suo staff con Allegri. Alla base di tutto questo c’è sicuramente l’inchiesta Prisma, sicuramente ci sarà un rinvio a giudizio per quelli che sono gli indagati. La novità della Juventus è la dimissione del blocco del CdA, finisce così nel peggior modo possibile il ciclo Agnelli, viene così azzerata una linea di comando e come nel 2006 ci sono degli interventi esterni che cambiano la struttura della Juventus. Proprio come allora ci sarà una sorta di amministrazione tecnica, come Cobolli Gigli nel 2006 oggi ci sarà Ferrero. L’obiettivo sarà tutelare la Juventus in questa vicenda tecnica ed economica piuttosto complessa. A livello sportivo per ora all’orizzonte non ci sono situazioni pericolose, a meno che non vengano fuori nuovi elementi. Sulla questione plusvalenze la Juve è già stata giudicata, ciò che manca è la questione degli stipendi. Si tratta di una contestazione di falso in bilancio di una cosa che non è stata comunicata alla borsa e agli azionisti, ma che in maniera informale si conosceva viste le tante notizie uscite sulla stampa. La Juventus è convinta di aver rispettato sempre le leggi e lo ha sempre ribadito con estrema decisione. Ereditiamo ora una Juventus che cambia drasticamente la sua linea di comando. Da Cristiano Ronaldo in poi, anche per il Covid, ha sempre dovuto inseguire una questione economica che si è complicata di anno in anno, mentre tecnicamente si impoveriva. Per assurdo ha vinto di più spendendo meno".

 

La svolta in negativo della gestione Agnelli è legata all'arrivo di Cristiano Ronaldo?
“Ci sono tante persone che hanno avallato l’investimento Cristiano Ronaldo, che era ed è stata una grande opportunità. Poi il Covid ha rappresentato un vero e proprio tsunami che ha devastato l’economia globale. Ci si è industriati in tanti modi per sopperire a questa emergenza, un imprevisto può essere il mancato raggiungimento della finale di Champions. Il Covid non è un imprevisto. Va aggiunto anche che c’era la ricerca tecnica di una Juventus sempre migliore e questo ha portato a tanti cambi di guida tecnica. Nei primi otto anni di Agnelli ci sono stati solo tre allenatori e sette Scudetti. Nelle ultime tre stagioni invece sono arrivati tre cambi di allenatori. Tutto questo è arrivato anche per i risultati sportivi che sono stati decisamente deludenti, a livello economico in Serie A arrivare primo o terzo cambia poco, ma il vero problema è rappresentato dalle tante eliminazioni precoci dalla Champions. Lì c’è un danno molto importante e la gestione dell’ultimo periodo della presidenza Agnelli è stato deficitario, testimoniato dai due aumenti di capitale fatti da Exor negli ultimi tre anni da circa 700 milioni. Qualcuno ne ha dovuto poi pagare le conseguenze”.

 

Quello che sta succedendo cambia le prospettive di mercato della Juventus?
“Il mercato della Juventus a gennaio non sarebbe stato scoppiettante, l’ordinaria amministrazione non verrà messa in discussione ma nessuno metteva in conto un intervento da 100 milioni a gennaio per un campione, Milinkovic o chi per lui. Quando è arrivato Arrivabene è stato programmato un piano triennale con degli investimenti programmati, la Juventus ha deciso di investire quasi tutta quella cifra su Vlahovic per centrare la Champions e avere un centravanti giovane e forte per il presente e per il futuro. Ha continuato poi a fare mercato come si fa in Italia ovvero con il concetto di ‘esce uno, entra uno’. Tutto quello che sta succedendo non complica la situazione economica della Juve, con le due ricapitalizzazioni di Exor la Juventus sta bene dal punto di vista economico. Dal punto di vista sportivo non cambia quello che si doveva fare, la proprietà non sarebbe mai intervenuta dopo aver speso 700 milioni per ripianare le perdite. Vedremo se dal 4 gennaio ci saranno delle conseguenze a livello di umore della squadra e della tifoseria, vedremo poi come verrà gestito il tutto anche nelle prossime stagioni”.

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