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TORINO - Bellanova: "Rifarei altre mille volte questa scelta, per l'Europa ce la giochiamo con tutti"
02.02.2024 09:46 di Napoli Magazine
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Raoul Bellanova, difensore del Torino, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Stampa: "Torino per me è una tappa scelta perché era la più giusta e, ora che sono qui, la rifarei mille volte: arrivo al Filadelfia con la gioia di allenarmi. Juric? Per noi è come un padre. In campo ti mangia, sia durante l'allenamento che in partita, ma prima e dopo è tutta un'altra storia. Porta sempre aperta: se ti vede giù, viene a chiederti se hai un problema e se hai un problema, con lui, puoi parlare di qualsiasi cosa, anche questioni personalissime. E poi, c'è spazio per molte risate. Tutto nasce dalla consapevolezza della nostra forza: nella corsa per l'Europa ce la giochiamo alla pari con tutti. Le mie doti? La velocità è una cosa naturale, mai fatto atletica. In una partita, non ricordo quale, i dati raccolti parlavano di 36,50 km/h. Al Toro mi sono fermato a 36,20. Devo imparare a dosare i miei affondi perché non posso perdere lucidità al momento del cross. Con Zapata e Sanabria ci fermiamo quando l'allenamento è finito per provare l'intesa: io la metto in mezzo, loro fanno il resto. Troveremo l'armonia perfetta".

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TORINO - Bellanova: "Rifarei altre mille volte questa scelta, per l'Europa ce la giochiamo con tutti"

di Napoli Magazine

02/02/2024 - 09:46

Raoul Bellanova, difensore del Torino, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Stampa: "Torino per me è una tappa scelta perché era la più giusta e, ora che sono qui, la rifarei mille volte: arrivo al Filadelfia con la gioia di allenarmi. Juric? Per noi è come un padre. In campo ti mangia, sia durante l'allenamento che in partita, ma prima e dopo è tutta un'altra storia. Porta sempre aperta: se ti vede giù, viene a chiederti se hai un problema e se hai un problema, con lui, puoi parlare di qualsiasi cosa, anche questioni personalissime. E poi, c'è spazio per molte risate. Tutto nasce dalla consapevolezza della nostra forza: nella corsa per l'Europa ce la giochiamo alla pari con tutti. Le mie doti? La velocità è una cosa naturale, mai fatto atletica. In una partita, non ricordo quale, i dati raccolti parlavano di 36,50 km/h. Al Toro mi sono fermato a 36,20. Devo imparare a dosare i miei affondi perché non posso perdere lucidità al momento del cross. Con Zapata e Sanabria ci fermiamo quando l'allenamento è finito per provare l'intesa: io la metto in mezzo, loro fanno il resto. Troveremo l'armonia perfetta".