Calcio
TORINO - Cairo: "Il protocollo può essere cambiato"
10.01.2022 10:55 di Napoli Magazine
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Urbano Cairo, presidente del Torino, ha rilasciato un'intervista a Radio Anch'io Sport: "Una scelta che abbiamo preso all'unanimità, che per altro ci è stata caldeggiata dal Governo. Abbiamo preferito fare una scelta di responsabilità, anche se tutto sommato concordo con Bassetti: con la vaccinazione e il green pass uno è ben coperto. Per altro a dicembre i contagi erano circa 44mila, poi si sono impennati nonostante gli stadi chiusi. Non mi sembra sia il principale portatore di incremento dei contagi, insomma. Proteste dell'Udinese e del Bologna? Credo siano abbastanza giuste. Io non ho condiviso il nuovo protocollo, non è molto ragionevole. Giocare con 13 elementi, attingendo dalla Primavera, fino ai 2003 indipendentemente se sono professionisti: tutto questo vuol dire andare oltre. In Inghilterra, ad esempio, hanno posto un limite minimo di giocatori che devono essere disponibili, ma se ci sono degli infortunati non vengono contati, Covid o meno, e soprattutto i giovani devono essere professionisti. E' una cosa molto più ragionevole, che va anche a beneficio dello spettacolo. Vedere gare che finiscono tanto a poco secondo me non è una bella cosa. L'ho detto anche in Assemblea, il protocollo può essere cambiato. Anche noi oggi giochiamo contro la Fiorentina (alle 17, ndr), siamo un po' forzati, anche se apprezzo che ci sia stato concesso un giorno in più, la Lega ha fatto il massimo. Come uscirà il calcio italiano da questa ondata di Covid? All'inizio di tutto ero preoccupato perché non si conosceva la malattia, oggi con i vaccini è tutto più controllabile. Dobbiamo avere un atteggiamento sempre prudente, ma diverso. Il calcio deve andare avanti e procedere, come Inghilterra con stadi pieni: tifosi vaccinati e super green pass, una volta che c'è questo, credo non si debba esagerare. Tutti vaccinati nel Torino? Sì, a parte un paio. Troppe partite da giocare? Ci sono appuntamenti a tutte le ore, è vero, ma la gente può scegliere se vedere le gare o meno, se ha tempo e voglia, non è obbligatorio. Siamo sempre in una sfera di libertà. Si giocano tante competizioni e quindi c'è molto calcio. Le tv hanno fatto investimenti importanti per gli spettatori, però sono scelte. Sennò uno legge un libro o fa una passeggiata. Campionato falsato? Tutto è appena cominciato, ma sicuramente si deve mettere mano a questo protocollo. In Inghilterra hanno gestito con una commissione tecnica. In Italia la Lega ha fatto il protocollo, ma dal momento in cui c'è il protocollo, deve esserci una commissione tecnica, che non è il Consiglio, per evitare di avere giuste lamentele. Belotti e il mercato? Ne abbiamo parlato talmente tanto, penso sia un po' superfluo. Le cose sono chiare, se il giocatore ha altre idee noi non possiamo fare più di quello che abbiamo fatto considerando il momento e i livelli economici offerti. Ora deve pensare a giocare senza dedicare altro tempo a questo".

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TORINO - Cairo: "Il protocollo può essere cambiato"

di Napoli Magazine

10/01/2022 - 10:55

Urbano Cairo, presidente del Torino, ha rilasciato un'intervista a Radio Anch'io Sport: "Una scelta che abbiamo preso all'unanimità, che per altro ci è stata caldeggiata dal Governo. Abbiamo preferito fare una scelta di responsabilità, anche se tutto sommato concordo con Bassetti: con la vaccinazione e il green pass uno è ben coperto. Per altro a dicembre i contagi erano circa 44mila, poi si sono impennati nonostante gli stadi chiusi. Non mi sembra sia il principale portatore di incremento dei contagi, insomma. Proteste dell'Udinese e del Bologna? Credo siano abbastanza giuste. Io non ho condiviso il nuovo protocollo, non è molto ragionevole. Giocare con 13 elementi, attingendo dalla Primavera, fino ai 2003 indipendentemente se sono professionisti: tutto questo vuol dire andare oltre. In Inghilterra, ad esempio, hanno posto un limite minimo di giocatori che devono essere disponibili, ma se ci sono degli infortunati non vengono contati, Covid o meno, e soprattutto i giovani devono essere professionisti. E' una cosa molto più ragionevole, che va anche a beneficio dello spettacolo. Vedere gare che finiscono tanto a poco secondo me non è una bella cosa. L'ho detto anche in Assemblea, il protocollo può essere cambiato. Anche noi oggi giochiamo contro la Fiorentina (alle 17, ndr), siamo un po' forzati, anche se apprezzo che ci sia stato concesso un giorno in più, la Lega ha fatto il massimo. Come uscirà il calcio italiano da questa ondata di Covid? All'inizio di tutto ero preoccupato perché non si conosceva la malattia, oggi con i vaccini è tutto più controllabile. Dobbiamo avere un atteggiamento sempre prudente, ma diverso. Il calcio deve andare avanti e procedere, come Inghilterra con stadi pieni: tifosi vaccinati e super green pass, una volta che c'è questo, credo non si debba esagerare. Tutti vaccinati nel Torino? Sì, a parte un paio. Troppe partite da giocare? Ci sono appuntamenti a tutte le ore, è vero, ma la gente può scegliere se vedere le gare o meno, se ha tempo e voglia, non è obbligatorio. Siamo sempre in una sfera di libertà. Si giocano tante competizioni e quindi c'è molto calcio. Le tv hanno fatto investimenti importanti per gli spettatori, però sono scelte. Sennò uno legge un libro o fa una passeggiata. Campionato falsato? Tutto è appena cominciato, ma sicuramente si deve mettere mano a questo protocollo. In Inghilterra hanno gestito con una commissione tecnica. In Italia la Lega ha fatto il protocollo, ma dal momento in cui c'è il protocollo, deve esserci una commissione tecnica, che non è il Consiglio, per evitare di avere giuste lamentele. Belotti e il mercato? Ne abbiamo parlato talmente tanto, penso sia un po' superfluo. Le cose sono chiare, se il giocatore ha altre idee noi non possiamo fare più di quello che abbiamo fatto considerando il momento e i livelli economici offerti. Ora deve pensare a giocare senza dedicare altro tempo a questo".