Nico Paz, centrocampista del Como, ha rilasciato un'intervista al sito ufficiale dell'UEFA: Scendere in campo mentre risuonava l'inno della Champions League ed essere nel nostro stadio. Ascoltare quell'inno significava che finalmente stavamo giocando in Champions League, e contro il Lipsia, una squadra che ha partecipato molte volte alla competizione. Ci ha dato una grande carica. È stata una partita speciale per noi, sia a livello professionale che personale. È speciale perché ogni bambino sogna di giocare in Champions League. La maggior parte di noi non aveva mai giocato in questa competizione prima d'ora. È stato un sogno che si avvera e un passo avanti. L'impatto di Fabregas? Praticamente tutto. Sono arrivato qui da giovane giocatore proveniente dal Castilla (del Real Madrid). Ho giocato qualche partita con il Real, ma alla fine ero un giocatore della squadra riserve in una categoria inferiore. Venire qui e giocare in Serie A, nella massima serie mi ha permesso di crescere e migliorare molto, sia come giocatore che a livello umano. È stato tutto merito di Cesc, che ha creduto in me e mi ha portato qui. Fin dal primo giorno mi ha lasciato giocare come volevo, dandomi grande libertà. Mi ha insegnato molto. Credo che il giocatore che sono oggi sia tutto merito suo".
di Napoli Magazine
12/10/2026 - 18:54
Nico Paz, centrocampista del Como, ha rilasciato un'intervista al sito ufficiale dell'UEFA: Scendere in campo mentre risuonava l'inno della Champions League ed essere nel nostro stadio. Ascoltare quell'inno significava che finalmente stavamo giocando in Champions League, e contro il Lipsia, una squadra che ha partecipato molte volte alla competizione. Ci ha dato una grande carica. È stata una partita speciale per noi, sia a livello professionale che personale. È speciale perché ogni bambino sogna di giocare in Champions League. La maggior parte di noi non aveva mai giocato in questa competizione prima d'ora. È stato un sogno che si avvera e un passo avanti. L'impatto di Fabregas? Praticamente tutto. Sono arrivato qui da giovane giocatore proveniente dal Castilla (del Real Madrid). Ho giocato qualche partita con il Real, ma alla fine ero un giocatore della squadra riserve in una categoria inferiore. Venire qui e giocare in Serie A, nella massima serie mi ha permesso di crescere e migliorare molto, sia come giocatore che a livello umano. È stato tutto merito di Cesc, che ha creduto in me e mi ha portato qui. Fin dal primo giorno mi ha lasciato giocare come volevo, dandomi grande libertà. Mi ha insegnato molto. Credo che il giocatore che sono oggi sia tutto merito suo".