L’arte contemporanea protagonista al Pio Monte della Misericordia con la mostra “Umanità a confronto tra buio e oro” che da oggi fino al 10 gennaio 2027, mette in dialogo il monumentale dipinto Make a Wish dell’artista cinese Yu Hong con le Sette Opere di Misericordia di Caravaggio, nella chiesa della storica istituzione di via dei Tribunali.
L’esposizione, a cura di Mario Codognato e Loredana Gazzara, propone un inedito e profondo confronto visivo, filosofico ed esistenziale tra la creazione di Yu Hong e il capolavoro del Merisi, a cui l’artista si è ispirata per realizzare il suo lavoro: un dialogo fra epoche e culture differenti accomunate, a quattro secoli di distanza, da una riflessione sulla condizione umana e sulla sua fragilità.
Ad inaugurare questa mattina (sabato 10 ottobre) la mostra sono intervenuti, insieme all’artista, Fabrizia Paternò di San Nicola, Soprintendente del Pio Monte della Misericordia, Alberto Sifola di San Martino, Governatore al Patrimonio mobiliare e artistico del Pio Monte della Misericordia, Loredana Gazzara, curatrice insieme a Mario Codognato della mostra.
Make a Wish (acrilico su tela di 340 × 140 cm), donato all’istituzione, entra a far parte della collezione permanente di arte contemporanea del Pio Monte che, dal 2008, raccoglie ad oggi oltre 80 opere di importanti artisti italiani e internazionali, tra cui Anish Kapoor, Mimmo Jodice, Mimmo Paladino, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Francesco Clemente, Douglas Gordon, Jimmie Durham, Michal Rovner, Mariko Mori.
Il dipinto di Yu Hong, realizzato per Another One Bites the Dust prima mostra monografica dell’artista in Europa, è stato presentato nel 2024 nella chiesetta della Misericordia di Venezia in occasione della 60ª Biennale di Venezia, con un progetto portato in Italia dal The Asian Art Initiative del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, e curato da Alexandra Munroe.
Al Pio Monte, accanto alla grande opera, si potrà ammirare anche il piccolo trittico Death Can’t Be Known until One Knows Life (2023) di Yu Hong, già parte della collezione del Pio Monte della Misericordia, acquisito nell’ambito dell’VIII edizione di “Sette Opere per la Misericordia”, insieme ai bozzetti preparatori delle due opere realizzati su carta dall’artista.
La mostra “Umanità a confronto tra buio e oro” avvicina linguaggi e mondi apparentemente distanti: se il pittore seicentesco immerge le Sette Opere di Misericordia nel buio di una strada napoletana, facendo emergere dalla penombra i corpi e i gesti attraverso cui la misericordia si manifesta concretamente, Yu Hong costruisce il proprio spazio attraverso un fondo oro, luminoso e astratto, e mette in scena, proprio come nel dipinto di Caravaggio, sette tragiche vicende umane in un’unica composizione, ciascuna estrema e disperata.
Due soluzioni opposte per affrontare la stessa materia: l’essere umano esposto e bisognoso dell’altro.
Partendo dalla realtà del proprio tempo, Yu Hong trasforma frammenti di immagini contemporanee in una narrazione pittorica universale. L’artista, infatti, attinge a fotografie e video reali raccolti dal web per rappresentare figure senza volto e senza identità, sospese in uno spazio astratto, simbolo della fragile condizione umana. Le storiche deformità fisiche e le piaghe della miseria seicentesca trovano un corrispettivo attuale nei corpi dinamici e sospesi di Yu Hong, specchio della vulnerabilità della gioventù moderna.
Il capolavoro di Caravaggio, che da oltre quattro secoli abita la chiesa dell’Istituzione, continua a interrogare lo sguardo di oggi sul concetto di Misericordia, mentre la pittura di Yu Hong raccoglie il messaggio più attuale di quella tradizione: la condizione umana, i traumi, la vulnerabilità dell’uomo, simbolo di sofferenza collettiva del mondo moderno.
La mostra, realizzata con il contributo della Regione Campania e il patrocinio del Comune di Napoli, è accompagnata dal catalogo pubblicato da artem, che raccoglie i testi di Fabrizia Paternò di San Nicola, Alberto Sifola di San Martino, Alexandra Munroe, Mario Codognato e Loredana Gazzara.
Con "Umanità a confronto tra buio e oro", il Pio Monte della Misericordia conferma la propria missione di custodire il patrimonio storico rendendolo interlocutore vivo del presente, attraverso un dialogo costante tra l’arte del passato e le espressioni della contemporaneità.
di Napoli Magazine
10/10/2026 - 14:39
L’arte contemporanea protagonista al Pio Monte della Misericordia con la mostra “Umanità a confronto tra buio e oro” che da oggi fino al 10 gennaio 2027, mette in dialogo il monumentale dipinto Make a Wish dell’artista cinese Yu Hong con le Sette Opere di Misericordia di Caravaggio, nella chiesa della storica istituzione di via dei Tribunali.
L’esposizione, a cura di Mario Codognato e Loredana Gazzara, propone un inedito e profondo confronto visivo, filosofico ed esistenziale tra la creazione di Yu Hong e il capolavoro del Merisi, a cui l’artista si è ispirata per realizzare il suo lavoro: un dialogo fra epoche e culture differenti accomunate, a quattro secoli di distanza, da una riflessione sulla condizione umana e sulla sua fragilità.
Ad inaugurare questa mattina (sabato 10 ottobre) la mostra sono intervenuti, insieme all’artista, Fabrizia Paternò di San Nicola, Soprintendente del Pio Monte della Misericordia, Alberto Sifola di San Martino, Governatore al Patrimonio mobiliare e artistico del Pio Monte della Misericordia, Loredana Gazzara, curatrice insieme a Mario Codognato della mostra.
Make a Wish (acrilico su tela di 340 × 140 cm), donato all’istituzione, entra a far parte della collezione permanente di arte contemporanea del Pio Monte che, dal 2008, raccoglie ad oggi oltre 80 opere di importanti artisti italiani e internazionali, tra cui Anish Kapoor, Mimmo Jodice, Mimmo Paladino, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Francesco Clemente, Douglas Gordon, Jimmie Durham, Michal Rovner, Mariko Mori.
Il dipinto di Yu Hong, realizzato per Another One Bites the Dust prima mostra monografica dell’artista in Europa, è stato presentato nel 2024 nella chiesetta della Misericordia di Venezia in occasione della 60ª Biennale di Venezia, con un progetto portato in Italia dal The Asian Art Initiative del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, e curato da Alexandra Munroe.
Al Pio Monte, accanto alla grande opera, si potrà ammirare anche il piccolo trittico Death Can’t Be Known until One Knows Life (2023) di Yu Hong, già parte della collezione del Pio Monte della Misericordia, acquisito nell’ambito dell’VIII edizione di “Sette Opere per la Misericordia”, insieme ai bozzetti preparatori delle due opere realizzati su carta dall’artista.
La mostra “Umanità a confronto tra buio e oro” avvicina linguaggi e mondi apparentemente distanti: se il pittore seicentesco immerge le Sette Opere di Misericordia nel buio di una strada napoletana, facendo emergere dalla penombra i corpi e i gesti attraverso cui la misericordia si manifesta concretamente, Yu Hong costruisce il proprio spazio attraverso un fondo oro, luminoso e astratto, e mette in scena, proprio come nel dipinto di Caravaggio, sette tragiche vicende umane in un’unica composizione, ciascuna estrema e disperata.
Due soluzioni opposte per affrontare la stessa materia: l’essere umano esposto e bisognoso dell’altro.
Partendo dalla realtà del proprio tempo, Yu Hong trasforma frammenti di immagini contemporanee in una narrazione pittorica universale. L’artista, infatti, attinge a fotografie e video reali raccolti dal web per rappresentare figure senza volto e senza identità, sospese in uno spazio astratto, simbolo della fragile condizione umana. Le storiche deformità fisiche e le piaghe della miseria seicentesca trovano un corrispettivo attuale nei corpi dinamici e sospesi di Yu Hong, specchio della vulnerabilità della gioventù moderna.
Il capolavoro di Caravaggio, che da oltre quattro secoli abita la chiesa dell’Istituzione, continua a interrogare lo sguardo di oggi sul concetto di Misericordia, mentre la pittura di Yu Hong raccoglie il messaggio più attuale di quella tradizione: la condizione umana, i traumi, la vulnerabilità dell’uomo, simbolo di sofferenza collettiva del mondo moderno.
La mostra, realizzata con il contributo della Regione Campania e il patrocinio del Comune di Napoli, è accompagnata dal catalogo pubblicato da artem, che raccoglie i testi di Fabrizia Paternò di San Nicola, Alberto Sifola di San Martino, Alexandra Munroe, Mario Codognato e Loredana Gazzara.
Con "Umanità a confronto tra buio e oro", il Pio Monte della Misericordia conferma la propria missione di custodire il patrimonio storico rendendolo interlocutore vivo del presente, attraverso un dialogo costante tra l’arte del passato e le espressioni della contemporaneità.