Venerdì 13 marzo, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, la Fondazione Pietà de’ Turchini presenta il concerto “Quintetti con chitarra”, una serata dedicata a uno dei capitoli più affascinanti del Settecento europeo: i quintetti per chitarra e archi di Luigi Boccherini. Al centro della scena musicale l’Ensemble Aurora con Eugenio Della Chiara, tra i più raffinati interpreti del repertorio chitarristico storico.
Un capitolo straordinario del Settecento: l’ascesa della chitarra
I quintetti in programma – il n. 4 in re maggiore (G. 448), il n. 6 in sol maggiore (G. 450) e il n. 7 in mi minore (G. 451) – rappresentano un esempio straordinario della creatività cameristica di Luigi Boccherini. Ciò che li distingue è l’uso pionieristico della chitarra, strumento fino ad allora considerato popolare, qui inserito con raffinata naturalezza nel contesto “colto” del quintetto d’archi. È lo stesso Boccherini ad avere il merito di aver restituito dignità allo strumento, conferendogli un ruolo centrale.
La lunga esperienza del compositore in Spagna emerge in ogni pagina, tra ritmi e colori ispirati al folklore iberico, conferendo ai brani vivacità, eleganza e fascino immediato. Ogni movimento racconta un dialogo tra tradizione e invenzione, mostrando come Boccherini sapesse trasformare strumenti e melodie in un tessuto musicale di sorprendente modernità. Il pubblico sarà condotto in un viaggio tra Madrid e l’Italia, tra corte e intimità cameristica, dove tradizione popolare e raffinata invenzione musicale si incontrano, facendo rivivere il fascino e la modernità di Boccherini
Il celebre “Fandango” del G. 448
Il quintetto n. 4 è celebre soprattutto per il suo finale, il celeberrimo “Fandango”, che Boccherini scrisse emulando il padre Basilio, virtuoso chitarrista madrileno. Nei movimenti iniziali la chitarra sostituisce il secondo violoncello del quintetto originale, aggiungendo un timbro caldo e inedito. Nel finale, invece, diventa protagonista assoluta, intrecciando virtuosismo e vitalità spagnola in un ritmo travolgente. Il risultato è un brano che fonde eleganza classica e spirito popolare, con accenti teatrali e giochi di colore che rendono ogni esecuzione coinvolgente.
Due volti di Boccherini: G. 450 e G. 451
I quintetti G. 450 e G. 451 rivelano due facce opposte della personalità del compositore. Il primo, luminoso e festoso, sembra incarnare la gioia di una corte spagnola animata dalla musica; il secondo, invece, malinconico e attraversato da inquietudini quasi preromantiche, offre introspezione e tensione emotiva. Entrambi sono rielaborazioni di precedenti lavori per fortepiano e archi, sapientemente adattati per valorizzare il dialogo tra chitarra e archi e mettere in luce la grazia melodica e la raffinatezza timbrica tipica di Boccherini.
Gli interpreti: Ensemble Aurora ed Eugenio Della Chiara
Accanto alla chitarra di Eugenio Della Chiara, tra i più raffinati interpreti del repertorio chitarristico storico, si esibisce l’Ensemble Aurora, fondato nel 1986 da Enrico Gatti. Composto da musicisti di fama internazionale, il gruppo è specializzato nel repertorio italiano del XVII e XVIII secolo e si distingue per l’uso di strumenti storici e una ricerca sonora che emula la voce umana, combinando rigore e fantasia interpretativa. Ha calcato importanti palcoscenici in Europa, Stati Uniti, America del Sud e Giappone, partecipando a festival di rilievo come il Festival van Vlaanderen, il Lufthansa Festival di Londra e il Festival “Vivaldi in Veneto”. Le sue incisioni hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui due Premi Internazionali del disco “Antonio Vivaldi” e il Diapason d’Or per l’integrale delle Sonate di Corelli.
Eugenio Della Chiara si è formato al Conservatorio di Pesaro e all’Accademia Chigiana di Siena, esibendosi in Italia e all’estero con importanti orchestre e direttori. Le sue registrazioni, pubblicate da etichette prestigiose come Naxos – uno dei principali marchi mondiali di musica classica – DECCA e Stradivarius, ne testimoniano l’autorevolezza internazionale. Particolarmente attento alla musica da camera e alla prassi storica, collabora regolarmente con l’Ensemble Aurora, portando la chitarra a dialogare con gli archi in un equilibrio di virtuosismo, eleganza e colore. Le sue interpretazioni restituiscono la freschezza e la vitalità del repertorio settecentesco, rendendo il concerto un’occasione unica per riscoprire Boccherini in tutta la sua brillantezza.
Programma
Luigi Boccherini
Quintetto in sol maggiore G. 450
Quintetto in mi minore G. 451
Quintetto in re maggiore G. 448
di Napoli Magazine
09/03/2026 - 08:56
Venerdì 13 marzo, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, la Fondazione Pietà de’ Turchini presenta il concerto “Quintetti con chitarra”, una serata dedicata a uno dei capitoli più affascinanti del Settecento europeo: i quintetti per chitarra e archi di Luigi Boccherini. Al centro della scena musicale l’Ensemble Aurora con Eugenio Della Chiara, tra i più raffinati interpreti del repertorio chitarristico storico.
Un capitolo straordinario del Settecento: l’ascesa della chitarra
I quintetti in programma – il n. 4 in re maggiore (G. 448), il n. 6 in sol maggiore (G. 450) e il n. 7 in mi minore (G. 451) – rappresentano un esempio straordinario della creatività cameristica di Luigi Boccherini. Ciò che li distingue è l’uso pionieristico della chitarra, strumento fino ad allora considerato popolare, qui inserito con raffinata naturalezza nel contesto “colto” del quintetto d’archi. È lo stesso Boccherini ad avere il merito di aver restituito dignità allo strumento, conferendogli un ruolo centrale.
La lunga esperienza del compositore in Spagna emerge in ogni pagina, tra ritmi e colori ispirati al folklore iberico, conferendo ai brani vivacità, eleganza e fascino immediato. Ogni movimento racconta un dialogo tra tradizione e invenzione, mostrando come Boccherini sapesse trasformare strumenti e melodie in un tessuto musicale di sorprendente modernità. Il pubblico sarà condotto in un viaggio tra Madrid e l’Italia, tra corte e intimità cameristica, dove tradizione popolare e raffinata invenzione musicale si incontrano, facendo rivivere il fascino e la modernità di Boccherini
Il celebre “Fandango” del G. 448
Il quintetto n. 4 è celebre soprattutto per il suo finale, il celeberrimo “Fandango”, che Boccherini scrisse emulando il padre Basilio, virtuoso chitarrista madrileno. Nei movimenti iniziali la chitarra sostituisce il secondo violoncello del quintetto originale, aggiungendo un timbro caldo e inedito. Nel finale, invece, diventa protagonista assoluta, intrecciando virtuosismo e vitalità spagnola in un ritmo travolgente. Il risultato è un brano che fonde eleganza classica e spirito popolare, con accenti teatrali e giochi di colore che rendono ogni esecuzione coinvolgente.
Due volti di Boccherini: G. 450 e G. 451
I quintetti G. 450 e G. 451 rivelano due facce opposte della personalità del compositore. Il primo, luminoso e festoso, sembra incarnare la gioia di una corte spagnola animata dalla musica; il secondo, invece, malinconico e attraversato da inquietudini quasi preromantiche, offre introspezione e tensione emotiva. Entrambi sono rielaborazioni di precedenti lavori per fortepiano e archi, sapientemente adattati per valorizzare il dialogo tra chitarra e archi e mettere in luce la grazia melodica e la raffinatezza timbrica tipica di Boccherini.
Gli interpreti: Ensemble Aurora ed Eugenio Della Chiara
Accanto alla chitarra di Eugenio Della Chiara, tra i più raffinati interpreti del repertorio chitarristico storico, si esibisce l’Ensemble Aurora, fondato nel 1986 da Enrico Gatti. Composto da musicisti di fama internazionale, il gruppo è specializzato nel repertorio italiano del XVII e XVIII secolo e si distingue per l’uso di strumenti storici e una ricerca sonora che emula la voce umana, combinando rigore e fantasia interpretativa. Ha calcato importanti palcoscenici in Europa, Stati Uniti, America del Sud e Giappone, partecipando a festival di rilievo come il Festival van Vlaanderen, il Lufthansa Festival di Londra e il Festival “Vivaldi in Veneto”. Le sue incisioni hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui due Premi Internazionali del disco “Antonio Vivaldi” e il Diapason d’Or per l’integrale delle Sonate di Corelli.
Eugenio Della Chiara si è formato al Conservatorio di Pesaro e all’Accademia Chigiana di Siena, esibendosi in Italia e all’estero con importanti orchestre e direttori. Le sue registrazioni, pubblicate da etichette prestigiose come Naxos – uno dei principali marchi mondiali di musica classica – DECCA e Stradivarius, ne testimoniano l’autorevolezza internazionale. Particolarmente attento alla musica da camera e alla prassi storica, collabora regolarmente con l’Ensemble Aurora, portando la chitarra a dialogare con gli archi in un equilibrio di virtuosismo, eleganza e colore. Le sue interpretazioni restituiscono la freschezza e la vitalità del repertorio settecentesco, rendendo il concerto un’occasione unica per riscoprire Boccherini in tutta la sua brillantezza.
Programma
Luigi Boccherini
Quintetto in sol maggiore G. 450
Quintetto in mi minore G. 451
Quintetto in re maggiore G. 448