Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da martedì 13 a sabato 17 ottobre
Körper al Nuovo
Rassegna di danza contemporanea
organizzata da Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza
in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano e Teatro Nuovo
13 ottobre, ore 21.00
l’Octogone Théâtre de Pully, Fondazione Luzzati Teatro della Tosse Genova,
Centre des Arts Ecolint Geneve, Compagnie Linga
presentano
Land of Hope
idea and choreography Katarzyna Gdaniec et Marco Cantalupo
performers
Aude-Marie Bouchard, Natalia Filowiat, Kinda Gozo, Lucrezia Panza,
Thaïs Robin, Nathalie Schmidt, Cindy Villemin
lights German Schwab
costumes Geneviève Mathier
original music Philippe Foch, Mathias Delplanque & Marco Cantalupo
Lo spettacolo è una prima nazionale
L’opera iconoclasta della scrittrice Alda Merini, considerata una delle più grandi poetesse italiane, anticonformista e brillante provocatrice, ha ispirato questa nuova creazione.
Nonostante i lunghi e ripetuti ricoveri in ospedali psichiatrici, la sua opera è profondamente positiva, lucida e penetrante, proprio come i suoi aforismi intrisi di sarcasmo.
In Land of Hope, questo inno alla resistenza e alla resilienza, permeato di speranza, prende vita attraverso sette donne: performer, interpreti e complici furiose.
Lungi dall’essere soffocate, le loro individualità vengono trascese, amplificate e incarnate in un gruppo potente, politico e poetico, quasi utopico.
Insieme ci offrono il loro respiro, la loro creatività, ma soprattutto la loro fiducia nel futuro: l’alba di una gioia collettiva.
Ci sono giorni che non si staccano dalle pareti.
Ci sono notti che non accadono mai.
Illumino sempre gli altri
ma io rimango sempre al buio.
Sono una piccola ape furibonda.
Alda Merini
15 ottobre, ore 21.00
Scenario Pubblico Compagnia Zappalà Danza | Centro di Rilevante Interesse Nazionale
in collaborazione con
ArtEZ Dansacademie (NL), Pergine Spettacolo Aperto,
Stichting Theaterwerkplaats Generale Oost (NL)
presentano
Fomo
di Compagnia Zappalà Danza 2
coreografia e regia Roberto Zappalà
musiche originali Paula Matthusen, Stefano Simmaco
drammaturgia Nello Calabrò
danzatori CZD2
luci, scene e costumi Roberto Zappalà
coordinamento artistico Silvia Oteri, Fernando Roldan Ferrer
direzione tecnica Sammy Torrisi
Già Instrument 3: cage sculpture, terza tappa del progetto Instruments, questa produzione viene oggi recuperata dal repertorio della compagnia e riproposta con il titolo FOMO, in dialogo con le urgenze della contemporaneità. Il lavoro rielabora e approfondisce, attraverso le modalità e l’espressività del movimento dei corpi, un tema oggi più che mai attuale.
Se Instruments nasceva inizialmente con l’intento di esplorare, di volta in volta, la relazione tra corpo e un diverso strumento musicale – in questo caso il tamburo – Roberto Zappalà sceglie qui di rafforzare la dimensione concettuale del progetto, attribuendogli un nuovo titolo che mette a fuoco la paranoia contemporanea, la paura di rimanere esclusi e il bisogno di mascherarsi per poter essere ed esserci.
Ogni maschera diventa così uno schermo, nella sua doppia valenza di nascondere e rivelare: una mediazione costante tra l’individuo e il mondo. La contemporaneità amplifica, o talvolta genera, ossessioni: portare sé stessi, il proprio corpo – reale o virtuale – in spazi già abitati da altri corpi significa spesso passare da una solitudine a un’altra. Nel tentativo di uscire da una gabbia, se ne attraversa un’altra, forse ancora più insidiosa.
È nello stare insieme, nel danzare insieme, che si apre la possibilità di una liberazione: la ricerca, forse la scoperta, di una via d’uscita dalla gabbia.
FOMO: acronimo di ‘Fear of missing out’ (‘paura di rimanere escluso’), cioè “la sensazione d’ansia provata da chi teme di essere privato di qualcosa di importante…“ (Treccani)
Il sottotitolo L’insostenibile pesantezza dell’essere nasce da una ricerca su come i pazienti affetti da nevrosi e paranoia esprimono la propria patologia. In questo contesto, uno dei pazienti ha restituito proprio l’espressione sopra citata.
17 ottobre, ore 19.00
Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza
presenta
Shoes On
coreografia e concetto Luna Cenere
con
Vittorio Pagani e Michelle Scappa
musiche Renato Grieco, New Order
disegno luci Loris Giancola
direzione tecnica Nicola Mancini
Shoes On, un archivio di gesti e movimenti che dalle forme più ancestrali evolve fino a posture proprie dell’atletica o della danza. Solo due paia di scarpe vestono i corpi dei performer, diventando ulteriore soggetto della scena.
Un’indagine architettonica sul corpo che, nell’attraversamento di diversi registri, mostra le potenzialità e la sensibilità creativa della nudità in accordo all’oggetto che è agito e allo stesso tempo agisce sulla scena e genera l’urgenza di un radicamento, e la necessità di non prendersi troppo sul serio.
Ispirata dalla corrente surrealista e dalle immagini di autori come Ren Hang, Eveline Bencicova e il fotografo Adey, Luna Cenere prosegue nella sua ricerca sui temi del corpo, la postura – prevalentemente di spalle dei soggetti – e il gesto. Appaiono paesaggi fatti di corpi che sottendono significati nascosti, partiture che svelano la natura simbolica e non solo antropomorfica del nostro essere corpo.
18 ottobre, dalle ore 18.00
Körper - Centro Nazionale di Produzione della Danza
presenta
La Jeunesse
di Körper Young_26
un progetto di Gennaro Cimmino
coordinamento di Susanna Sastro e Flavio Ferruzzi
Last movement of hope. capitolo iv: attesa
di Adriano Bolognino
assistente alla coreografia Rosaria Di Maro
interpreti Gabriella Luongo, Giorgia Mattiello
musiche Giuseppe Villarosa
Appunti sulla giovinezza
di Susanna Sastro e Flavio Ferruzzi
interpreti
Teresa De Angelis, Giada De Simone, Giovanna Ferrara, Rossella Furlan,
Gabriella Luongo, Giorgia Mattiello, Ludovica Sorrentino
musiche varie
Lo spettacolo è una prima nazionale
La serata riunisce due capitoli di una stessa riflessione sul tempo e sulla sua natura sfuggente. Last movement of hope. Capitolo IV: Attesa apre lo spazio della sospensione: un tempo immobile eppure carico di tensione, in cui il desiderio prende forma proprio nel silenzio del rituale. Appunti sulla Giovinezza ne raccoglie il filo e lo trasforma in luce: la giovinezza come stagione dilatata, luminosa, che sembra infinita ma porta già in sé il segno della propria trasformazione.
Due sguardi complementari sulla stessa condizione umana — l’attesa e lo splendore — uniti dalla consapevolezza che ogni tempo sospeso, ogni luce intensa, custodisce la propria fragilità e il proprio inevitabile mutare.
Teatro Nuovo di Salerno
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 17, ore 21.00, e domenica 18 ottobre, ore 18.30
Teatro Novanta e Goldenstar AM – Teatro Golden – Centro di Produzione Teatrale
Presentano
Chiamalo ancora amore
una commedia di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli
con Beatrice Fazi e Enzo Casertano
e con Andrea Hegedus, Angelica Pisilli
soggetto di Andrea Maia
regia Toni Fornari
Una coppia “affiatata” alla vigilia delle nozze d’argento. Hanno un figlio laureato che “non schioda” da casa con una fidanzata “stravagante” e 2 I Pad. Proprio alla vigilia del 25° anniversario di matrimonio, il figlio scopre che il padre e la madre, l’uno all’insaputa dell’altra, intrattengono una relazione sentimentale via chat e che proprio quella sera, inventandosi reciproci impegni di lavoro, dovranno incontrare per la prima volta i loro amanti virtuali.
Una esilarante commedia che, ribaltando i ruoli, costringe un figlio ad inventare un piano diabolico per impedire il pericoloso incontro e salvare ad ogni costo il matrimonio dei suoi adorati genitori.
Note di regia
Un padre, una madre e un figlio, una famiglia come tante, felice e spensierata fino al giorno in cui non avviene qualcosa che sconvolgerà la loro routine. Chiamalo ancora amore è una commedia che tratta temi molto attuali, amore, famiglia, tradimenti, in chiave ironica, dando vita a momenti esilaranti, lasciando spazio però ad approfondimenti sul tema della famiglia e delle dinamiche di coppia e sul rapporto genitore figli alla luce delle insidie delle moderne tecnologie. Alla fine della commedia una domanda viene spontanea, chi tra la coppia di genitori boomer o il figlio di generazione Z ci tiene di più a salvare la famiglia? Per scoprirlo, bisogna venire a vedere questa storia.
Teatro Pasolini di Salerno
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 17 ottobre, ore 21.00
Anteprima V edizione de “Il colore dei suoni”, rassegna di musica dal territorio
Presentata dal Teatro Pubblico Campano - Parte Prima 2026
direzione artistica Giuseppe Zinicola
con la collaborazione di Franco Tiano
Roberto Tarenzi trio feat. Dario Deidda e Roberto Pistolesi
'My Inspiration' a Homage to the legendary Ahmad Jamal
Tre gemme rare, tre musicisti innamorati dell’improvvisazione e della musica a trecentosessanta gradi rileggono alcune pagine del great american songbook ed esplorano composizioni originali, in un tributo al leggendario pianista Ahmad Jamal.
Quanto di più lontano dalla classica operazione "nostalgia-copia", il trio cattura lo spirito quintessenziale di Jamal, prendendo strade inaspettate.
Roberto Pistolesi (batteria) ha collaborato con alcuni dei migliori musicisti della scena internazionale, come Dave Binney, Jasper Blom, Ben Van Gelder, Stefano Di Battista.
Dario Deidda (basso) è in una classe a parte: la sua esperienza e la sua impareggiabile musicalità lo hanno portato a suonare con una moltitudine di musicisti, e recentemente a lavorare nel trio di Kurt Rosenwinkel.
Roberto Tarenzi (pianoforte) ha suonato e registrato con diversi musicisti: Dave Liebman, Stefano Di Battista, Rosario Giuliani, Joe Locke, Jorge Rossy, James Cammack per nominarne alcuni, compiuto tour in Giappone, Russia, Asia, oltre che aver registrato parte delle musiche del film premio Oscar "La Grande Bellezza".