Mercoledì 29 Luglio, alle ore 19.00, al Giardino dell’Orco, sito in via Lago Averno n. 6, a Pozzuoli, si conclude la rassegna Teatro (alla deriva) al Giardino, giunta alla sua XV edizione, con un adattamento in napoletano di “Amleto” di William Shakespeare.
L’iniziativa, ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne firma la direzione artistica per il quattordicesimo anno, prevede quattro spettacoli in uno scenario suggestivo, senza uso di luci artificiali, distante dal caos della città, immerso nella natura e con alle spalle la magnifica quinta naturale del lago d’Averno.
Per il quarto e ultimo appuntamento, Compagnia Indipendente presenta “Amleto annascunnuto” da ‘La traggedia de Amleto, prencepe de Danemarca’ di Antonio Piccolo, per la regia di Mario Autore, che è anche in scena con Giuseppe Cerrone, Melissa Di Genova e Domenico Pinelli.
Una riscrittura in napoletano dell’Amleto che dona al testo una musicalità antica, profondamente tragica, ma anche comica. L’immaginario partenopeo (culto dei morti, superstizioni, grottesco, teatro popolare) si innesta su quello shakespeariano, tra guarattelle, farsa e sceneggiata, mantenendo però un impianto essenziale, puntando sull’evocazione più che sul realismo. La scena come spazio mentale e instabile in cui i personaggi sono forse solo fantasmi.
«Quest’anno arriviamo ad un traguardo davvero importante: i primi quindici anni di questa scommessa.
E torniamo per il secondo anno in una location che lo scorso anno si è rivelata vincente sotto tutti i punti di vista.
‘Teatro alla Deriva (al Giardino)’ ha cambiato pelle, passando dalla zattera all’interno delle Terme-Stufe di Nerone alla realtà verdeggiante del Giardino dell’Orco, trasformandosi ma confermando una vicinanza col pubblico formatosi nel corso degli anni che ha del sorprendente.
Rivedere tante persone che hanno accettato l’azzardo del cambio di location ha colpito me e l’intero gruppo di lavoro. Anche perché proporre gli spettacoli non più in serale ma alle 19.00, in quella fascia della giornata che ci accompagna al tramonto, con una scenografia naturale tutt’intorno che smuoverebbe i sassi, è stato travolgente per tutti noi, pubblico, organizzazione e, ovviamente, artisti.
Il mio e nostro auspicio è ritrovare tutte queste persone e poterne accogliere tante di nuove, convinti come siamo che fare teatro in questo contesto possa commuovere, far divertire, smuovere le coscienze in modo ancor più coinvolgente, grazie alla bellezza della natura nella quale abbiamo deciso di portare un’arte immortale come l’arte teatrale.
Passiamo al dettaglio degli spettacoli.
Il quarto e ultimo appuntamento è liberamente tratto dalla traduzione in napoletano di Amleto, realizzata da Antonio Piccolo (testo pubblicato da Guida Editore qualche anno fa). A partire da questo immane lavoro, Mario Autore (già candidato ai Nastri d’Argento 2021) decide di mettere in scena solo alcune parti dell’opera, traendone fuori una drammaturgia pressoché novella, nella quale verrà coadiuvato da Melissa Di Genova, Peppe Cerrone e Domenico Pinelli. In quattro daranno vita ad una sarabanda di personaggi, travestimenti, mistificazioni, viaggi nell’interiorità umana e nelle profondità dei suoi abissi, tra commedia sfrenata e tragedia dirompente. Come sempre quando si decide di maneggiare la materia shakesperiana.
I quattro lavori da me scelti per il cartellone di quest’anno sono di fatto dei veri e propri debutti assoluti, anche se in qualche caso già andati in scena in forma di anteprima o rodaggio. Si è trattato di una scelta mirata, un’altra scommessa forte che vogliamo provare a vincere assieme al nostro pubblico, come felicemente accaduto nei primi tre appuntamenti finora».
di Napoli Magazine
25/07/2026 - 20:06
Mercoledì 29 Luglio, alle ore 19.00, al Giardino dell’Orco, sito in via Lago Averno n. 6, a Pozzuoli, si conclude la rassegna Teatro (alla deriva) al Giardino, giunta alla sua XV edizione, con un adattamento in napoletano di “Amleto” di William Shakespeare.
L’iniziativa, ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne firma la direzione artistica per il quattordicesimo anno, prevede quattro spettacoli in uno scenario suggestivo, senza uso di luci artificiali, distante dal caos della città, immerso nella natura e con alle spalle la magnifica quinta naturale del lago d’Averno.
Per il quarto e ultimo appuntamento, Compagnia Indipendente presenta “Amleto annascunnuto” da ‘La traggedia de Amleto, prencepe de Danemarca’ di Antonio Piccolo, per la regia di Mario Autore, che è anche in scena con Giuseppe Cerrone, Melissa Di Genova e Domenico Pinelli.
Una riscrittura in napoletano dell’Amleto che dona al testo una musicalità antica, profondamente tragica, ma anche comica. L’immaginario partenopeo (culto dei morti, superstizioni, grottesco, teatro popolare) si innesta su quello shakespeariano, tra guarattelle, farsa e sceneggiata, mantenendo però un impianto essenziale, puntando sull’evocazione più che sul realismo. La scena come spazio mentale e instabile in cui i personaggi sono forse solo fantasmi.
«Quest’anno arriviamo ad un traguardo davvero importante: i primi quindici anni di questa scommessa.
E torniamo per il secondo anno in una location che lo scorso anno si è rivelata vincente sotto tutti i punti di vista.
‘Teatro alla Deriva (al Giardino)’ ha cambiato pelle, passando dalla zattera all’interno delle Terme-Stufe di Nerone alla realtà verdeggiante del Giardino dell’Orco, trasformandosi ma confermando una vicinanza col pubblico formatosi nel corso degli anni che ha del sorprendente.
Rivedere tante persone che hanno accettato l’azzardo del cambio di location ha colpito me e l’intero gruppo di lavoro. Anche perché proporre gli spettacoli non più in serale ma alle 19.00, in quella fascia della giornata che ci accompagna al tramonto, con una scenografia naturale tutt’intorno che smuoverebbe i sassi, è stato travolgente per tutti noi, pubblico, organizzazione e, ovviamente, artisti.
Il mio e nostro auspicio è ritrovare tutte queste persone e poterne accogliere tante di nuove, convinti come siamo che fare teatro in questo contesto possa commuovere, far divertire, smuovere le coscienze in modo ancor più coinvolgente, grazie alla bellezza della natura nella quale abbiamo deciso di portare un’arte immortale come l’arte teatrale.
Passiamo al dettaglio degli spettacoli.
Il quarto e ultimo appuntamento è liberamente tratto dalla traduzione in napoletano di Amleto, realizzata da Antonio Piccolo (testo pubblicato da Guida Editore qualche anno fa). A partire da questo immane lavoro, Mario Autore (già candidato ai Nastri d’Argento 2021) decide di mettere in scena solo alcune parti dell’opera, traendone fuori una drammaturgia pressoché novella, nella quale verrà coadiuvato da Melissa Di Genova, Peppe Cerrone e Domenico Pinelli. In quattro daranno vita ad una sarabanda di personaggi, travestimenti, mistificazioni, viaggi nell’interiorità umana e nelle profondità dei suoi abissi, tra commedia sfrenata e tragedia dirompente. Come sempre quando si decide di maneggiare la materia shakesperiana.
I quattro lavori da me scelti per il cartellone di quest’anno sono di fatto dei veri e propri debutti assoluti, anche se in qualche caso già andati in scena in forma di anteprima o rodaggio. Si è trattato di una scelta mirata, un’altra scommessa forte che vogliamo provare a vincere assieme al nostro pubblico, come felicemente accaduto nei primi tre appuntamenti finora».