Francesca Carannante, originaria di Bacoli, in Campania, nella suggestiva cornice dei Campi Flegrei in provincia di Napoli, a 31 anni, ha creato una produzione vinicola tutta di metodo classico, a base di Pinot noir coltivato nell’Oltrepò Pavese. L’amore per il vino, che da sempre l’ha accompagnata esplode letteralmente quando, trasferitasi a Milano, dove vive oggi, per laurearsi all’Accademia delle Belle Arti a Brera, si iscrive anche ad un corso per diventare sommelier, fatto esclusivamente per cultura personale. Da lì, mentre lavorava per una galleria d’arte moderna molto importante, ha continuato a formarsi diventando socia di una distribuzione vini per tre anni. Quella esperienza l'ha consentito a specializzarsi, a girare e ad assaggiar”. In Oltrepò Pavese ha un vero e proprio colpo di fulmine per il Pinot nero, un vitigno sensibile e complesso da coltivare, che può dare vini di grande struttura, dal corpo elegante e mai invadente. Senza alcuna tradizione familiare nel mondo del vino alle spalle, Francesca Carannante parte da se stessa e cinque anni fa inizia una collaborazione con la cantina Fontanachiara in provincia di Pavia, nel cuore dell’Oltrepò, che la rifornisce di uve e le mette a disposizione gli spazi per vinificare e affinare, e insieme all’enologo Marco Maggi crea tre vini, che portano il suo nome e il cui logo è disegnato interamente da lei, per un totale di diecimila bottiglie l’anno. La prima bottiglia, ricorda è stata un dosaggio zero. Uno spumante da 33 mesi di affinamento. A questo Blanc de Noirs ha aggiunto prima il Brut Rosè e poi la versione Extra Brut di nuovo Blanc de Noirs. Nonostante il debutto di pochi anni fa, le bottiglie di Francesca Carannante sono già nell’alta ristorazione, nelle carte dei vini di ristoranti stellati e boutique hotel in giro per l’Italia da sud a nord. Il vero sogno di Francesca resta quello di unire l’amore per il vino a quello per l’arte. Sfruttando le competenze professionali, ha creato partnership con alcuni artisti che hanno realizzato le loro opere sulle cassette che contengono il vino o sulle bottiglie stesse, anche in grandi formati. Edizioni limitate, uniche e non replicabili perché dipinte a mano. “Mi piacerebbe - spiega - arrivare a fare una mostra d’arte temporanea proprio con questi pezzi. Ma sto lavorando anche per aumentare le referenze, con un dosaggio zero lungo 48 mesi, per arrivare anche a 72 mesi. Sono entusiasta di quello che sono riuscita a creare in questo poco tempo. Ho disegnato personalmente il mio logo, dietro le cuvée ci sono io a 360 gradi e ogni scelta è fatta completamente da me”. Per ulteriori approfondimenti, visita www.francescacarannante.com




di Napoli Magazine
05/02/2026 - 11:40
Francesca Carannante, originaria di Bacoli, in Campania, nella suggestiva cornice dei Campi Flegrei in provincia di Napoli, a 31 anni, ha creato una produzione vinicola tutta di metodo classico, a base di Pinot noir coltivato nell’Oltrepò Pavese. L’amore per il vino, che da sempre l’ha accompagnata esplode letteralmente quando, trasferitasi a Milano, dove vive oggi, per laurearsi all’Accademia delle Belle Arti a Brera, si iscrive anche ad un corso per diventare sommelier, fatto esclusivamente per cultura personale. Da lì, mentre lavorava per una galleria d’arte moderna molto importante, ha continuato a formarsi diventando socia di una distribuzione vini per tre anni. Quella esperienza l'ha consentito a specializzarsi, a girare e ad assaggiar”. In Oltrepò Pavese ha un vero e proprio colpo di fulmine per il Pinot nero, un vitigno sensibile e complesso da coltivare, che può dare vini di grande struttura, dal corpo elegante e mai invadente. Senza alcuna tradizione familiare nel mondo del vino alle spalle, Francesca Carannante parte da se stessa e cinque anni fa inizia una collaborazione con la cantina Fontanachiara in provincia di Pavia, nel cuore dell’Oltrepò, che la rifornisce di uve e le mette a disposizione gli spazi per vinificare e affinare, e insieme all’enologo Marco Maggi crea tre vini, che portano il suo nome e il cui logo è disegnato interamente da lei, per un totale di diecimila bottiglie l’anno. La prima bottiglia, ricorda è stata un dosaggio zero. Uno spumante da 33 mesi di affinamento. A questo Blanc de Noirs ha aggiunto prima il Brut Rosè e poi la versione Extra Brut di nuovo Blanc de Noirs. Nonostante il debutto di pochi anni fa, le bottiglie di Francesca Carannante sono già nell’alta ristorazione, nelle carte dei vini di ristoranti stellati e boutique hotel in giro per l’Italia da sud a nord. Il vero sogno di Francesca resta quello di unire l’amore per il vino a quello per l’arte. Sfruttando le competenze professionali, ha creato partnership con alcuni artisti che hanno realizzato le loro opere sulle cassette che contengono il vino o sulle bottiglie stesse, anche in grandi formati. Edizioni limitate, uniche e non replicabili perché dipinte a mano. “Mi piacerebbe - spiega - arrivare a fare una mostra d’arte temporanea proprio con questi pezzi. Ma sto lavorando anche per aumentare le referenze, con un dosaggio zero lungo 48 mesi, per arrivare anche a 72 mesi. Sono entusiasta di quello che sono riuscita a creare in questo poco tempo. Ho disegnato personalmente il mio logo, dietro le cuvée ci sono io a 360 gradi e ogni scelta è fatta completamente da me”. Per ulteriori approfondimenti, visita www.francescacarannante.com



