Cultura & Gossip
LIBRI - "L’Attore e l’animale" di Antonello Cossia, presentazione in Sala Assoli con Marco Baliani, Giulio Baffi e Alessandro Toppi lunedì 4 dicembre
02.12.2023 12:18 di Napoli Magazine

Lunedì 4 dicembre ore 18.00, in Sala Assoli si presenta il libro L’Attore e l’animale – Artigianato teatrale fra natura, corpo e metamorfosi (Iuppiter Edizioni), in cui Antonello Cossia attraversa l’esperienza di 40 anni di palcoscenico e soprattutto i percorsi laboratoriali, mettendo in profondità strumenti metodologici di un lavoro di ricerca e artigianato. Nel corso della presentazione, l’attore dialogherà con i presenti e sono previsti interventi di Marco Baliani, Giulio Baffi e Alessandro Toppi. Il breve saggio di Cossia prende in prestito le teorie di Vesevol’d Mejerchol’d, con la volontà precisa di raccontare un punto di vista poco omologato relativo all’arte attoriale: non solo si riprende la lezione di un artista, di un maestro fucilato da Stalin per la sua opposizione al regime, ma soprattutto la sua disciplina che si richiama alla condizione animale, fisiologica del corpo. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Per info 345 467 9142 assoli@casadelcontemporaneo.it

 

Al centro della riflessione di Cossia c’è dunque il corpo: un corpo che possa far scandalo non passando dalla diffusa pratica di una nudità pornografica, ma da una potenza erotica di seduzione, che sposti la visione dello spettatore, mostrandogli la vita in scena nella piena potenza di un’energia animalesca, selvaggia, abbrutita, tornando allo stadio primigenio della natura senza sovrastrutture.

 

«Questo breve saggio prende spunto dall’esperienza laboratoriale e soprattutto da uno spettacolo, La stanza scura, andato in scena nell'ambito Museum 2007, in cui avevo certo il ruolo di attore, trattandosi di un monologo, ma nel senso di attore autore, seppur guidato dalla mano registica sapiente e divertita di Renato Carpentieri – racconta Antonello Cossia. Attore-autore, una specifica artistica molto diffusa nelle avanguardie degli anni Settanta\Ottanta, proseguita da alcuni fino ad oggi, seppur modificata nei suoi aspetti profondi e metodologici. Le analisi, le riflessioni, le conclusioni contenute in questo testo, hanno una valenza di dedica. Una dedica personale a un mestiere, ad una pratica artigianale sempre più bistrattata nel presente del consumo. Un’attenzione affettiva verso la costante e totale dedizione all’esercizio del donarsi in palcoscenico, senza risparmio, senza pudore, con umiltà e sincerità, ma pur sempre pronti a godere dei risultati e allo stesso tempo capaci di tornare al punto di partenza».

 

Il libro di Cossia racconta di un teatro che emoziona, che tocca il cuore, che è il motore di tutte le cose, a cui si giunge attraverso un lavoro meticoloso, duro, divertito, ma rigoroso, dove in realtà non ci sono segreti, ma una porta sempre aperta, che permetta di assistere a un processo di creazione, per restituirgli solo alla fine uno spazio di mistero, utile a conciliarsi con il mondo e con la vita attraverso la magia del teatro. «”Il segreto è che non ci sono segreti, solo lavoro”: ha ragione Peter Brook, maestro e faro tra le altre stelle che hanno guidato il mio cammino – conclude Cossia».

 

«Gli esercizi, gli allenamenti, la fisicità della scena che viene prima, molto prima della costruzione drammaturgica di uno spettacolo, sono elementi di percorso che condivido e che mi accomunano al suo lavoro. Trovo questo suo scritto una riflessione, maturata nel tempo, di un’intera generazione teatrale». Marco Baliani

 

«Credo che la sua bussola, il suo nord, la sua stella polare che l’ha guidato nelle scelte ad affrontare il suo lavoro con quel rigore fantasioso che non gli ha mai lasciato alternativa, sia stata l’istinto in una costrizione a volte esaltata, eroica, feroce e indiscutibile». Giulio Baffi

 

L’autore


Antonello Cossia vive e lavora a Napoli. Si è formato con i registi Antonio Neiwiller, Reina Mirecka, Leo De Berardinis, Renato Carpentieri, Marco Baliani, Mamadou Dioume, Yoshi Oida, Germana Giannini, Carlo Merlo. Come attore a teatro ha collaborato con Robert Carsen, Massimo Luconi, Giuseppe Dipasquale, Cristian Plana, Toni Servillo, Cristina Pezzoli, Ninni Bruschetta, Claudio Collovà, Andrea De Rosa, Marco Baliani, Mario Martone, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller. Da protagonista e regista ha realizzato gli spettacoli Hola Diego, Father&Son a Chet Baker, I fazzoletti di tutti gli addii Maiakovskij\Pessoa, Dentro i secondi, In principio fu voragine, Solo andata, Ultime notizie dalla famiglia, Figlio del Tricolore, A fronte alta. Per le edizioni Guida, nella collana teatro, ha pubblicato A fronte alta - Una storia del 1956. Ha al suo attivo diverse e importanti esperienze in campo televisivo e cinematografico.

 

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LIBRI - "L’Attore e l’animale" di Antonello Cossia, presentazione in Sala Assoli con Marco Baliani, Giulio Baffi e Alessandro Toppi lunedì 4 dicembre

di Napoli Magazine

02/12/2024 - 12:18

Lunedì 4 dicembre ore 18.00, in Sala Assoli si presenta il libro L’Attore e l’animale – Artigianato teatrale fra natura, corpo e metamorfosi (Iuppiter Edizioni), in cui Antonello Cossia attraversa l’esperienza di 40 anni di palcoscenico e soprattutto i percorsi laboratoriali, mettendo in profondità strumenti metodologici di un lavoro di ricerca e artigianato. Nel corso della presentazione, l’attore dialogherà con i presenti e sono previsti interventi di Marco Baliani, Giulio Baffi e Alessandro Toppi. Il breve saggio di Cossia prende in prestito le teorie di Vesevol’d Mejerchol’d, con la volontà precisa di raccontare un punto di vista poco omologato relativo all’arte attoriale: non solo si riprende la lezione di un artista, di un maestro fucilato da Stalin per la sua opposizione al regime, ma soprattutto la sua disciplina che si richiama alla condizione animale, fisiologica del corpo. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Per info 345 467 9142 assoli@casadelcontemporaneo.it

 

Al centro della riflessione di Cossia c’è dunque il corpo: un corpo che possa far scandalo non passando dalla diffusa pratica di una nudità pornografica, ma da una potenza erotica di seduzione, che sposti la visione dello spettatore, mostrandogli la vita in scena nella piena potenza di un’energia animalesca, selvaggia, abbrutita, tornando allo stadio primigenio della natura senza sovrastrutture.

 

«Questo breve saggio prende spunto dall’esperienza laboratoriale e soprattutto da uno spettacolo, La stanza scura, andato in scena nell'ambito Museum 2007, in cui avevo certo il ruolo di attore, trattandosi di un monologo, ma nel senso di attore autore, seppur guidato dalla mano registica sapiente e divertita di Renato Carpentieri – racconta Antonello Cossia. Attore-autore, una specifica artistica molto diffusa nelle avanguardie degli anni Settanta\Ottanta, proseguita da alcuni fino ad oggi, seppur modificata nei suoi aspetti profondi e metodologici. Le analisi, le riflessioni, le conclusioni contenute in questo testo, hanno una valenza di dedica. Una dedica personale a un mestiere, ad una pratica artigianale sempre più bistrattata nel presente del consumo. Un’attenzione affettiva verso la costante e totale dedizione all’esercizio del donarsi in palcoscenico, senza risparmio, senza pudore, con umiltà e sincerità, ma pur sempre pronti a godere dei risultati e allo stesso tempo capaci di tornare al punto di partenza».

 

Il libro di Cossia racconta di un teatro che emoziona, che tocca il cuore, che è il motore di tutte le cose, a cui si giunge attraverso un lavoro meticoloso, duro, divertito, ma rigoroso, dove in realtà non ci sono segreti, ma una porta sempre aperta, che permetta di assistere a un processo di creazione, per restituirgli solo alla fine uno spazio di mistero, utile a conciliarsi con il mondo e con la vita attraverso la magia del teatro. «”Il segreto è che non ci sono segreti, solo lavoro”: ha ragione Peter Brook, maestro e faro tra le altre stelle che hanno guidato il mio cammino – conclude Cossia».

 

«Gli esercizi, gli allenamenti, la fisicità della scena che viene prima, molto prima della costruzione drammaturgica di uno spettacolo, sono elementi di percorso che condivido e che mi accomunano al suo lavoro. Trovo questo suo scritto una riflessione, maturata nel tempo, di un’intera generazione teatrale». Marco Baliani

 

«Credo che la sua bussola, il suo nord, la sua stella polare che l’ha guidato nelle scelte ad affrontare il suo lavoro con quel rigore fantasioso che non gli ha mai lasciato alternativa, sia stata l’istinto in una costrizione a volte esaltata, eroica, feroce e indiscutibile». Giulio Baffi

 

L’autore


Antonello Cossia vive e lavora a Napoli. Si è formato con i registi Antonio Neiwiller, Reina Mirecka, Leo De Berardinis, Renato Carpentieri, Marco Baliani, Mamadou Dioume, Yoshi Oida, Germana Giannini, Carlo Merlo. Come attore a teatro ha collaborato con Robert Carsen, Massimo Luconi, Giuseppe Dipasquale, Cristian Plana, Toni Servillo, Cristina Pezzoli, Ninni Bruschetta, Claudio Collovà, Andrea De Rosa, Marco Baliani, Mario Martone, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller. Da protagonista e regista ha realizzato gli spettacoli Hola Diego, Father&Son a Chet Baker, I fazzoletti di tutti gli addii Maiakovskij\Pessoa, Dentro i secondi, In principio fu voragine, Solo andata, Ultime notizie dalla famiglia, Figlio del Tricolore, A fronte alta. Per le edizioni Guida, nella collana teatro, ha pubblicato A fronte alta - Una storia del 1956. Ha al suo attivo diverse e importanti esperienze in campo televisivo e cinematografico.