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CULTURA & GOSSIP
MOSTRA E CONVEGNO - "Vulcanica. Il Fuoco che Crea" al Museo del tesoro di San Gennaro
10.12.2019 11:03 di Napoli Magazine

VULCANICA. IL FUOCO CHE CREA

 

GIOVEDÌ 12 DICEMBRE UNA MOSTRA E UN CONVEGNO

 

h.11,00 ANTEPRIMA PER LA STAMPA: MUSEO DEL TESORO DI SAN GENNARO

 

h.14,30 CONVEGNO: MUSEO FILANGIERI

 

BIGLIETTO RIDOTTO PER IL MANN PRESENTANDO IL TICKET DI ACCESSO ALLA MOSTRA VULCANICA: IL FUOCO CHE CREA.

 

 

LA MOSTRA AL TESORO DI SAN GENNARO anteprima stampa h.11,00

 

Sarà il 12 dicembre alle ore 11,00 l’anteprima per la stampa della mostra Vulcanica: Il fuoco che crea. Una mostra curata da Paolo Jorio, direttore del Museo del tesoro di San Gennaro in accordo con la Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro, realizzata in collaborazione con il MANN, l’Osservatorio Vesuviano, il primo osservatorio vulcanico al mondo, e il Museo del Corallo Ascione e dedicata alla forza sterminatrice del Vesuvio che nei secoli ha distrutto, ma che ha anche creato. Il vulcano partenopeo, infatti, ha spazzato via in pochi istanti migliaia di vite umane e intere città, trasformando totalmente il territorio circostante, ma che nei millenni ha anche conservato, sotto la pesante coltre di lava e di cenere, limpide testimonianze di un’antichissima civiltà che probabilmente non sarebbero mai giunte sino a noi così complete.

 

Il Vesuvio, una entità naturale, dalla violenza devastante, tra le più pericolose al mondo che da sempre ha minacciato e minaccia Napoli e tutta l’area alle sue pendici, ma alla quale i napoletani hanno contrapposto come baluardo una forza soprannaturale: San Gennaro. Il nume tutelare di Napoli, invocato dai napoletani nei momenti di maggiore pericolo, in nome del quale è sorta una devozione popolare senza precedenti che ha condotto, grazie al voto del 1527 , all’istituzione di un organismo laico ancora oggi esistente, la Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro, che in rappresentanza della Città di Napoli ha fatto realizzare uno dei gioielli universali dell’arte, la Cappella del Tesoro e che ha costituito e custodito per secoli sino a oggi, uno dei tesori d’arte più importanti al mondo.

 

Il titolo“Vulcanica”. Il Fuoco che Crea” è espressione geografica di una terra, ma soprattutto individua l’essenza di una popolazione, che si identifica come rivelazione della mutabilità del territorio che occupa. Il Vulcano, con la sua imprevedibilità ha infatti forgiato l’anima di chi vive alle sue pendici, ieri come oggi.

 

La narrazione espositiva della mostra si svilupperà attraverso manufatti e testimonianze artistici e storici di natura diversa; dalle immagini raccolte durante i Gran Tour, agli oggetti di uso decorativo, a quelli dalle simbologie mitologiche e apotropaiche.

Gli argenti e i gioielli del Museo del Tesoro di San Gennaro si andranno a integrare con i prestiti preziosi del MANN, dell’Osservatorio Vesuviano e del Museo del Corallo consentendo l’avvicinamento di opere dal grande valore estetico-stilistico e annullando quasi “magicamente” il divario temporale esistente tra la produzione dei sorprendenti manufatti. Una delle peculiarità del Tesoro di San Gennaro è, infatti, la presenza nella collezione di sette secoli di arte Orafa e Argentaria, con gioielli dal valore inestimabile che, messi a confronto con argenti, gioielli risalenti al 79 d.C. confermano come la grande tradizione culturale artigianale e artistica tipica di questa terra abbia avuto sempre un filo di straordinaria continuità. Un’occasione espositiva particolare, dunque, con un inedito percorso museale di grande valore didattico, divulgativo e di grande impegno culturale, che vedrà le opere del MANN a colloquio e a raffronto con i capolavori del Tesoro e degli oggetti di corallo per esprimere e testimoniare tutta la creatività e la maestria della grande Fucina produttiva del territorio.

Una mostra che punta sull’emozione e racconta una storia; quella del Vesuvio, dei sui abitanti, della sua passione e del suo protettore…Napoli.

Per tutta la durata dell’esposizione Vulcanica: Il fuoco che crea  il biglietto d’ingresso al Museo del Tesoro di San Gennaro permette di ricevere uno sconto del 50% sul ticket di accesso al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

 

ORARI DI APERTURA

Il museo è aperto tutti i giorni in orario continuato:

dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 16:30 – Entrata possibile fino alle 16:00

Il Sabato e nei giorni festivi dalle 9:00 alle 17:30 – Entrata possibile fino alle 17:00

ORARI NATALIZI E CAPODANNO 2019-2020

Martedì 24 dicembre ore 9.00 – 13.30 ultimo ingresso ore 13.00

Mercoledì 25 dicembre ore 9.00 – 13,30 ultimo ingresso ore 13.00

Giovedì 26 dicembre ore 9.00 – 18.00 ultimo ingresso ore 17.30

Martedì 31 dicembre ore 9.00 – 13.30 ultimo ingresso ore 13.00

Mercoledì 01 gennaio ore 10.00 – 18.00 ultimo ingresso ore 17.30

Lunedi 06 gennaio ore 9.00 – 18.00 ultimo ingresso ore 17.30

 

 

 

 

 

IL CONVEGNO AL MUSEO FILANGIERI h. 14,30

La mostra che sarà presentata al Museo del Tesoro di San Gennaro nella mattinata sarà poi seguita dal convegno Vulcanica. Quale futuro? al Museo Filangieri a partire dalle ore 14,30

 

LA VITA E’ UNA DANZA NEL CRATERE DI UN VULCANO.

ERUTTERA’, MA NON SAPPIAMO QUANDO

 

La frase di Yukio Mishima scrittore giapponese nato in una terra di fuoco e di crateri, rappresenta la scintilla del progetto scaturito dall'emergenza vulcani che ormai da qualche mese riempie tutti i

notiziari agitando l’Italia tutta. E alla rinnovata richiesta di protezione che il popolo di Sa Gennaro sta rivolgendo al suo Patrono che, a partire dalla terribile eruzione del 16 dicembre 1631, è ufficialmente l'unico scudo contro la lava.  Non solo il Vesuvio, pericoloso gigante dormiente ma vivo ed attivo, i Campi Flegrei con la grande caldera e la ripresa del bradisismo, lo Stromboli che quest'estate ha stravolto la vita di un'isola pur abituata ai suoi brontolii, l'Etna con le nuove eruzioni, e poi Lipari, Vulcano, Ischia, l'Isola Ferdinandea, il Marsili e i nuovi vulcani sottomarini appena scoperti nel Tirreno ... l'Italia è una terra di Fuoco attraversata dalla Faglia Gloria responsabile di complessi fenomeni tettonici. Una terra ad alto rischio.

Un convegno dall’alto valore scientifico che farà il punto sulla situazione vulcanica del Vesuvio e dei Campi Flegrei, sul monitoraggio, sulla prevenzione in atto e delle modalità di eventuale evacuazione in una area ad altissima densità abitativa quale la cosiddetta zona rossa nella malaugurata ipotesi di una eruzione del vulcano partenopeo intraprese dalla Protezione Civile. Convegno che poi affronterà le crisi, i rischi e le conseguenze dello Stromboli e dell’Etna nel corso della scorsa estate, sul monitoraggio e sulla sorveglianza sismica in Italia anche alla luce dei tanti terremoti avvenuti negli ultimi mesi. Ma un appuntamento anche dalla straordinaria valenza culturale a causa dalla fatidica e famosa eruzione distruttiva del 79 d.C. che distrusse Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti, Boscoreale, ma che ha conservato testimonianze uniche del passato, dalla intensa energia artistica che la lava incandescente ha sempre prodotto nei luoghi vulcanici e dalla forte connotazione spirituale per la protezione del popolo napoletano dalla devastazione vulcanica e dai cataclismi naturali affidata a San Gennaro e dei capolavori realizzati e appartenenti al tesoro nati in suo onore

 

Il convegno sarà moderato da Federico Monga, direttore de IL MATTINO e vedrà coinvolti Marco Neri, direttore dell’Osservatorio Etneno (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania), Francesca Bianco, direttore dell’Osservatorio Vesuviano (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Napoli), Paola Petrosino del Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e delle Risorse della Università di Napoli Federico II, Italo Giulivo, direttore Dipartimento Protezione Civile, Nino Daniele, ex sindaco di Ercolano, Riccardo Imperiali, membro della Deputazione della Cappella di San Gennaro, Paolo Giulierini, direttore del MANN, Caterina Ascione del Museo del Corallo e Paolo Jorio, direttore del Museo del tesoro di San Gennaro e del Museo Filangieri.

 

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