Esce giovedì 7 maggio 2026 per l’etichetta Full Heads “Ce Sta Sempe Na Via”, il primo album solista di Roberto Colella.
Autore, compositore e polistrumentista, per 12 anni frontman della band napoletana La Maschera, pubblica un lavoro sincero, denso di immagini e riflessioni, che prova ad analizzare ansie e paure per trasformarle in nuovi stimoli. Un modo per ricordare che “ce sta sempe na via pe’ nunn’ essere sulo a stu munno”.
Il Maestro Battiato cantava: “Si sente il bisogno di una propria evoluzione” (segnali di vita).
Si potrebbe dire che il cuore narrativo stia proprio nel tema della rinascita e dell’evoluzione. Rinascita che passa dalla solitudine come stato d’animo individuale a quella collettiva di un popolo abbandonato a sé stesso. Evoluzione che spazia dalla passione che isola e consuma, a quella che accende nuove visioni e risveglia lo spirito. Come un guerriero… come Muhammad Ali.
Il nuovo progetto discografico di Roberto Colella raccoglie canzoni che raccontano questo tema universale attraverso una pluralità di prospettive, suoni ed atmosfere.
Tra ballate intime e brani energici, l’album intreccia emozione e analisi sociale, fragilità e speranza, in un percorso sonoro che si apre al dialogo con l’ascoltatore. Brani corali e allegri (“Canto dei Soli” o “Tiemp’ perzo”) per esorcizzare il dolore di una generazione o quello degli schiavi del nuovo millennio, venditori ambulanti o anime dimenticate, esseri umani di serie B.
Amori che chiedono conferma ogni giorno (la reinterpretazione di una pietra miliare brasiliana, Sozinho) si contrappongono ad amori tormentati… è il caso di Saul e Isabela, struggente leggenda cilentana che l’autore intrappola in un andamento ossessivo e ipnotico. L’essere umano e la sua rilevanza sociale, come nel caso di “Ali, Bomaye!”, brano la cui introduzione è affidata alla straordinaria espressività di Francesco Di Leva. È nel suo monologo che si chiarisce l’importanza di abbattere il potere negativo delle parole.
Gli arrangiamenti, arricchiti dalla presenza di un quartetto d’archi, un quartetto di legni e da musicisti provenienti da percorsi diversi, abbracciano un’estetica calda e profonda, tra acustico, contemporaneo e contaminazioni sperimentali.
Fil rouge del nuovo disco (in comune con i precedenti lavori di Roberto) il bisogno e la voglia di condividere storie.
CE STA SEMPE NA VIA
TRACKLIST
1.? ?LA CASA SULL’ALBERO
2.? ?TUTT’’O CORE MIO
3.? ?SAUL E ISABELA
4.? ?CANTO DEI SOLI
5.? ?SOZINHO
6.? ?ALI, NE*RO!
7.? ?ALI, BOMAYE!
8.? ?TIEMPO PERZ’
9.? ?CANTO DELLA MEMORIA
10.? ?PE' FÀ AMMORE NA VOTA
11.? ?TUTTO PASSA
CE STA SEMPE NA VIA - CREDITI
Testi e Musiche: Roberto Colella
eccetto Sozinho: Canzone brasiliana originale di Peninha
Ali, ne*ro: Testo di Linda Dalisi, voce di Francesco di Leva
Tutto passa: testo di Roberto Colella e Alessio Sollo, musica di Roberto Colella
Roberto Colella: voce, backing vocals, chitarra classica e acustica, chitarra elettrica, piano e tastiere, mandolino, sax soprano;
Michele Maione: percussioni, balafon, drum machine;
Massimo Blindur De Vita: basso, piano e synth, chitarra elettrica, percussioni, mandolino e octavemandolin
Riccardo Schmitt: batteria
Ondanueve String Quartet: archi in tracce 2 - 5;
Blue Gospel Singers: coro in tracce 4 - 7 - 10;
Vittorio Coviello: flauto in traccia 3
Agostino Napolitano: clarinetto in traccia 3
Lia Merlino: oboe in traccia 3
Giuseppe Daniel Zucchetto: fagotto in traccia 3;
Paolo Sessa: organo traccia 10
Francesco Di Leva: voce in traccia 6
I ragazzi dell’I.C. Falco di Scafati: voci traccia 9
Produzione artistica: Massimo Blindur De Vita
Registrazioni e Mix: Paolo Alberta e Massimo De Vita presso "Le Nuvole Studio" (Napoli)
La batteria è stata registrata da Paolo Alberta presso DPM Recording Studio di Daniele Palladino
I Blue Gospel Singers (diretti da Mario Paduano) e il quartetto di legni (diretti da Michele Maione) sono stati registrati da Carlo Gentiletti presso "Elios Studio" (Castellammare)
masterizzato da Paolo Alberta presso "Il Cicaleto Recording Studio" (Arezzo)
assistente tecnico Carla Grimaldi
arrangiamento per quartetto d'archi (traccia 5) di Andrea Esposito e (traccia 2) di Massimo De Vita
arrangiamento per quartetto di legni (traccia 3) di Roberto Colella e Michele Maione
arrangiamento per coro (tracce 4 - 7 - 10) di Mario Paduano
arrangiamento per quartetto di plettri (traccia 11) di Roberto Colella e Massimo De Vita
Foto di Robbie McIntosh
Artwork di Peppe Boccia e Roberto Colella
In copertina, un cielo ‘Magritte’, fotografato dal balconcino di casa Colella il 10 marzo 2026
Roberto Colella racconta Ce Sta Sempe Na Via, canzone per canzone:
1.? ?LA CASA SULL’ALBERO
“Com’è viaggiare da soli la notte in un cielo infinito è buio?”
Il volo diurno, armonioso e collettivo, si contrappone alla solitudine del volo notturno. Così come la gioia condivisa di un momento felice si contrappone al senso di solitudine in un periodo difficile. È in questa metafora il cuore de LA CASA SULL’ALBERO: un punto d’evasione simbolico in cui provare a capire il rumore del mondo, in cui ritrovare sé stessi e la giusta direzione. Perché la paura di cadere spesso si confonde con quella di sentirsi profondamente vivi.
2.? ?TUTT’’O CORE MIO
“Chissà qual era ‘o tiempo mio?”
Canzone d’amore di libera interpretazione. Come ogni canzone d’amore si presta a molteplici letture. Tutt’ ‘o core mio affonda le radici negli addii. Ma è predisposizione all’altro. È l’emozione semplice di un ragazzino ferito o la confessione di un ultra 90enne nel momento di massima fragilità. Mentre sogna di ricongiungersi alla donna con cui ha condiviso tutto, sperando di incontrarla ancora, ancora e ancora.
3.? ?SAUL E ISABELA
Una ballata struggente sull’amore proibito, ispirata alla leggenda cilentana della “pietra incatenata” (Trentinara). Il desiderio è il mare in cui si affonda ogni giorno. I due amanti si cercano sull’orlo dell’ultima notte, sospesi tra condanna e promessa, provando a strappare all’addio un’idea impossibile di eternità. L’andamento ipnotico e ossessivo è arricchito dalla presenza di un quartetto di legni, trainando la musica nel fiabesco sperimentale e definendo il primo ‘classicismo’ del disco.
4.? ?CANTO DEI SOLI
Il racconto dei nuovi schiavi, di chi vive ai margini e attraversa giornate infinite vendendo ciò che può per sopravvivere. Dentro una vita consumata dal sole e dalla distanza, il canto diventa l’unico spazio di salvezza. È lì che la vita si alleggerisce e il protagonista ritrova, per un istante, l’innocenza perduta. Canto dei soli è per loro: venditori ambulanti, viandanti su un mare di sabbia cocente, intenti a darsi il ritmo a suon di “Sta jurnata nun fernesce mai”.
5.? ?SOZINHO (con Onda Nueve Strings Quartet)
*Canzone brasiliana originale di Peninha
Secondo ‘classicismo’ del disco è una reinterpretazione del celebre brano brasiliano portato al successo da Caetano Veloso. Scritto da Peninha, ispiratosi a una conversazione ascoltata per caso tra sua figlia 14enne e il suo fidanzato. Sebbene l’apparente tema amoroso, Sozinho per molti rappresenta il Brasile, quindi la propria terra amata. È in questa declinazione che si piazza la mia reinterpretazione. Nell’amore (in senso ampio) che chiede conferma ogni giorno, nel fuoco sacro della perseveranza.
6.? ?ALI, NE*RO!
*Testo di Linda Dalisi, voce di Francesco di Leva
La traccia introduttiva di ALI, BOMAYE è affidata alla straordinaria espressività di Francesco Di Leva. Partendo dalla figura di Muhammad Ali, il brano si fa riflessione sul razzismo, sul potere delle parole e sulla necessità di disinnescarne la violenza. È un atto politico e poetico insieme: nominare una ferita per sottrarle forza, malvagità.
7.? ?ALI, BOMAYE!
Un inno alla scelta, alla dignità e alla responsabilità collettiva. Prende in prestito la figura leggendaria di Muhammad Ali e del suo ruolo politico/sociale. Il riferimento al ring diventa metafora di una lotta più ampia: quella per i quartieri, per gli esclusi, per chi continua a credere nei propri ideali anche sull’orlo della resa. È un brano che trasforma il combattimento in coscienza, voce popolare e resistenza condivisa.
8.? ?TIEMPO PERZ’
“Life is what happens to you while you’re busy in making other plans” (Lennon)
Una riflessione lucida e dolente sul tempo che sfugge mentre siamo occupati a vivere il quotidiano. Ciò che rimandiamo, ciò che accumuliamo, ciò che lasciamo passare diventa distanza, assenza, occasione perduta. Eppure, il brano lascia aperta una possibilità: forse camminando, nel disordine della vita, il tempo si può ancora accarezzare.
9.? ?CANTO DELLA MEMORIA
La preghiera di un bambino a Gaza. Lì dove la memoria non insegna, non consola: è una ferita che resta aperta, mentre fame, sete, paura e perdita corrodono persino la fede. Il brano dà voce all’innocenza travolta dalla violenza degli adulti, trasformando il dolore in una supplica scarna, universale. La pace necessaria al di là di qualsiasi orientamento politico, di qualsiasi macabra ‘tifoseria’.
10.? ?PE' FÀ AMMORE NA VOTA
La presenza dei Blue Gospel Singers sposa l’essenza del testo di “PE’ FA AMMORE NA VOTA”: un gospel ‘consolatorio’. Un abbraccio per ricordare che anche quando tutto sembra perduto, esiste sempre una via d’uscita. Qui risiede il cuore narrativo del brano. CE STA SEMPE NA VIA per non essere soli al mondo. C’è sempre una risposta.
11.? ?TUTTO PASSA
* testo di Roberto Colella e Alessio Sollo, musica di Roberto Colella
Ultimo ‘classicismo’ del disco è TUTTO PASSA. Sospeso tra una Napoli antica di strada e un’intimità quasi teatrale, il brano invita a guardarsi senza finzione. “Tutto passa” è più di una scritta sul petto. È una presa di coscienza: a volte bisogna cambiar forma, aprire il sipario, e la verità spesso smentisce le apparenze.
BIO ROBERTO COLELLA
Roberto Colella è autore, compositore e polistrumentista, per 12 anni frontman della band napoletana La Maschera.
Fondata nel 2013, la band pubblica il primo album “‘O vicolo ‘e l’allerìa” (2014, Full Heads) e raggiunge fin da subito un buon successo di ascolti e di pubblico sia sul territorio nazionale che all’estero.
Nel 2017, il loro album "ParcoSofia" è tra i finalisti delle Targhe Tenco come miglior album in dialetto; La Maschera inoltre vince il Premio Andrea Parodi e partecipa a importanti festival nazionali e internazionali quali lo Szieget, il Seoul Music Week, l’Home Festival, il Folkest e il Giffoni Music Concept.
Nel 2019 arriva anche l’incontro con Vitorino Salomé, simbolo della musica popolare portoghese, che viene invitato come ospite al concerto del 19 dicembre alla “Casa della musica” di Napoli e con cui La Maschera registra “Se mai fossi”, riadattamento del brano di Salomé “Se tu es o meu amor”, pubblicato a gennaio 2020.
Durante la pandemia, Roberto pubblica "Isolamente", un album interamente suonato e prodotto in solo, un omaggio alla tradizione napoletana e sarda.
Nel 2022, esce il terzo album de La Maschera, "Sotto chi tene core", un concept album di 9 canzoni che parlano di riscatto sociale e sentimentale, un invito ad alzare lo sguardo e farsi avanti, cui seguono 3 tour nazionali con oltre 80 date, di cui numerosi sold out.
Roberto Colella è anche autore di "Napoli 1943 – Sotto chi tene core", una cartolina letteraria sulla resistenza partenopea durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il 15 agosto 2023 Roberto Colella si è esibito in Piazza del Plebiscito con uno spettacolo inedito, e il featuring a sorpresa di Lello Arena nell’ambito della rassegna “R-estate a Napoli". A dicembre di quell’anno, Colella presenta il suo spettacolo “Ci inventeremo qualcosa” per 4 date al Teatro Cilea di Napoli. Con lui sul palco Michele Maione alle percussioni, gli Ondanueve String Quartet, e ospiti a sorpresa per ogni serata, a seguire il tour “Canzoni nude e racconti di Resistenza”, dieci date nei teatri di tutta Italia in duo con Michele Maione.
Nell’estate 2025 scioglie la band che annuncia il Terminatour, 10 date in tutta Italia per salutare i fan e festeggiare questi 12 anni di musica, palchi e condivisione.
Giovedì 7 maggio esce “Ce Sta Sempe Na Via” (Full Heads/Audioglobe), il primo album solista di inediti, anticipato dal singolo La Casa Sull’Albero.
La sua musica unisce tradizione e impegno sociale, con un forte legame alla sua terra.

di Napoli Magazine
14/04/2026 - 14:29
Esce giovedì 7 maggio 2026 per l’etichetta Full Heads “Ce Sta Sempe Na Via”, il primo album solista di Roberto Colella.
Autore, compositore e polistrumentista, per 12 anni frontman della band napoletana La Maschera, pubblica un lavoro sincero, denso di immagini e riflessioni, che prova ad analizzare ansie e paure per trasformarle in nuovi stimoli. Un modo per ricordare che “ce sta sempe na via pe’ nunn’ essere sulo a stu munno”.
Il Maestro Battiato cantava: “Si sente il bisogno di una propria evoluzione” (segnali di vita).
Si potrebbe dire che il cuore narrativo stia proprio nel tema della rinascita e dell’evoluzione. Rinascita che passa dalla solitudine come stato d’animo individuale a quella collettiva di un popolo abbandonato a sé stesso. Evoluzione che spazia dalla passione che isola e consuma, a quella che accende nuove visioni e risveglia lo spirito. Come un guerriero… come Muhammad Ali.
Il nuovo progetto discografico di Roberto Colella raccoglie canzoni che raccontano questo tema universale attraverso una pluralità di prospettive, suoni ed atmosfere.
Tra ballate intime e brani energici, l’album intreccia emozione e analisi sociale, fragilità e speranza, in un percorso sonoro che si apre al dialogo con l’ascoltatore. Brani corali e allegri (“Canto dei Soli” o “Tiemp’ perzo”) per esorcizzare il dolore di una generazione o quello degli schiavi del nuovo millennio, venditori ambulanti o anime dimenticate, esseri umani di serie B.
Amori che chiedono conferma ogni giorno (la reinterpretazione di una pietra miliare brasiliana, Sozinho) si contrappongono ad amori tormentati… è il caso di Saul e Isabela, struggente leggenda cilentana che l’autore intrappola in un andamento ossessivo e ipnotico. L’essere umano e la sua rilevanza sociale, come nel caso di “Ali, Bomaye!”, brano la cui introduzione è affidata alla straordinaria espressività di Francesco Di Leva. È nel suo monologo che si chiarisce l’importanza di abbattere il potere negativo delle parole.
Gli arrangiamenti, arricchiti dalla presenza di un quartetto d’archi, un quartetto di legni e da musicisti provenienti da percorsi diversi, abbracciano un’estetica calda e profonda, tra acustico, contemporaneo e contaminazioni sperimentali.
Fil rouge del nuovo disco (in comune con i precedenti lavori di Roberto) il bisogno e la voglia di condividere storie.
CE STA SEMPE NA VIA
TRACKLIST
1.? ?LA CASA SULL’ALBERO
2.? ?TUTT’’O CORE MIO
3.? ?SAUL E ISABELA
4.? ?CANTO DEI SOLI
5.? ?SOZINHO
6.? ?ALI, NE*RO!
7.? ?ALI, BOMAYE!
8.? ?TIEMPO PERZ’
9.? ?CANTO DELLA MEMORIA
10.? ?PE' FÀ AMMORE NA VOTA
11.? ?TUTTO PASSA
CE STA SEMPE NA VIA - CREDITI
Testi e Musiche: Roberto Colella
eccetto Sozinho: Canzone brasiliana originale di Peninha
Ali, ne*ro: Testo di Linda Dalisi, voce di Francesco di Leva
Tutto passa: testo di Roberto Colella e Alessio Sollo, musica di Roberto Colella
Roberto Colella: voce, backing vocals, chitarra classica e acustica, chitarra elettrica, piano e tastiere, mandolino, sax soprano;
Michele Maione: percussioni, balafon, drum machine;
Massimo Blindur De Vita: basso, piano e synth, chitarra elettrica, percussioni, mandolino e octavemandolin
Riccardo Schmitt: batteria
Ondanueve String Quartet: archi in tracce 2 - 5;
Blue Gospel Singers: coro in tracce 4 - 7 - 10;
Vittorio Coviello: flauto in traccia 3
Agostino Napolitano: clarinetto in traccia 3
Lia Merlino: oboe in traccia 3
Giuseppe Daniel Zucchetto: fagotto in traccia 3;
Paolo Sessa: organo traccia 10
Francesco Di Leva: voce in traccia 6
I ragazzi dell’I.C. Falco di Scafati: voci traccia 9
Produzione artistica: Massimo Blindur De Vita
Registrazioni e Mix: Paolo Alberta e Massimo De Vita presso "Le Nuvole Studio" (Napoli)
La batteria è stata registrata da Paolo Alberta presso DPM Recording Studio di Daniele Palladino
I Blue Gospel Singers (diretti da Mario Paduano) e il quartetto di legni (diretti da Michele Maione) sono stati registrati da Carlo Gentiletti presso "Elios Studio" (Castellammare)
masterizzato da Paolo Alberta presso "Il Cicaleto Recording Studio" (Arezzo)
assistente tecnico Carla Grimaldi
arrangiamento per quartetto d'archi (traccia 5) di Andrea Esposito e (traccia 2) di Massimo De Vita
arrangiamento per quartetto di legni (traccia 3) di Roberto Colella e Michele Maione
arrangiamento per coro (tracce 4 - 7 - 10) di Mario Paduano
arrangiamento per quartetto di plettri (traccia 11) di Roberto Colella e Massimo De Vita
Foto di Robbie McIntosh
Artwork di Peppe Boccia e Roberto Colella
In copertina, un cielo ‘Magritte’, fotografato dal balconcino di casa Colella il 10 marzo 2026
Roberto Colella racconta Ce Sta Sempe Na Via, canzone per canzone:
1.? ?LA CASA SULL’ALBERO
“Com’è viaggiare da soli la notte in un cielo infinito è buio?”
Il volo diurno, armonioso e collettivo, si contrappone alla solitudine del volo notturno. Così come la gioia condivisa di un momento felice si contrappone al senso di solitudine in un periodo difficile. È in questa metafora il cuore de LA CASA SULL’ALBERO: un punto d’evasione simbolico in cui provare a capire il rumore del mondo, in cui ritrovare sé stessi e la giusta direzione. Perché la paura di cadere spesso si confonde con quella di sentirsi profondamente vivi.
2.? ?TUTT’’O CORE MIO
“Chissà qual era ‘o tiempo mio?”
Canzone d’amore di libera interpretazione. Come ogni canzone d’amore si presta a molteplici letture. Tutt’ ‘o core mio affonda le radici negli addii. Ma è predisposizione all’altro. È l’emozione semplice di un ragazzino ferito o la confessione di un ultra 90enne nel momento di massima fragilità. Mentre sogna di ricongiungersi alla donna con cui ha condiviso tutto, sperando di incontrarla ancora, ancora e ancora.
3.? ?SAUL E ISABELA
Una ballata struggente sull’amore proibito, ispirata alla leggenda cilentana della “pietra incatenata” (Trentinara). Il desiderio è il mare in cui si affonda ogni giorno. I due amanti si cercano sull’orlo dell’ultima notte, sospesi tra condanna e promessa, provando a strappare all’addio un’idea impossibile di eternità. L’andamento ipnotico e ossessivo è arricchito dalla presenza di un quartetto di legni, trainando la musica nel fiabesco sperimentale e definendo il primo ‘classicismo’ del disco.
4.? ?CANTO DEI SOLI
Il racconto dei nuovi schiavi, di chi vive ai margini e attraversa giornate infinite vendendo ciò che può per sopravvivere. Dentro una vita consumata dal sole e dalla distanza, il canto diventa l’unico spazio di salvezza. È lì che la vita si alleggerisce e il protagonista ritrova, per un istante, l’innocenza perduta. Canto dei soli è per loro: venditori ambulanti, viandanti su un mare di sabbia cocente, intenti a darsi il ritmo a suon di “Sta jurnata nun fernesce mai”.
5.? ?SOZINHO (con Onda Nueve Strings Quartet)
*Canzone brasiliana originale di Peninha
Secondo ‘classicismo’ del disco è una reinterpretazione del celebre brano brasiliano portato al successo da Caetano Veloso. Scritto da Peninha, ispiratosi a una conversazione ascoltata per caso tra sua figlia 14enne e il suo fidanzato. Sebbene l’apparente tema amoroso, Sozinho per molti rappresenta il Brasile, quindi la propria terra amata. È in questa declinazione che si piazza la mia reinterpretazione. Nell’amore (in senso ampio) che chiede conferma ogni giorno, nel fuoco sacro della perseveranza.
6.? ?ALI, NE*RO!
*Testo di Linda Dalisi, voce di Francesco di Leva
La traccia introduttiva di ALI, BOMAYE è affidata alla straordinaria espressività di Francesco Di Leva. Partendo dalla figura di Muhammad Ali, il brano si fa riflessione sul razzismo, sul potere delle parole e sulla necessità di disinnescarne la violenza. È un atto politico e poetico insieme: nominare una ferita per sottrarle forza, malvagità.
7.? ?ALI, BOMAYE!
Un inno alla scelta, alla dignità e alla responsabilità collettiva. Prende in prestito la figura leggendaria di Muhammad Ali e del suo ruolo politico/sociale. Il riferimento al ring diventa metafora di una lotta più ampia: quella per i quartieri, per gli esclusi, per chi continua a credere nei propri ideali anche sull’orlo della resa. È un brano che trasforma il combattimento in coscienza, voce popolare e resistenza condivisa.
8.? ?TIEMPO PERZ’
“Life is what happens to you while you’re busy in making other plans” (Lennon)
Una riflessione lucida e dolente sul tempo che sfugge mentre siamo occupati a vivere il quotidiano. Ciò che rimandiamo, ciò che accumuliamo, ciò che lasciamo passare diventa distanza, assenza, occasione perduta. Eppure, il brano lascia aperta una possibilità: forse camminando, nel disordine della vita, il tempo si può ancora accarezzare.
9.? ?CANTO DELLA MEMORIA
La preghiera di un bambino a Gaza. Lì dove la memoria non insegna, non consola: è una ferita che resta aperta, mentre fame, sete, paura e perdita corrodono persino la fede. Il brano dà voce all’innocenza travolta dalla violenza degli adulti, trasformando il dolore in una supplica scarna, universale. La pace necessaria al di là di qualsiasi orientamento politico, di qualsiasi macabra ‘tifoseria’.
10.? ?PE' FÀ AMMORE NA VOTA
La presenza dei Blue Gospel Singers sposa l’essenza del testo di “PE’ FA AMMORE NA VOTA”: un gospel ‘consolatorio’. Un abbraccio per ricordare che anche quando tutto sembra perduto, esiste sempre una via d’uscita. Qui risiede il cuore narrativo del brano. CE STA SEMPE NA VIA per non essere soli al mondo. C’è sempre una risposta.
11.? ?TUTTO PASSA
* testo di Roberto Colella e Alessio Sollo, musica di Roberto Colella
Ultimo ‘classicismo’ del disco è TUTTO PASSA. Sospeso tra una Napoli antica di strada e un’intimità quasi teatrale, il brano invita a guardarsi senza finzione. “Tutto passa” è più di una scritta sul petto. È una presa di coscienza: a volte bisogna cambiar forma, aprire il sipario, e la verità spesso smentisce le apparenze.
BIO ROBERTO COLELLA
Roberto Colella è autore, compositore e polistrumentista, per 12 anni frontman della band napoletana La Maschera.
Fondata nel 2013, la band pubblica il primo album “‘O vicolo ‘e l’allerìa” (2014, Full Heads) e raggiunge fin da subito un buon successo di ascolti e di pubblico sia sul territorio nazionale che all’estero.
Nel 2017, il loro album "ParcoSofia" è tra i finalisti delle Targhe Tenco come miglior album in dialetto; La Maschera inoltre vince il Premio Andrea Parodi e partecipa a importanti festival nazionali e internazionali quali lo Szieget, il Seoul Music Week, l’Home Festival, il Folkest e il Giffoni Music Concept.
Nel 2019 arriva anche l’incontro con Vitorino Salomé, simbolo della musica popolare portoghese, che viene invitato come ospite al concerto del 19 dicembre alla “Casa della musica” di Napoli e con cui La Maschera registra “Se mai fossi”, riadattamento del brano di Salomé “Se tu es o meu amor”, pubblicato a gennaio 2020.
Durante la pandemia, Roberto pubblica "Isolamente", un album interamente suonato e prodotto in solo, un omaggio alla tradizione napoletana e sarda.
Nel 2022, esce il terzo album de La Maschera, "Sotto chi tene core", un concept album di 9 canzoni che parlano di riscatto sociale e sentimentale, un invito ad alzare lo sguardo e farsi avanti, cui seguono 3 tour nazionali con oltre 80 date, di cui numerosi sold out.
Roberto Colella è anche autore di "Napoli 1943 – Sotto chi tene core", una cartolina letteraria sulla resistenza partenopea durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il 15 agosto 2023 Roberto Colella si è esibito in Piazza del Plebiscito con uno spettacolo inedito, e il featuring a sorpresa di Lello Arena nell’ambito della rassegna “R-estate a Napoli". A dicembre di quell’anno, Colella presenta il suo spettacolo “Ci inventeremo qualcosa” per 4 date al Teatro Cilea di Napoli. Con lui sul palco Michele Maione alle percussioni, gli Ondanueve String Quartet, e ospiti a sorpresa per ogni serata, a seguire il tour “Canzoni nude e racconti di Resistenza”, dieci date nei teatri di tutta Italia in duo con Michele Maione.
Nell’estate 2025 scioglie la band che annuncia il Terminatour, 10 date in tutta Italia per salutare i fan e festeggiare questi 12 anni di musica, palchi e condivisione.
Giovedì 7 maggio esce “Ce Sta Sempe Na Via” (Full Heads/Audioglobe), il primo album solista di inediti, anticipato dal singolo La Casa Sull’Albero.
La sua musica unisce tradizione e impegno sociale, con un forte legame alla sua terra.
