Cultura & Gossip
PROGRAMMA - Agenda teatrale dal 19 al 25 gennaio 2015 in Campania del Teatro Pubblico Campano
17.01.2015 11:58 di Napoli Magazine
aA

Teatro Politeama di Torre Annunziata



Info 0818611737



Martedì 20 gennaio ore 20.45



 



Teatro Massimo di Benevento



info 082442711



Mercoledì 21 gennaio ore 20.45



 



Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere



info 0823799612



Giovedì 22 gennaio ore 21.00



 



Teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei



info 0818577725 - 3337361628



da venerdì 23 a domenica 25 gennaio



(feriali ore 20.30 - festivi ore 18.30)



 



 



Nuovo Teatro



diretta da Marco Balsamo



presenta



 



Rocco Papaleo in



 



Una piccola impresa meridionale



uno spettacolo di Rocco Papaleo e Valter Lupo



 



e con



Francesco Accardo, chitarra 



Jerry Accardo, percussioni 



Guerino Rondolone, contrabbasso



Arturo Valiante, pianoforte 



 



regia Valter Lupo



 



costumi Eleonora Rella, luci Marco Palmieri



 



Un esperimento di teatro canzone, come un diario da sfogliare a caso, che raccoglie pensieri di giorni differenti. Brevi annotazioni, rime lasciate a metà, parole che cercavano una musica, storielle divertenti o che tali mi appaiono nel rileggerle ora.



Non è che un diario racchiuda una vita, ma di certo, dentro, trovi cose che ti appartengono, e nel mio caso l’azzardo che su alcune di quelle pagine valesse la pena di farci orecchiette, per riaprirle ogni sera a chi ha voglia di ascoltare.



Fin qui, il senso della piccola impresa. A renderla meridionale, ci pensa l’anagrafe, mia e della band che tiene il tempo. Ma sarebbe meglio dire, il controtempo, visto che il sud, di solito, scorre a un ritmo diverso.  La questione meridionale in fondo è tutta qui: uno scarto di fuso orario, un jet lag della contemporaneità che spesso intorpidisce le nostre ambizioni. Del corpo sociale, siamo gli arti periferici, dita e unghie. Il cuore pulsante batte altrove, mentre a noi, tutt’al più spetta la manicure. Dunque, un teatro a portata di mano, col desiderio, a ben vedere, solo di stringerne altre.



 



Teatro Modernissimo di Telese Terme



Info 0824976106



Venerdì 23 gennaio ore 20.45



 



Pietro Mezzasoma



presenta



 



Giuliana De Sio in



 



Notturno di donna con ospiti



di Annibale Ruccello



 



 con (in o.a.)



Gino Curcione, Rosaria De Cicco,



Andrea De Venuti, Mimmo Esposito, Luigi Iacuzio



 



scene Roberto Ricci



costumi Teresa Acone



disegno Luci Stefano Pirandello



 



musiche Carlo De Nonno



 



regia Enrico Maria Lamanna



 



Il testo propone, ancora una volta, il viaggio che Ruccello aveva intrapreso nel quotidiano attraversato e contaminato dal thriller, nonché il viaggio nel panorama desolato della periferia urbana, dei ghetti degradati, tra le tv locali e le radio libere.



Un percorso apparentemente triste, che però viene ravvivato ora da una miscellanea di sentimenti, ora da involontaria comicità.



Una serie di colpi di scena con un occhio al cinema "thrilling"; ma mentre "Le cinque rose" ha come riferimento il cinema di Hitchcock, di Argento, di Polanski, nel "Notturno" domina quello anni '70, per intendersi di Scorsese e di Kubrik.



I canoni sono sempre gli stessi: il luogo isolato, il protagonista barricato all'interno, la minaccia esterna che semina orrore e sgomento fino ad un catartico finale.



 



L'azione si svolge in una casa a due piani nella periferia di una metropoli: Adriana porta avanti la sua esistenza, nel caldo afoso, tra canzoni e note di un pianoforte, tra televisione ed una terza gravidanza, con un marito, Michele, che lavora di notte e ritorna a casa all'alba.



Una sera accade che strani individui, temuti e desiderati da troppo tempo, si introducano in casa. Improvvisamente riaffiorano senza una logica i ricordi, angoscianti fantasmi del passato, che provocheranno in Adriana una reazione atroce, insensata, ma a lei necessaria per fuggire da quella prigione grigia e ossessiva.



Un progetto in definitiva che segna l'ideale ricostruzione del discorso su Ruccello, sulla violenza e modernità delle metropoli.



La mano del regista ha saputo cogliere gli aspetti più significativi di un testo percorso, come è nello stile dell’autore, da un coacervo di sentimenti contrastanti.



Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Giuseppina De Nonno-Ruccello, madre dell'autore, ancora oggi rigorosamente vicina alla "vicenda drammaturgica" dell'indimenticabile Annibale.



 



 



Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta



info 0823444051



Da venerdì 23 a domenica 25 gennaio



(feriali ore 20.45 - festivi ore 18.00)



 



Bibi’ Produzioni



presenta



 



Biagio Izzo in



 



L’amico del cuore



una commedia di Vincenzo Salemme



 



con Mario Porfito, Francesco Procopio



 



e con Antonella Cioli



 



regia di Vincenzo Salemme



 



L’amico del cuore è una commedia del 1991.



Quando l’ho rappresentata la prima volta, nella stesso anno, era un atto unico e si intitolava “L’ultimo desiderio”.



Negli anni successivi sentivo che la commedia aveva una potenzialità maggiore e decisi quindi di scrivere “L’amico del cuore”, ampliandola e separandola in due atti.



La prima volta che la rappresentai in questa forma era il 1995. Fu subito accolta con molto calore. Adesso mi si presenta la possibilità di metterla in scena come regista. Dalle prime letture mi sono reso conto che la commedia, dentro la trama comica, ha una vena di profonda cattiveria.



In questa edizione mi piacerebbe portare in superficie la crudeltà dei rapporti umani.



In questa edizione mi piacerebbe che Michelino Seta diventasse vittima di se stesso, di tutto ciò in cui ha finto di credere, di tutto il suo provincialismo culturale, di tutta la sua mentalità aperta ma solo a parole. E quindi mi piacerebbe che Roberto Cordova diventasse un uomo che coglie nella propria malattia (Deve subire un trapianto cardiaco con poche probabilità di sopravvivenza) un occasione di rivalsa nei riguardi dell’amico più fortunato, quell’amico del cuore, Michelino, che ai suoi occhi appare un uomo di successo per di più sposato con una donna bellissima.



I due sono amici dall’infanzia e probabilmente, Roberto, da sempre pensa che l’amico abbia avuto una vita più facile, più fortunata. Quale occasione migliore quindi per vendicarsi di quell’amico che si dice uomo aperto e democratico, quell’uomo che giudica la gelosia un sentimento barbarico, quale occasione migliore per dimostrare che le sue sono soltanto chiacchiere.



Quindi in definitiva mi piacerebbe che questa edizione fosse proprio un duello, in cui l’arma scelta dai contendenti non è la spada ma l’ipocrisia. Il tutto nella tessitura classica della commedia degli equivoci, dove ognuno dei personaggi si veste di un ruolo per nascondere la propria natura più profonda: un prete ambiguo che non ha deciso se essere “uomo o ministro di Dio”; un ragazzo di quattordici anni (malato del morbo di Matusalemme) che ne dimostra quaranta e crede di essere la



reincarnazione di un merlo; la mamma di questo ragazzo legata ancora al ricordo del marito defunto, ma che alla prima occasione cede alle lusinghe di un tassista invadente e aggressivo.



E su tutti spicca Frida, IL SOGNO. Frida, la bellissima moglie di Michelino, Frida la bionda svedese, Frida ricordo di una Svezia del progresso, la Svezia della libertà, la Svezia senza tabù e senza peccato, Frida innocente e Frida che adesso...aspetta un bambino. E ad imbrogliare ancora di più la matassa interviene chi quella matassa la dovrebbe sbrogliare: la ginecologa, che dirà..1Infine, come mi capita di fare da qualche anno, mi piacerebbe anche in questo caso, aprire in qualche modo la commedia al pubblico, alla partecipazione del pubblico. Mi farebbe piacere cioè che questa commedia, per il pubblico in sala diventasse quasi un racconto, un aneddoto sul quale ognuno potrebbe essere chiamato ad esprimere la propria opinione. Mi piacerebbe cioè che ognuno degli spettatori maschi si domandasse: ma se il mio amico del cuore, in punto di morte, mi venisse a chiedere, come ultimo desiderio, di andare a letto con mia moglie, cosa farei? E mi farebbe anche piacere sapere cosa ne pensa la moglie.



 



Vincenzo Salemme



 



 



Teatro Carlo Gesualdo di Avellino



info 0825771620



Sabato 24, ore  21.00, e domenica 25 gennaio, ore 18.30



 



Vagabundos s.r.l presenta



da una produzione originaria Fondazione Romaeuropa e Les Nuits de Fourvière



 



Il Flauto Magico secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio



ispirato all'opera in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart



 



direzione artistica e musicale  Mario Tronco



elaborazione musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni



acquarelli, animazione e scene Lino Fiorito



disegno luci Pasquale Mari



costumi Ortensia De Francesco



 



direttore tecnico e datore luci Daniele Davino



fonico di sala Gianni Istroni



fonico di palco Massimo Cugini



backliner Lorenzo Policiti



proiezionista Daniele Spanò



motion Designer Raffaele Russo



costumista Katia Marcanio



 



personaggi e interpreti



 



Houcine Ataa (Tunisia) voce - Monostatos



Peppe D’Argenzio (Italia) sax baritono e soprano, clarinetti



Omar Lopez Valle (Cuba) tromba, flicorno - Narratore



Awalys Ernesto Lopez Maturell (Cuba) batteria, congas - Tamino



Zsuzsanna Krasznai (Ungheria) violoncello - Dama



Luca Bagagli (Italia) violino - Dama



Gaia Orsoni (Italia) viola - Dama



Carlos Paz Duque (Ecuador) voce, flauti andini – Sarastro



Sanjay Kansa Banik (India) tablas - voce



Pino Pecorelli (Italia) contrabbasso, basso elettrico – Ragazzo



Leandro Piccioni (Italia) pianoforte



Raul Scebba (Argentina) marimba, percussioni, timpani - Sacerdote



El Hadji Yeri Samb (Senegal) voce, djembe, dumdum, sabar - Papageno



Dialy Mady Sissoko (Senegal) voce, kora - Ragazzo



Ziad Trabelsi (Tunisia) oud, voce – Messaggero della Regina della Notte



Emanuele Bultrini (Italia), chitarre– Ragazzo



Fabrizio Savone (Italia) trombone, euphonium –



Stan Adams (USA) Trombone



 



e i musicisti ospiti



Maria Laura Martorana (Italia) voce - Regina della Notte



Sara Jane Ceccarelli (Italia)- voce, chitarra - Pamina



 



L'orchestra di Piazza Vittorio è nata in seno all'Associazione Apollo 11                                                                 



ed è stata ideata e creata da Mario Tronco ed Agostino Ferrente.



 



“Ogni volta che pensiamo che il percorso del Flauto Magico sia arrivato al termine, succede sempre qualcosa che ci dimostra che probabilmente il cammino dell’Orchestra di Piazza Vittorio, con questo spettacolo, è ancora molto lungo” Lo dichiara Mario Tronco, direttore artistico della storica e più importante orchestra multietnica italiana.



 



Il cammino de Il Flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio, divenuto ormai un cult con le sue 150 repliche, è infatti molto lungo e farà parte di una stagione teatrale, che vede L’Orchestra impegnata in una lunga tournèe e molti appuntamenti importanti.



E dopo la tournèe del Flauto, sarà la volta di una nuova importante avventura artistica: L’Orchestra di Piazza Vittorio sarà a lavoro con Mario Martone con lo spettacolo Carmen da Prosper Mérimée, Henri Meilhac e Ludovic Halévy, adattamento Enzo Moscato e Mario Martone, regia Mario Martone, musiche George Bizet, direzione musicale Mario Tronco, arrangiamento musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni, esecuzione dal vivo Orchestra di Piazza Vittorio, con Iaia Forte, Roberto De Francesco; produzione Fondazione Teatro Stabile Torino / Teatro di Roma.



Un nuovo spettacolo che nulla ha a che vedere con la Carmen secondo L’Orchestra di Piazza Vittorio andata in scena a Lione nel 2013 e a Caracalla nel giugno 2014, ma un lavoro tutto nuovo che vede l’incontro tra Mario Martone e Mario Tronco, i quali accarezzano da anni  l'idea di lavorare insieme e di farlo con il teatro d'opera. Così nasce Carmen. Partendo dal libretto del capolavoro di Bizet, nelle mani di Martone l’opera approda verso temi contemporanei, affidandosi al talento, ai volti e alla teatralità innata dei musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio, che riunisce artisti, culture e tradizioni, sonorità antiche e nuove, strumenti sconosciuti e melodie universali.



 



 



Il Flauto Magico secondo l’orchestra di Piazza Vittorio: nascita, sinossi, note di regia



 



L’idea è nata nel 2007 da una proposta di Daniele Abbado per la Notte Bianca di Reggio Emilia. Il progetto ci sembrava folle, poi abbiamo deciso di svilupparlo come se l’opera di Mozart fosse una favola musicale tramandata in forma orale e giunta in modi diversi a ciascuno dei nostri musicisti. Come accade ogni volta che una storia viene trasmessa di bocca in bocca, le vicende e i personaggi si sono trasformati, e anche la musica si è allontanata dall’originale.



I ruoli sono stati affidati ai musicisti in base ad una somiglianza di carattere o per affinità con certe esperienze vissute: per esempio Tamino è Ernesto Lopez Maturell, un ragazzo che ha tutta l’esuberanza della sua giovane età. Più che dall’amore per Pamina, interpretata dalla folk singer anglo-americana Sylvie Lewis che è una persona dolce ma determinata, il nostro principe è mosso dal desiderio di avventura e dalla paura dell’ignoto, che a quell’età si trasforma in eccitazione. Il mago Sarastro è Carlos Paz, un artista con un rapporto molto forte con la politica e la religione, che ci racconta spesso dei riti sciamani del suo paese; lui stesso ha qualcosa dello sciamano.



 



Quella della Regina della Notte è una delle poche parti occidentali, è interpretata da Maria Laura Martorana, una virtuosa del canto lirico con un repertorio molto vasto. La sua Regina ha un carattere misterioso, insieme solare e cupo; è animata da sprazzi di energia ma alla fine crollerà come una cantante da club fuori forma. E per diretta assonanza Pap Yeri Samb è stato subito Papageno, una persona semplice e profonda con un carattere molto vicino al personaggio di Mozart.



Volevamo raccontare un Flauto contemporaneo, che si svolge in una società multirazziale di questi tempi, ed evitare qualsiasi fraintendimento. Il Flauto di Mozart è ambientato in un Egitto fantastico. Il nostro invece si trova In un luogo immaginario, senza riferimenti alla geografia reale. Non si tratta dell’esecuzione integrale dell’opera di Mozart. Le melodie sono riconoscibili ma alcune sono solo tratteggiate, senza sviluppo e senza parti virtuosistiche, intrecciate a brani originali dell’Orchestra. Il nostro lavoro con la partitura è necessariamente diverso da quello di un’orchestra “normale”. Dal folk, al reggae alla classica al pop e al jazz, la nostra musica è piena di riferimenti alle altre culture. I musicisti dell’OPV hanno background molto distanti, non solo geograficamente. Ogni musicista porta nell’Opera la sua cultura, la sua lingua: arabo, inglese, spagnolo, tedesco, portoghese, wolof, italiano.



L’Orchestra è sul palco non nella buca, come nelle opere, e i musicisti diventano personaggi semplicemente indossando in scena il loro costume e guadagnando il proscenio.


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PROGRAMMA - Agenda teatrale dal 19 al 25 gennaio 2015 in Campania del Teatro Pubblico Campano

di Napoli Magazine

17/01/2015 - 11:58

Teatro Politeama di Torre Annunziata



Info 0818611737



Martedì 20 gennaio ore 20.45



 



Teatro Massimo di Benevento



info 082442711



Mercoledì 21 gennaio ore 20.45



 



Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere



info 0823799612



Giovedì 22 gennaio ore 21.00



 



Teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei



info 0818577725 - 3337361628



da venerdì 23 a domenica 25 gennaio



(feriali ore 20.30 - festivi ore 18.30)



 



 



Nuovo Teatro



diretta da Marco Balsamo



presenta



 



Rocco Papaleo in



 



Una piccola impresa meridionale



uno spettacolo di Rocco Papaleo e Valter Lupo



 



e con



Francesco Accardo, chitarra 



Jerry Accardo, percussioni 



Guerino Rondolone, contrabbasso



Arturo Valiante, pianoforte 



 



regia Valter Lupo



 



costumi Eleonora Rella, luci Marco Palmieri



 



Un esperimento di teatro canzone, come un diario da sfogliare a caso, che raccoglie pensieri di giorni differenti. Brevi annotazioni, rime lasciate a metà, parole che cercavano una musica, storielle divertenti o che tali mi appaiono nel rileggerle ora.



Non è che un diario racchiuda una vita, ma di certo, dentro, trovi cose che ti appartengono, e nel mio caso l’azzardo che su alcune di quelle pagine valesse la pena di farci orecchiette, per riaprirle ogni sera a chi ha voglia di ascoltare.



Fin qui, il senso della piccola impresa. A renderla meridionale, ci pensa l’anagrafe, mia e della band che tiene il tempo. Ma sarebbe meglio dire, il controtempo, visto che il sud, di solito, scorre a un ritmo diverso.  La questione meridionale in fondo è tutta qui: uno scarto di fuso orario, un jet lag della contemporaneità che spesso intorpidisce le nostre ambizioni. Del corpo sociale, siamo gli arti periferici, dita e unghie. Il cuore pulsante batte altrove, mentre a noi, tutt’al più spetta la manicure. Dunque, un teatro a portata di mano, col desiderio, a ben vedere, solo di stringerne altre.



 



Teatro Modernissimo di Telese Terme



Info 0824976106



Venerdì 23 gennaio ore 20.45



 



Pietro Mezzasoma



presenta



 



Giuliana De Sio in



 



Notturno di donna con ospiti



di Annibale Ruccello



 



 con (in o.a.)



Gino Curcione, Rosaria De Cicco,



Andrea De Venuti, Mimmo Esposito, Luigi Iacuzio



 



scene Roberto Ricci



costumi Teresa Acone



disegno Luci Stefano Pirandello



 



musiche Carlo De Nonno



 



regia Enrico Maria Lamanna



 



Il testo propone, ancora una volta, il viaggio che Ruccello aveva intrapreso nel quotidiano attraversato e contaminato dal thriller, nonché il viaggio nel panorama desolato della periferia urbana, dei ghetti degradati, tra le tv locali e le radio libere.



Un percorso apparentemente triste, che però viene ravvivato ora da una miscellanea di sentimenti, ora da involontaria comicità.



Una serie di colpi di scena con un occhio al cinema "thrilling"; ma mentre "Le cinque rose" ha come riferimento il cinema di Hitchcock, di Argento, di Polanski, nel "Notturno" domina quello anni '70, per intendersi di Scorsese e di Kubrik.



I canoni sono sempre gli stessi: il luogo isolato, il protagonista barricato all'interno, la minaccia esterna che semina orrore e sgomento fino ad un catartico finale.



 



L'azione si svolge in una casa a due piani nella periferia di una metropoli: Adriana porta avanti la sua esistenza, nel caldo afoso, tra canzoni e note di un pianoforte, tra televisione ed una terza gravidanza, con un marito, Michele, che lavora di notte e ritorna a casa all'alba.



Una sera accade che strani individui, temuti e desiderati da troppo tempo, si introducano in casa. Improvvisamente riaffiorano senza una logica i ricordi, angoscianti fantasmi del passato, che provocheranno in Adriana una reazione atroce, insensata, ma a lei necessaria per fuggire da quella prigione grigia e ossessiva.



Un progetto in definitiva che segna l'ideale ricostruzione del discorso su Ruccello, sulla violenza e modernità delle metropoli.



La mano del regista ha saputo cogliere gli aspetti più significativi di un testo percorso, come è nello stile dell’autore, da un coacervo di sentimenti contrastanti.



Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Giuseppina De Nonno-Ruccello, madre dell'autore, ancora oggi rigorosamente vicina alla "vicenda drammaturgica" dell'indimenticabile Annibale.



 



 



Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta



info 0823444051



Da venerdì 23 a domenica 25 gennaio



(feriali ore 20.45 - festivi ore 18.00)



 



Bibi’ Produzioni



presenta



 



Biagio Izzo in



 



L’amico del cuore



una commedia di Vincenzo Salemme



 



con Mario Porfito, Francesco Procopio



 



e con Antonella Cioli



 



regia di Vincenzo Salemme



 



L’amico del cuore è una commedia del 1991.



Quando l’ho rappresentata la prima volta, nella stesso anno, era un atto unico e si intitolava “L’ultimo desiderio”.



Negli anni successivi sentivo che la commedia aveva una potenzialità maggiore e decisi quindi di scrivere “L’amico del cuore”, ampliandola e separandola in due atti.



La prima volta che la rappresentai in questa forma era il 1995. Fu subito accolta con molto calore. Adesso mi si presenta la possibilità di metterla in scena come regista. Dalle prime letture mi sono reso conto che la commedia, dentro la trama comica, ha una vena di profonda cattiveria.



In questa edizione mi piacerebbe portare in superficie la crudeltà dei rapporti umani.



In questa edizione mi piacerebbe che Michelino Seta diventasse vittima di se stesso, di tutto ciò in cui ha finto di credere, di tutto il suo provincialismo culturale, di tutta la sua mentalità aperta ma solo a parole. E quindi mi piacerebbe che Roberto Cordova diventasse un uomo che coglie nella propria malattia (Deve subire un trapianto cardiaco con poche probabilità di sopravvivenza) un occasione di rivalsa nei riguardi dell’amico più fortunato, quell’amico del cuore, Michelino, che ai suoi occhi appare un uomo di successo per di più sposato con una donna bellissima.



I due sono amici dall’infanzia e probabilmente, Roberto, da sempre pensa che l’amico abbia avuto una vita più facile, più fortunata. Quale occasione migliore quindi per vendicarsi di quell’amico che si dice uomo aperto e democratico, quell’uomo che giudica la gelosia un sentimento barbarico, quale occasione migliore per dimostrare che le sue sono soltanto chiacchiere.



Quindi in definitiva mi piacerebbe che questa edizione fosse proprio un duello, in cui l’arma scelta dai contendenti non è la spada ma l’ipocrisia. Il tutto nella tessitura classica della commedia degli equivoci, dove ognuno dei personaggi si veste di un ruolo per nascondere la propria natura più profonda: un prete ambiguo che non ha deciso se essere “uomo o ministro di Dio”; un ragazzo di quattordici anni (malato del morbo di Matusalemme) che ne dimostra quaranta e crede di essere la



reincarnazione di un merlo; la mamma di questo ragazzo legata ancora al ricordo del marito defunto, ma che alla prima occasione cede alle lusinghe di un tassista invadente e aggressivo.



E su tutti spicca Frida, IL SOGNO. Frida, la bellissima moglie di Michelino, Frida la bionda svedese, Frida ricordo di una Svezia del progresso, la Svezia della libertà, la Svezia senza tabù e senza peccato, Frida innocente e Frida che adesso...aspetta un bambino. E ad imbrogliare ancora di più la matassa interviene chi quella matassa la dovrebbe sbrogliare: la ginecologa, che dirà..1Infine, come mi capita di fare da qualche anno, mi piacerebbe anche in questo caso, aprire in qualche modo la commedia al pubblico, alla partecipazione del pubblico. Mi farebbe piacere cioè che questa commedia, per il pubblico in sala diventasse quasi un racconto, un aneddoto sul quale ognuno potrebbe essere chiamato ad esprimere la propria opinione. Mi piacerebbe cioè che ognuno degli spettatori maschi si domandasse: ma se il mio amico del cuore, in punto di morte, mi venisse a chiedere, come ultimo desiderio, di andare a letto con mia moglie, cosa farei? E mi farebbe anche piacere sapere cosa ne pensa la moglie.



 



Vincenzo Salemme



 



 



Teatro Carlo Gesualdo di Avellino



info 0825771620



Sabato 24, ore  21.00, e domenica 25 gennaio, ore 18.30



 



Vagabundos s.r.l presenta



da una produzione originaria Fondazione Romaeuropa e Les Nuits de Fourvière



 



Il Flauto Magico secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio



ispirato all'opera in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart



 



direzione artistica e musicale  Mario Tronco



elaborazione musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni



acquarelli, animazione e scene Lino Fiorito



disegno luci Pasquale Mari



costumi Ortensia De Francesco



 



direttore tecnico e datore luci Daniele Davino



fonico di sala Gianni Istroni



fonico di palco Massimo Cugini



backliner Lorenzo Policiti



proiezionista Daniele Spanò



motion Designer Raffaele Russo



costumista Katia Marcanio



 



personaggi e interpreti



 



Houcine Ataa (Tunisia) voce - Monostatos



Peppe D’Argenzio (Italia) sax baritono e soprano, clarinetti



Omar Lopez Valle (Cuba) tromba, flicorno - Narratore



Awalys Ernesto Lopez Maturell (Cuba) batteria, congas - Tamino



Zsuzsanna Krasznai (Ungheria) violoncello - Dama



Luca Bagagli (Italia) violino - Dama



Gaia Orsoni (Italia) viola - Dama



Carlos Paz Duque (Ecuador) voce, flauti andini – Sarastro



Sanjay Kansa Banik (India) tablas - voce



Pino Pecorelli (Italia) contrabbasso, basso elettrico – Ragazzo



Leandro Piccioni (Italia) pianoforte



Raul Scebba (Argentina) marimba, percussioni, timpani - Sacerdote



El Hadji Yeri Samb (Senegal) voce, djembe, dumdum, sabar - Papageno



Dialy Mady Sissoko (Senegal) voce, kora - Ragazzo



Ziad Trabelsi (Tunisia) oud, voce – Messaggero della Regina della Notte



Emanuele Bultrini (Italia), chitarre– Ragazzo



Fabrizio Savone (Italia) trombone, euphonium –



Stan Adams (USA) Trombone



 



e i musicisti ospiti



Maria Laura Martorana (Italia) voce - Regina della Notte



Sara Jane Ceccarelli (Italia)- voce, chitarra - Pamina



 



L'orchestra di Piazza Vittorio è nata in seno all'Associazione Apollo 11                                                                 



ed è stata ideata e creata da Mario Tronco ed Agostino Ferrente.



 



“Ogni volta che pensiamo che il percorso del Flauto Magico sia arrivato al termine, succede sempre qualcosa che ci dimostra che probabilmente il cammino dell’Orchestra di Piazza Vittorio, con questo spettacolo, è ancora molto lungo” Lo dichiara Mario Tronco, direttore artistico della storica e più importante orchestra multietnica italiana.



 



Il cammino de Il Flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio, divenuto ormai un cult con le sue 150 repliche, è infatti molto lungo e farà parte di una stagione teatrale, che vede L’Orchestra impegnata in una lunga tournèe e molti appuntamenti importanti.



E dopo la tournèe del Flauto, sarà la volta di una nuova importante avventura artistica: L’Orchestra di Piazza Vittorio sarà a lavoro con Mario Martone con lo spettacolo Carmen da Prosper Mérimée, Henri Meilhac e Ludovic Halévy, adattamento Enzo Moscato e Mario Martone, regia Mario Martone, musiche George Bizet, direzione musicale Mario Tronco, arrangiamento musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni, esecuzione dal vivo Orchestra di Piazza Vittorio, con Iaia Forte, Roberto De Francesco; produzione Fondazione Teatro Stabile Torino / Teatro di Roma.



Un nuovo spettacolo che nulla ha a che vedere con la Carmen secondo L’Orchestra di Piazza Vittorio andata in scena a Lione nel 2013 e a Caracalla nel giugno 2014, ma un lavoro tutto nuovo che vede l’incontro tra Mario Martone e Mario Tronco, i quali accarezzano da anni  l'idea di lavorare insieme e di farlo con il teatro d'opera. Così nasce Carmen. Partendo dal libretto del capolavoro di Bizet, nelle mani di Martone l’opera approda verso temi contemporanei, affidandosi al talento, ai volti e alla teatralità innata dei musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio, che riunisce artisti, culture e tradizioni, sonorità antiche e nuove, strumenti sconosciuti e melodie universali.



 



 



Il Flauto Magico secondo l’orchestra di Piazza Vittorio: nascita, sinossi, note di regia



 



L’idea è nata nel 2007 da una proposta di Daniele Abbado per la Notte Bianca di Reggio Emilia. Il progetto ci sembrava folle, poi abbiamo deciso di svilupparlo come se l’opera di Mozart fosse una favola musicale tramandata in forma orale e giunta in modi diversi a ciascuno dei nostri musicisti. Come accade ogni volta che una storia viene trasmessa di bocca in bocca, le vicende e i personaggi si sono trasformati, e anche la musica si è allontanata dall’originale.



I ruoli sono stati affidati ai musicisti in base ad una somiglianza di carattere o per affinità con certe esperienze vissute: per esempio Tamino è Ernesto Lopez Maturell, un ragazzo che ha tutta l’esuberanza della sua giovane età. Più che dall’amore per Pamina, interpretata dalla folk singer anglo-americana Sylvie Lewis che è una persona dolce ma determinata, il nostro principe è mosso dal desiderio di avventura e dalla paura dell’ignoto, che a quell’età si trasforma in eccitazione. Il mago Sarastro è Carlos Paz, un artista con un rapporto molto forte con la politica e la religione, che ci racconta spesso dei riti sciamani del suo paese; lui stesso ha qualcosa dello sciamano.



 



Quella della Regina della Notte è una delle poche parti occidentali, è interpretata da Maria Laura Martorana, una virtuosa del canto lirico con un repertorio molto vasto. La sua Regina ha un carattere misterioso, insieme solare e cupo; è animata da sprazzi di energia ma alla fine crollerà come una cantante da club fuori forma. E per diretta assonanza Pap Yeri Samb è stato subito Papageno, una persona semplice e profonda con un carattere molto vicino al personaggio di Mozart.



Volevamo raccontare un Flauto contemporaneo, che si svolge in una società multirazziale di questi tempi, ed evitare qualsiasi fraintendimento. Il Flauto di Mozart è ambientato in un Egitto fantastico. Il nostro invece si trova In un luogo immaginario, senza riferimenti alla geografia reale. Non si tratta dell’esecuzione integrale dell’opera di Mozart. Le melodie sono riconoscibili ma alcune sono solo tratteggiate, senza sviluppo e senza parti virtuosistiche, intrecciate a brani originali dell’Orchestra. Il nostro lavoro con la partitura è necessariamente diverso da quello di un’orchestra “normale”. Dal folk, al reggae alla classica al pop e al jazz, la nostra musica è piena di riferimenti alle altre culture. I musicisti dell’OPV hanno background molto distanti, non solo geograficamente. Ogni musicista porta nell’Opera la sua cultura, la sua lingua: arabo, inglese, spagnolo, tedesco, portoghese, wolof, italiano.



L’Orchestra è sul palco non nella buca, come nelle opere, e i musicisti diventano personaggi semplicemente indossando in scena il loro costume e guadagnando il proscenio.