Cinema Teatro Politeama di Torre Annunziata
Info 0818611737, 3381890767
Martedì 20 marzo, ore 20.45
Teatro Italia di Acerra
Info 0818857258, 3333155417
Giovedì 22 marzo, ore 20.30
Teatro Comunale di Lacedonia
info 3346632836 - 3337448095
Venerdì 23 marzo, ore 20.45
Artisti Riuniti
presenta
Don Chisciotte della Pignasecca
liberamente tratto da Miguel de Cervantes
adattamento di Maurizio De Giovanni
con Peppe Barra, Nando Paone
e con
Biagio Musella, Emanuela Emma Tondini,
Luciano D’Amico, Luca Saccoia, Michele Di Siena
musiche Patrizio Trampetti
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci di Gigi Saccomandi
assistente alla regia Angela Zinno
regia Alessandro Maggi
Pietra miliare del romanzo moderno, il capolavoro della letteratura mondiale di Miguel de Cervantes, “Don Chisciotte”, nella riscrittura di Maurizio De Giovanni, già autore di numerosi racconti e romanzi e padre del commissario Lojacono de “I bastardi di Pizzofalcone”, va in scena, con gli esplosivi ed eclettici Nando Paone e Peppe Barra nei panni del bizzarro hidalgo spagnolo e del suo fido scudiero Sancho.
Un viaggio inconsueto, ironico e profondo, alla ricerca di una identità posseduta e ogni volta riscoperta nell’immaginario del romantico e nobile principio del bene contro il male, combattuto ad ogni costo, a colpi di duro sarcasmo e disarmante coraggio.
E’ la bizzarra impresa dell’ eroe “senza macchia e senza paura” che, fedele alla sua incontrastata passione per la lettura che lo ha indotto alla follia, si decide a rivivere di persona tutte le gesta eroiche che la letteratura gli ha suggerito.
Accompagnato da Sancho, concreto e pragmatico personaggio che egli designa suo compagno di avventure, intraprende un un viaggio di passione e idealismo in cui utopia e realtà rappresentano i confini di un mondo tragico e comico al tempo stesso, grottesco, folle e appassionato.
Nel caotico, dolorante, esilarante e fecondo scenario di un secondo dopoguerra, immaginato dalla penna di De Giovanni, i personaggi muovono i loro passi, riflettono sulle proprie realtà, si configurano come presenze salvifiche di un incontrastato mondo marcio, in un gioco di immaginazione e roboante creatività.
Con la regia di Alessandro Maggi, di forte visione evocativa e ricca di suggestioni, lo spettacolo si propone come una sottile inchiesta che conduce acutamente ad una riflessione su sé stessi e sul mondo tout court, attraversato, ieri come domani, da perenni e universali controversie che, in ogni epoca, si fanno specchio della società contemporanea.
Cinema Teatro Italia di Eboli
Info 0828365333
Martedì 20 marzo, ore 20.30
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
Info 0818577725 – 3337361628
Da giovedì 22 a sabato 24 marzo, ore 20.30
Compagnia Enfi Teatro
presenta
Biagio Izzo in
Di’ che ti manda Picone
testo di Lucio Aiello
con Rocío Muñoz Morales
e con
Mario Porfito, Lucio Aiello, Agostino Chiummariello, Rosa Miranda,
Antonio Romano, Arduino Speranza, Felicia Del Prete
scene Luigi Ferrigno
disegno luci Gigi Ascione
costumi Anna Zaccarini
regia Giuseppe Miale Di Mauro
dedicato A Elvio Porta
Nel 1984 uscì il film diretto da Nanni Loy, Mi manda Picone, che raccontava la storia di un operaio dell’Italsider di Bagnoli che per protestare contro la chiusura della fabbrica si diede fuoco davanti al consiglio comunale sotto gli occhi della moglie e del figlio piccolo.
Nel 1984 io avevo 9 anni e molto probabilmente il film non lo vidi nemmeno (ho poi recuperato crescendo) ma ricordo perfettamente che nella mia famiglia quando c’era da fare qualche incontro importante o qualche faccenda delicata, si diceva: «Di’ che ti manda Picone».
Per anni mi sono chiesto chi fosse quel fantomatico Picone, che solo a nominarlo come faceva Giannini nel film rilasciava crediti e possibilità, poi con il tempo ho capito cosa voleva dire quella frase.
Così, quando mi hanno chiamato per curare la regia di questo testo che partendo dal film racconta che fine ha fatto quel bambino che ha visto il padre scomparire inghiottito dalle fiamme, ho fatto un tuffo nella mia infanzia.
In quell’universo in cui i bambini si isolano e creano il loro mondo personale. Come Antonio Picone, alias Biagio Izzo, che ormai adulto si isola nella vecchia casa di famiglia e vive nel ricordo di un padre andato via troppo presto. Intanto si è fidanzato e ben presto scoprirà che la sua donna aspetta un bambino.
Ciò vorrà dire assumersi delle responsabilità, diventare adulto. Ma Antonio Picone vuole restare bambino, così convinto che crescere voglia dire solo farsi il sangue amaro e ascoltare verità che non gli piacciono.
Purtroppo per lui un nugolo di personaggi subdoli e spietati invaderanno la casa - isola del povero Antonio e lo condurranno nella piaga sociale di una politica fatta di raggiri e inganni. E il bambino, orfano di un martire del lavoro, sarà costretto a diventare adulto e scegliere da che parte stare nel mondo vero.
Il percorso che porterà a questa scelta sarà fatto di amore, tante risate, ricordi, esami di coscienza e prese di posizione. Alla fine Antonio farà la sua scelta. E proprio come succedeva nella mia famiglia, anche in questa ci sarà chi gli sussurrerà quella fatidica frase: «Di’ che ti manda Picone».
Giuseppe Miale di Mauro
Teatro Massimo di Benevento
info 082442711
Martedì 20 marzo, ore 20.45
Teatro Ricciardi di Capua
Info 0823963874
Mercoledì 21 marzo, ore 21.00
Teatro Verdi di Salerno
info 089662141
Da giovedì 22 a domenica 25 marzo
(feriali ore 21,00 - festivi ore 18,30)
Elledieffe, NEST - Napoli Est Teatro, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale
presentano
Il Sindaco del Rione Sanità
di Eduardo De Filippo
regia Mario Martone
con
Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno
Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Gennaro Di Colandrea,
Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito,
Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice
con la partecipazione di Massimiliano Gallo
scene Carmine Guarino, costumi Giovanna Napolitano
luci Cesare Accetta, musiche originali Ralph P
regista collaboratore Giuseppe Miale Di Mauro
assistente scenografo Mauro Rea
capo elettricista Giuseppe Di Lorenzo
fotografie Mario Spada, manifesto Carmine Luino
Mario Martone per la prima volta dirige un testo del grande drammaturgo napoletano in un allestimento che associa realtà produttive diverse nella realizzazione di un progetto culturale dal forte senso politico e civile.
Tra i produttori, il Teatro Stabile di Torino, a cui dal febbraio 2015 è stato riconosciuto dal MiBACT lo status di Teatro Nazionale anche grazie al percorso di crescita e di qualità dell’attività produttiva iniziato nel 2007 con l’insediamento di Mario Martone alla direzione artistica.
La Elledieffe, la compagnia indipendente che porta il nome di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, che oltre a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana, continua una ricerca sul sociale e sul contemporaneo, nel rigoroso segno di Luca che dell'interesse per i ragazzi a rischio aveva fatto l'ultimo impegno della sua vita.
Il NEST – Napoli Est Teatro di San Giovanni a Teduccio, uno dei quartieri più popolari e difficili di Napoli, dove un gruppo di giovani, attori, registi, scenografi e drammaturghi hanno ristrutturato una palestra e creato uno spazio per le arti là dove negli anni Ottanta c'era un morto di camorra al giorno e dove la criminalità organizzata ha visto alternarsi al comando negli ultimi anni diversi boss tra i venti e i trent'anni.
uesto è il quadro da considerare se, oltre gli esiti del palcoscenico, si vuole cogliere appieno la valenza del gesto che solo pochi mesi fa ha persuaso Carolina Rosi ad affidare Il sindaco del Rione Sanità, uno dei testi più cari allo stesso Eduardo, al regista Mario Martone e al giovane Francesco Di Leva (che nello spettacolo interpreta il ruolo del “sindaco” Antonio Barracano), attore apprezzato al cinema e in teatro, co-fondatore del NEST insieme a Adriano Pantaleo, Giuseppe Miale Di Mauro e Giuseppe Gaudino anche loro parte integrante di questo progetto.
Con Francesco Di Leva, in scena, un cast che, contravvenendo in parte alle stesse indicazioni di Eduardo, abbassa notevolmente l’asticella dell’età dei vari interpreti: è il caso di Massimiliano Gallo (nel ruolo di Arturo Santaniello), che ha piegato i suoi molteplici impegni cinematografici al desiderio di partecipare a un progetto come questo, e di Giovanni Ludeno che interpreta il ruolo del dottor Fabio Della Ragione.
ecipano gli attori che compongono il gruppo storico del NEST, da Adriano Pantaleo a Giuseppe Gaudino e con loro ci sono Daniela Ioia, Gennaro Di Colandrea, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice. Le scene sono di Carmine Guarino, i costumi di Giovanna Napolitano, le luci di Cesare Accetta, le musiche originali di Ralph P, il regista collaboratore è Giuseppe Miale Di Mauro.
“Il teatro è vivo quando s'interroga sulla realtà - riprendendo una dichiarazione del regista Mario Martone - se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica”.
Questa modalità di lavoro per Mario Martone si concretizza adesso calando nella realtà dei giorni nostri Il sindaco del Rione Sanità. L'idea di affidare il ruolo del Sindaco a un uomo giovane e deciso, nel fisico e nel gesto - quanto il personaggio scritto da Eduardo era invece crepuscolare - pone nei fatti la figura del protagonista ancora al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto, ed allo stesso tempo favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo. In premessa c’è la realtà di San Giovanni a Teduccio, del NEST e dei suoi giovani attori, molti dei quali vivono nel quotidiano la cronaca non edulcorata di una vera guerra di camorra che insanguina da anni questa periferia napoletana e dove la criminalità è retta da giovani boss neanche trentenni.
Il sindaco del Rione Sanità è una commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo, inserita dall'autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari. Il protagonista, Antonio Barracano (Francesco Di Leva), è “il sindaco” della Sanità.
Qui amministra le vicende del rione, un “uomo d’onore” che distingue tra “gente per bene e gente carogna”. In una sorta di ribaltamento del sistema legalitario, Don Antonio si avvale da anni dell’aiuto di Fabio Della Ragione (Giovanni Ludeno), un medico che, con la sua opera, sostanzialmente impedisce di portare alla conoscenza della Legge i risultati delle sparatorie e dei regolamenti di conti che avvengono nel quartiere.
Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, è così da sempre. Quando però gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), il figlio del fornaio, risoluto ad ammazzare il padre Arturo (Massimiliano Gallo), Don Antonio, cogliendo nel giovane la stessa determinazione che lo spinse all’omicidio in gioventù, si propone come mediatore avviandosi così all’incontro fatale con Arturo.
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Martedì 20 marzo, ore 20.45
Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli
Info 0974282362, 3383096807
Mercoledì 21 marzo, ore 20.45
Promo Music
presenta
Michelangelo
uno spettacolo di e con Vittorio Sgarbi
musiche composte ed eseguite dal vivo da
Valentino Corvino (violino, viola, oud, elettronica)
scenografia e video Tommaso Arosio
messa in scena e allestimento DoppioSenso
Dopo lo straordinario successo dello spettacolo teatrale Caravaggio, dove Vittorio Sgarbi ha condotto il pubblico in un percorso trasversale fra storia dell’artista ed attualità del nostro tempo, parte una nuova esplorazione sull’universo Michelangelo.
La stupefacente arte di Michelangelo Buonarroti si farà palpabile alle molteplicità sensoriali, attraversate dal racconto del Prof. Vittorio Sgarbi, contrappuntate in musica da Valentino Corvino (compositore, in scena interprete) e assieme alle immagini rese vive dal visual artist Tommaso Arosio.
Verrà così ricomposto un periodo emblematico, imprescindibile ed unico nell’arte, e assieme all’ambizione di scoprire un Michelangelo inedito, non resterà che farci sorprendere.
DoppioSenso è un progetto di Valentino Corvino e Tommaso Arosio, dedicato allo studio delle relazioni profonde esistenti tra suono e immagine. Linguaggi, tecnologie e immaginari della contemporaneità rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni.
di Napoli Magazine
16/03/2018 - 11:03
Cinema Teatro Politeama di Torre Annunziata
Info 0818611737, 3381890767
Martedì 20 marzo, ore 20.45
Teatro Italia di Acerra
Info 0818857258, 3333155417
Giovedì 22 marzo, ore 20.30
Teatro Comunale di Lacedonia
info 3346632836 - 3337448095
Venerdì 23 marzo, ore 20.45
Artisti Riuniti
presenta
Don Chisciotte della Pignasecca
liberamente tratto da Miguel de Cervantes
adattamento di Maurizio De Giovanni
con Peppe Barra, Nando Paone
e con
Biagio Musella, Emanuela Emma Tondini,
Luciano D’Amico, Luca Saccoia, Michele Di Siena
musiche Patrizio Trampetti
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci di Gigi Saccomandi
assistente alla regia Angela Zinno
regia Alessandro Maggi
Pietra miliare del romanzo moderno, il capolavoro della letteratura mondiale di Miguel de Cervantes, “Don Chisciotte”, nella riscrittura di Maurizio De Giovanni, già autore di numerosi racconti e romanzi e padre del commissario Lojacono de “I bastardi di Pizzofalcone”, va in scena, con gli esplosivi ed eclettici Nando Paone e Peppe Barra nei panni del bizzarro hidalgo spagnolo e del suo fido scudiero Sancho.
Un viaggio inconsueto, ironico e profondo, alla ricerca di una identità posseduta e ogni volta riscoperta nell’immaginario del romantico e nobile principio del bene contro il male, combattuto ad ogni costo, a colpi di duro sarcasmo e disarmante coraggio.
E’ la bizzarra impresa dell’ eroe “senza macchia e senza paura” che, fedele alla sua incontrastata passione per la lettura che lo ha indotto alla follia, si decide a rivivere di persona tutte le gesta eroiche che la letteratura gli ha suggerito.
Accompagnato da Sancho, concreto e pragmatico personaggio che egli designa suo compagno di avventure, intraprende un un viaggio di passione e idealismo in cui utopia e realtà rappresentano i confini di un mondo tragico e comico al tempo stesso, grottesco, folle e appassionato.
Nel caotico, dolorante, esilarante e fecondo scenario di un secondo dopoguerra, immaginato dalla penna di De Giovanni, i personaggi muovono i loro passi, riflettono sulle proprie realtà, si configurano come presenze salvifiche di un incontrastato mondo marcio, in un gioco di immaginazione e roboante creatività.
Con la regia di Alessandro Maggi, di forte visione evocativa e ricca di suggestioni, lo spettacolo si propone come una sottile inchiesta che conduce acutamente ad una riflessione su sé stessi e sul mondo tout court, attraversato, ieri come domani, da perenni e universali controversie che, in ogni epoca, si fanno specchio della società contemporanea.
Cinema Teatro Italia di Eboli
Info 0828365333
Martedì 20 marzo, ore 20.30
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
Info 0818577725 – 3337361628
Da giovedì 22 a sabato 24 marzo, ore 20.30
Compagnia Enfi Teatro
presenta
Biagio Izzo in
Di’ che ti manda Picone
testo di Lucio Aiello
con Rocío Muñoz Morales
e con
Mario Porfito, Lucio Aiello, Agostino Chiummariello, Rosa Miranda,
Antonio Romano, Arduino Speranza, Felicia Del Prete
scene Luigi Ferrigno
disegno luci Gigi Ascione
costumi Anna Zaccarini
regia Giuseppe Miale Di Mauro
dedicato A Elvio Porta
Nel 1984 uscì il film diretto da Nanni Loy, Mi manda Picone, che raccontava la storia di un operaio dell’Italsider di Bagnoli che per protestare contro la chiusura della fabbrica si diede fuoco davanti al consiglio comunale sotto gli occhi della moglie e del figlio piccolo.
Nel 1984 io avevo 9 anni e molto probabilmente il film non lo vidi nemmeno (ho poi recuperato crescendo) ma ricordo perfettamente che nella mia famiglia quando c’era da fare qualche incontro importante o qualche faccenda delicata, si diceva: «Di’ che ti manda Picone».
Per anni mi sono chiesto chi fosse quel fantomatico Picone, che solo a nominarlo come faceva Giannini nel film rilasciava crediti e possibilità, poi con il tempo ho capito cosa voleva dire quella frase.
Così, quando mi hanno chiamato per curare la regia di questo testo che partendo dal film racconta che fine ha fatto quel bambino che ha visto il padre scomparire inghiottito dalle fiamme, ho fatto un tuffo nella mia infanzia.
In quell’universo in cui i bambini si isolano e creano il loro mondo personale. Come Antonio Picone, alias Biagio Izzo, che ormai adulto si isola nella vecchia casa di famiglia e vive nel ricordo di un padre andato via troppo presto. Intanto si è fidanzato e ben presto scoprirà che la sua donna aspetta un bambino.
Ciò vorrà dire assumersi delle responsabilità, diventare adulto. Ma Antonio Picone vuole restare bambino, così convinto che crescere voglia dire solo farsi il sangue amaro e ascoltare verità che non gli piacciono.
Purtroppo per lui un nugolo di personaggi subdoli e spietati invaderanno la casa - isola del povero Antonio e lo condurranno nella piaga sociale di una politica fatta di raggiri e inganni. E il bambino, orfano di un martire del lavoro, sarà costretto a diventare adulto e scegliere da che parte stare nel mondo vero.
Il percorso che porterà a questa scelta sarà fatto di amore, tante risate, ricordi, esami di coscienza e prese di posizione. Alla fine Antonio farà la sua scelta. E proprio come succedeva nella mia famiglia, anche in questa ci sarà chi gli sussurrerà quella fatidica frase: «Di’ che ti manda Picone».
Giuseppe Miale di Mauro
Teatro Massimo di Benevento
info 082442711
Martedì 20 marzo, ore 20.45
Teatro Ricciardi di Capua
Info 0823963874
Mercoledì 21 marzo, ore 21.00
Teatro Verdi di Salerno
info 089662141
Da giovedì 22 a domenica 25 marzo
(feriali ore 21,00 - festivi ore 18,30)
Elledieffe, NEST - Napoli Est Teatro, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale
presentano
Il Sindaco del Rione Sanità
di Eduardo De Filippo
regia Mario Martone
con
Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno
Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Gennaro Di Colandrea,
Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito,
Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice
con la partecipazione di Massimiliano Gallo
scene Carmine Guarino, costumi Giovanna Napolitano
luci Cesare Accetta, musiche originali Ralph P
regista collaboratore Giuseppe Miale Di Mauro
assistente scenografo Mauro Rea
capo elettricista Giuseppe Di Lorenzo
fotografie Mario Spada, manifesto Carmine Luino
Mario Martone per la prima volta dirige un testo del grande drammaturgo napoletano in un allestimento che associa realtà produttive diverse nella realizzazione di un progetto culturale dal forte senso politico e civile.
Tra i produttori, il Teatro Stabile di Torino, a cui dal febbraio 2015 è stato riconosciuto dal MiBACT lo status di Teatro Nazionale anche grazie al percorso di crescita e di qualità dell’attività produttiva iniziato nel 2007 con l’insediamento di Mario Martone alla direzione artistica.
La Elledieffe, la compagnia indipendente che porta il nome di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, che oltre a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana, continua una ricerca sul sociale e sul contemporaneo, nel rigoroso segno di Luca che dell'interesse per i ragazzi a rischio aveva fatto l'ultimo impegno della sua vita.
Il NEST – Napoli Est Teatro di San Giovanni a Teduccio, uno dei quartieri più popolari e difficili di Napoli, dove un gruppo di giovani, attori, registi, scenografi e drammaturghi hanno ristrutturato una palestra e creato uno spazio per le arti là dove negli anni Ottanta c'era un morto di camorra al giorno e dove la criminalità organizzata ha visto alternarsi al comando negli ultimi anni diversi boss tra i venti e i trent'anni.
uesto è il quadro da considerare se, oltre gli esiti del palcoscenico, si vuole cogliere appieno la valenza del gesto che solo pochi mesi fa ha persuaso Carolina Rosi ad affidare Il sindaco del Rione Sanità, uno dei testi più cari allo stesso Eduardo, al regista Mario Martone e al giovane Francesco Di Leva (che nello spettacolo interpreta il ruolo del “sindaco” Antonio Barracano), attore apprezzato al cinema e in teatro, co-fondatore del NEST insieme a Adriano Pantaleo, Giuseppe Miale Di Mauro e Giuseppe Gaudino anche loro parte integrante di questo progetto.
Con Francesco Di Leva, in scena, un cast che, contravvenendo in parte alle stesse indicazioni di Eduardo, abbassa notevolmente l’asticella dell’età dei vari interpreti: è il caso di Massimiliano Gallo (nel ruolo di Arturo Santaniello), che ha piegato i suoi molteplici impegni cinematografici al desiderio di partecipare a un progetto come questo, e di Giovanni Ludeno che interpreta il ruolo del dottor Fabio Della Ragione.
ecipano gli attori che compongono il gruppo storico del NEST, da Adriano Pantaleo a Giuseppe Gaudino e con loro ci sono Daniela Ioia, Gennaro Di Colandrea, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice. Le scene sono di Carmine Guarino, i costumi di Giovanna Napolitano, le luci di Cesare Accetta, le musiche originali di Ralph P, il regista collaboratore è Giuseppe Miale Di Mauro.
“Il teatro è vivo quando s'interroga sulla realtà - riprendendo una dichiarazione del regista Mario Martone - se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica”.
Questa modalità di lavoro per Mario Martone si concretizza adesso calando nella realtà dei giorni nostri Il sindaco del Rione Sanità. L'idea di affidare il ruolo del Sindaco a un uomo giovane e deciso, nel fisico e nel gesto - quanto il personaggio scritto da Eduardo era invece crepuscolare - pone nei fatti la figura del protagonista ancora al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto, ed allo stesso tempo favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo. In premessa c’è la realtà di San Giovanni a Teduccio, del NEST e dei suoi giovani attori, molti dei quali vivono nel quotidiano la cronaca non edulcorata di una vera guerra di camorra che insanguina da anni questa periferia napoletana e dove la criminalità è retta da giovani boss neanche trentenni.
Il sindaco del Rione Sanità è una commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo, inserita dall'autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari. Il protagonista, Antonio Barracano (Francesco Di Leva), è “il sindaco” della Sanità.
Qui amministra le vicende del rione, un “uomo d’onore” che distingue tra “gente per bene e gente carogna”. In una sorta di ribaltamento del sistema legalitario, Don Antonio si avvale da anni dell’aiuto di Fabio Della Ragione (Giovanni Ludeno), un medico che, con la sua opera, sostanzialmente impedisce di portare alla conoscenza della Legge i risultati delle sparatorie e dei regolamenti di conti che avvengono nel quartiere.
Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, è così da sempre. Quando però gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), il figlio del fornaio, risoluto ad ammazzare il padre Arturo (Massimiliano Gallo), Don Antonio, cogliendo nel giovane la stessa determinazione che lo spinse all’omicidio in gioventù, si propone come mediatore avviandosi così all’incontro fatale con Arturo.
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Martedì 20 marzo, ore 20.45
Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli
Info 0974282362, 3383096807
Mercoledì 21 marzo, ore 20.45
Promo Music
presenta
Michelangelo
uno spettacolo di e con Vittorio Sgarbi
musiche composte ed eseguite dal vivo da
Valentino Corvino (violino, viola, oud, elettronica)
scenografia e video Tommaso Arosio
messa in scena e allestimento DoppioSenso
Dopo lo straordinario successo dello spettacolo teatrale Caravaggio, dove Vittorio Sgarbi ha condotto il pubblico in un percorso trasversale fra storia dell’artista ed attualità del nostro tempo, parte una nuova esplorazione sull’universo Michelangelo.
La stupefacente arte di Michelangelo Buonarroti si farà palpabile alle molteplicità sensoriali, attraversate dal racconto del Prof. Vittorio Sgarbi, contrappuntate in musica da Valentino Corvino (compositore, in scena interprete) e assieme alle immagini rese vive dal visual artist Tommaso Arosio.
Verrà così ricomposto un periodo emblematico, imprescindibile ed unico nell’arte, e assieme all’ambizione di scoprire un Michelangelo inedito, non resterà che farci sorprendere.
DoppioSenso è un progetto di Valentino Corvino e Tommaso Arosio, dedicato allo studio delle relazioni profonde esistenti tra suono e immagine. Linguaggi, tecnologie e immaginari della contemporaneità rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni.