Cinema Teatro Italia di Eboli
Info 0828365333
Martedì 6 febbraio, ore 20.30
Teatro Magic Vision di Casalnuovo
Info 0818030270, 3292180679
Mercoledì 7 febbraio, ore 20.45
Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli
Info 0974282362, 3383096807
Giovedì 8 febbraio, ore 20.45
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
Info 0818577725 – 3337361628
Da venerdì 9 a domenica 11 febbraio
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
T.T.R. Il teatro di Tato Russo, Compagnia Molière srl
presentano
Gianfranco Jannuzzo, Debora Caprioglio
in
Alla faccia vostra!!
di Pierre Chesnot
con Antonella Piccolo
e con
Antonio Rampino, Gianni Federico, Paola Lavini, Antonio Fulfaro
scenografie Andrea Bianchi
light Designer Mirko Oteri
costumi Valentina De Merulis
regia Patrick Rossi Gastaldi
Commedia esilarante dall’autore de ”L’inquilina del piano di sopra”, un vero e proprio meccanismo ad orologeria fatto di tempi perfetti, di entrate ed uscite a ripetizione e di continui colpi di scena.
Intrighi, sotterfugi, equivoci, ipocrisia, per una vicenda che mette a nudo la parte più meschina e cinica dell’animo umano, che dovrebbe scandalizzare, ma che invece cattura lo spettatore, coinvolgendolo in un vortice di comicità e regalandogli due ore di divertimento e risate.
In scena, nei panni dei protagonisti, due attori d’eccezione, l’esilarante Gianfranco Jannuzzo e la splendida Debora Caprioglio. La regia e l’adattamento sono affidati a un maestro della commedia teatrale, Patrick Rossi Gastaldi.
Note di regia
Roma ai giorni nostri, la commedia si apre su Luisa che piange la morte del suo padrone Stefano Bosco, scrittore di grande successo, settantaquattrenne morto d'infarto.
A poco a poco i conoscenti stretti cominciano ad arrivare nell'appartamento. Il vicino Dott. Garrone è il primo, professore di medicina è lui che decreta il decesso. Poi raggiungono il luogo Lucio Sesto e sua moglie Vanessa, rispettivamente genero e figlia dello scrittore. Per ultima Angela, seconda moglie del defunto, molto più giovane di suo marito, 30 anni , fa la sua entrata agitata nello studio di Stefano Bosco.
Molto velocemente il lutto che riunisce i personaggi si trasforma in una "transizione finanziaria" nella quale tutti vogliono avere parte e guadagnarci: la coppia Sesto cerca di coprire un enorme debito con un prestito della banca garantito dall'eredità di Vanessa, la figlia.
Angela progetta una nuova vita con tanti soldi e il suo nuovo amante francese. Il Dott. Garrone vuole comprare l'appartamento per farne finalmente il suo studio , il banchiere Marmotta che acconsente al prestito vorrebbe intascare una grossa percentuale sui futuri soldi di Vanessa.
Solo Luisa, fedele governante, vive per ricordare il genio dello scrittore. Ma ecco che tutto si capovolge e succedono fatti esilaranti che faranno tremare e crollare questi progetti. Ne nascono situazioni comiche dove una risata cinica e infantile è garantita.
Ovviamente è il personaggio di Gianfranco Jannuzzo, il genero Lucio Sesto, che conduce le avide danze che lo porteranno a crisi di nervi esileranti diventando simpatico per le sue incapacità e disavventure.
Molto comico è anche il personaggio di Debora Caprioglio donna che soddisfa tutti i piaceri di sesso senile dello scrittore per ottenere soldi soldi e ancora soldi. L'adattamento è portato in Italia ai giorni d'oggi per vivificare di più la corsa al denaro e l'isterismo della nostra contemporaneità.
Patrick Rossi Gastaldi
Teatro Verdi di Salerno
info 089662141
Sabato 10 febbraio, ore 21,00
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Domenica 11 febbraio, ore 19.00
Napoli Teatro Festival Italia, Casa del Contemporaneo,
Teatri Uniti, Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale
presentano
Il Servo
di Robin Maugham
traduzione di Lorenzo Pavolini
con (in ordine di apparizione)
Tony Laudadio (Richard Merton)
Emilia Scarpati Fanetti (Sally Grant)
Andrea Renzi (Tony Williams)
Lino Musella (LesBarrett)
Maria Laila Fernandez (Vera/Mabel)
scene Francesco Ghisu
costumi Annapaola Brancia d’Apricena
disegno luci Cesare Accetta
aiuto regia Luisa Corcione, Simone Giustinelli
aiuto scenografo Christina Psoni
sarta di scena Federica Amato
fotografa e assistente luci Laura Micciarelli
regia Andrea Renzi, Pierpaolo Sepe
Il servo, è un romanzo breve di Robin Maugham. Quando nel 1948 fu dato alle stampe e distribuito nelle librerie inglesi fu considerato “un piccolo capolavoro di abiezione”, mentre la critica aveva riconosciuto al giovane scrittore un talento di narratore pari a quello dello zio, il grande SomersetMaugham.
Ancora oggi, il romanzo è considerato una 'commedia nera' e di scavo psicologico, la cui trama – chiusa all’interno di una casa borghese – si struttura come una ragnatela, lentamente tessuta dal servo.
Al centro del racconto, la vicenda di un rapporto di dominazione e assuefazione di un uomo su un altro uomo: Barrettè un domestico che prende servizio nella casa di Tony, ricco avvocato londinese. Inizialmente, “il servo” sembra assolvere con zelo il proprio incarico, ma attraverso ambigui giochi psicologici si arriverà al rovesciamento dei ruoli "servo\padrone".
Nel gioco perverso entrano in campo anche l'amico- testimone della vicenda, Richard, la fidanzata di Tony, Sally, la nipote di Barrett, Vera e la misteriosa Mabel
Il lavoro di Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe parte dall'adattamento teatrale che lo stesso Maugham realizzò nel 1958 e evoca le atmosfere del celebre film di Joseph Losey del 1963 con la sceneggiatura di Harold Pinter.
La traduzione di Lorenzo Pavolini (che aveva già tradotto il romanzo, nel 2000, per e\o) intreccia le due versioni del testo, concentrandosi essenzialmente sulla scrittura del romanzo che, rispetto al testo teatrale, “è decisamente più scarna e minima, concentrata nel raccontare un preciso costume sociale, evidenzia Pavolini nelle note alla traduzione”. Infatti, nel racconto c’è l’amicizia e la gioventù in tutta la sua ambigua e irrinunciabile forza, la malinconia e la vitalità di una generazione che usciva dalla guerra, il legame creato tra uomini che sono stati prima di tutto compagni di trincea, soldati, e che ora tornano alla vita, alla città, al sesso, ai problemucci di sempre (...) il tutto in un mondo sospeso tra ieri e oggi, alla metà del secolo, dove i domestici sono servi e alla fidanzata si fa la dichiarazione, dove la Londra vittoriana non si è ancora sciolta nello swinging, le prostitute hanno la pelle rovinata e sono il male, l’omosessualità è fosteriana e la sensualità una perdizione.
Barrett è un demonio che cresce dal fango della democrazia ed è pronto a prendere il sopravvento contro l’artistocratico cadente, o per lo meno a guidarlo, a costringerlo a una sommaria equiparazione dei costumi e dei gusti verso il basso (…) nel racconto di Maugham è l’ossessione erotica a decidere le cose.
Il servo del Novecento è un medico al capezzale delle antiche classi dominanti, siano esse nobili o ricche borghesi. Il suo rimedio è velenoso: come per tante patologie di origine sociale l’oblio, la rimozione, sono parte integrante del disturbo e conducono al disastro”
Per Andrea Renzi: “il lavoro degli attori si innesta e sulla drammaturgia scaturita dal romanzo breve di Maugham che tende a far emergere ciò che si nasconde e pulsa, vitale e morboso, dietro ogni parola facendo vibrare il fondo enigmatico dei singoli personaggi”.
Per Pierpaolo Sepe: “Tutto è iniziato dalla pièce teatrale. Le pieghe psicologiche dei personaggi, o meglio, la ragnatela intessuta dalla scrittura di Maughamche ha ritratto ‘quei personaggi così caratterizzati’. Nella pièce emerge intatta la loro ambiguità sottile e necessaria allo sviluppo più segreto del meccanismo teatrale all'interno del quale il servo striscia. Si arrampica. Come un ragno tesse la sua tela dove fatalmente cadrà la sua vittima.
Ogni mezzo è legittimo: il sesso, il cibo, l’alcool, l’abiezione. Una storia tetra di lotta sociale feroce. Non ci saranno vincitori ma solo corpi affamati di qualsiasi piacere e menti sopraffatte dal silenzio delle proprie esistenze.
Metafora di una società che inventa ruoli e classi, il testo racconta la vendetta dei deboli e perfidi “sfortunati”, costretti a servire altri uomini uguali a loro in tutto e, nonostante ciò, depositari di un folle diritto al quale non si può che opporre tutta la minacciosa rabbia dei servi”.
Poco più di un anno fa The servant è stato messo in scena al teatro parigino “Poche-Montparnasse” con un notevole successo. Maxime d’Aboville ha ottenuto il premio Molière 2015 come miglior attore.
Dal romanzo Il Servo è stata tratta anche un'operina musicale, realizzata dal compositore Marco Tutino che ne ha scritto libretto e musica. Gabriele Lavia ne ha curato la regia per il Macerata Opera Festival, nel 2008.
di Napoli Magazine
02/02/2018 - 10:39
Cinema Teatro Italia di Eboli
Info 0828365333
Martedì 6 febbraio, ore 20.30
Teatro Magic Vision di Casalnuovo
Info 0818030270, 3292180679
Mercoledì 7 febbraio, ore 20.45
Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli
Info 0974282362, 3383096807
Giovedì 8 febbraio, ore 20.45
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
Info 0818577725 – 3337361628
Da venerdì 9 a domenica 11 febbraio
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
T.T.R. Il teatro di Tato Russo, Compagnia Molière srl
presentano
Gianfranco Jannuzzo, Debora Caprioglio
in
Alla faccia vostra!!
di Pierre Chesnot
con Antonella Piccolo
e con
Antonio Rampino, Gianni Federico, Paola Lavini, Antonio Fulfaro
scenografie Andrea Bianchi
light Designer Mirko Oteri
costumi Valentina De Merulis
regia Patrick Rossi Gastaldi
Commedia esilarante dall’autore de ”L’inquilina del piano di sopra”, un vero e proprio meccanismo ad orologeria fatto di tempi perfetti, di entrate ed uscite a ripetizione e di continui colpi di scena.
Intrighi, sotterfugi, equivoci, ipocrisia, per una vicenda che mette a nudo la parte più meschina e cinica dell’animo umano, che dovrebbe scandalizzare, ma che invece cattura lo spettatore, coinvolgendolo in un vortice di comicità e regalandogli due ore di divertimento e risate.
In scena, nei panni dei protagonisti, due attori d’eccezione, l’esilarante Gianfranco Jannuzzo e la splendida Debora Caprioglio. La regia e l’adattamento sono affidati a un maestro della commedia teatrale, Patrick Rossi Gastaldi.
Note di regia
Roma ai giorni nostri, la commedia si apre su Luisa che piange la morte del suo padrone Stefano Bosco, scrittore di grande successo, settantaquattrenne morto d'infarto.
A poco a poco i conoscenti stretti cominciano ad arrivare nell'appartamento. Il vicino Dott. Garrone è il primo, professore di medicina è lui che decreta il decesso. Poi raggiungono il luogo Lucio Sesto e sua moglie Vanessa, rispettivamente genero e figlia dello scrittore. Per ultima Angela, seconda moglie del defunto, molto più giovane di suo marito, 30 anni , fa la sua entrata agitata nello studio di Stefano Bosco.
Molto velocemente il lutto che riunisce i personaggi si trasforma in una "transizione finanziaria" nella quale tutti vogliono avere parte e guadagnarci: la coppia Sesto cerca di coprire un enorme debito con un prestito della banca garantito dall'eredità di Vanessa, la figlia.
Angela progetta una nuova vita con tanti soldi e il suo nuovo amante francese. Il Dott. Garrone vuole comprare l'appartamento per farne finalmente il suo studio , il banchiere Marmotta che acconsente al prestito vorrebbe intascare una grossa percentuale sui futuri soldi di Vanessa.
Solo Luisa, fedele governante, vive per ricordare il genio dello scrittore. Ma ecco che tutto si capovolge e succedono fatti esilaranti che faranno tremare e crollare questi progetti. Ne nascono situazioni comiche dove una risata cinica e infantile è garantita.
Ovviamente è il personaggio di Gianfranco Jannuzzo, il genero Lucio Sesto, che conduce le avide danze che lo porteranno a crisi di nervi esileranti diventando simpatico per le sue incapacità e disavventure.
Molto comico è anche il personaggio di Debora Caprioglio donna che soddisfa tutti i piaceri di sesso senile dello scrittore per ottenere soldi soldi e ancora soldi. L'adattamento è portato in Italia ai giorni d'oggi per vivificare di più la corsa al denaro e l'isterismo della nostra contemporaneità.
Patrick Rossi Gastaldi
Teatro Verdi di Salerno
info 089662141
Sabato 10 febbraio, ore 21,00
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Domenica 11 febbraio, ore 19.00
Napoli Teatro Festival Italia, Casa del Contemporaneo,
Teatri Uniti, Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale
presentano
Il Servo
di Robin Maugham
traduzione di Lorenzo Pavolini
con (in ordine di apparizione)
Tony Laudadio (Richard Merton)
Emilia Scarpati Fanetti (Sally Grant)
Andrea Renzi (Tony Williams)
Lino Musella (LesBarrett)
Maria Laila Fernandez (Vera/Mabel)
scene Francesco Ghisu
costumi Annapaola Brancia d’Apricena
disegno luci Cesare Accetta
aiuto regia Luisa Corcione, Simone Giustinelli
aiuto scenografo Christina Psoni
sarta di scena Federica Amato
fotografa e assistente luci Laura Micciarelli
regia Andrea Renzi, Pierpaolo Sepe
Il servo, è un romanzo breve di Robin Maugham. Quando nel 1948 fu dato alle stampe e distribuito nelle librerie inglesi fu considerato “un piccolo capolavoro di abiezione”, mentre la critica aveva riconosciuto al giovane scrittore un talento di narratore pari a quello dello zio, il grande SomersetMaugham.
Ancora oggi, il romanzo è considerato una 'commedia nera' e di scavo psicologico, la cui trama – chiusa all’interno di una casa borghese – si struttura come una ragnatela, lentamente tessuta dal servo.
Al centro del racconto, la vicenda di un rapporto di dominazione e assuefazione di un uomo su un altro uomo: Barrettè un domestico che prende servizio nella casa di Tony, ricco avvocato londinese. Inizialmente, “il servo” sembra assolvere con zelo il proprio incarico, ma attraverso ambigui giochi psicologici si arriverà al rovesciamento dei ruoli "servo\padrone".
Nel gioco perverso entrano in campo anche l'amico- testimone della vicenda, Richard, la fidanzata di Tony, Sally, la nipote di Barrett, Vera e la misteriosa Mabel
Il lavoro di Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe parte dall'adattamento teatrale che lo stesso Maugham realizzò nel 1958 e evoca le atmosfere del celebre film di Joseph Losey del 1963 con la sceneggiatura di Harold Pinter.
La traduzione di Lorenzo Pavolini (che aveva già tradotto il romanzo, nel 2000, per e\o) intreccia le due versioni del testo, concentrandosi essenzialmente sulla scrittura del romanzo che, rispetto al testo teatrale, “è decisamente più scarna e minima, concentrata nel raccontare un preciso costume sociale, evidenzia Pavolini nelle note alla traduzione”. Infatti, nel racconto c’è l’amicizia e la gioventù in tutta la sua ambigua e irrinunciabile forza, la malinconia e la vitalità di una generazione che usciva dalla guerra, il legame creato tra uomini che sono stati prima di tutto compagni di trincea, soldati, e che ora tornano alla vita, alla città, al sesso, ai problemucci di sempre (...) il tutto in un mondo sospeso tra ieri e oggi, alla metà del secolo, dove i domestici sono servi e alla fidanzata si fa la dichiarazione, dove la Londra vittoriana non si è ancora sciolta nello swinging, le prostitute hanno la pelle rovinata e sono il male, l’omosessualità è fosteriana e la sensualità una perdizione.
Barrett è un demonio che cresce dal fango della democrazia ed è pronto a prendere il sopravvento contro l’artistocratico cadente, o per lo meno a guidarlo, a costringerlo a una sommaria equiparazione dei costumi e dei gusti verso il basso (…) nel racconto di Maugham è l’ossessione erotica a decidere le cose.
Il servo del Novecento è un medico al capezzale delle antiche classi dominanti, siano esse nobili o ricche borghesi. Il suo rimedio è velenoso: come per tante patologie di origine sociale l’oblio, la rimozione, sono parte integrante del disturbo e conducono al disastro”
Per Andrea Renzi: “il lavoro degli attori si innesta e sulla drammaturgia scaturita dal romanzo breve di Maugham che tende a far emergere ciò che si nasconde e pulsa, vitale e morboso, dietro ogni parola facendo vibrare il fondo enigmatico dei singoli personaggi”.
Per Pierpaolo Sepe: “Tutto è iniziato dalla pièce teatrale. Le pieghe psicologiche dei personaggi, o meglio, la ragnatela intessuta dalla scrittura di Maughamche ha ritratto ‘quei personaggi così caratterizzati’. Nella pièce emerge intatta la loro ambiguità sottile e necessaria allo sviluppo più segreto del meccanismo teatrale all'interno del quale il servo striscia. Si arrampica. Come un ragno tesse la sua tela dove fatalmente cadrà la sua vittima.
Ogni mezzo è legittimo: il sesso, il cibo, l’alcool, l’abiezione. Una storia tetra di lotta sociale feroce. Non ci saranno vincitori ma solo corpi affamati di qualsiasi piacere e menti sopraffatte dal silenzio delle proprie esistenze.
Metafora di una società che inventa ruoli e classi, il testo racconta la vendetta dei deboli e perfidi “sfortunati”, costretti a servire altri uomini uguali a loro in tutto e, nonostante ciò, depositari di un folle diritto al quale non si può che opporre tutta la minacciosa rabbia dei servi”.
Poco più di un anno fa The servant è stato messo in scena al teatro parigino “Poche-Montparnasse” con un notevole successo. Maxime d’Aboville ha ottenuto il premio Molière 2015 come miglior attore.
Dal romanzo Il Servo è stata tratta anche un'operina musicale, realizzata dal compositore Marco Tutino che ne ha scritto libretto e musica. Gabriele Lavia ne ha curato la regia per il Macerata Opera Festival, nel 2008.