Cultura & Gossip
SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 5 all'11 novembre 2018 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano
02.11.2018 23:46 di Napoli Magazine
aA

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Giovedì 8 novembre, ore 20.45

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Sabato 10 novembre, ore 20.30

 

Cose Production

presenta

 

Sal da Vinci in

 

Sinfonie in Sal maggiore

scritto da Sal Da Vinci e Ciro Villano

 

coreografie Patrick King

 

con

Sal Da Vinci, Gianni Parisi, Floriana De Martino, Ciro Villano, Francesco Da Vinci

 

dancer

Patrick King, Sarah Grether

 

musicisti

Orchestra di 50 elementi diretti dal Maestro Adriano Pennino

 

band

Maurizio Bosnia, Gianluca Mirra, Gaetano Diodato,

Sasà Dell’Aversano, Antonio Mambelli, Ciro Manna 

 

disegno luci Francesco Adinolfi, scene Massimo Comune

scenotecnica Speedy Scenografie

ideazione e progettazione costumi Paola Pugliese e Rita Boccarossa

sartoria Romeo Gigli Plus, make-up Kriss Barone

 

regia Marco Carniti

 

C’era un tempo in cui per unire i due mondi, il vecchio e il nuovo continente, esistevano solo due modi, la nave e la fantasia. E Sal da Vinci, in sinfonie in Sal Maggiore, proverà a viaggiare con entrambi i mezzi, partendo dall’Eterna Santa Lucia e approdando ai piedi della statua della Libertà. Su un mare di note riscritte in una sinfonia di ricordi e di ambizioni, la nave di Sal percorre l’oceano delle sensazioni e delle emozioni, senza barriere di tempo o di linguaggio.

In questo fantastico cammino rivivono le atmosfere delle grandi orchestre che suonavano pezzi indimenticabili ed eterni: eterni come il mare, come l’oceano. Compagni di viaggio di Sal, oltre ad un’orchestra formata da 50 elementi diretti dal maestro Adriano Pennino e la sua voglia di cantare i suoi cavalli di battaglia e non solo, in un mix ben dosato tra la melodia classica napoletana e brani mai interpretati prima dal cantautore, ci saranno i suoi sogni, i suoi ricordi, la sua voce e un equipaggio sgangherato e comico che renderanno la traversata anche molto divertente.

Si realizza, dunque, un sogno per Sal, protagonista in una colossale produzione che ancora una volta vuole scommettere sulla bellezza e sulla qualità, portando in scena uno spettacolo ricchissimo anche da un punto di vista estetico e – se vogliamo anacronistico: in un’epoca in cui il suono della musica viene riprodotto dagli MP3, impiantare un’orchestra di 50 elementi può sembrare una follia…

E forse lo è: ma i veri artisti vivono solo di folli sogni. A dirigere i lavori come saggio timoniere, Marco Carniti (che vanta un curriculum eccezionale, avendo curato gli allestimenti di molti lavori da Strehler al teatro lirico e non solo), visionario regista che proverà ad assemblare i vari reparti, dalla prosa  (scritta dallo stesso Sal e da Ciro Villano in scena con Gianni Parisi e Floriana De Martino), guidando la nave tra le canzoni riarrangiate dal direttore d’orchestra Pennino e i monologhi  che raccontano i ricordi e i sogni del cantautore napoletano, passando per gli sketch che si ispirano ai gran varietà degli anni d’oro del teatro e della televisioni, senza rinunciare al gusto di raccontare temi profondi e scomodi come l’emigrazione di ieri, di oggi e di sempre, visto che i grandi temi, come la bellezza della musica sono sempre attuali. Buon viaggio a tutti. Si SALpa.

 

Note di regia 

Sinfonie in Sal Maggiore e’ un viaggio.  Un viaggio nella musica. Un viaggio nella storia. Un viaggio come senso di unione  tra  presente passato e futuro.  Un viaggio di ricordi e di emozioni  eterne a  volte anche difficili da affrontare.  Uno di quei viaggi che fanno crescere. Crescere il cuore e l’ anima .  Storie di italiani ,  poeti dell’amore, ma con una ferita al cuore.

Tutti a bordo di una nave popolata da divertenti viaggiatori  diretti da Napoli a New York,    SAL DA VINCI  ci immerge in un mondo di ricordi ripercorrendo  la sua e la nostra  storia di italiani. Ricordi di un passato che  ha permesso alle nuove generazioni di essere quello che sono oggi. Un passato di sforzi  compiuti dai padri nella speranza  di  migliorare la condizione dei  figli. Una lotta per la sopravvivenza delle proprie origini che oggi piu’ che mai continua a coinvolgere   popolazioni intere del nostro  pianeta. Un viaggio nel segno della forza dell’ amore per la vita che lotta . Un seme che curato   restituisce sempre Nuova Vita .

 

 

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Da giovedì 8 a domenica 11 novembre

(feriali ore 21,00 - festivi ore 18,00)

 

Gli Ipocriti

Melina Balsamo

diretta da Roberto Andò

presenta

 

Bella Figura

di Yasmina Reza

 

con

Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti, David Sebasti

 

e con

Simona Marchini

 

regia

Roberto Andò

 

Un uomo e una donna, nel parcheggio di un ristorante fuori città. Lei, Andrea, madre single e impiegata in una farmacia, è ancora in macchina. Il suo amante, Boris, un piccolo imprenditore di verande, sta cercando di convincerla ad uscire, malgrado il passo falso che ha appena commesso: farsi scappare che quel ristorante gli è stato consigliato da sua moglie.

Bella Figura esplora la notte che segue a quell’errore fatale. Poco dopo, una seconda coppia entra in scena: Eric e Francoise, insieme a Yvonne, la madre di Eric. In breve emerge che sono legati alla prima coppia da un segreto imbarazzante. La pièce si svolge quasi interamente all’aperto, mentre il giorno volge al termine.

“Nelle mie opere non racconto mai vere e proprie storie, dunque non dovrebbe sorprendere se lo stesso accade anche qui. A meno che non si consideri l'incerta e ondeggiante trama della vita, di per se stessa, una storia”. Yasmina Reza

L’autrice ha scritto Bella Figura per il regista Thomas Osthermeier e la compagnia del teatro Schaubühne di Berlino.

 

 

 

 

 

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Venerdì 9 novembre, ore 20.45

 

Primoatto Produzioni e Nonsoloeventi srl

presentano

 

Maurizio Casagrande 

in

 

Mostri a parte

di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà 

 

con
Fabio Balsamo, Tiziana De Giacomo, Nicola d’Ortona
Marianna Liguori, Giovanna Rei, Claudia Vietri

 

scene Sissy Granata
costumi Maria Rosaria Riccio

 

regia Maurizio Casagrande

 

Le urla di un uomo che viene trascinato via aprono lo spettacolo. “Ma come fate a guardare questa robaccia… aprite gli occhi… ma non lo vedete che sono tutti mostri!”

Franco, dimenticata rockstar degli anni ’80, è sposato con la più giovane Ursula, conduttrice televisiva di grande successo, fervente ammiratrice negli anni d’oro della sua carriera, ma che oggi è la vera “star” di casa. 

Lui, un artista non particolarmente bravo, ma sincero ed originale, e lei senza grandi capacità, ma priva di scrupoli e bravissima ad approfittare di chiunque per aumentare gli ascolti. Lui completamente fuori luogo nello show business dei giorni nostri, e lei perfettamente inserita nell’effimero mondo della televisione. 

Lui e lei. Un uomo e una donna, ma in realtà il passato ed il presente che si scontrano in campo neutro: Il teatro.

Ursula, quasi per pietà, offre a Franco la possibilità di partecipare alla sua seguitissima trasmissione, ma la cosa si trasforma in un clamoroso flop. Le curve degli ascolti della sua esibizione risultano più basse di quelle della pubblicità, e questo porta alla rottura del rapporto tra i due.

O lui troverà il modo di risalire la china, o lei lo eliminerà dalla sua vita. Ma come fare? Ormai lo spettacolo propone solo robaccia e lui vede solo mostri intorno a lui, non più “sacri”, come un tempo, ma assolutamente “pagani”. Per farcela, dovrebbe diventare uno di loro!

Ed è proprio quello che accadrà quando scoprirà di essere l’erede del dott. Jekyll, ed entrerà in possesso della famosa pozione che riesce a svelare e portare in vita l’altro lato di noi stessi. L’uso della pozione cambierà tutto, e anche Ursula ritroverà per Franco l’antico amore.

Sembra un lieto fine, ma si sa, i finali in cui vissero tutti felici e contenti appartengono alle fiabe, nella realtà la voce di Franco ci porterà al tragico epilogo...

 

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Venerdì 9 novembre, ore 20.45

 

Teatro Totò e Prospet

presentano

 

Gianni Ferreri, Veronica Maya

in

 

La banda degli onesti

di Mario Scarpetta
dalla sceneggiatura di Age e Scarpelli

 

con Davide Ferri e Eduardo Scarpetta
 

musiche originali M°. Antonello Cascone, scene Tonino Di Ronza
costumi Maria Pennacchio, aiuto regia Maria Autiero
 

regia Gaetano Liguori

 

Cosi’ come negli anni ’50 Toto’ si era accostato a Scarpetta, interpretando per il cinema tre sue commedie ( Il medico dei pazzi, Un turco napoletano, Miseria e nobiltà) negli anni ’90 uno Scarpetta, con un umile e sincero omaggio si accostò al Principe della risata, trascrivendo per la scena teatrale uno dei suoi più divertenti e famosi film.

Mario Scarpetta, pronipote del grande commediografo e autore Eduardo, in occasione del centenario della nascita dichiarò: “la cosa più difficile è stata quella di dimenticarsi di Toto”. L’adattamento teatrale di Mario Scarpetta fu autorizzato dagli sceneggiatori del film Age e Scarpelli e mantiene praticamente immutata la struttura della sceneggiatura e presenta rispetto al film degli anni ’60 alcune modifiche pratiche.

“Ho semplificato molto l’azione, ci raccontò Mario Scarpetta, eliminando quando necessario alcune parti e alcune situazioni, come nel caso  della rinuncia alla figura di  Cardone, il pittore, che nel film era interpretato da uno splendido Giacomo Furia”.

Da qui e con lo stesso criterio  fu realizzata anche la scelta anche scenografica dei luoghi deputati dell’intreccio : la portineria e la tipografia. Lo spettacolo fa ritornare questa volta in teatro le vicende di quel Don Gennaro, portinaio con pochi soldi e molti sogni e Don Ferdinando non meno squattrinato e sognatore che insieme stampano un bel gruzzolo di banconote false.

“Non era facile mettere in piedi una versione teatrale del film, affermò Liliana de, Curtis, ma Mario Scarpetta e i suoi attori ci sono riusciti benissimo. A loro va il mio applauso sincero. Sono sicura che a mio padre la commedia sarebbe piaciuta“. 

Mario Scarpetta recitò questa commedia  l’ultima volta nel  2004, poco prima della morte e dopo una lunghissima tournée durata anni. Oggi, dopo tredici anni, in ricordo di Totò e di Mario Scarpetta, viene riproposto questo allestimento.

 

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Sabato 10 novembre, ore 20.45

 

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano

info 0823885096 - 3333782429

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Domenica 11 novembre, ore 20.45

 

Tradizione e Turismo e AG Spettacoli

in collaborazione con

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presentano

 

Biagio Izzo in

 

I Fiori del Latte

di Eduardo Tartaglia

 

con

Mario Porfito, Angela De Matteo, Stefano Jotti, Stefano Meglio, Ivan Senin

 

luci Gigi Ascione, scene Luigi Ferrigno

costumi Giovanna Napolitano, musiche Mariano Bellopede

produzione esecutiva Giacomo Monda

 

regia Giuseppe Miale di Mauro

 

 

“Se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra.”

 

Molto probabilmente Tartaglia ha colto in pieno queste parole di Eduardo De Filippo quando ha scritto I Fiori del Latte.

Infatti, in questa commedia (come ci ha insegnato il grande Eduardo) si riesce a ridere pur affrontando un tema di grande attualità e riflessione sociale.

La terra dei fuochi. 

La storia è ambientata in un caseificio di prossima apertura che si trova in un paese inventato (Casal di sotto Scalo) in cui due cugini, Aniello e Costantino, dopo anni di sacrifici decidono d’investire tutti i loro risparmi in un’azienda che punta a diventare un modello biologico, un’oasi ecologica dove ogni prodotto è naturale, senza additivi chimici o altre diavolerie.

Un caseificio, insomma, che mira a diventare fore all’occhiello di una zona nota alle cronache per lo sversamento dei rifiuti tossici. Purtroppo, però, alla vigilia dell’inaugurazione i due cugini scopriranno che sotto il recinto delle bufale ci sono dei bidoni sospetti che potrebbero rovinare il loro sogno biologico.

Questa scoperta attanaglierà i due protagonisti in un vortice di dubbi.

Cosa fare? Denunciare tutto e far chiudere l’azienda ancor prima che apra, oppure fare finta di niente e continuare con questo spettro terribile che divora le loro coscienze?

La forza di questa commedia sta proprio nella capacità di affrontare un tema così attuale e scottante mescolando sempre il divertimento e la comicità con la riflessione e il sociale, senza mai cadere in facili moralismi o in giudizi banali.

La scrittura di Tartaglia riesce a smontare con grande ironia e forza comica la dolorosa scoperta di una vita avvelenata da scelte complicate. Con tutta la sincerità e la semplicità che ci regalano questi due “vaccari” napoletani alle prese con rimorsi di coscienza apparentemente insuperabili.

Sarà l’arrivo di una donna (ex fidanzata di Aniello) che nasconde una notizia sconvolgente, a dare la forza per affrontare un destino più grande di loro e raccogliere i frutti che i due cugini hanno coltivato con onestà per una vita intera. 

 

Giuseppe Miale di Mauro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 10, ore 21.00, e domenica 11 novembre, ore 18.30

 

 

Teatro Nuovo Salerno

Presenta

 

Ugo Piastrella, Margherita Rago

in

 

Come finì Don Ferdinando Ruoppolo

commedia in due atti di Peppino De Filippo

 

regia Ugo Piastrella

 

La commedia, l’ultima in ordine di tempo scritta da Peppino De Filippo, è certamente la più bella e coinvolgente dell’autore partenopeo: ambientata negli anni ’60, ci presenta un quadro di un certo perbenismo di quel periodo ed un materialismo ed arrivismo che, per quell’epoca, erano quasi delle eccezioni e, purtroppo, a distanza di cinquant’anni sono diventati la regola.

Il primo atto  corre sul filo dell’umorismo, con  momenti comici ed ambiguità divertenti, col personaggio di Ruoppolo che suscita simpatia, nella sua miopia, nel suo sbandierato ottimismo da anima candida, nel suo vantare l'armonia e la piena felicità dell'amore coniugale.

Ruoppolo crede di avere una famiglia perfetta: la moglie ideale, un figlio diligente e studioso e due figlie oneste in cerca di marito. Ma le sue certezze, poco alla volta, crollano clamorosamente. La realtà è ben altra: la moglie lo tradisce (oltretutto per soldi), il figlio è un rivoluzionario bombarolo, una figlia resta incinta senza che il fidanzato intenda sposarla e l’altra figlia scappa di casa con l’illusione di diventare una diva del cinema.

Così, dopo aver tentato di far valere ancora il suo moralismo nell’incontro grottesco e contemporaneamente drammatico con la sorella monaca, Ferdinando Ruoppolo non potrà far altro che confrontarsi per la prima volta, seriamente, con la dura realtà della sua vita…

ULTIMISSIME CULTURA & GOSSIP
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 5 all'11 novembre 2018 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano

di Napoli Magazine

02/11/2018 - 23:46

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Giovedì 8 novembre, ore 20.45

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Sabato 10 novembre, ore 20.30

 

Cose Production

presenta

 

Sal da Vinci in

 

Sinfonie in Sal maggiore

scritto da Sal Da Vinci e Ciro Villano

 

coreografie Patrick King

 

con

Sal Da Vinci, Gianni Parisi, Floriana De Martino, Ciro Villano, Francesco Da Vinci

 

dancer

Patrick King, Sarah Grether

 

musicisti

Orchestra di 50 elementi diretti dal Maestro Adriano Pennino

 

band

Maurizio Bosnia, Gianluca Mirra, Gaetano Diodato,

Sasà Dell’Aversano, Antonio Mambelli, Ciro Manna 

 

disegno luci Francesco Adinolfi, scene Massimo Comune

scenotecnica Speedy Scenografie

ideazione e progettazione costumi Paola Pugliese e Rita Boccarossa

sartoria Romeo Gigli Plus, make-up Kriss Barone

 

regia Marco Carniti

 

C’era un tempo in cui per unire i due mondi, il vecchio e il nuovo continente, esistevano solo due modi, la nave e la fantasia. E Sal da Vinci, in sinfonie in Sal Maggiore, proverà a viaggiare con entrambi i mezzi, partendo dall’Eterna Santa Lucia e approdando ai piedi della statua della Libertà. Su un mare di note riscritte in una sinfonia di ricordi e di ambizioni, la nave di Sal percorre l’oceano delle sensazioni e delle emozioni, senza barriere di tempo o di linguaggio.

In questo fantastico cammino rivivono le atmosfere delle grandi orchestre che suonavano pezzi indimenticabili ed eterni: eterni come il mare, come l’oceano. Compagni di viaggio di Sal, oltre ad un’orchestra formata da 50 elementi diretti dal maestro Adriano Pennino e la sua voglia di cantare i suoi cavalli di battaglia e non solo, in un mix ben dosato tra la melodia classica napoletana e brani mai interpretati prima dal cantautore, ci saranno i suoi sogni, i suoi ricordi, la sua voce e un equipaggio sgangherato e comico che renderanno la traversata anche molto divertente.

Si realizza, dunque, un sogno per Sal, protagonista in una colossale produzione che ancora una volta vuole scommettere sulla bellezza e sulla qualità, portando in scena uno spettacolo ricchissimo anche da un punto di vista estetico e – se vogliamo anacronistico: in un’epoca in cui il suono della musica viene riprodotto dagli MP3, impiantare un’orchestra di 50 elementi può sembrare una follia…

E forse lo è: ma i veri artisti vivono solo di folli sogni. A dirigere i lavori come saggio timoniere, Marco Carniti (che vanta un curriculum eccezionale, avendo curato gli allestimenti di molti lavori da Strehler al teatro lirico e non solo), visionario regista che proverà ad assemblare i vari reparti, dalla prosa  (scritta dallo stesso Sal e da Ciro Villano in scena con Gianni Parisi e Floriana De Martino), guidando la nave tra le canzoni riarrangiate dal direttore d’orchestra Pennino e i monologhi  che raccontano i ricordi e i sogni del cantautore napoletano, passando per gli sketch che si ispirano ai gran varietà degli anni d’oro del teatro e della televisioni, senza rinunciare al gusto di raccontare temi profondi e scomodi come l’emigrazione di ieri, di oggi e di sempre, visto che i grandi temi, come la bellezza della musica sono sempre attuali. Buon viaggio a tutti. Si SALpa.

 

Note di regia 

Sinfonie in Sal Maggiore e’ un viaggio.  Un viaggio nella musica. Un viaggio nella storia. Un viaggio come senso di unione  tra  presente passato e futuro.  Un viaggio di ricordi e di emozioni  eterne a  volte anche difficili da affrontare.  Uno di quei viaggi che fanno crescere. Crescere il cuore e l’ anima .  Storie di italiani ,  poeti dell’amore, ma con una ferita al cuore.

Tutti a bordo di una nave popolata da divertenti viaggiatori  diretti da Napoli a New York,    SAL DA VINCI  ci immerge in un mondo di ricordi ripercorrendo  la sua e la nostra  storia di italiani. Ricordi di un passato che  ha permesso alle nuove generazioni di essere quello che sono oggi. Un passato di sforzi  compiuti dai padri nella speranza  di  migliorare la condizione dei  figli. Una lotta per la sopravvivenza delle proprie origini che oggi piu’ che mai continua a coinvolgere   popolazioni intere del nostro  pianeta. Un viaggio nel segno della forza dell’ amore per la vita che lotta . Un seme che curato   restituisce sempre Nuova Vita .

 

 

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Da giovedì 8 a domenica 11 novembre

(feriali ore 21,00 - festivi ore 18,00)

 

Gli Ipocriti

Melina Balsamo

diretta da Roberto Andò

presenta

 

Bella Figura

di Yasmina Reza

 

con

Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti, David Sebasti

 

e con

Simona Marchini

 

regia

Roberto Andò

 

Un uomo e una donna, nel parcheggio di un ristorante fuori città. Lei, Andrea, madre single e impiegata in una farmacia, è ancora in macchina. Il suo amante, Boris, un piccolo imprenditore di verande, sta cercando di convincerla ad uscire, malgrado il passo falso che ha appena commesso: farsi scappare che quel ristorante gli è stato consigliato da sua moglie.

Bella Figura esplora la notte che segue a quell’errore fatale. Poco dopo, una seconda coppia entra in scena: Eric e Francoise, insieme a Yvonne, la madre di Eric. In breve emerge che sono legati alla prima coppia da un segreto imbarazzante. La pièce si svolge quasi interamente all’aperto, mentre il giorno volge al termine.

“Nelle mie opere non racconto mai vere e proprie storie, dunque non dovrebbe sorprendere se lo stesso accade anche qui. A meno che non si consideri l'incerta e ondeggiante trama della vita, di per se stessa, una storia”. Yasmina Reza

L’autrice ha scritto Bella Figura per il regista Thomas Osthermeier e la compagnia del teatro Schaubühne di Berlino.

 

 

 

 

 

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Venerdì 9 novembre, ore 20.45

 

Primoatto Produzioni e Nonsoloeventi srl

presentano

 

Maurizio Casagrande 

in

 

Mostri a parte

di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà 

 

con
Fabio Balsamo, Tiziana De Giacomo, Nicola d’Ortona
Marianna Liguori, Giovanna Rei, Claudia Vietri

 

scene Sissy Granata
costumi Maria Rosaria Riccio

 

regia Maurizio Casagrande

 

Le urla di un uomo che viene trascinato via aprono lo spettacolo. “Ma come fate a guardare questa robaccia… aprite gli occhi… ma non lo vedete che sono tutti mostri!”

Franco, dimenticata rockstar degli anni ’80, è sposato con la più giovane Ursula, conduttrice televisiva di grande successo, fervente ammiratrice negli anni d’oro della sua carriera, ma che oggi è la vera “star” di casa. 

Lui, un artista non particolarmente bravo, ma sincero ed originale, e lei senza grandi capacità, ma priva di scrupoli e bravissima ad approfittare di chiunque per aumentare gli ascolti. Lui completamente fuori luogo nello show business dei giorni nostri, e lei perfettamente inserita nell’effimero mondo della televisione. 

Lui e lei. Un uomo e una donna, ma in realtà il passato ed il presente che si scontrano in campo neutro: Il teatro.

Ursula, quasi per pietà, offre a Franco la possibilità di partecipare alla sua seguitissima trasmissione, ma la cosa si trasforma in un clamoroso flop. Le curve degli ascolti della sua esibizione risultano più basse di quelle della pubblicità, e questo porta alla rottura del rapporto tra i due.

O lui troverà il modo di risalire la china, o lei lo eliminerà dalla sua vita. Ma come fare? Ormai lo spettacolo propone solo robaccia e lui vede solo mostri intorno a lui, non più “sacri”, come un tempo, ma assolutamente “pagani”. Per farcela, dovrebbe diventare uno di loro!

Ed è proprio quello che accadrà quando scoprirà di essere l’erede del dott. Jekyll, ed entrerà in possesso della famosa pozione che riesce a svelare e portare in vita l’altro lato di noi stessi. L’uso della pozione cambierà tutto, e anche Ursula ritroverà per Franco l’antico amore.

Sembra un lieto fine, ma si sa, i finali in cui vissero tutti felici e contenti appartengono alle fiabe, nella realtà la voce di Franco ci porterà al tragico epilogo...

 

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Venerdì 9 novembre, ore 20.45

 

Teatro Totò e Prospet

presentano

 

Gianni Ferreri, Veronica Maya

in

 

La banda degli onesti

di Mario Scarpetta
dalla sceneggiatura di Age e Scarpelli

 

con Davide Ferri e Eduardo Scarpetta
 

musiche originali M°. Antonello Cascone, scene Tonino Di Ronza
costumi Maria Pennacchio, aiuto regia Maria Autiero
 

regia Gaetano Liguori

 

Cosi’ come negli anni ’50 Toto’ si era accostato a Scarpetta, interpretando per il cinema tre sue commedie ( Il medico dei pazzi, Un turco napoletano, Miseria e nobiltà) negli anni ’90 uno Scarpetta, con un umile e sincero omaggio si accostò al Principe della risata, trascrivendo per la scena teatrale uno dei suoi più divertenti e famosi film.

Mario Scarpetta, pronipote del grande commediografo e autore Eduardo, in occasione del centenario della nascita dichiarò: “la cosa più difficile è stata quella di dimenticarsi di Toto”. L’adattamento teatrale di Mario Scarpetta fu autorizzato dagli sceneggiatori del film Age e Scarpelli e mantiene praticamente immutata la struttura della sceneggiatura e presenta rispetto al film degli anni ’60 alcune modifiche pratiche.

“Ho semplificato molto l’azione, ci raccontò Mario Scarpetta, eliminando quando necessario alcune parti e alcune situazioni, come nel caso  della rinuncia alla figura di  Cardone, il pittore, che nel film era interpretato da uno splendido Giacomo Furia”.

Da qui e con lo stesso criterio  fu realizzata anche la scelta anche scenografica dei luoghi deputati dell’intreccio : la portineria e la tipografia. Lo spettacolo fa ritornare questa volta in teatro le vicende di quel Don Gennaro, portinaio con pochi soldi e molti sogni e Don Ferdinando non meno squattrinato e sognatore che insieme stampano un bel gruzzolo di banconote false.

“Non era facile mettere in piedi una versione teatrale del film, affermò Liliana de, Curtis, ma Mario Scarpetta e i suoi attori ci sono riusciti benissimo. A loro va il mio applauso sincero. Sono sicura che a mio padre la commedia sarebbe piaciuta“. 

Mario Scarpetta recitò questa commedia  l’ultima volta nel  2004, poco prima della morte e dopo una lunghissima tournée durata anni. Oggi, dopo tredici anni, in ricordo di Totò e di Mario Scarpetta, viene riproposto questo allestimento.

 

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Sabato 10 novembre, ore 20.45

 

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano

info 0823885096 - 3333782429

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Domenica 11 novembre, ore 20.45

 

Tradizione e Turismo e AG Spettacoli

in collaborazione con

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presentano

 

Biagio Izzo in

 

I Fiori del Latte

di Eduardo Tartaglia

 

con

Mario Porfito, Angela De Matteo, Stefano Jotti, Stefano Meglio, Ivan Senin

 

luci Gigi Ascione, scene Luigi Ferrigno

costumi Giovanna Napolitano, musiche Mariano Bellopede

produzione esecutiva Giacomo Monda

 

regia Giuseppe Miale di Mauro

 

 

“Se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra.”

 

Molto probabilmente Tartaglia ha colto in pieno queste parole di Eduardo De Filippo quando ha scritto I Fiori del Latte.

Infatti, in questa commedia (come ci ha insegnato il grande Eduardo) si riesce a ridere pur affrontando un tema di grande attualità e riflessione sociale.

La terra dei fuochi. 

La storia è ambientata in un caseificio di prossima apertura che si trova in un paese inventato (Casal di sotto Scalo) in cui due cugini, Aniello e Costantino, dopo anni di sacrifici decidono d’investire tutti i loro risparmi in un’azienda che punta a diventare un modello biologico, un’oasi ecologica dove ogni prodotto è naturale, senza additivi chimici o altre diavolerie.

Un caseificio, insomma, che mira a diventare fore all’occhiello di una zona nota alle cronache per lo sversamento dei rifiuti tossici. Purtroppo, però, alla vigilia dell’inaugurazione i due cugini scopriranno che sotto il recinto delle bufale ci sono dei bidoni sospetti che potrebbero rovinare il loro sogno biologico.

Questa scoperta attanaglierà i due protagonisti in un vortice di dubbi.

Cosa fare? Denunciare tutto e far chiudere l’azienda ancor prima che apra, oppure fare finta di niente e continuare con questo spettro terribile che divora le loro coscienze?

La forza di questa commedia sta proprio nella capacità di affrontare un tema così attuale e scottante mescolando sempre il divertimento e la comicità con la riflessione e il sociale, senza mai cadere in facili moralismi o in giudizi banali.

La scrittura di Tartaglia riesce a smontare con grande ironia e forza comica la dolorosa scoperta di una vita avvelenata da scelte complicate. Con tutta la sincerità e la semplicità che ci regalano questi due “vaccari” napoletani alle prese con rimorsi di coscienza apparentemente insuperabili.

Sarà l’arrivo di una donna (ex fidanzata di Aniello) che nasconde una notizia sconvolgente, a dare la forza per affrontare un destino più grande di loro e raccogliere i frutti che i due cugini hanno coltivato con onestà per una vita intera. 

 

Giuseppe Miale di Mauro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 10, ore 21.00, e domenica 11 novembre, ore 18.30

 

 

Teatro Nuovo Salerno

Presenta

 

Ugo Piastrella, Margherita Rago

in

 

Come finì Don Ferdinando Ruoppolo

commedia in due atti di Peppino De Filippo

 

regia Ugo Piastrella

 

La commedia, l’ultima in ordine di tempo scritta da Peppino De Filippo, è certamente la più bella e coinvolgente dell’autore partenopeo: ambientata negli anni ’60, ci presenta un quadro di un certo perbenismo di quel periodo ed un materialismo ed arrivismo che, per quell’epoca, erano quasi delle eccezioni e, purtroppo, a distanza di cinquant’anni sono diventati la regola.

Il primo atto  corre sul filo dell’umorismo, con  momenti comici ed ambiguità divertenti, col personaggio di Ruoppolo che suscita simpatia, nella sua miopia, nel suo sbandierato ottimismo da anima candida, nel suo vantare l'armonia e la piena felicità dell'amore coniugale.

Ruoppolo crede di avere una famiglia perfetta: la moglie ideale, un figlio diligente e studioso e due figlie oneste in cerca di marito. Ma le sue certezze, poco alla volta, crollano clamorosamente. La realtà è ben altra: la moglie lo tradisce (oltretutto per soldi), il figlio è un rivoluzionario bombarolo, una figlia resta incinta senza che il fidanzato intenda sposarla e l’altra figlia scappa di casa con l’illusione di diventare una diva del cinema.

Così, dopo aver tentato di far valere ancora il suo moralismo nell’incontro grottesco e contemporaneamente drammatico con la sorella monaca, Ferdinando Ruoppolo non potrà far altro che confrontarsi per la prima volta, seriamente, con la dura realtà della sua vita…