Cultura & Gossip
SPETTACOLI - Agenda settimanale dall'8 al 14 gennaio 2018 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano
05.01.2018 13:24 di Napoli Magazine
aA

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Martedì 9 gennaio, ore 20.30

 

Teatro Barone di Melito di Napoli

Info 0817113455

Giovedì 11 gennaio, ore 20.45

 

Teatro Comunale di Lacedonia

info 3346632836 - 3337448095

Venerdì 12 gennaio, ore 20.45

 

Best Live

presenta

 

Francesco Cicchella

in

 

Millevoci

uno spettacolo scritto da Francesco Cicchella, Vincenzo De Honestis e Gennaro Scarpato

 

Millevoci è uno show comico-musicale nel quale Francesco Cicchella mostra le sue doti di comico, cantante ed intrattenitore. Sul palco, oltre allo showman, Vincenzo De Honestis (storica spalla di Cicchella in tutti i suoi spettacoli ed in molte delle sue apparizioni televisive), con il quale dà vita ad esilaranti siparietti comici, ed una band di sei elementi capitanata dal maestro Paco Ruggiero.

Il titolo, che strizza l’occhio al celebre varietà televisivo degli anni ’70, è quanto mai emblematico. Le mille voci a cui fa riferimento sono quelle che Cicchella porta sul palco, facendo vivere una moltitudine di personaggi e giocando continuamente con la sua vocalità anche quando veste i panni di se stesso.

Sul palco, infatti, oltre alle celebri parodie televisive del comico (Massimo Ranieri, Michael Bublé, Gigi D’Alessio etc.), che rientrano tra i momenti più esilaranti dello spettacolo, diversi numeri da vero showman, che proiettano il pubblico in un viaggio assolutamente ironico e giocoso attraverso il mondo della musica, condotto in maniera sorniona da Cicchella il quale si dimostra capace di impressionare e divertire il pubblico, spiazzandolo continuamente con numeri caratterizzati allo stesso tempo da grande spessore musicale ed artistico, ma anche da devastante forza comica.

Il performer fa apprezzare le sue doti canore passando da Stevie Wonder a Pino Daniele, da Michael Jackson ai Maroon 5, da Bruno Mars a Tiziano Ferro, senza mai prendersi troppo sul serio ed offrendo sempre allo spettatore un nuovo punto di vista, originale ed ironico, dal quale partire per giocare con la musica.

Cicchella esamina la musica ed i cantanti attraverso la lente del comico, regalando momenti di puro divertimento oltre che performances musicali di classe, in uno show fresco, leggero, sempre godibile e di pregevole fattura.

 

 

 

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

Info 0818030270, 3292180679

Giovedì 11 gennaio, ore 20.45

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Venerdì 12 gennaio, ore 20.45

 

Teatro delle Arti di Salerno

info 089221807

Sabato 13, ore 21.00, e domenica 14 gennaio 2018, ore 18.30

 

Compagnia Enfi Teatro

Presenta

 

Biagio Izzo in

 

Di’ che ti manda Picone

testo di Lucio Aiello

 

con Rocío Muñoz Morales

 

e con

Mario Porfito, Lucio Aiello, Agostino Chiummariello, Rosa Miranda,

Antonio Romano, Arduino Speranza, Felicia Del Prete

 

scene Luigi Ferrigno

disegno luci Gigi Ascione

costumi Anna Zaccarini

 

regia Giuseppe Miale Di Mauro

 

dedicato A Elvio Porta

 

Nel 1984 uscì il film diretto da Nanni Loy, Mi manda Picone, che raccontava la storia di un operaio dell’Italsider di Bagnoli che per protestare contro la chiusura della fabbrica si diede fuoco davanti al consiglio comunale sotto gli occhi della moglie e del figlio piccolo. 

Nel 1984 io avevo 9 anni e molto probabilmente il film non lo vidi nemmeno (ho poi recuperato crescendo) ma ricordo perfettamente che nella mia famiglia quando c’era da fare qualche incontro importante o qualche faccenda delicata, si diceva: «Di’ che ti manda Picone».

Per anni mi sono chiesto chi fosse quel fantomatico Picone, che solo a nominarlo come faceva Giannini nel film rilasciava crediti e possibilità, poi con il tempo ho capito cosa voleva dire quella frase.

Così, quando mi hanno chiamato per curare la regia di questo testo che partendo dal film racconta che fine ha fatto quel bambino che ha visto il padre scomparire inghiottito dalle fiamme, ho fatto un tuffo nella mia infanzia.

In quell’universo in cui i bambini si isolano e creano il loro mondo personale. Come Antonio Picone, alias Biagio Izzo, che ormai adulto si isola nella vecchia casa di famiglia e vive nel ricordo di un padre andato via troppo presto. Intanto si è fidanzato e ben presto scoprirà che la sua donna aspetta un bambino.

Ciò vorrà dire assumersi delle responsabilità, diventare adulto. Ma Antonio Picone vuole restare bambino, così convinto che crescere voglia dire solo farsi il sangue amaro e ascoltare verità che non gli piacciono.

Purtroppo per lui un nugolo di personaggi subdoli e spietati invaderanno la casa - isola del povero Antonio e lo condurranno nella piaga sociale di una politica fatta di raggiri e inganni. E il bambino, orfano di un martire del lavoro, sarà costretto a diventare adulto e scegliere da che parte stare nel mondo vero.

Il percorso che porterà a questa scelta sarà fatto di amore, tante risate, ricordi, esami di coscienza e prese di posizione. Alla fine Antonio farà la sua scelta. E proprio come succedeva nella mia famiglia, anche in questa ci sarà chi gli sussurrerà quella fatidica frase: «Di’ che ti manda Picone».

 

Giuseppe Miale di Mauro

 

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Da venerdì 12 a domenica 14 gennaio

(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)

 

Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale
Teatro Stabile di Genova

presentano

 

Sei personaggi in cerca d’autore
di Luigi Pirandello
 

con

Eros Pagni, Gaia Aprea, Gianluca Musiu, Silvia Biancalana,

Maria Chiara Cossia, Angela Pagano, Paolo Serra, Maria Basile Scarpetta,

Giacinto Palmarini, Federica Sandrini, Alessandra Pacifico Griffini,

Paolo Cresta, Enzo Turrin, Ivano Schiavi
 

e con gli allievi della Scuola del Teatro Stabile di Napoli

Alessandro Balletta, Sara Guardascione, Dario Rea
 

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
musiche Ran Bagno
installazioni video Alessandro Papa
movimenti coreografici Alessandra Panzavolta

regista assistente Alessandra Felli
 

regia Luca De Fusco

Sei personaggi in cerca d’autore è forse il più importante testo teatrale del Novecento. Anticipa l’arte concettuale, l’esistenzialismo, lo straniamento, rompe lo schema secolare della finzione naturalistica.

Fu accolto con esito incerto e tempestoso nella prima a Roma del 1921 e non poteva essere diversamente visto che questa opera proveniva dal futuro, anticipando i tempi in modo clamoroso, come se La carriera di un libertino di Stravinsikij fosse andata in scena nel ‘700.

Quando si affronta un tale capolavoro e si dispone di una compagnia come la nostra, capitanata da un gigante come Eros Pagni, ho sempre il timore che un eccesso di interpretazione dia l’impressione al pubblico di un regista che vuole anteporsi al testo e allo spettacolo.

È anche vero che non esistono interpretazioni neutre. D’altra parte questi sei personaggi, che provengono da un altro mondo e che non perdono occasione di sentirsi rinfacciata dal capocomico la irrappresentabilità della loro storia, mi sono subito apparsi come gli attori di Woody Allen che escono dallo schermo in Brodway Danny Rose.

La loro vicenda, così piena di ricordi, di visioni, di particolari di splendente importanza mi ha subito fatto pensare ad una trama che si presta ad essere rappresentata più attraverso l’occhio visionario del cinema che tramite quello più concreto del teatro.

Ho quindi proseguito il lavoro di contaminazione tra teatro e video, iniziato proprio con un Pirandello (Vestire gli ignudi, 2010) e continuato poi negli anni più recenti con le mie regie realizzate per il Mercadante, e ho cercato di dare ai sei personaggi ciò che chiedono invano al regista.

L’apparizione surreale dei cappellini per l’evocazione spiritica di Madama Pace, i tremendi e morbosi particolari della scena del bordello, la contemporaneità visionaria della scena del laghetto altro non sono che le richieste non esaudite dei personaggi.

Essi forse raccontano una storia che non riesce ad essere tutta compresa nel solo linguaggio teatrale. Per il resto abbiamo cercato di seguire le “dittatoriali” didascalie di Pirandello, vestendo in modo diverso, e addirittura in epoche diverse, personaggi ed attori, illuminandoli in modo opposto, non perdendo occasione per sottolineare il carattere “alieno” dei personaggi.

Abbiamo invece deciso di ignorare le didascalie descrittive e realiste su arredi e atmosfera di palcoscenico immergendo il tutto in un clima più sobrio e crudele, ricordando sempre l’immortale saggio di Macchia su Pirandello o la stanza della tortura.

Spero di indurre ad una rilettura scenica e letteraria di un testo che parla ancora oggi alla nostra coscienza contemporanea e ci invita a farci le domande più importanti e terribili sulla natura, il significato, l’essenza stessa della nostra esistenza.

 

Luca De Fusco

 

 

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Venerdì 12 gennaio, ore 21,00

 

Promo Music

presenta

 

Corrado Augias

in

 

O patria mia…Leopardi e l’Italia

di Corrado Augias

 

con Marta Dalla Via

musiche eseguite dal vivo da Stefano Albarello

 

regia Angelo Generali

 

Per molti anni Giacomo Leopardi è stato solo l’immenso poeta che tutti conosciamo. Solo in tempi relativamente più recenti si è cominciata ad apprezzare anche la sua attività saggistica che, secondo autorevoli giudizi, toccherebbe il livello di una vera organica filosofia.

Un esempio di questa iniziale sottovalutazione sta nel fatto che il suo ‘Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli Italiani’ scritto da un Leopardi 26enne nel 1824, sia stato pubblicato solo nel 1905.

Lo stesso Zibaldone di pensieri, opera immane composta tra il 1817 e il 1832, venne pubblicato del resto solo alla fine dell’800 da una commissione di studiosi presieduta da Carducci.

I giudizi che il poeta dà sull’Italia e sugli italiani sono diversi e variano con il passare degli anni. Ma non c’è dubbio che negli anni giovanili e soprattutto in alcune opere si senta forte in lui un vivo amor di patria. Ne sono esempio la due famose composizioni patriottiche ‘All’Italia’ e ‘Per il monumento di Dante’.

Partendo da questi versi ma inserendo anche considerazioni prese dallo Zibaldone e versi estratti da alcuni dei ‘Canti’ più belli, Corrado Augias ha montato un testo che ci dà un ritratto sorprendente di Giacomo Leopardi, il suo rapporto con l’Italia, con la vita, con gli amori. Il senso forte di un’immaginazione che fu per molti anni la sua sola vera realtà.

In un itinerario leopardiano non poteva mancare la musica che fu per Giacomo un fondamento della sua immaginazione e creatività letteraria.

Proprio per essere fedeli al tempo e allo stile si è pensato ad un commento sonoro tutto dell’epoca (la prima metà dell’ottocento) tratteggiando i vari capitoli che compongono lo spettacolo di immagini sonore tipiche di quegli anni.

Dalla canzonetta popolare alla romanza sono rappresentati stili e generi degli autori che in parte lo stesso Leopardi ascoltò in prima persona.

Ecco allora aprire l’itinerario musicale una insolita e poco conosciuta  “arietta spagnuola” di Gioacchino Rossini per poi passare ad uno stornello dei primi dell’ottocento romano ad una romanza di grande spessore qual è “Una furtiva lagrima” di Gaetano Donizetti.

Poi si apre allo sconosciuto mondo dei canti risorgimentali con uno degli inni patriottici che echeggiarono in quegli anni rivoluzionari per finire sulla “belliniana” “Fenesta ca lucive” che chiude lo spettacolo.

Il repertorio presentato per canto e chitarra romantica (Albarello suona una rara chitarra del 1830), ci coinvolge in quello stile salottiero di primo ottocento, dove proprio la chitarra ebbe grande successo e sviluppo.

Spesso la chitarra solistica accompagna i momenti della poesia e del racconto di Augias con brani di grandi autori e virtuosi dello strumento quali: Napoleon Coste, José Viñas e Mauro Giuliani.

Emerge il carattere intimo o teatrale di questo strumento come anche è per il canto che ben si forgia intorno alla partitura letteraria realizzata da Augias intorno a Giacomo Leopardi.  

 

 

Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei

Info 0818577725 – 3337361628

Da venerdì 12 a domenica 14 gennaio

(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presenta

 

Lina Sastri
in

 

Appunti di viaggio
biografia in musica

scritto e diretto da Lina Sastri

 

con

Filippo D’Allio, chitarra
Gennaro Desiderio, violino
Salvatore Minale, percussioni
Gianni Minale, fiati
Salvatore Piedepalumbo, fisarmonica e tastiere
Luigi Sigillo, contrabbasso

 

Lina Sastri porta in scena un racconto libero e inedito della sua vita artistica. Sulla scena nuda dominata dalla scultura di Pulcinella, creazione preziosa del maestro Alessandro Kokocinski, proiezioni e immagini della lunga carriera dell’artista si alternano a brani musicali e teatrali eseguiti dal vivo.

Un viaggio, sempre nuovo, nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di vita vissuta, gli incontri indimenticabili con le grandi personalità artistiche del nostro paese (da Eduardo a Patroni Griffi, da Roberto De Simone ad Armando Pugliese), con i poeti e i drammaturghi, gli autori e i registi come (Nanni Moretti, Nanni Loy, Carlo Lizzani, Woody Allen, Giuseppe Tornatore).

racconto dell’incontro fatale e improvviso con la musica risveglia ricordi antichi di infanzia: la madre forte e melodiosa, il padre partito per il Sudamerica.

Tutto liberamente proposto da Lina Sastri, accompagnata in scena dai suoi valentissimi musicisti capaci sempre di cogliere l’attimo, seguire o anticipare il racconto musicale della sua vita.

I brani musicali vanno da “Madonna de lu Carmine” scritta da Roberto De Simone per lo spettacolo Masaniello, alla “Taranta del Gargano”, da “Canzone Appassionata” a “Bammenella”, da “A vita è comme” ‘o mare” a “Assaje”, scritta proprio per Lina da Pino Daniele per il film Mi manda Picone, da “La Profezia”, canzone del film “Li Chiamarono…Briganti” di Pasquale Squitieri a “Sud scavame ‘a fossa”, brano inedito di Pino Daniele cantato a rap, dall’inedito “Edua’”, dedicato a Eduardo De Filippo a “Uocchie c’arraggiunate”, da “Tammurriata nera” a “Amara terra mia” di Domenico Modugno.

E ancora, i grandi classici napoletani e moltissimi altri brani che hanno segnato la carriera musicale e teatrale di Lina Sastri, tra cui Reginella, Maruzzella, fino all’indimenticabile Napul’è di Pino Daniele.

Uno spettacolo mai uguale a se stesso che riserva ogni sera piccole sorprese, un dialogo sincero e appassionato con il pubblico che ascolta pensieri, segreti, dolori e gioie di una grande artista. Un taccuino che si riempie ogni sera liberamente, sull’onda dell’emozione, delle parole e della musica.

Un dialogo d’amore che rivela dell’artista molto più di quanto un semplice spettacolo possa mostrare. Un viaggio nell’anima che si presenta ogni sera diverso, perché questo è il teatro.

 

 

Cinema Teatro Politeama di Torre Annunziata

Info 0818611737, 3381890767

Venerdì 12 gennaio, ore 20.45

 

Cose Production

presenta

 

Sal Da Vinci in

 

Italiano di Napoli

scritto da Alessandro Siani e Sal Da Vinci
 

con Lorena Cacciatore, Lello Radice, Davide Marotta
 

Corpo di ballo

Deborah Frittelli, Viola Capelli, Ilaria Cristiano, Martina Giacomini, Marco Pipani,

Francesco Mottisi, Salvatore Perugini, Tommaso Daigoro De Bernardi

 

Musicisti

Maurizio Bosnia, Gianluca Mirra, Gaetano Diodato,

Sasà Dell’Aversano, Antonio Mambelli, Maurizio Fiordiliso

 

coreografie Marcello e Mommo Sacchetta
 

disegno luci Francesco Adinolfi, scene Roberto Crea
scenotecnica Fratelli Giustiniani, ideazione costumi Claudia Tortora
progettazione costumi Daniela Antoci
sartoria Romeo Gigli Plus, make-up Kriss Barone
 

regia Alessandro Siani

 

Italiano di Napoli è il nome di questa nuova commedia musicale di Sal Da Vinci:
una riflessione sulla nostra identità di napoletani, di italiani, di cittadini della Repubblica dei Sentimenti. Che poi in fondo, nei sentimenti la sua canzone ha sempre abitato, proprio lì, tra passione e sentimento.

Affiancato da una variegata compagnia fatta di attori, fantasisti, acrobati, un trascinante corpo di ballo e un’orchestra dal vivo composta da 6 elementi, Sal racconta la sua versione dei fatti. 

In programma brani dal suo ultimo album, “Non si fanno prigionieri”, che esplora i temi a lui più cari da un punto di vista nuovo, frutto anche della partecipazione e collaborazione con i più grandi autori della canzone italiana, tra i quali spicca il grande Renato Zero, con cui Sal ha condiviso molti brani dell’album ed un emozionante duetto.

L’artista racconta il suo punto di vista sul sentimento attraverso i grandi pezzi della sua produzione musicale, senza tralasciare sorprendenti incursioni nel repertorio della musica italiana e della canzone napoletana.

Ogni passaggio è lo spunto per una riflessione, un aneddoto, uno sketch. Ogni canzone è la tessera di un affascinante puzzle che diventa l’essenza della nostra anima, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni.

Uno spettacolo che diverte grazie ai guizzi comici di Davide Marotta e Lello Radice, affascina con la talentuosa Lorena Cacciatore, commuove e fa riflettere. Un viaggio suggestivo e incantato che, grazie alla prodigiosa voce di Sal Da Vinci, fa vibrare, ancora una volta, le corde del cuore.

C’è un mondo dove la poesia e la musica si incontrano: il teatro! Un luogo vibrante e coinvolgente, le sue strade sono vissute da abitanti magici e surreali… le piazze ricche di saltimbanchi acrobati e voci della luna…e poi i vicoli stretti con muri antichi che si aprono verso il mare ossia verso I infinito.

In questo infinito si alterneranno le note, le canzoni e i racconti del protagonista ed ideatore Sai Da Vinci.

Un italiano di Napoli che attraverso la sua musica ci trascinerà verso un mondo più vero, senza pregiudizi nè differenze, perché in fondo sono le differenze a renderci speciali. L’Italia non é uno stivale, ma un essere umano. Le città sono gli organi vitali.

Milano potrebbe essere il cervello…Roma l’anima e Napoli il cuore, ma tutto è nelle mani del pubblico.

Si nelle mani, perché saranno i vostri applausi, i vostri silenzi e le vostre risate a decretare se per due ore avete vissuto una favola o per una volta e dico una volta, la realtà di questo pazzo paese può essere meravigliosa ad occhi aperti!

 

Alessandro Siani

 

 

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 13, ore 21.00, e domenica 14 gennaio, ore 18.30

 

Michele La Ginestra e Sergio Zecca in

 

Due di notte

commedia comica di Bruno, La Ginestra e Zecca

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SPETTACOLI - Agenda settimanale dall'8 al 14 gennaio 2018 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano

di Napoli Magazine

05/01/2018 - 13:24

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Martedì 9 gennaio, ore 20.30

 

Teatro Barone di Melito di Napoli

Info 0817113455

Giovedì 11 gennaio, ore 20.45

 

Teatro Comunale di Lacedonia

info 3346632836 - 3337448095

Venerdì 12 gennaio, ore 20.45

 

Best Live

presenta

 

Francesco Cicchella

in

 

Millevoci

uno spettacolo scritto da Francesco Cicchella, Vincenzo De Honestis e Gennaro Scarpato

 

Millevoci è uno show comico-musicale nel quale Francesco Cicchella mostra le sue doti di comico, cantante ed intrattenitore. Sul palco, oltre allo showman, Vincenzo De Honestis (storica spalla di Cicchella in tutti i suoi spettacoli ed in molte delle sue apparizioni televisive), con il quale dà vita ad esilaranti siparietti comici, ed una band di sei elementi capitanata dal maestro Paco Ruggiero.

Il titolo, che strizza l’occhio al celebre varietà televisivo degli anni ’70, è quanto mai emblematico. Le mille voci a cui fa riferimento sono quelle che Cicchella porta sul palco, facendo vivere una moltitudine di personaggi e giocando continuamente con la sua vocalità anche quando veste i panni di se stesso.

Sul palco, infatti, oltre alle celebri parodie televisive del comico (Massimo Ranieri, Michael Bublé, Gigi D’Alessio etc.), che rientrano tra i momenti più esilaranti dello spettacolo, diversi numeri da vero showman, che proiettano il pubblico in un viaggio assolutamente ironico e giocoso attraverso il mondo della musica, condotto in maniera sorniona da Cicchella il quale si dimostra capace di impressionare e divertire il pubblico, spiazzandolo continuamente con numeri caratterizzati allo stesso tempo da grande spessore musicale ed artistico, ma anche da devastante forza comica.

Il performer fa apprezzare le sue doti canore passando da Stevie Wonder a Pino Daniele, da Michael Jackson ai Maroon 5, da Bruno Mars a Tiziano Ferro, senza mai prendersi troppo sul serio ed offrendo sempre allo spettatore un nuovo punto di vista, originale ed ironico, dal quale partire per giocare con la musica.

Cicchella esamina la musica ed i cantanti attraverso la lente del comico, regalando momenti di puro divertimento oltre che performances musicali di classe, in uno show fresco, leggero, sempre godibile e di pregevole fattura.

 

 

 

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

Info 0818030270, 3292180679

Giovedì 11 gennaio, ore 20.45

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Venerdì 12 gennaio, ore 20.45

 

Teatro delle Arti di Salerno

info 089221807

Sabato 13, ore 21.00, e domenica 14 gennaio 2018, ore 18.30

 

Compagnia Enfi Teatro

Presenta

 

Biagio Izzo in

 

Di’ che ti manda Picone

testo di Lucio Aiello

 

con Rocío Muñoz Morales

 

e con

Mario Porfito, Lucio Aiello, Agostino Chiummariello, Rosa Miranda,

Antonio Romano, Arduino Speranza, Felicia Del Prete

 

scene Luigi Ferrigno

disegno luci Gigi Ascione

costumi Anna Zaccarini

 

regia Giuseppe Miale Di Mauro

 

dedicato A Elvio Porta

 

Nel 1984 uscì il film diretto da Nanni Loy, Mi manda Picone, che raccontava la storia di un operaio dell’Italsider di Bagnoli che per protestare contro la chiusura della fabbrica si diede fuoco davanti al consiglio comunale sotto gli occhi della moglie e del figlio piccolo. 

Nel 1984 io avevo 9 anni e molto probabilmente il film non lo vidi nemmeno (ho poi recuperato crescendo) ma ricordo perfettamente che nella mia famiglia quando c’era da fare qualche incontro importante o qualche faccenda delicata, si diceva: «Di’ che ti manda Picone».

Per anni mi sono chiesto chi fosse quel fantomatico Picone, che solo a nominarlo come faceva Giannini nel film rilasciava crediti e possibilità, poi con il tempo ho capito cosa voleva dire quella frase.

Così, quando mi hanno chiamato per curare la regia di questo testo che partendo dal film racconta che fine ha fatto quel bambino che ha visto il padre scomparire inghiottito dalle fiamme, ho fatto un tuffo nella mia infanzia.

In quell’universo in cui i bambini si isolano e creano il loro mondo personale. Come Antonio Picone, alias Biagio Izzo, che ormai adulto si isola nella vecchia casa di famiglia e vive nel ricordo di un padre andato via troppo presto. Intanto si è fidanzato e ben presto scoprirà che la sua donna aspetta un bambino.

Ciò vorrà dire assumersi delle responsabilità, diventare adulto. Ma Antonio Picone vuole restare bambino, così convinto che crescere voglia dire solo farsi il sangue amaro e ascoltare verità che non gli piacciono.

Purtroppo per lui un nugolo di personaggi subdoli e spietati invaderanno la casa - isola del povero Antonio e lo condurranno nella piaga sociale di una politica fatta di raggiri e inganni. E il bambino, orfano di un martire del lavoro, sarà costretto a diventare adulto e scegliere da che parte stare nel mondo vero.

Il percorso che porterà a questa scelta sarà fatto di amore, tante risate, ricordi, esami di coscienza e prese di posizione. Alla fine Antonio farà la sua scelta. E proprio come succedeva nella mia famiglia, anche in questa ci sarà chi gli sussurrerà quella fatidica frase: «Di’ che ti manda Picone».

 

Giuseppe Miale di Mauro

 

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Da venerdì 12 a domenica 14 gennaio

(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)

 

Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale
Teatro Stabile di Genova

presentano

 

Sei personaggi in cerca d’autore
di Luigi Pirandello
 

con

Eros Pagni, Gaia Aprea, Gianluca Musiu, Silvia Biancalana,

Maria Chiara Cossia, Angela Pagano, Paolo Serra, Maria Basile Scarpetta,

Giacinto Palmarini, Federica Sandrini, Alessandra Pacifico Griffini,

Paolo Cresta, Enzo Turrin, Ivano Schiavi
 

e con gli allievi della Scuola del Teatro Stabile di Napoli

Alessandro Balletta, Sara Guardascione, Dario Rea
 

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
musiche Ran Bagno
installazioni video Alessandro Papa
movimenti coreografici Alessandra Panzavolta

regista assistente Alessandra Felli
 

regia Luca De Fusco

Sei personaggi in cerca d’autore è forse il più importante testo teatrale del Novecento. Anticipa l’arte concettuale, l’esistenzialismo, lo straniamento, rompe lo schema secolare della finzione naturalistica.

Fu accolto con esito incerto e tempestoso nella prima a Roma del 1921 e non poteva essere diversamente visto che questa opera proveniva dal futuro, anticipando i tempi in modo clamoroso, come se La carriera di un libertino di Stravinsikij fosse andata in scena nel ‘700.

Quando si affronta un tale capolavoro e si dispone di una compagnia come la nostra, capitanata da un gigante come Eros Pagni, ho sempre il timore che un eccesso di interpretazione dia l’impressione al pubblico di un regista che vuole anteporsi al testo e allo spettacolo.

È anche vero che non esistono interpretazioni neutre. D’altra parte questi sei personaggi, che provengono da un altro mondo e che non perdono occasione di sentirsi rinfacciata dal capocomico la irrappresentabilità della loro storia, mi sono subito apparsi come gli attori di Woody Allen che escono dallo schermo in Brodway Danny Rose.

La loro vicenda, così piena di ricordi, di visioni, di particolari di splendente importanza mi ha subito fatto pensare ad una trama che si presta ad essere rappresentata più attraverso l’occhio visionario del cinema che tramite quello più concreto del teatro.

Ho quindi proseguito il lavoro di contaminazione tra teatro e video, iniziato proprio con un Pirandello (Vestire gli ignudi, 2010) e continuato poi negli anni più recenti con le mie regie realizzate per il Mercadante, e ho cercato di dare ai sei personaggi ciò che chiedono invano al regista.

L’apparizione surreale dei cappellini per l’evocazione spiritica di Madama Pace, i tremendi e morbosi particolari della scena del bordello, la contemporaneità visionaria della scena del laghetto altro non sono che le richieste non esaudite dei personaggi.

Essi forse raccontano una storia che non riesce ad essere tutta compresa nel solo linguaggio teatrale. Per il resto abbiamo cercato di seguire le “dittatoriali” didascalie di Pirandello, vestendo in modo diverso, e addirittura in epoche diverse, personaggi ed attori, illuminandoli in modo opposto, non perdendo occasione per sottolineare il carattere “alieno” dei personaggi.

Abbiamo invece deciso di ignorare le didascalie descrittive e realiste su arredi e atmosfera di palcoscenico immergendo il tutto in un clima più sobrio e crudele, ricordando sempre l’immortale saggio di Macchia su Pirandello o la stanza della tortura.

Spero di indurre ad una rilettura scenica e letteraria di un testo che parla ancora oggi alla nostra coscienza contemporanea e ci invita a farci le domande più importanti e terribili sulla natura, il significato, l’essenza stessa della nostra esistenza.

 

Luca De Fusco

 

 

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Venerdì 12 gennaio, ore 21,00

 

Promo Music

presenta

 

Corrado Augias

in

 

O patria mia…Leopardi e l’Italia

di Corrado Augias

 

con Marta Dalla Via

musiche eseguite dal vivo da Stefano Albarello

 

regia Angelo Generali

 

Per molti anni Giacomo Leopardi è stato solo l’immenso poeta che tutti conosciamo. Solo in tempi relativamente più recenti si è cominciata ad apprezzare anche la sua attività saggistica che, secondo autorevoli giudizi, toccherebbe il livello di una vera organica filosofia.

Un esempio di questa iniziale sottovalutazione sta nel fatto che il suo ‘Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli Italiani’ scritto da un Leopardi 26enne nel 1824, sia stato pubblicato solo nel 1905.

Lo stesso Zibaldone di pensieri, opera immane composta tra il 1817 e il 1832, venne pubblicato del resto solo alla fine dell’800 da una commissione di studiosi presieduta da Carducci.

I giudizi che il poeta dà sull’Italia e sugli italiani sono diversi e variano con il passare degli anni. Ma non c’è dubbio che negli anni giovanili e soprattutto in alcune opere si senta forte in lui un vivo amor di patria. Ne sono esempio la due famose composizioni patriottiche ‘All’Italia’ e ‘Per il monumento di Dante’.

Partendo da questi versi ma inserendo anche considerazioni prese dallo Zibaldone e versi estratti da alcuni dei ‘Canti’ più belli, Corrado Augias ha montato un testo che ci dà un ritratto sorprendente di Giacomo Leopardi, il suo rapporto con l’Italia, con la vita, con gli amori. Il senso forte di un’immaginazione che fu per molti anni la sua sola vera realtà.

In un itinerario leopardiano non poteva mancare la musica che fu per Giacomo un fondamento della sua immaginazione e creatività letteraria.

Proprio per essere fedeli al tempo e allo stile si è pensato ad un commento sonoro tutto dell’epoca (la prima metà dell’ottocento) tratteggiando i vari capitoli che compongono lo spettacolo di immagini sonore tipiche di quegli anni.

Dalla canzonetta popolare alla romanza sono rappresentati stili e generi degli autori che in parte lo stesso Leopardi ascoltò in prima persona.

Ecco allora aprire l’itinerario musicale una insolita e poco conosciuta  “arietta spagnuola” di Gioacchino Rossini per poi passare ad uno stornello dei primi dell’ottocento romano ad una romanza di grande spessore qual è “Una furtiva lagrima” di Gaetano Donizetti.

Poi si apre allo sconosciuto mondo dei canti risorgimentali con uno degli inni patriottici che echeggiarono in quegli anni rivoluzionari per finire sulla “belliniana” “Fenesta ca lucive” che chiude lo spettacolo.

Il repertorio presentato per canto e chitarra romantica (Albarello suona una rara chitarra del 1830), ci coinvolge in quello stile salottiero di primo ottocento, dove proprio la chitarra ebbe grande successo e sviluppo.

Spesso la chitarra solistica accompagna i momenti della poesia e del racconto di Augias con brani di grandi autori e virtuosi dello strumento quali: Napoleon Coste, José Viñas e Mauro Giuliani.

Emerge il carattere intimo o teatrale di questo strumento come anche è per il canto che ben si forgia intorno alla partitura letteraria realizzata da Augias intorno a Giacomo Leopardi.  

 

 

Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei

Info 0818577725 – 3337361628

Da venerdì 12 a domenica 14 gennaio

(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presenta

 

Lina Sastri
in

 

Appunti di viaggio
biografia in musica

scritto e diretto da Lina Sastri

 

con

Filippo D’Allio, chitarra
Gennaro Desiderio, violino
Salvatore Minale, percussioni
Gianni Minale, fiati
Salvatore Piedepalumbo, fisarmonica e tastiere
Luigi Sigillo, contrabbasso

 

Lina Sastri porta in scena un racconto libero e inedito della sua vita artistica. Sulla scena nuda dominata dalla scultura di Pulcinella, creazione preziosa del maestro Alessandro Kokocinski, proiezioni e immagini della lunga carriera dell’artista si alternano a brani musicali e teatrali eseguiti dal vivo.

Un viaggio, sempre nuovo, nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di vita vissuta, gli incontri indimenticabili con le grandi personalità artistiche del nostro paese (da Eduardo a Patroni Griffi, da Roberto De Simone ad Armando Pugliese), con i poeti e i drammaturghi, gli autori e i registi come (Nanni Moretti, Nanni Loy, Carlo Lizzani, Woody Allen, Giuseppe Tornatore).

racconto dell’incontro fatale e improvviso con la musica risveglia ricordi antichi di infanzia: la madre forte e melodiosa, il padre partito per il Sudamerica.

Tutto liberamente proposto da Lina Sastri, accompagnata in scena dai suoi valentissimi musicisti capaci sempre di cogliere l’attimo, seguire o anticipare il racconto musicale della sua vita.

I brani musicali vanno da “Madonna de lu Carmine” scritta da Roberto De Simone per lo spettacolo Masaniello, alla “Taranta del Gargano”, da “Canzone Appassionata” a “Bammenella”, da “A vita è comme” ‘o mare” a “Assaje”, scritta proprio per Lina da Pino Daniele per il film Mi manda Picone, da “La Profezia”, canzone del film “Li Chiamarono…Briganti” di Pasquale Squitieri a “Sud scavame ‘a fossa”, brano inedito di Pino Daniele cantato a rap, dall’inedito “Edua’”, dedicato a Eduardo De Filippo a “Uocchie c’arraggiunate”, da “Tammurriata nera” a “Amara terra mia” di Domenico Modugno.

E ancora, i grandi classici napoletani e moltissimi altri brani che hanno segnato la carriera musicale e teatrale di Lina Sastri, tra cui Reginella, Maruzzella, fino all’indimenticabile Napul’è di Pino Daniele.

Uno spettacolo mai uguale a se stesso che riserva ogni sera piccole sorprese, un dialogo sincero e appassionato con il pubblico che ascolta pensieri, segreti, dolori e gioie di una grande artista. Un taccuino che si riempie ogni sera liberamente, sull’onda dell’emozione, delle parole e della musica.

Un dialogo d’amore che rivela dell’artista molto più di quanto un semplice spettacolo possa mostrare. Un viaggio nell’anima che si presenta ogni sera diverso, perché questo è il teatro.

 

 

Cinema Teatro Politeama di Torre Annunziata

Info 0818611737, 3381890767

Venerdì 12 gennaio, ore 20.45

 

Cose Production

presenta

 

Sal Da Vinci in

 

Italiano di Napoli

scritto da Alessandro Siani e Sal Da Vinci
 

con Lorena Cacciatore, Lello Radice, Davide Marotta
 

Corpo di ballo

Deborah Frittelli, Viola Capelli, Ilaria Cristiano, Martina Giacomini, Marco Pipani,

Francesco Mottisi, Salvatore Perugini, Tommaso Daigoro De Bernardi

 

Musicisti

Maurizio Bosnia, Gianluca Mirra, Gaetano Diodato,

Sasà Dell’Aversano, Antonio Mambelli, Maurizio Fiordiliso

 

coreografie Marcello e Mommo Sacchetta
 

disegno luci Francesco Adinolfi, scene Roberto Crea
scenotecnica Fratelli Giustiniani, ideazione costumi Claudia Tortora
progettazione costumi Daniela Antoci
sartoria Romeo Gigli Plus, make-up Kriss Barone
 

regia Alessandro Siani

 

Italiano di Napoli è il nome di questa nuova commedia musicale di Sal Da Vinci:
una riflessione sulla nostra identità di napoletani, di italiani, di cittadini della Repubblica dei Sentimenti. Che poi in fondo, nei sentimenti la sua canzone ha sempre abitato, proprio lì, tra passione e sentimento.

Affiancato da una variegata compagnia fatta di attori, fantasisti, acrobati, un trascinante corpo di ballo e un’orchestra dal vivo composta da 6 elementi, Sal racconta la sua versione dei fatti. 

In programma brani dal suo ultimo album, “Non si fanno prigionieri”, che esplora i temi a lui più cari da un punto di vista nuovo, frutto anche della partecipazione e collaborazione con i più grandi autori della canzone italiana, tra i quali spicca il grande Renato Zero, con cui Sal ha condiviso molti brani dell’album ed un emozionante duetto.

L’artista racconta il suo punto di vista sul sentimento attraverso i grandi pezzi della sua produzione musicale, senza tralasciare sorprendenti incursioni nel repertorio della musica italiana e della canzone napoletana.

Ogni passaggio è lo spunto per una riflessione, un aneddoto, uno sketch. Ogni canzone è la tessera di un affascinante puzzle che diventa l’essenza della nostra anima, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni.

Uno spettacolo che diverte grazie ai guizzi comici di Davide Marotta e Lello Radice, affascina con la talentuosa Lorena Cacciatore, commuove e fa riflettere. Un viaggio suggestivo e incantato che, grazie alla prodigiosa voce di Sal Da Vinci, fa vibrare, ancora una volta, le corde del cuore.

C’è un mondo dove la poesia e la musica si incontrano: il teatro! Un luogo vibrante e coinvolgente, le sue strade sono vissute da abitanti magici e surreali… le piazze ricche di saltimbanchi acrobati e voci della luna…e poi i vicoli stretti con muri antichi che si aprono verso il mare ossia verso I infinito.

In questo infinito si alterneranno le note, le canzoni e i racconti del protagonista ed ideatore Sai Da Vinci.

Un italiano di Napoli che attraverso la sua musica ci trascinerà verso un mondo più vero, senza pregiudizi nè differenze, perché in fondo sono le differenze a renderci speciali. L’Italia non é uno stivale, ma un essere umano. Le città sono gli organi vitali.

Milano potrebbe essere il cervello…Roma l’anima e Napoli il cuore, ma tutto è nelle mani del pubblico.

Si nelle mani, perché saranno i vostri applausi, i vostri silenzi e le vostre risate a decretare se per due ore avete vissuto una favola o per una volta e dico una volta, la realtà di questo pazzo paese può essere meravigliosa ad occhi aperti!

 

Alessandro Siani

 

 

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 13, ore 21.00, e domenica 14 gennaio, ore 18.30

 

Michele La Ginestra e Sergio Zecca in

 

Due di notte

commedia comica di Bruno, La Ginestra e Zecca