Dal 17 al 22 maggio andrà in scena allo Spazio Kairòs di Torino, nell’ambito di Torino Fringe Festival, Cazzimma&Arraggia.
Lo spettacolo dei partenopei Fulvio Sacco e Napoleone Zavatto, racconta l’avventura di due dirigenti calcistici – Fulvio Sacco e Errico Liguori - un po’ sgangherati che provano a scrivere la storia del calcio e di una città, acquistando il più grande calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.
Nello stesso giorno in cui il Calcio Napoli vinse la Coppa UEFA nel 1989, per la prima volta su un palco torinese la genesi di un sogno realizzato con furbizia, scaltrezza, cazzimma, e con ostinazione, impeto, arraggia.
Cazzimma&Arraggia, con coaching del drammaturgo Armando Pirozzi – due volte premio UBU per il miglior testo –, si ispira all’intervista degli autori a Corrado Ferlaino, ex presidente del club partenopeo, al quale hanno chiesto dell’affare sportivo che ha regalato gioia e orgoglio ai tifosi azzurri, in una città in cui il gioco del calcio assume il valore di appartenenza identitaria e di memoria collettiva.
di Napoli Magazine
12/05/2022 - 13:19
Dal 17 al 22 maggio andrà in scena allo Spazio Kairòs di Torino, nell’ambito di Torino Fringe Festival, Cazzimma&Arraggia.
Lo spettacolo dei partenopei Fulvio Sacco e Napoleone Zavatto, racconta l’avventura di due dirigenti calcistici – Fulvio Sacco e Errico Liguori - un po’ sgangherati che provano a scrivere la storia del calcio e di una città, acquistando il più grande calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.
Nello stesso giorno in cui il Calcio Napoli vinse la Coppa UEFA nel 1989, per la prima volta su un palco torinese la genesi di un sogno realizzato con furbizia, scaltrezza, cazzimma, e con ostinazione, impeto, arraggia.
Cazzimma&Arraggia, con coaching del drammaturgo Armando Pirozzi – due volte premio UBU per il miglior testo –, si ispira all’intervista degli autori a Corrado Ferlaino, ex presidente del club partenopeo, al quale hanno chiesto dell’affare sportivo che ha regalato gioia e orgoglio ai tifosi azzurri, in una città in cui il gioco del calcio assume il valore di appartenenza identitaria e di memoria collettiva.