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FOCUS AZZURRO - Cammaroto a “NM”: “Napoli, serve il colpo di teatro alla ADL per dare una scossa”
02.11.2023 23:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - Il pareggio contro il Milan lascia l'amaro in bocca ad un Napoli che poteva rilanciarsi all'inseguimento della zona scudetto e che invece, pur avendo la squadra più forte del campionato, si ritrova ostaggio di se stesso e dell'altalenante incompiutezza di questa stagione. Siamo ormai ad una situazione che ricorda "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde". Al "Maradona" abbiamo visto la fotografia perfetta dei primi due mesi di campionato, con il disastro del primo tempo e la riscossa della seconda frazione di gioco, 45 minuti in cui c'era un Napoli che poteva prenderne 4 o 5 e poi altri 45 minuti in cui, ad un certo punto, un Napoli che ha schiacciato il Milan e dava l'impressione di poterla vincere. Invece è di nuovo il tempo dell'incertezza, degli esami e della pressione sulla squadra e sul tecnico. 

 

La mia impressione è che se De Laurentiis potesse salutare Garcia lo farebbe, magari spera nelle dimissioni del francese che - a quanto pare - non si dimetterà mai, ma siamo sempre allo stesso punto: le alternative non convincono e si va avanti con la prospettiva del "meno peggio". Ma qui il Napoli rischia non soltanto di ritrovarsi fuori dalla lotta scudetto prima ancora di Natale e si sta, soprattutto, imbattendo in una pericolosa lotta Champions contro Atalanta e Lazio e forse pure la Roma che risalirà. C'è da chiedersi e c'è da rispondere in fretta, una volta per tutte, su quanto senso possa avere l'andare avanti così, a fronte di una società e un ambiente che hanno sfiduciato il tecnico e il paradosso di una squadra che è la stessa della passata stagione, è rimasta la stessa (al netto di Kim) e per la legge della logica non può essere diventata all'improvviso una squadraccia da sesto posto. Nulla contro Garcia e mi metto tra quelli che si erano illusi di considerarlo una buona scelta, ricordando la Roma di Salah e Gervinho. I fatti però sono più ostinati delle chiacchiere e dei trascorsi. Rimandare, di nuovo, le valutazioni ad altre tre partite è un tormento ad oltranza che Napoli e il Napoli non possono permettersi. Forse non sarebbe così blasfema l'idea di affidarsi ad un normalizzatore alla Mazzarri, che sarà pure una "minestra riscaldata" ma si è messo a studiare e ha ammesso di aver seguito in maniera maniacale quel Napoli di Spalletti, smontato da Garcia. 

 

Garcia, tra l'altro, mi risulta abbia chiesto dei rinforzi per gennaio, ma questo Napoli - che è lo stesso che ha stracciato la Serie A pochi mesi fa - ha bisogno davvero di rinforzarsi o i problemi sono altri? Un intermediario mi conferma che si potrebbe riaprire il discorso per il centrocampista ex Lione, Tousart, pallino di Garcia e ora riserva all'Union Berlino. Difficilmente Tousart potrebbe sostituire Anguissa nei mesi in cui andrà a fare la Coppa d'Africa e non credo sia in grado di fare la differenza nel campionato italiano. Penso (e la pensiamo così in tanti) che sia molto meglio dare spazio e fiducia a Gaetano se dovesse spuntare una richiesta del genere per un profilo che non aveva convinto lo scouting azzurro già in estate e ricorda la "famosa" annata in cui ci aspettavamo un crack come Mascherano e arrivò invece il gregario David Lopez. 

 

Serve il colpo di teatro alla De Laurentiis, al più presto, per dare una scossa e ribaltare l'inerzia di una stagione che non è ancora persa ma rischia di finire negli annali del pallone al capitolo delle delusioni, delle occasioni perse e di un brusco risveglio dal sogno tricolore.

 
 
 
 

Emanuele Cammaroto

 

Napoli Magazine

 

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