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GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli, Sarri corra come Ben-Hur!"
04.04.2018 16:53 di Napoli Magazine

NAPOLI - Capisco, è andata così così la Pasqua calcistica. Non proprio da cavallerìa rusticana ma quasi. Stop su un campo di periferìa nonostante la prevalenza sulle tribune di migliaia di cuori azzurri. Era capitato anche alla Juve fermarsi inaspettatamente, in quel di Ferrara. Campi trappola. Perché c'è anche la lotta per la sopravvivenza da tenere in debito conto. In alto ci si batte per il titolo, per un piazzamento in Champions, per l'Europa League. E in coda per non retrocedere. Altri discorsi non riesco proprio a seguirli. A buon intenditor, poche parole. Sono convinto - e non per fede - che il discorso scudetto sia ancora possibile. Anche se i punti di distacco sono di nuovo saliti a quattro. Immagino che il calendario tutti lo abbiano stampato nella mente, tracciando con matita blu i percorsi di un certo tipo che Napoli e Juve saranno chiamate a percorrere. E poi, il confronto diretto che sarà decisivo in un senso o nell'altro se una delle più belle del reame dovesse prevalere. Okay. Detto ciò, non si può non rilevare quanto è sotto gli occhi di tutti (o perlomeno di quanti non li abbiano foderati col prosciutto, sic dicunt) e cioè un evidente calo di forma generale della truppa sarriana. Che pure ha abbandonato l'Europa e qualcos'altro per essere il più pimpante possibile, fresca per il rush finale. Dalla sconfitta con la Roma in poi c'è stata autentica sofferenza. Si spiegano, forse, anche così taluni macroscopici errori di mira di elementi cardine, come Insigne. Sorge un dubbio: che i titolarissimi siano un po' spremuti per l'alto minutaggio che hanno nelle gambe. Probabilmente, gli undici più tre (forse sarebbe meglio dire più uno: Zielinski) staranno tirando il fiato per il gran finale. Perché certo non dimentico che la truppa sarriana è avvezza a finire la stagione in crescendo. C'è stata comunque anche la sorpresa dolce. La ritrovata energìa di Milik che nei minuti in cui ha giocato contro il Sassuolo ha reso da solo di più di tutti gli altri suoi colleghi d'attacco (e iellata fu quella traversa che avrebbe potuto mutare i destini del match). A questo punto, mi aspetto Arkadius titolare al centro dell'attacco nella prossima partita, contro lo scorbutico Chievo. Chi tra i folletti dovrà fare posto al corazziere polacco è compito di Sarri. Che immagino già in ambasce per le sostituzioni forzate degli squalificati Albiol e Jorginho. Sarri ha dato al Napoli un volto ben definito, un gioco apprezzato (per bellezza estetica ed applicazione feroce) non soltanto tra i colleghi italiani. Ma ha spesso indugiato a far entrare altri nel gruppo di ferro dei titolarissimi. E' evidente che chi "entra" per cause di forza maggiore oppure al solito minuto della ripresa per la solita sostituzione possa farlo non sempre col sorriso sulle labbra. E magari poco incline, inconsciamente, a gettare il cuore oltre l'ostacolo (si dice così). Il record di punti fissato da Sarri mi sembra un'improvvida uscita. In questo momento delicato della corsa a due ancora aperta. Sarri provi a correre come Ben-Hur. In fin dei conti, Messala (Allegri) è a portata di biga.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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