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GOLAZO
GOLAZO - Mollichelli su "NM": "Napoli, c'è un'anima con due condottieri"
01.09.2021 12:03 di Napoli Magazine

NAPOLI - Si va alla sosta per gli impegni della Nazionale con il bottino pieno, un'iniezione di fiducia in vista della ripresa che prevede il match casalingo con la squinternata Madama di questi tempi e con più di una convinzione di eliminarla definitivamente dalla lotta per il titolo:11 settembre, una data spesso segnata da catastrofi. Dopo la passeggiata - in inferiorità numerica per tre quarti di match - con il derelitto Venezia, m'intrigava vedere confermate quanto di buono visto nella prima, in casa del Genoa. Il grifone, ch'era stato strapazzato dall'Inter, ha confermato di essere una squadra modesta. E però ha affrontato gli azzurri con fierezza, rendendo il successo del Napoli quanto mai prezioso: per il morale e soprattutto per la classifica. Ricordavo bene: Spalletti vede gli sviluppi del match come pochi e, di conseguenza, si mostra lucido nei cambi a partita in corso. Importantissimi nel calcio d'oggi che consente addirittura 5 cambi. Altrimenti si rischia di schierare inutili doppioni con il naturale snaturamento undici di partenza. Tra piccoletti, peperini e dribblomani, sul risultato di parità - perfino giusto - il tecnico di Certaldo ha tirato fuori dal cappello a cilindro - vabbè, dalla panchina - il centravanti antico, quel Petagna che mi son divertito spesso a definire il Lukaku bianco, et voilà quella torsione di testa ad anticipare Masiello (splendido lancio di Mario Rui), gran gol e tre punti pesantissimi. Un gol per dirsi addio o arrivederci, chissà (intanto è arrivato Anguissa), resta a Genova sponda doriana. Una perdita che potrebbe farsi sentire e va bene che Aurelio Primo, tempo fa aveva dichiarato: sono io il vostro Petagna! Naturalmente, non è la stessa cosa. Devo dire che non mi è dispiaciuta la prova di Lobotka che ha lavorato palloni su palloni rendendo così possibile la giornata di quasi ferie che s'è concesso Fabiàn Ruiz, gol a parte. Due turni soltanto dicono e non dicono, ma Lapalisse direbbe che 6 punti sono meglio di 4. E comunque, come avevo previsto, questa squadra azzurra ci sta bene e di diritto nel gotha della classifica: per il momento, cinque sorelle in rappresentanza della capitale, della MIlano che lavora e della Napoli città d'arte che si sforza di diventare anche metropoli d'avanguardia dell'intero Sud. Potrebbe essere il campionato delle sorprese, sia per il titolo sia per i piazzamenti utili per l'Europa dei isoldoni (Champions) e dei soldini (Europa League, Conference e chi più ne ha più ne metta). Dunque Milano: con l'Inter campione in carica e con il Milan campione nel rinforzare la squadra, i derbies della Madunina saranno tutti da vedere e da gustare. Quindi Roma capoccia, grazie alla Lazio del comandante Sarri (bello il gol di Hysaj) ed alla Lupa guidata con perizia da Mourinho che ha preteso ed ha avuto due suoi pupilli: Abraham e Rui Patricio. Infine Napoli, squadra che ha un'anima e due condottieri: uno in panca, l'altro in campo: quell'Insigne che non merita di stare tra coloro che son sospesi. Non mi meraviglia affatto il crac della Madama. La dirigenza ha compiuto negli ultimi tre anni errori a catena ed ora i nodi stanno venendo al pettine. E poi ho il vago sentore che abbiano nociuto ad Allegri i due anni sabbatici. Infine, la perdita di Ronaldo bomber da trenta gol a stagione. Ora spazio alla nazionale di Mancini campione d'Europa. Poi si riprenderà e tra campionato e coppe saranno fuochi pirotecnici.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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