NAPOLI - Il Napoli di Aurelio De Laurentiis non ce l'ha fatta ad espugnare l'imbattibilita' dello Juventus Stadium. Juve e Napoli si temevano a vicenda. Perdere significava concedere all'avversario la palma di capolista. Uno scontro diretto tra due formazioni, non a caso, a pari punti in classifica. La casualità del sorteggio del calendario della stagione calcistica 2012/2013, aveva riservato alla platea calciofila questa sfida così importante dopo appena 8 giornate e dopo due settimane di sosta per gli impegni delle nazionali. Juve-Napoli si è giocata con la paura di perdere e il salomonico pareggio era accettato da entrambe le squadre. Come da copione per 82 minuti di gioco non si sono visti tiri in porta, i due portieri hanno avuto vita tranquilla, pochissime volte impegnati. La paura di perdere, il rispetto per l'avversario, hanno implicitamente determinato a far sì che non si modificasse l'assetto tattico delle due squadre. L'errore del Napoli forse è stato quello di non giocare da vero Napoli. Non perchè la Juve non l'abbia permesso, ma perchè ci si è preoccupati eccessivamente di Pirlo, ignorando che la Juve, con l'importante assenza di Vucinic, in pratica giocava senza punte vere. Il Napoli non ha funzionato sulla sua corsia di destra. Gli inserimenti di Campagnaro sulla trequarti non hanno trovato in Maggio un valido interlocutore. Si sono persi duelli inutili che hanno permesso a Giovinco delle praterie ed ad Asamoha di fare il bello ed il cattivo tempo. Ci si è preoccupati troppo di difendersi, sacrificando Hamsik al controllo di Pirlo. Lo slovacco, da vero soldatino, ha eseguito alla lettera le disposizioni avute dal suo mister. Ci voleva un pizzico di presunzione in più! Giocando da Napoli, sarebbe stata la Juve a doversi preoccupare delle giocate di Hamsik. In questo abbiamo peccato. Il Napoli non è meno forte della Juve. La forza di Mazzarri è il suo attacco. Il trio Cavani-Pandev-Hamsik è una forza di natura. Ce lo invidiono tutti. E' su questa linea che il Napoli deve imporsi. Mazzarri è un grande allenatore ma in una sfida così importante doveva osare di più. I due gol della Juve sono stati frutto del caso. Sul gol di testa di Caceres ha grosse responsabilità Maggio, mentre il tiro a volo di Pogba è un terno al lotto. I marcatori sono stati i sostituti di Asamoha e di Vidal. Due riserve che resteranno tali. Infatti Mesto e Dzemaili, tanto per intenderci, sono di pari valore se non addirittura superiori. Quindi la favola metropolitana della diversità della panchina della Juve rispetto a quella del Napoli è vera fino ad un certo punto, ma non certamente per due giocatori normali quali sono Caceres e Pogba. La sconfitta di Torino non significa nulla. Il Napoli è più squadra della Juve. Deve soltanto credere di più nella sua forza e non tenere il freno a mano tirato al massimo. Le polemiche che ci saranno non dovranno in alcun modo scalfire lo zoccolo duro della squadra. La presenza o meno di Insigne nello scacchiere del Napoli la si lasci decidere al solo Mazzarri, l'unico in grado di capire il momento opportuno del suo inserimento. Il Napoli, quando gioca da Napoli, ha movimenti precisi da rispettare. La sfortuna di Insigne è quella di avere davanti due monumenti calcistici: Cavani e Pandev. Tutto sommato però questa sfortuna è anche una grande fortuna per lui. Sarà aiutato nella sua crescita ed a tenere i piedi per terra. Cavani e Pandev sono infatti campioni di grande umiltà.
Vincenzo Petrazzuolo
Napoli Magazine
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di Napoli Magazine
22/10/2012 - 17:30
NAPOLI - Il Napoli di Aurelio De Laurentiis non ce l'ha fatta ad espugnare l'imbattibilita' dello Juventus Stadium. Juve e Napoli si temevano a vicenda. Perdere significava concedere all'avversario la palma di capolista. Uno scontro diretto tra due formazioni, non a caso, a pari punti in classifica. La casualità del sorteggio del calendario della stagione calcistica 2012/2013, aveva riservato alla platea calciofila questa sfida così importante dopo appena 8 giornate e dopo due settimane di sosta per gli impegni delle nazionali. Juve-Napoli si è giocata con la paura di perdere e il salomonico pareggio era accettato da entrambe le squadre. Come da copione per 82 minuti di gioco non si sono visti tiri in porta, i due portieri hanno avuto vita tranquilla, pochissime volte impegnati. La paura di perdere, il rispetto per l'avversario, hanno implicitamente determinato a far sì che non si modificasse l'assetto tattico delle due squadre. L'errore del Napoli forse è stato quello di non giocare da vero Napoli. Non perchè la Juve non l'abbia permesso, ma perchè ci si è preoccupati eccessivamente di Pirlo, ignorando che la Juve, con l'importante assenza di Vucinic, in pratica giocava senza punte vere. Il Napoli non ha funzionato sulla sua corsia di destra. Gli inserimenti di Campagnaro sulla trequarti non hanno trovato in Maggio un valido interlocutore. Si sono persi duelli inutili che hanno permesso a Giovinco delle praterie ed ad Asamoha di fare il bello ed il cattivo tempo. Ci si è preoccupati troppo di difendersi, sacrificando Hamsik al controllo di Pirlo. Lo slovacco, da vero soldatino, ha eseguito alla lettera le disposizioni avute dal suo mister. Ci voleva un pizzico di presunzione in più! Giocando da Napoli, sarebbe stata la Juve a doversi preoccupare delle giocate di Hamsik. In questo abbiamo peccato. Il Napoli non è meno forte della Juve. La forza di Mazzarri è il suo attacco. Il trio Cavani-Pandev-Hamsik è una forza di natura. Ce lo invidiono tutti. E' su questa linea che il Napoli deve imporsi. Mazzarri è un grande allenatore ma in una sfida così importante doveva osare di più. I due gol della Juve sono stati frutto del caso. Sul gol di testa di Caceres ha grosse responsabilità Maggio, mentre il tiro a volo di Pogba è un terno al lotto. I marcatori sono stati i sostituti di Asamoha e di Vidal. Due riserve che resteranno tali. Infatti Mesto e Dzemaili, tanto per intenderci, sono di pari valore se non addirittura superiori. Quindi la favola metropolitana della diversità della panchina della Juve rispetto a quella del Napoli è vera fino ad un certo punto, ma non certamente per due giocatori normali quali sono Caceres e Pogba. La sconfitta di Torino non significa nulla. Il Napoli è più squadra della Juve. Deve soltanto credere di più nella sua forza e non tenere il freno a mano tirato al massimo. Le polemiche che ci saranno non dovranno in alcun modo scalfire lo zoccolo duro della squadra. La presenza o meno di Insigne nello scacchiere del Napoli la si lasci decidere al solo Mazzarri, l'unico in grado di capire il momento opportuno del suo inserimento. Il Napoli, quando gioca da Napoli, ha movimenti precisi da rispettare. La sfortuna di Insigne è quella di avere davanti due monumenti calcistici: Cavani e Pandev. Tutto sommato però questa sfortuna è anche una grande fortuna per lui. Sarà aiutato nella sua crescita ed a tenere i piedi per terra. Cavani e Pandev sono infatti campioni di grande umiltà.
Vincenzo Petrazzuolo
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