NAPOLI - Quarta sconfitta per il Napoli di Benitez in questa stagione tra campionato ed Europa. Quattro disfatte contro squadre modeste: Athletic Bilbao, Chievo, Udinese e Young Boys. Sconfitte amare, difficili da digerire, perché tutte e quattro le squadre sono di livello inferiore al Napoli. Benitez ha voluto provare un turn over molto spinto utilizzando le cosiddette "seconde linee". La scelta di far giocare i panchinari contro squadre modeste è senza dubbio condivisibile. Dare loro la possibilità di mettersi in mostra e sentirsi utili è cosa buona e giusta, ma i risultati sono mancati. Contro i baldi svizzeri dello Young Boys sono state ben otto le pedine di riserva che Benitez ha voluto far scendere in campo, affiancandoli a Rafael, Maggio, Albiol e Mertens. Senza voler stilare una classifica di buoni e cattivi, di chi ha giocato meglio o di chi ha sbagliato meno, è risultata lampante ed abissale la differenza dei valori in campo delle due squadre. Si dice spesso che è mancata l'intensità quando si perde. I tifosi del Napoli sono sfiduciati! Accusano il presidente di non aver fatto i dovuti investimenti nell'ultima campagna acquisti. Le prospettive di vincere lo scudetto dopo i proclami estivi si allontanano sempre di più. Le promesse di De Laurentiis a Dimaro volevano essere una provocazione ed un messaggio preciso rivolto a Benitez, della serie: dopo aver rivoluzionato un intero organico ora non resta che puntare tutto sul campionato cercando di vincerlo o quantomeno lottare fino alla fine, senza distacchi considerevoli dalle dirette antagoniste, Juventus e Roma. Insomma le promesse del presidente andrebbero chiarite quanto prima dal diretto interessato a scanso di equivoci. Purtroppo nel Napoli manca un'importante figura dirigenziale che sappia fare da tramite tra proprietà e staff tecnico. De Laurentiis ha speso tantissimo nel suo Napoli. Molti acquisti si sono rilevati sbagliati forse perché frutto di errate valutazioni. Molti altri invece hanno costituito la struttura portante dell'intero complesso. Attaccare la proprietà da parte dei tifosi non giova a nessuno. Bisogna ricordare che 10 anni fa, con l'allora presidente Toto Naldi, non si riuscì ad evitare il fallimento della società. Gli imprenditori locali, interpellati dal Comune di Napoli, non furono in grado di racimolare 6 milioni di euro, sufficienti a evitare il fallimento ed in grado di assicurare la permanenza in serie B con il Lodo Petrucci. De Laurentiis ha sempre assicurato continuità per il progetto Napoli. Molti parlano di delusione. Ma delusione di cosa e di chi? Non certo del presidente. L'imprenditore De Laurentiis ha sempre fatto chiarezza sin dal primo istante del suo acquisto del club. I conti economici e finanziari vanno tenuti sempre in ordine al di là di ogni improbabile capriccio. Non sogni ma realtà. I suoi 10 anni di gestione sono stati altamente positivi. Chi mai verrebbe ad investire a Napoli, conoscendo gli atavici problemi di questa bellissima ed unica città, ricca di ogni contraddizione nel bene o nel male? Molti sognano l'arrivo dell'arabo con tutte le sue possibilità economiche, che farebbero diventare il Napoli il nuovo PSG. Siamo seri! Per quel che mi riguarda mi tengo stretto De Laurentiis, con tutti i suoi difetti ma anche con il suo immenso carico di umanità. Non va mortificato con quel "cacc' e sord". E' pur vero che il Napoli è dei suoi tifosi, liberi di esprimere qualsivoglia critica e di contestare nel più civile dei modi. Attaccare principalmente la proprietà è, però a mio avviso, soltanto controproducente. Alla guida del Napoli c'è l'allenatore più pagato della serie A, che ha dato il suo ok alla campagna acquisti e cessioni. Non accusi pertanto i media di prevenzione nei suoi confronti. Allo stato attuale il suo modulo di gioco, il 4-2-3-1, è troppo rischioso e necessita di calciatori con determinate caratteristiche. Gli equilibri in campo sono fondamentali e devono accontentare un pò tutti. Un'ultima considerazione sull'estremo difensore. Si auspica il ritorno di Pepe Reina nel mercato di gennaio: costi quel che costi.
Vincenzo Petrazzuolo
Napoli Magazine
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di Napoli Magazine
25/10/2014 - 21:18
NAPOLI - Quarta sconfitta per il Napoli di Benitez in questa stagione tra campionato ed Europa. Quattro disfatte contro squadre modeste: Athletic Bilbao, Chievo, Udinese e Young Boys. Sconfitte amare, difficili da digerire, perché tutte e quattro le squadre sono di livello inferiore al Napoli. Benitez ha voluto provare un turn over molto spinto utilizzando le cosiddette "seconde linee". La scelta di far giocare i panchinari contro squadre modeste è senza dubbio condivisibile. Dare loro la possibilità di mettersi in mostra e sentirsi utili è cosa buona e giusta, ma i risultati sono mancati. Contro i baldi svizzeri dello Young Boys sono state ben otto le pedine di riserva che Benitez ha voluto far scendere in campo, affiancandoli a Rafael, Maggio, Albiol e Mertens. Senza voler stilare una classifica di buoni e cattivi, di chi ha giocato meglio o di chi ha sbagliato meno, è risultata lampante ed abissale la differenza dei valori in campo delle due squadre. Si dice spesso che è mancata l'intensità quando si perde. I tifosi del Napoli sono sfiduciati! Accusano il presidente di non aver fatto i dovuti investimenti nell'ultima campagna acquisti. Le prospettive di vincere lo scudetto dopo i proclami estivi si allontanano sempre di più. Le promesse di De Laurentiis a Dimaro volevano essere una provocazione ed un messaggio preciso rivolto a Benitez, della serie: dopo aver rivoluzionato un intero organico ora non resta che puntare tutto sul campionato cercando di vincerlo o quantomeno lottare fino alla fine, senza distacchi considerevoli dalle dirette antagoniste, Juventus e Roma. Insomma le promesse del presidente andrebbero chiarite quanto prima dal diretto interessato a scanso di equivoci. Purtroppo nel Napoli manca un'importante figura dirigenziale che sappia fare da tramite tra proprietà e staff tecnico. De Laurentiis ha speso tantissimo nel suo Napoli. Molti acquisti si sono rilevati sbagliati forse perché frutto di errate valutazioni. Molti altri invece hanno costituito la struttura portante dell'intero complesso. Attaccare la proprietà da parte dei tifosi non giova a nessuno. Bisogna ricordare che 10 anni fa, con l'allora presidente Toto Naldi, non si riuscì ad evitare il fallimento della società. Gli imprenditori locali, interpellati dal Comune di Napoli, non furono in grado di racimolare 6 milioni di euro, sufficienti a evitare il fallimento ed in grado di assicurare la permanenza in serie B con il Lodo Petrucci. De Laurentiis ha sempre assicurato continuità per il progetto Napoli. Molti parlano di delusione. Ma delusione di cosa e di chi? Non certo del presidente. L'imprenditore De Laurentiis ha sempre fatto chiarezza sin dal primo istante del suo acquisto del club. I conti economici e finanziari vanno tenuti sempre in ordine al di là di ogni improbabile capriccio. Non sogni ma realtà. I suoi 10 anni di gestione sono stati altamente positivi. Chi mai verrebbe ad investire a Napoli, conoscendo gli atavici problemi di questa bellissima ed unica città, ricca di ogni contraddizione nel bene o nel male? Molti sognano l'arrivo dell'arabo con tutte le sue possibilità economiche, che farebbero diventare il Napoli il nuovo PSG. Siamo seri! Per quel che mi riguarda mi tengo stretto De Laurentiis, con tutti i suoi difetti ma anche con il suo immenso carico di umanità. Non va mortificato con quel "cacc' e sord". E' pur vero che il Napoli è dei suoi tifosi, liberi di esprimere qualsivoglia critica e di contestare nel più civile dei modi. Attaccare principalmente la proprietà è, però a mio avviso, soltanto controproducente. Alla guida del Napoli c'è l'allenatore più pagato della serie A, che ha dato il suo ok alla campagna acquisti e cessioni. Non accusi pertanto i media di prevenzione nei suoi confronti. Allo stato attuale il suo modulo di gioco, il 4-2-3-1, è troppo rischioso e necessita di calciatori con determinate caratteristiche. Gli equilibri in campo sono fondamentali e devono accontentare un pò tutti. Un'ultima considerazione sull'estremo difensore. Si auspica il ritorno di Pepe Reina nel mercato di gennaio: costi quel che costi.
Vincenzo Petrazzuolo
Napoli Magazine
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