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AL SAN PAOLO - Napoli: applausi per Insigne
20.10.2019 20:12 di Napoli Magazine Fonte: Fabio Tarantino per il Roma

NAPOLI. Eccolo l’urlo tanto atteso. Arek Milik poteva solo immaginarlo in attesa di tornare ad assaporarlo. Il gol mancava da oltre sei mesi, l’ultimo era stato realizzato a Verona ma col Chievo, lo ritrova dopo un’eternità contro l’altra squadra di una città che l’ispira particolarmente. Il San Paolo riabbraccia il polacco, esulta con lui per il vantaggio, è una rete preziosa per sé e per gli altri, per la squadra e per i tifosi che hanno riempito lo stadio approfittando di prezzi vantaggiosi e dell’orario, con una serata libera da poter trascorrere ognuno a modo proprio. Ne bastava uno per il morale, il secondo è un surplus di felicità che gli tornerà utile per eclissare, ma in parte, quest’astinenza che prima o poi doveva interrompersi. Milik ha scelto la partita perfetta per rilanciarsi permettendo anche al Napoli di farlo. Non c’era il pienone ma la media stagionale è stata rafforzata dai 38.686 presenti, con curve piene e distinti colorati. Ognuno al proprio posto, come da nuova tradizione. Anche per questo molti sono arrivati con estrema calma certi di trovare una poltrona libera, la propria, per godersi lo show. Ma all’inizio la gara è stata tutt’altro che entusiasmante. Il Verona ha mostrato coraggio e il silenzio s’è avvertito durante gli attacchi della squadra di Juric. Il San Paolo s’è rianimato a metà ripresa e poi s’è scatenato alla doppietta di Milik vivendo un secondo tempo di assoluto relax, senza quasi mai avvertire rischi o timori. È stata la partita di Milik: protagonista assoluto, due gol e nuove traiettorie di sorriso, nel finale anche la standing ovation che Ancelotti gli ha dedicato con Llorente al suo posto. Nello stesso istante, minuto trentacinque della ripresa, è entrato per il Verona il napoletano Tutino, per una porzione di partita che ricorderà a lungo, nonostante il risultato e un gol appena sfiorato. A fine gara, come d’abitudine, i calciatori hanno raggiunto il pubblico facendo il giro di campo e ricevendo il calore dei propri tifosi. Elogi per tutti dopo una serata partita col brivido ma che s’è conclusa come tutti speravano. LA GARA DI INSIGNE. C’era grande attesa per il ritorno di Insigne a Fuorigrotta dopo la gita in Nazionale, il confronto con Raiola e la società a Castel Volturno e le parole di De Laurentiis nei suoi confronti. I tifosi hanno sostenuto il capitano del Napoli, incitandolo ad ogni tocco palla, sperando di riconoscere giocate che potessero lasciare il segno. Lorenzinho ci ha messo tanto impegno nel ruolo di seconda punta, ha cucito il gioco, ha fornito l’assist su punizione per il 2-0 di Milik e poi a dieci minuti dalla fine della partita ha lasciato il campo per far spazio a Mertens. Sempre tra gli applausi, ovviamente. All’intervallo, con le squadre negli spogliatoi, il San Paolo ha abbracciato l’80enne Claudio Bandoni, ex portiere azzurro degli anni sessanta, protagonista nei giorni scorsi di un tour in bici da Verona a Napoli affinché il mondo dello sport potesse cogliere il suo messaggio di pace. Maglia celebrativa da Karnezis, ovviamente la numero uno, con parole d’emozione: «Voglio abbracciare tutti i presenti, molti forse non si ricordano di me, allora saluto i vostri papà. Forza Napoli sempre», ha detto, tra gli applausi dei tifosi di casa e i fischi inopportuni dei veronesi che, intanto, avevano appena fatto il loro ingresso sugli spalti. Pace rimandata.

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