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CAGLIARI - Barella: "Abbiamo dimostrato anche a Napoli di aver voglia di far bene, daremo il massimo per centrare il decimo posto"
09.05.2019 22:09 di Napoli Magazine Fonte: Sito ufficiale del Cagliari
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Nicolò Barella è stato ospite della trasmissione radiofonica “Il Cagliari in diretta”. Il centrocampista rossoblù si è intrattenuto su svariati temi, ad iniziare dagli obiettivi di questo finale di stagione: “Abbiamo dimostrato anche a Napoli di aver voglia di far bene. Daremo il massimo per centrare il decimo posto, mettendo tutto in ogni partita. A partire da sabato contro la Lazio: vogliamo vincere, dobbiamo trasformare la rabbia accumulata per la sconfitta di domenica in energia positiva da mettere in campo”.

 

I MERITI DI MARAN
“Il mister è una persona vera. Ci siamo sempre detti quel che pensavamo senza peli sulla lingua. Sul piano tattico è stato l'allenatore più importante, quello che più ha influito sulla mia crescita. Mi ha dato una disciplina tattica che prima non avevo e mi ha insegnato a gestirmi sotto il profilo fisico. Il ruolo? Io mi sento sempre più una mezzala però ora grazie al mister ho imparato i meccanismi, so inserirmi meglio alle spalle dell'attaccante”.

 

IL TACCO DI NAPOLI
“Avevo visto Leo dietro di me, a dire il vero volevo dargliela più forte per permettergli di stoppare e tirare, invece l'ho colpita di mezzo esterno: il pallone fortunatamente si è fermato lì e Leo l'ha scaraventato in rete”.

 

IL BOMBER
“Mi dicono tutti che dovrei segnare di più, le statistiche non mentono. Però è anche vero che quest'anno ho colpito diverse pali o traverse, dunque la sfortuna ci ha messo lo zampino. Mi sarebbe piaciuto fare più gol, ma soprattutto per dare una mano alla squadra”.

 

IL RIGORISTA
“L'anno scorso ne ho messo a segno tre su tre. Quest'anno contro l'Inter mi sono rovinato la media, ho sbagliato cambiando idea durante la rincorsa: ero partito con l'idea di piazzarla, poi ho scelto la potenza, ma a quel punto ero troppo sbilanciato”.

 

LA FASCIA DA CAPITANO
“Portare la fascia da capitano della squadra della mia città non la vedo come una responsabilità: al contrario, quando è successo è stato bello, uno stimolo”.

 

IL GOL IN NAZIONALE
“Dopo la partita mi hanno informato di essere il primo cagliaritano a segnare in azzurro. Sul momento non ero rimasto molto impressionato, ero solo contento per avere fatto gol. Poi ho metabolizzato e ora se ci penso ne sono più che orgoglioso”.

 

L'INFLUENZA DI COSSU E CONTI
“Andrea è stato un fratello maggiore: mi criticava quando doveva, mi ha fatto i complimenti quando li meritavo. Un rapporto che si consolidato nel tempo. Per Daniele, stesso discorso: sono persone rare da trovare perché ti dicono le cose in faccia e ti aiutano a crescere”.

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CAGLIARI - Barella: "Abbiamo dimostrato anche a Napoli di aver voglia di far bene, daremo il massimo per centrare il decimo posto"

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09/05/2019 - 22:09

Nicolò Barella è stato ospite della trasmissione radiofonica “Il Cagliari in diretta”. Il centrocampista rossoblù si è intrattenuto su svariati temi, ad iniziare dagli obiettivi di questo finale di stagione: “Abbiamo dimostrato anche a Napoli di aver voglia di far bene. Daremo il massimo per centrare il decimo posto, mettendo tutto in ogni partita. A partire da sabato contro la Lazio: vogliamo vincere, dobbiamo trasformare la rabbia accumulata per la sconfitta di domenica in energia positiva da mettere in campo”.

 

I MERITI DI MARAN
“Il mister è una persona vera. Ci siamo sempre detti quel che pensavamo senza peli sulla lingua. Sul piano tattico è stato l'allenatore più importante, quello che più ha influito sulla mia crescita. Mi ha dato una disciplina tattica che prima non avevo e mi ha insegnato a gestirmi sotto il profilo fisico. Il ruolo? Io mi sento sempre più una mezzala però ora grazie al mister ho imparato i meccanismi, so inserirmi meglio alle spalle dell'attaccante”.

 

IL TACCO DI NAPOLI
“Avevo visto Leo dietro di me, a dire il vero volevo dargliela più forte per permettergli di stoppare e tirare, invece l'ho colpita di mezzo esterno: il pallone fortunatamente si è fermato lì e Leo l'ha scaraventato in rete”.

 

IL BOMBER
“Mi dicono tutti che dovrei segnare di più, le statistiche non mentono. Però è anche vero che quest'anno ho colpito diverse pali o traverse, dunque la sfortuna ci ha messo lo zampino. Mi sarebbe piaciuto fare più gol, ma soprattutto per dare una mano alla squadra”.

 

IL RIGORISTA
“L'anno scorso ne ho messo a segno tre su tre. Quest'anno contro l'Inter mi sono rovinato la media, ho sbagliato cambiando idea durante la rincorsa: ero partito con l'idea di piazzarla, poi ho scelto la potenza, ma a quel punto ero troppo sbilanciato”.

 

LA FASCIA DA CAPITANO
“Portare la fascia da capitano della squadra della mia città non la vedo come una responsabilità: al contrario, quando è successo è stato bello, uno stimolo”.

 

IL GOL IN NAZIONALE
“Dopo la partita mi hanno informato di essere il primo cagliaritano a segnare in azzurro. Sul momento non ero rimasto molto impressionato, ero solo contento per avere fatto gol. Poi ho metabolizzato e ora se ci penso ne sono più che orgoglioso”.

 

L'INFLUENZA DI COSSU E CONTI
“Andrea è stato un fratello maggiore: mi criticava quando doveva, mi ha fatto i complimenti quando li meritavo. Un rapporto che si consolidato nel tempo. Per Daniele, stesso discorso: sono persone rare da trovare perché ti dicono le cose in faccia e ti aiutano a crescere”.

Fonte: Sito ufficiale del Cagliari