Il suo Parma come il Napoli di Mazzarri. Nevio Scala è stato il tecnico più vincente della storia degli emiliani. Tutti i suoi trionfi hanno però avuto un marchio di fabbrica, il 3-5-2. Il modulo che, con qualche variante, sta facendo adesso le fortune degli azzurri.
Scala, questo Napoli somiglia al Parma di inizio anni '90?
"Secondo me si e lo dico con grande orgoglio perchè è un paragone che mi lusinga. Ho visto spesso giocare il Napoli quest'anno e ci sono tante analogie con la squadra che allenavo io".
Quali sono quelle più evidenti, dal suo punto di vista?
"Non è solo questione tattica. L'organizzazione è alla base di tutto, così era per me e così mi sembra sia per Mazzarri. Poi, però, c'è gente in grado di andare fuori dagli schemi con quella sfrontatezza necessaria per imporre il proprio gioco".
Quanto incide da questo punto di vista l'allenatore?
"Tanto. Si vede chiaramente come Mazzarri abbia creato un rapporto speciale con i suoi giocatori e li abbia convinti a pieno delle loro potenzialità. Il Napoli è affamato, proprio come lo era il mio Parma. Anche io avevo a disposizione tanti campioni che fino ad allora non avevano ancora vinto nulla e mi ricordo che lavorai sulla loro testa per convincerlo che era arrivato il momento".
La difesa a tre era il suo marchio di fabbrica e con Mazzarri è tornato di moda. Le piace come si muove la retroguardia del Napoli?
"I numeri lasciano il tempo che trovano, piuttosto si vede che ci sono dei codici ben precisi. Cannavaro mi ricorda un pò Grun, forse ha meno qualità tecniche però la stessa capacità di calciare lungo e far ripartire l'azione sulle fasce. Lui è il primo ad impostare il gioco".
Qual'è secondo lei il segreto del Napoli?
"Le fasce, esattamente come lo erano per il mio Parma. Maggio ormai fa sia l'ala che il terzino e Dossena si muove in sincronia con lui. Mi sembra di rivedere Benarrivo e Di Chiara".
Andando avanti con i paragoni, in attacco questo Napoli ha forse più qualità del suo Parma?
"Non saprei, Zola era fantastico e spaccava le difese proprio come Lavezzi. Diciamo che Cavani non dà punti di riferimento. E' quello che chiedevo io ai vari Melli, Osio ed Asprilla. Così, una mezzala come Hamsik può inserirsi in zona gol proprio come accadeva, per esempio, a Dino Baggio".
Sabato c'è Napoli-Parma, secondo Scala come finisce?
"Pronostici non ne faccio, però gli azzurri dovranno stare attenti a Giovinco. E' una scheggia impazzita, difficile da fermare con una marcatura a uomo. Mazzarri dovrà costruirgli una piccola gabbia, senza snaturare il suo gioco".
di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
Il suo Parma come il Napoli di Mazzarri. Nevio Scala è stato il tecnico più vincente della storia degli emiliani. Tutti i suoi trionfi hanno però avuto un marchio di fabbrica, il 3-5-2. Il modulo che, con qualche variante, sta facendo adesso le fortune degli azzurri.
Scala, questo Napoli somiglia al Parma di inizio anni '90?
"Secondo me si e lo dico con grande orgoglio perchè è un paragone che mi lusinga. Ho visto spesso giocare il Napoli quest'anno e ci sono tante analogie con la squadra che allenavo io".
Quali sono quelle più evidenti, dal suo punto di vista?
"Non è solo questione tattica. L'organizzazione è alla base di tutto, così era per me e così mi sembra sia per Mazzarri. Poi, però, c'è gente in grado di andare fuori dagli schemi con quella sfrontatezza necessaria per imporre il proprio gioco".
Quanto incide da questo punto di vista l'allenatore?
"Tanto. Si vede chiaramente come Mazzarri abbia creato un rapporto speciale con i suoi giocatori e li abbia convinti a pieno delle loro potenzialità. Il Napoli è affamato, proprio come lo era il mio Parma. Anche io avevo a disposizione tanti campioni che fino ad allora non avevano ancora vinto nulla e mi ricordo che lavorai sulla loro testa per convincerlo che era arrivato il momento".
La difesa a tre era il suo marchio di fabbrica e con Mazzarri è tornato di moda. Le piace come si muove la retroguardia del Napoli?
"I numeri lasciano il tempo che trovano, piuttosto si vede che ci sono dei codici ben precisi. Cannavaro mi ricorda un pò Grun, forse ha meno qualità tecniche però la stessa capacità di calciare lungo e far ripartire l'azione sulle fasce. Lui è il primo ad impostare il gioco".
Qual'è secondo lei il segreto del Napoli?
"Le fasce, esattamente come lo erano per il mio Parma. Maggio ormai fa sia l'ala che il terzino e Dossena si muove in sincronia con lui. Mi sembra di rivedere Benarrivo e Di Chiara".
Andando avanti con i paragoni, in attacco questo Napoli ha forse più qualità del suo Parma?
"Non saprei, Zola era fantastico e spaccava le difese proprio come Lavezzi. Diciamo che Cavani non dà punti di riferimento. E' quello che chiedevo io ai vari Melli, Osio ed Asprilla. Così, una mezzala come Hamsik può inserirsi in zona gol proprio come accadeva, per esempio, a Dino Baggio".
Sabato c'è Napoli-Parma, secondo Scala come finisce?
"Pronostici non ne faccio, però gli azzurri dovranno stare attenti a Giovinco. E' una scheggia impazzita, difficile da fermare con una marcatura a uomo. Mazzarri dovrà costruirgli una piccola gabbia, senza snaturare il suo gioco".