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CORONAVIRUS - Il dott. Braconaro ipotizza: "Considerando la curva epidemiologica in Italia, si potrebbe consentire l’apertura degli stadi, mantenendo il distanziamento sociale"
13.07.2020 15:57 di Napoli Magazine

Il Dott. Francesco Braconaro, membro della commissione medico scientifica federale e rappresentante medici sportivi della Lega Pro, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione sportiva Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": “Avendo modificato la regola sulla quarantena possiamo continuare il campionato anche in caso di nuovi positivi e possiamo tenere alta la tensione. Se tutti i testati sono negativi e non sono contagiosi le partite possono andare avanti e si mette in isolamento solo il positivo contagioso. Con il vecchio protocollo probabilmente tutto il campionato si sarebbe fermato. Le squadre sarebbero state costrette ad andare in un ritiro obbligato senza poter più giocare. I test oggi ci danno delle garanzie buone per poter far continuare il campionato con la massima sicurezza. Tifosi allo stadio? Considerando la curva epidemiologica italiana si potrebbe consentire l’apertura degli stadi, seppur mantenendo il distanziamento sociale. Le Leghe ci stanno pensando. La FIGC ci sta pensando, ovviamente nel rispetto di tutta una serie di regole. Rischio 0? No, il rischio 0 non esiste. Oggi la situazione sanitaria del Paese è buona, incrociamo le dita e accendiamo i ceri, questo perché tutti ci siamo comportati bene. Pare che la carica del virus si sia ridotta. In alcuni angoli della terra ci sono 50mila contagiati al giorno e noi invece, per fortuna, navighiamo in una situazione migliore, ma il virus non è scomparso. Dobbiamo avere un po’ di pazienza, per qualche mese. La soluzione a questa situazione ce la darà il vaccino. Molti ragazzi in strada? Purtroppo molti ragazzi non hanno capito che bisogna mantenere il distanziamento. Sono le istituzioni che devono mettere in essere dei controlli capillari. La popolazione ormai, dopo un periodo drammatico, ha quasi dimenticato quello che ha passato. Non vuole ricordare quei periodi drammatici, vuole dimenticare. Però dobbiamo mantenere alta la tensione. Questo è un problema di responsabilità anche dei singoli. I controlli vanno fatti e devono essere fatti. Non possiamo mettere però un poliziotto per ogni persona”.

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