Federico Chiesa, ala della Fiorentina, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport nel corso della quale ha tra l'altro affermato: "Sfida scudetto tra Napoli e Juventus? Faccio fatica a dirglielo perché quest’anno è veramente una battaglia. Sono due contendenti molto forti: il Napoli gioca un bel calcio, la Juve è già sei anni che vince. Sarà veramente difficile per il Napoli tenere questo passo ma diciamo che il Napoli per il gioco che esprime, per l’aggressività che mette in campo ha stupito tutti. Si vedrà solo nelle ultime partite chi potrà vincere. Oggi sembra uno scontro alla pari, in cui dunque conteranno tanti elementi: episodi, forma fisica, infortuni. La mia squadra del cuore? Non ho mai tifato per una squadra, però ero molto appassionato del Milan dei campioni, quello con Kakà, che è sempre stato il mio idolo. Quindi Kakà, Shevchenko, gli altri. Mi piaceva guardare il Milan dei campioni. L’allenatore più importante? Per me sarà sempre mister Paulo Sousa perché è quello che mi ha dato fiducia e mi ha fornito l’opportunità di esordire in Serie A e di formarmi come calciatore. Io a vita in viola? Questo non lo so perché io veramente penso solo all’allenamento, alla partita di domenica e questo è il mio unico pensiero, il mio sguardo è fisso sul calendario e sui risultati. Il resto verrà".
di Napoli Magazine
17/02/2018 - 11:42
Federico Chiesa, ala della Fiorentina, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport nel corso della quale ha tra l'altro affermato: "Sfida scudetto tra Napoli e Juventus? Faccio fatica a dirglielo perché quest’anno è veramente una battaglia. Sono due contendenti molto forti: il Napoli gioca un bel calcio, la Juve è già sei anni che vince. Sarà veramente difficile per il Napoli tenere questo passo ma diciamo che il Napoli per il gioco che esprime, per l’aggressività che mette in campo ha stupito tutti. Si vedrà solo nelle ultime partite chi potrà vincere. Oggi sembra uno scontro alla pari, in cui dunque conteranno tanti elementi: episodi, forma fisica, infortuni. La mia squadra del cuore? Non ho mai tifato per una squadra, però ero molto appassionato del Milan dei campioni, quello con Kakà, che è sempre stato il mio idolo. Quindi Kakà, Shevchenko, gli altri. Mi piaceva guardare il Milan dei campioni. L’allenatore più importante? Per me sarà sempre mister Paulo Sousa perché è quello che mi ha dato fiducia e mi ha fornito l’opportunità di esordire in Serie A e di formarmi come calciatore. Io a vita in viola? Questo non lo so perché io veramente penso solo all’allenamento, alla partita di domenica e questo è il mio unico pensiero, il mio sguardo è fisso sul calendario e sui risultati. Il resto verrà".