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FOCUS NM – Il Napoli riparte: il primo flamenco di Gutierrez, il Conte “furioso” perde Di Lorenzo, l’uomo in più contro la Fiorentina è Vergara
01.02.2026 15:08 di Napoli Magazine
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NAPOLI – Il Napoli reagisce all’eliminazione in Champions League, battendo la Fiorentina 2-1 al Maradona, nel match valido per la 23esima giornata di Serie A. Nonostante le tante assenze che affliggono in Napoli da tempo, la squadra azzurra riesce a portare a casa un risultato importante contro la viola che ha provato fino alla fine ad agguantare il pari. A decidere la sfida Antonio Vergara, che sblocca il match all’11’, e Miguel Gutierrez, che al 49’ trova un gran gol che fa sembrare chiusa la pratica. La Fiorentina, però, sfrutta l’occasione giusta e accorcia le distanze con Solomon, per poi sfiorare il pari due volte con Piccoli.

Dopo il triplice fischio, si può dire che Napoli-Fiorentina ha lasciato tante sensazioni contrastanti: felicità per la vittoria, per tre punti che dimostrano come questa squadra non molla davanti a nulla, un gruppo che non si piega davanti alle difficoltà e all’eliminazione in Champions. Amarezza per l’ennesimo infortunio e, questa volta, si può parlare di sfortuna. Se davanti alle defezioni di natura muscolare qualche dubbio nasce, quello che è successo a Di Lorenzo è veramente una sciagurata sfortuna: un movimento sbagliato che cambia tutto. Il suo infortunio è pesante, per la squadra e per Conte: in una situazione di emergenza, avere un calciatore che può ricoprire più ruoli è balsamo sulla ferita, ma fortunatamente il suo infortunio è meno grave del previsto. Un’altra tegola che si aggiunge alle numerose assenze, che porta chi è a disposizione a non fermarsi mai. Poi c’è la sorpresa: Conte è un maestro nel trasformare le difficoltà in virtù. Per la terza volta schiera Gutierrez sulla destra. A Copenhagen e a Torino non ha avuto grandi effetti, ma con la Fiorentina la situazione si è completamente ribaltata, non solo per il gol (spettacolare), ma anche per una prova concentrata e propositiva fin dal primo minuto. Una scelta per sopperire alle assenze, ma che potrebbe, chissà, rivelarsi una svolta per lo spagnolo.  Rabbia: come quella espressa da Conte nel post partita, dovuta anche alla “perdita” di Di Lorenzo. Una squadra falcidiata da infortuni, non può subire il mercato a saldo zero per delle norme cervellotiche. Un calendario intasato, che mette sempre più a rischio i calciatori di tutte le squadre (si, non rischiano la vita, ma danni fisici si, anche importanti). Troppe situazioni inadeguate su cui si sta perdendo il controllo. Bisognerebbe sedersi e trovare un compromesso, che possa essere vantaggioso per tutti e soprattutto adeguato a salvaguardare la bellezza del calcio. Consapevolezza e ammirazione: non so come finirà questa stagione e in che posizione finirà il Napoli in campionato, ma quello che è certo è che questi ragazzi meritano i migliori riconoscimenti, perché in ogni partita lasciano anima e cuore, che vanno al di sopra di quelle poche energie che restano a disposizione.

L’UOMO IN PIU’ – E’ il suo momento. Chi è napoletano, guarda Antonio Vergara in campo come fosse un figlio che finalmente sta realizzando il suo sogno, ripagando tutti i sacrifici fatti per arrivare lì. Qualcuno sostiene con forza che Vergara abbia avuto la sua occasione per via degli infortuni, e sicuramente è anche vero, ma il calcio è fatto di momenti ed evidentemente il suo doveva arrivare così. Dopo la gioia del gol contro il Chelsea, arriva anche quella della prima rete in Serie A contro la Fiorentina, che arricchisce un’altra prestazione sontuosa. Quel boato del Maradona che urla il suo nome, sicuramente uno dei tanti sogni ad occhi aperti di quel piccolo Vergara che era lì a bordocampo come raccattapalle. Adesso è lì, dall’altra parte della linea e la sua occasione la sta sfruttando con grande cuore, grande napoletanità e grande personalità. In questi giorni tutti parlano di lui e a me viene in mente solo che, nel 2026, ancora non si dia il giusto valore ai settori giovanili. Vergara non è giovane, a 23 anni è già pronto, bello e finito per fare il calciatore. Sicuramente ci saranno tante cose da migliorare, ma non chiamiamolo giovane. Piuttosto che passare il tempo a pompare il calciatore del momento, poniamo il focus sul fatto che in Italia si deve dare il giusto spazio ai giovani, senza andare sempre dall’altra parte del mondo a scovare talentini. In Italia ci sono, basta dargli la giusta attenzione. Bisogna farlo per il bene delle società, della Nazionale italiana e, soprattutto, del calcio italiano.

Preziosa Lombardi

Napoli Magazine

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FOCUS NM – Il Napoli riparte: il primo flamenco di Gutierrez, il Conte “furioso” perde Di Lorenzo, l’uomo in più contro la Fiorentina è Vergara

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01/02/2026 - 15:08

NAPOLI – Il Napoli reagisce all’eliminazione in Champions League, battendo la Fiorentina 2-1 al Maradona, nel match valido per la 23esima giornata di Serie A. Nonostante le tante assenze che affliggono in Napoli da tempo, la squadra azzurra riesce a portare a casa un risultato importante contro la viola che ha provato fino alla fine ad agguantare il pari. A decidere la sfida Antonio Vergara, che sblocca il match all’11’, e Miguel Gutierrez, che al 49’ trova un gran gol che fa sembrare chiusa la pratica. La Fiorentina, però, sfrutta l’occasione giusta e accorcia le distanze con Solomon, per poi sfiorare il pari due volte con Piccoli.

Dopo il triplice fischio, si può dire che Napoli-Fiorentina ha lasciato tante sensazioni contrastanti: felicità per la vittoria, per tre punti che dimostrano come questa squadra non molla davanti a nulla, un gruppo che non si piega davanti alle difficoltà e all’eliminazione in Champions. Amarezza per l’ennesimo infortunio e, questa volta, si può parlare di sfortuna. Se davanti alle defezioni di natura muscolare qualche dubbio nasce, quello che è successo a Di Lorenzo è veramente una sciagurata sfortuna: un movimento sbagliato che cambia tutto. Il suo infortunio è pesante, per la squadra e per Conte: in una situazione di emergenza, avere un calciatore che può ricoprire più ruoli è balsamo sulla ferita, ma fortunatamente il suo infortunio è meno grave del previsto. Un’altra tegola che si aggiunge alle numerose assenze, che porta chi è a disposizione a non fermarsi mai. Poi c’è la sorpresa: Conte è un maestro nel trasformare le difficoltà in virtù. Per la terza volta schiera Gutierrez sulla destra. A Copenhagen e a Torino non ha avuto grandi effetti, ma con la Fiorentina la situazione si è completamente ribaltata, non solo per il gol (spettacolare), ma anche per una prova concentrata e propositiva fin dal primo minuto. Una scelta per sopperire alle assenze, ma che potrebbe, chissà, rivelarsi una svolta per lo spagnolo.  Rabbia: come quella espressa da Conte nel post partita, dovuta anche alla “perdita” di Di Lorenzo. Una squadra falcidiata da infortuni, non può subire il mercato a saldo zero per delle norme cervellotiche. Un calendario intasato, che mette sempre più a rischio i calciatori di tutte le squadre (si, non rischiano la vita, ma danni fisici si, anche importanti). Troppe situazioni inadeguate su cui si sta perdendo il controllo. Bisognerebbe sedersi e trovare un compromesso, che possa essere vantaggioso per tutti e soprattutto adeguato a salvaguardare la bellezza del calcio. Consapevolezza e ammirazione: non so come finirà questa stagione e in che posizione finirà il Napoli in campionato, ma quello che è certo è che questi ragazzi meritano i migliori riconoscimenti, perché in ogni partita lasciano anima e cuore, che vanno al di sopra di quelle poche energie che restano a disposizione.

L’UOMO IN PIU’ – E’ il suo momento. Chi è napoletano, guarda Antonio Vergara in campo come fosse un figlio che finalmente sta realizzando il suo sogno, ripagando tutti i sacrifici fatti per arrivare lì. Qualcuno sostiene con forza che Vergara abbia avuto la sua occasione per via degli infortuni, e sicuramente è anche vero, ma il calcio è fatto di momenti ed evidentemente il suo doveva arrivare così. Dopo la gioia del gol contro il Chelsea, arriva anche quella della prima rete in Serie A contro la Fiorentina, che arricchisce un’altra prestazione sontuosa. Quel boato del Maradona che urla il suo nome, sicuramente uno dei tanti sogni ad occhi aperti di quel piccolo Vergara che era lì a bordocampo come raccattapalle. Adesso è lì, dall’altra parte della linea e la sua occasione la sta sfruttando con grande cuore, grande napoletanità e grande personalità. In questi giorni tutti parlano di lui e a me viene in mente solo che, nel 2026, ancora non si dia il giusto valore ai settori giovanili. Vergara non è giovane, a 23 anni è già pronto, bello e finito per fare il calciatore. Sicuramente ci saranno tante cose da migliorare, ma non chiamiamolo giovane. Piuttosto che passare il tempo a pompare il calciatore del momento, poniamo il focus sul fatto che in Italia si deve dare il giusto spazio ai giovani, senza andare sempre dall’altra parte del mondo a scovare talentini. In Italia ci sono, basta dargli la giusta attenzione. Bisogna farlo per il bene delle società, della Nazionale italiana e, soprattutto, del calcio italiano.

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